Arbusti a fioritura invernale

Margherita Lombardi

Camellia hiemalis 'Hiryu'

Camellia hiemalis ‘Hiryu’

In ogni giardino si dovrebbe riservare uno spazio per queste preziosissime piante, le cui fioriture discrete si riveleranno quasi più gradite di quelle esuberanti della primavera e dell’estate.
Le specie e varietà possibili sono piuttosto numerose e, poiché provengono in gran parte dalle regioni fredde della Cina, del Giappone e dell’Himalaya, sono in genere molto rustiche.

Le specie a fioritura invernale sono facili da coltivare, ma nelle zone in cui si verificano le gelate, richiedono qualche precauzione, perché il gelo può danneggiarne i fiori. I primi raggi del sole, infatti, possono bruciare sia i fiori che le foglie.

Le piante dalla fioritura tanto precoce, già attive quando altre specie sono ancora protette dal riposo vegetativo, possono inoltre soffrire per una zampata di gelo: vanno quindi collocate al riparo dei venti freddi, con esposizione a sud o a ovest, contro un muro o disposte in gruppi densi, in modo che si proteggano a vicenda. Una pacciamatura al piede è di grande aiuto per superare le giornate più gelide.

Camellia sasanqua, C.  hiemalis, Rhododendron dauricum e Arbutus andrachne rifuggono il calcare e desiderano terreni freschi, acidi, sciolti, ben drenati, con una certa quantità di torba e terriccio di foglie. Camelie e azalee richiedono posizioni ombrose; le camelie a fioritura invernale, sensibili ai venti, vanno piantate al riparo di un muro rivolto a nord. Arbutus andrachne desidera invece posizioni soleggiate. Da giovane è più delicato, per cui va protetto con paglia durante l’inverno. Tutti questi arbusti non richiedono che potature saltuarie per eliminare i rami secchi o troppo cresciuti, ma nei primi anni le camelie vanno potate leggermente per regolare lo sviluppo della chioma.

Viburnum x bodnantense e V. tinus amano i terreni fertili, freschi, ben drenati. Possono essere piantati sia al sole che in ombra parziale, purché al riparo dai venti.Il primo è a foglia caduca e verrà messo a dimora da ottobre a marzo, il secondo è sempreverde e viene trapiantato in settembre-ottobre o in marzo-aprile; richiedono una potatura saltuaria di sfoltimento.

Chimonanthus praecox, le dafne a fioritura precoce, D. cneorum, che fiorisce in maggio, Mahonia x media e Sarcocca hookeriana var. digyna non hanno particolari esigenze di terreno ma preferiscono quelli fertili, ben drenati, non troppo asciutti. Le dafne tollerano anche quelli calcarei, purché freschi, e, come Sarcocca hookeriana, possono essere piantate sia al sole che in ombra leggera, mentre le maonie preferiscono l’ombra e il calicanto (Chimonanthus praecox) va collocato al sole. Si potano tutti solo saltuariamente, e il calicanto, in particolare, solo per prelevare qualche rametto da portare in casa.

Prunus subhirtella ‘Autumnalis Rosea’ può essere coltivato in qualsiasi terreno, purché non troppo umido, in posizioni soleggiate come gli altri Prunus a foglia decidua.

Prunus subhirtella 'Autumnalis'

Prunus subhirtella ‘Autumnalis’

Hamamelis mollis, H. vernalis, H. japonica, H. x intermedia, Corylopsis pauciflora, Drimys lanceolata, Stachyurus praecox e Loropetalum chinense appartengono tutti alla famiglia delle Hamalidaceae e sono, tranne l’ultima specie, rustiche e crescono nel terreni freschi e ricchi di sostanza organica, neutri o acidi, non calcarel, al sole o in ombra molto leggera. L’esposizione a sud, contro un muro, al riparo dai venti, è consigliabile per tutti, ma in particolare per Loropetalum chinense, che è semirustico e per fiorire richiede una temperatura media di almeno + 5°C. Non necessitano che di potature di pulizia: si tagliano a livello del terreno i rami vecchi o deboli, dopo la fioritura.

Infine, tra le piante rustiche capaci di fiorire in inverno, ecco un rampicante, Jasminum nudiflorum, chiamato non a caso «gelsomino d’inverno» o «gelsomino di S. Giuseppe». Durante i periodi più freddi la fioritura s’arresta, per riprendere non appena la temperatura aumenta. Può essere piantato in qualsiasi terreno ed esposizione, tranne che a est. Lo si pota ogni anno, dopo la fioritura, ma leggermente.

Acacia dealbata, la tipica mimosa i cui rametti fioriti inondano le bancarelle dei fioristi in febbraio marzo, è invece un bell’alberello sempreverde un po’ delicato, da coltivare all’aperto nel Centro-Sud, in Liguria o lungo le rive del laghi prealpini. A. baileyana è invece più rustica e può essere coltivata anche al Nord, purché in posizioni riparate. Le acacie amano i terreni leggermente acidi, umidi ma ben drenati, e le posizioni soleggiate. Coltivate in serra, vanno annaffiate abbondantemente durante l’estate e con moderazione in autunno e in inverno, e rinvasate ogni anno. Non richiedono potature, se non per contenere lo sviluppo della chioma.


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