Il prodigio di ogni primavera: le api

Bottinatrice su fiore di trifoglio

Dalla creazione del mondo le api e i fiori hanno partecipato all’avventura dell’uomo sulla terra.
Noi dobbiamo servire la natura per goderne le meraviglie: piante e animali vanno guardati con rispetto e simpatia. Se osserviamo con attenzione la natura è vicina attorno a noi, non solo nei boschi e nei prati, ma sulle strade di campagna, nei parchi e giardini e persino gli orizzonti delle nostre finestre sono ricchi di «soggetti» naturali. In tutti questi luoghi troveremo occasioni e pretesti per partecipare alla vita meravigliosa di quella benigna e perfetta armonia che è la natura.
Piante e insetti si sono evoluti insieme, influenzandosi reciprocamente per milioni di anni e sviluppando contemporaneamente accorgimenti e adattamenti utili per la vita di entrambi.
I fiori, simboli di grazia e delizia luminosa degli occhi sono la parte più bella del mondo vegetale. Senza le api qualcosa come 10.000 specie di fiori si sarebbero estinte.
La minuscola ape, che pare faccia parte dell’aria, ha suscitato la curiosità e l’interesse degli uomini dalla più remota antichità. Già 3600-4000 anni a.C. gli Egizi praticavano l’apicoltura nomade mettendo gli alveari su battelli speciali che rimontavano il corso del Nilo, così gli insetti potevano bottinare i fiori di medica, fava e cotone, delle semine successive.

Impollinazione a contratto
Un mezzo validissimo per migliorare e aumentare i raccolti, necessità vitale per il nostro Paese, è l’utilizzazione di quel meravigliosi insetti, rapiti dal miracolo della loro missione, che sono le api (Apis mellifica).
Nonostante che la nostra agricoltura, grazie alle favorevoli condizioni di clima si trovi nelle condizioni ideali per sfruttare, con brillanti risultati economici, questo mezzo sicuro, semplice, razionale che è l’impollinazione a mezzo delle industriose e laboriose api, la cosa, almeno in pratica, rimane ignorata. t dimostrato che avendo a disposizione, al momento della fioritura, un sufficiente numero di insetti, si ottiene il massimo del semi. Talora si hanno raccolti 2-3, e anche 5 volte, maggiori.
Negli U.S.A., e precisamente da circa 40 anni in California, si danno a noleggio o a mezzadria centinaia di milioni di api che assicurano ogni estate raccolti per milioni e milioni di dollari, quadruplicando ad esempio il raccolto di centinaia di ettari a erba medica e trifoglio da seme e più di centinaia di quintali di miele. La fecondazione, quell’operazione con la quale la pianta e messa in grado di produrre fiori e frutti, in natura avviene spontaneamente, grazie a fattori esterni., come gli insetti il vento, la pioggia, l’acqua e gli animali.
Per gli insetti impollinatori la ricompensa è costituita dal polline, polvere dorata appicicaticcia sorgente delle proteine necessarie alla crescita delle larve, e dal nettare costituito da zuccheri molto energetici che servono a rinvigorire gli insetti adulti, entrambi prodotti del fiore.
Per aiutare le api a trovare la strada verso queste ambite sostanze le piante sviluppano una grande quantità e varietà di segnali: colori brillanti, petali modificati e «piste di atterraggio». strutture guide che conducono gli insetti al posto giusto. I colori che per primi attraggono le api sono l’azzurro e il giallo.
L’industria mellifera può contribuire alla rigenerazione delle foreste e all’impollinazione delle piantagioni. Basti pensare ad esempio che in una pianta femminile di palma da dattero, un solo grappolo può essere formato da 10.000 fiori.
Fra gli insetti impollinatori, il più importante è l’ape mellifera.

Indispensabile in agricoltura l’azione impollinatrice delle api.

L’ape, immenso patrimonio di meraviglie
Le api, queste piccole creature che non conoscono indugio rappresentano il più alto scalino evolutivo del mondo degli insetti e ci rivelano alcuni grandi segreti della vita. Lo studio dell’ape, questo immenso patrimonio di meraviglie, ha raggiunto dimensioni veramente fantastiche da quando il biologo Karl von Frisch è riuscito a decifrare il codice delle api, questa società matriarcale con cure alla prole altamente specializzata e forme di organizzazione sociale fra le più efficaci.
L’ape con i suoi sensi acuti può localizzare i fiori attraverso il colore e il profumo. Guidata da cronometri interni, sincronizzati sull’orbita solare può arrivare nel momento esatto in cui si schiude un fiore, rivelatosi il giorno prima ricco di nettare; a sua volta il fiore si apre e si chiude secondo il suo fabbisogno di luce.
L’ape carica di polline comunica alle altre operale, che sono femmine sterili, con una particolare danza circolare che compie dentro le arnie, la localizzazione del fiori.
L’ape, con le ali conformate in modo da potersi elevare verticalmente, può volare in linea retta, tanto che tornando all’alveare da una distesa di fiori segue un percorso rettilineo che rappresenta una scorciatoia rispetto a quello d’andata.
Riconoscere l’alveare nel raggio di qualche centinaio di metri è estremamente importante, ma le api ritrovano la strada anche a 3-5 km di distanza. E prendere una scorciatoia su così lungo percorso, spesso irregolare, non deve essere una impresa facile. Essa registra la propria linea media di rotta rispetto alla posizione del sole. Se l’ape si attarda deve ricalcolare l’angolo di volo tenendo conto dello spostamento di questa stella.
L’ape vola guidata da una bussola regolata da sole, inoltre può comunicare, con un linguaggio straordinariamente efficace e di una incredibile complessità, ad un’altra operaia, la direzione e la distanza di una abbondante riserva di nettare.
L’ape acquista la capacità di servirsi della bussola solo dopo essere stata esposta alla luce solare per più giorni, e questo per imparare a compensare le variazioni del corso quotidiano del sole legate alla posizione relativa della terra. Inoltre, in base al piano di vibrazione della luce polarizzata, l’ape si orienta anche senza bisogno della luce solare.