Venezuela, Cerro Roraima: un giardino botanico naturale

Nel punto di confine tra Venezuela, Brasile e Guajana, si erge questa montagna, la cui cima - con endemismi, famiglie e generi nuovi per la scienza - è un paradiso per il naturalista.

Maria Teresa Salomoni

 

L'imponente mole del Cerro Roraima

Nell'epoca del computer e delle incursioni interplanetarie, sembra impossibile che sul nostro pianeta esistano ancora zone inesplorate e specie vegetali anche molto appariscenti, non ancora identificate.
Durante un viaggio in Amazzonia, abbiamo visitato il Cerro Roraima (2.772 m), singolare formazione rocciosa che si è rivelata un immenso «giardino botanico naturale» ricco di endemismi, di famiglie e generi nuovi per la scienza; le prime classificazioni scientifiche risalgono al 1885 ma un contributo molto valido venne dato dalla spedizione che raggiunse la cima in elicottero nel 1976.

La «Gran Sabana» annerita dagli incendi

Il Roraima è una straordinaria montagna che si erge dalla Gran Sabana (termine ispano-americano con significato di savana), nell'estremo sud-est del Venezuela, nel punto di confine fra il Brasile e la Guyana, presenta pareti ripidissime, quasi verticali, la sommità totalmente pianeggiante a tavolato. Nel linguaggio penion viene designata col termine «Tepuy» che significa montagna sacra.
Grazie alla posizione geografica, l'area è interessata da continue piogge che si succedono tutto l'anno, determinando un'elevatissima percentuale di umidità nell'aria e nel terreno e, con la temperatura tropicale, si creano ottimali condizioni per la rigogliosa vegetazione.

E' in presenza dell'acqua che numerose specie si concentrano generando stupende composizioni floreali

Le rosette basali di Orecanthe sceptrum

L'accesso alla montagna, racchiusa nella vastissima area protetta del Parque Nacional Canaima di oltre 3 milioni di ettari, non è facile ed occorre organizzare un vero e proprio trekking di 4-5 giorni con viveri e tende al seguito, guadando numerosi torrenti che a volte si presentano impetuosi per le abbondanti ed improvvise piogge cadute.
La marcia di avvicinamento avviene attraverso la «Sabana» dove evidenti sono le tracce di incendi che hanno totalmente carbonizzato le foreste primarie.
Saltuariamente gli indios, nella stagione secca, praticano ancora il pirodiserbo per favorire lo sviluppo di erbacce ad uso zootecnico.

Stegolepis guaianensis

Orecanthe sceptrum, Xyridacea dai fiori gialli

Vellozia tubiflora è certamente la pianta più curiosa con le foglie arrotolate che formano un grosso tubo verde di 50-60 cm, assieme a piccoli boschetti di palme arboree americane (Mauritia flexuosa) con fusto slanciato, fronde flabellate scampate agli incendi. Rompono la monotonia della «Sabana» le Graminacee (Trachypogon plumosus e Axonopus pruinosus) che creano macchie azzurre e glauche.
Il manto vegetale si mantiene uniforme fino a 1700-1800 m, dopodiché ai piedi della muraglia comincia una fascia boscosa umida, definita Clouded Forest perché avvolta tutto l'anno in una cappa nebbiosa che circonda la base del Cerro.

Salita lungo le pareti verticali del Roraima

Felci arboree del genere Cyathea nel bosco umido alla base del Cerro

Nel suo interno e lungo le pareti, crescono frondose felci arboree del genere Cyathea che raggiungono anche i 5 metri d'altezza assieme alla Lomaria schonburkii, a felci dei generi Lycopodium, Selaginella, a Cicadofite e a palme endemiche (Euterpe roraimae) con foglie strettamente lineari lanceolate. Bromelie ricoprono il terreno con rosette fogliari giganti, tronchi e rami degli alberi sono densamente rivestiti da muschi, licheni ed epifite come se all'improvviso l'orologio evolutivo si fosse fermato nel periodo Carbonifero, 300 milioni di anni fa!
Dopo questo ambiente apparentemente ostile, è la cima del Roraima dove si incontra un mondo vegetale totalmente vario e strano che costituisce una ricchezza biologica per la specializzazione e I'aspetto genetico unico in tutto il mondo.

