Iris unguicularis

Piero Caneti

Iris unguicularis

Iris unguicularis

La frustrazione e la rabbia inevitabili di fronte alle realizzazioni mancate, all’incolto, ai disastri urbanistici, si attenuano talvolta quando riusciamo ad intravvedere, seppure a fatica, una tipicità delle colture ornamentali che dà un’impronta particolare, inconfondibile ai nostri giardini, a quelli importanti ai più poveri e piccoli.

Non sono molte le piante alle quali la consuetudine ha dato questo carattere emblematico, ma fra queste le iris sono certamente le più rappresentative, non foss’altro perché la loro presenza continua a seguirci nella nostra storia. Inutile ricordare che il simbolo di Firenze è proprio il giaggiolo e che ancora oggi la coltivazione delle iris è praticata anche a livello industriale per l’uso che ne viene fatto in medicina e in profumeria.

Fra le varie specie coltivate in Italia, molte delle quali naturalizzate, Iris unguicularis (I. stylosa) è l’unica a fiorire per tutto l’inverno, da novembre a marzo. Proviene dall’Algeria e pertanto vuole una posizione calda e soleggiata, ma si adatta anche alla mezz’ombra, purché il terreno sia asciutto, povero e ben drenato.

Ha lunghe foglie lineari, strette e quasi persistenti che creano un grosso cespo semisferico alto 30-40 centimetri, dal quale si affacciano svariati fiori dalla forma caratteristica, di colore azzurro-lavanda, profumati.

Questa pianta rizomatosa è facilissima da coltivare e non richiede nessuna cura, basta estrarre dal terreno i rizomi in settembre, tagliare le foglie e piantarli poco profondi in un terreno di qualsiasi natura, a 40 centimetri uno dall’altro; attendete poi l’inverno per ammirare la fioritura.

Esistono in commercio altre due varietà di I. unguicularis, ambedue molto belle, l’una a fiore bianco e la seconda a fiore viola.


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