Araucaria excelsa

La famiglia delle Auracariaceae è stata creata di recente, in passato tutte le specie erano comprese nella grande famiglia delle Pinaceae, anche se era prevista una sottofamiglia specifica. La specie che si coltiva come pianta d’appartamento è Araucaria excelsa, sinonimo di A. heterophylla, l’unica, tra le 12 specie esistenti, che si presti a questo tipo di coltura.
Si tratta di un vero e proprio alberello da appartamento, dal portamento maestoso, caratterizzato dalle ramificazioni orizzontali e parallele che formano piani regolari, ornati da una fitta copertura di aghi verde scuro.

Le foglie, trasformate in aghi affusolati e leggermente pungenti, assumono in appartamento un colore più chiaro e caldo.

L’Araucaria fu scoperta nel 1780 dal botanico inglese Joseph Banksnel in Australia, nell’isola di Norfolk, e per questo è stata soprannominata il ‘pino di Norfolk’.
Vegeta naturalmente anche in Cile, nella provincia di Arauco, da cui prende il nome.
Gli indigeni Araucarian, sono ricordati per aver lottato strenuamente per mantenere la propria indipendenza, opponendosi alla conquista spagnola; la loro decimazione fu così accanita e violenta che, secondo la leggenda, il loro capo esclamò: “moriremo tutti, ma i nostri alberi perpetueranno il nostro nome”.
In Cile l’Araucaria raggiunge dimensioni maestose, arrivando a una altezza di 60 metri, con una circonferenza di 8.
Le piante adulte hanno la chioma elegante e slanciata, dalla forma piramidale, il tronco è eretto e si articola in ramificazioni molto regolari, a distanza fissa, che ne determinano la bellezza.
Da quanto detto, non sembra proprio una pianta adatta alla coltivazione casalinga, invece resiste ottimamente anche all’atmosfera secca degli appartamenti e, sebbene desideri una posizione molto luminosa, deve essere riparata dal sole.
Coltivata all’aperto raggiunge anche da noi dimensioni notevoli, ma in vaso arriva ad una altezza massima di due metri, raggiungendo quasi il soffitto. La crescita, come dicevamo, è molto lenta, solo 15 cm l’anno, e i giovani aghi, dal verde chiaro e tenerissimo formano un gradevole contrasto con gli aghi vecchi, molto più scuri.
In appartamento, i rami più bassi possono diventare secchi: non perdiamoci d’animo, la pianta non sta morendo, è semplicemente un processo che fa parte del normale invecchiamento a cui tutti gli esseri viventi sono sottoposti.

Che l’Araucaria abbia altre notevoli qualità risulta dagli studi svolti da Wolverton, un professore americano che ha dimostrato la capacità depurativa dell’aria da parte delle piante verdi e quindi l’importanza della loro presenza nelle case e negli uffici, come aiuto alla conservazione della nostra salute. Le piante verdi assorbono le sostanze tossiche sprigionate da materiali edili o da prodotti per la pulizia casalinga, trasformandole in ossigeno, migliorando la qualità dell’aria all’interno degli edifici. In particolare, l’Araucaria risulta un depuratore molto valido, assorbendo dall’aria le molecole di formaldeide.

Questa pianta vigorosa ed elegante era molto in voga, come pianta d’appartamento, sin dalla fine dell’Ottocento, negli anni Venti poi, era un elemento di pregio sia per l’arredamento antico che per quello più moderno.
Le giovani piante, vendute in contenitore per la decorazione degli appartamenti, hanno un’altezza compresa tra i 50 e i 12 cm. Questi esemplari vengono valorizzati da una posizione isolata, ma le più piccoline possono ornare una scrivania o un mobile sia classico che moderno.
In dicembre poi avremo già in casa un originale albero di Natale, basta qualche pallina colorata, quattro nastri e un po’ di fili d’argento per l’addobbo, e l’atmosfera sarà subito festosa. Ricordate però che queste piante amano posizioni molto luminose e se oltre a vestirla, la allontanerete troppo dalla finestra, comincerà a perdere gli aghi.
La temperatura non deve essere troppo elevata, la specie tollera, senza danno, anche temperature relativamente basse, fino a zero gradi, ma non gradisce temperature superiori ai 25 °C, sempre che l’aria abbia una relativa umidità. La temperatura ottimale è compresa tra i 18 e i 22 °C.
Alla fine della primavera si può trasferire l’Araucaria all’aperto, in luogo riparato dall’insolazione diretta e dalle correnti d’aria. Rinvigorita dal soggiorno all’aperto, la pianta affronterà meglio l’inverno in casa.
Da marzo ad agosto la pianta è in vegetazione e in genere produce diversi nuovi palchi, formati da quattro rami, disposti ad angolo retto. In questo periodo va bagnata due volte la settimana, mantenendo sempre umida la zolla, ma solo leggermente, somministrando un fertilizzante liquido ogni 7 giorni. Meglio lasciare che la terra si asciughi, tra una annaffiatura e l’altra, piuttosto che intervenire su terriccio umido, i ristagni d’acqua possono provocare marciumi e la conseguente caduta degli aghi.
In inverno si devono ridurre le annaffiature e la concimazione va effettuata ogni 15 giorni. Data la rapida traspirazione delle fronde, sono necessarie delle spruzzature regolari, anche per contrastare l’aria asciutta, prodotta dal riscaldamento. Per la coltivazione si usa terra, mista a torba e sabbia a grana grossa. Un terriccio organico, formato da foglie decomposte e aghi di pino, è il più indicato.

L’Araucaria si riproduce per semi, non facili da reperire, e che, in genere, producono piante da rami sottili e leggermente contorti. Si ottengono risultati molto più rapidi e una crescita eccellente eseguendo delle talee di punta, pratica riservata però ai floricoltori specializzati e da eseguire in serra. In casa, capitozzando, alla meno peggio, la cima della pianta, l’unico risultato certo è quello di farla morire.
Se siete stati così bravi da farla crescere fino a farne un esemplare ingombrante, potete trapiantarla in giardino, facendo uno scavo profondo, in un terreno fresco, fertile e ben drenato. Scegliete una posizione soleggiata, ma riparata dai venti, quelli marini la danneggeranno molto di più.