Particolare del fiori di Pernettya marginata, Ericacea pioniera dei «tepuy»

Foglie tubolari di Heliamphora, pianta carnivora. A sinistra rosetta fogliare di Connellia caricifolia

Tra i numerosi endemismi che vegetano sulla cima del «tepuy», occorre ricordarne alcuni che per la forma e la bellezza attraggono l'attenzione dell'escursionista. La famiglia delle Rapateacee con il genere Stegolepis rappresentato da oltre 20 specie di piante riconoscibili per i fiori gialli, foglie allungate e avvolgenti la base a ventaglio, ricoperte da una gelatina con funzioni ancora sconosciute; possono raggiungere i pochi decimetri di altezza fino ai 2 metri di Stegolepis guaianensis. Grandi colonie sono formate dalle Xyridacee (Orecanthe sceptrum) con dense rosette basali di foglie azzurre tra le quali si innalzano le infiorescenze gialle sopra un peduncolo di 1 metro.

Stomatochaeta condensata forma cromatici cuscini gialli

Un giardino completo in pochi decimetri quadri! Risaltano le foglie rosse di Drosera roraimae, pianta carnivora

Le piante più curiose e comuni sono Heliamphora con foglie tubolari trasformate in cisterne di 20 cm d'altezza e 5-8 cm di diametro. Le pareti interne delle «cisterne» sono densamente ricoperte di fini peli fino al fondo del tubo, così che gli insetti caduti nell'interno non possono risalirlo finendo annegati nell'acqua accumulata nel «recipiente». Sul «tepuy» esistono 5 specie di Hellamphora, con colorazione rossa delle foglie e fiori delicati rosa o bianchi collocati sopra un peduncolo.
E interessante notare che queste piante appartenenti alla famiglia delle Sarraceniacee, oltre a trovarsi sui tavolati della «Sabana» sud americana, vegetano unicamente in alcune aree degli Stati Uniti, creando insoluti problemi di distribuzione fitogeografica. Sul Roraima troviamo esclusivamente forme vegetali pioniere basse, striscianti come le Ericacee (Thibaudia ulei, Pernettya marginata) che crescono direttamente sulla roccia, probabilmente per il forte vento che soffia continuamente, le piante arboree ed arbustive sono destinate a svilupparsi nelle gole e depressioni protette. Qui si incontrano piccoli alberi bassi con fogliame folto e rosato come Bonnetia roraimae, una Theacea, o Stomatochaeta condensata appartenente alla famiglia delle Xyridacee con fiori giallo intenso.
Ma è in presenza dell'acqua meteorica che si raccoglie tra gli avvallamenti rocciosi che tutto lo scenario vegetale, in una moltitudine di specie con forme inconsuete, incredibili, si concentra in pochi decimetri quadrati di terreno formando cromatici «giardini» di rara eleganza come se un saggio giardiniere avesse abbinato i fiori con maestria.
Risaltano le foglie rosse appiccicaticce della pianta carnivora (Drosera roraimae) e le argentee rosette allargate della Bromeliacea (Connellia caricifolia)

Thibaudia ulei, Ericacea strisciante

Le rosette argentee di Connellia caricifolia, una Bromeliacea

E per tutto questo «paradiso vegetale» che lascia stupefatto il visitatore, che ricompensa pienamente delle fatiche e privazioni per giungere alla cima, che il Cerro Roraima è stato saggiamente protetto, affinché i turisti, specialmente europei, giapponesi e nord americani, condotti in massa da agenzie di viaggio con pochi scrupoli, non danneggino questi delicati ambienti con i loro fragili endemismi botanici, evolutisi in splendidi giardini sommitali!

 


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Fonte: Giardino Fiorito - Melloni Luigi

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