Le Amaryllidaceae estive

Piante dalla spiccata vocazione ornamentale, con fiori appariscenti e coloratissimi riuniti in infiorescenze ad ombrella. Le piante, perenni erbacee e decidue, sono fornite di bulbi o rizomi fibrosi, on foglie più o meno lineari.

Paolo Cottini

Crinum x powellii

Crinum x powellii

Tra le numerosissime bulbose che fanno belli i nostri giardini, la famiglia delle Amaryllidaceae ha un posto di tutto rilievo, arrivando a competere da pari a pari con le più celebri Liliaceae.
Anzi, fra le due rivali la competizione è così accesa che si continua ad assistere a una reciproca sottrazione di generi, come quello che include le varie specie di aglio (corolla regolare, solo raramente asimmetrica).
Anche gli altri aspetti morfologici le avvicinano alle Liliaceae, piante perenni, erbacee e decidue (tranne Clivia), fornite di bulbi o rizomi fibrosi, con foglie più o meno nastriformi o lineari che nascono fin dalla base.
Nel considerare la distribuzione della Amaryllidaceae nel mondo, non deve trarre in inganno il fatto che quasi tutta l’Europa, comprese le Isole britanniche, annoveri esemplari di questa famiglia. Infatti, nelle zone più fredde possono, sì, crescere Amaryllidaceae, ma si tratta perlopiù di generi a fioritura invernale: Crinum bulbispermum, arrivato dal Sud Africa nel 1752, è una delle specie più ricercate, soprattutto per la quantità di singoli fiori – fino a 20 per ogni pianta – e per la sua relativa rusticità. I fiori, inoltre, sono delicatamente colorati in bianco e rosa, con una striscia lungo il centro di ogni petalo.
Questa specie è una delle prime a fiorire – tra maggio e giugno – e, in inverno, non necessita di eccessive innaffiature.
Crinum x powellii, invece, è il risultato di un incrocio fra il precedente e Crinum moorei, con una maggiore rusticità rispetto ad entrambi i genitori. Ha foglie lunghissime e, come tutti i Crinum, mollemente ricadenti al suolo in modo disordinato. Gli scapi fiorali raggiungono l’altezza di 50-70 cm, mentre le infiorescenzecon una quindicina di fiori profumati – sono molto larghe e aperte. Il colore dei petali varia a seconda delle cultivar, ma perlopiù tende a sfruttare la gamma del rosa.
I Crinum possono essere utilizzati per bordura erbacee, ma prima ne va valutata l’altezza: solitamente si consiglia di creare un contrasto fra i loro colori tenui e un retrostante sfondo azzurro di Agapanthus.

Sprekelia
Abbastanza simile al gigli e soprattutto a Hippeastrum è Sprekelia formosissima, unica rappresentante del proprio genere, originaria del Messico e perciò chiamata anche ‘giglio azteco’. Il suo bulbo è piuttosto grosso, mentre le foglie – che seguono la fioritura – sono strette e appuntite. Il fiore è solitario e la sua irregolarità su di un piano di simmetria lo differenzia da molte altre Amaryllidaceae: il petalo superiore è molto ampio, mentre i laterali sono nastriformi e quello inferiore è diviso in due lembi. Il colore della corona è splendidamente rosso scuro, con bordi bianchi e stretti.
Non è una pianta rustica, se non in zone prive di geli prolungati, quindi spesso viene coltivata in serra o in vaso. Necessita di terreno ben drenato, mentre la quantità di innaffiature deve aumentare fino al momento in cui le foglie iniziano a morire.

Sprekelia formosissima

Sprekelia formosissima

Zephyranthes
Il genere Zephyranthes candida, è sudamericana ed è dotata di lunghe foglie sottili e carnose. I suoi fiori rassomigliano ai Crocus, larghi non più di 5 cm, con petali lanceolati di colore bianco che sbocciano in settembre.

Zephyranthes candida

Zephyranthes candida

Un’altra specie, Zephyranthes grandiflora, ha caratteristiche del tutto differenti, tanto che sembra appartenere a tutt’altro genere: i fiori settembrini sono più grandi e interamente colorati di rosa. Nativa del Guatemala, è assai meno rustica della precedente e va coltivata in serra fredda là dove i geli invernali lo impongono.

Zephyranthes grandiflora

Zephyranthes grandiflora

Habranthus
Un genere poco conosciuto, anche se morfologicamente vicino sia a Zephyranthes che a Hippeastrum, è Habranthus robustus, introdotto dall’Argentina nel 1828. Ha foglie strette, lunghe e arcuate; i fiori, invece, hanno un diametro di circa 7-8 cm e sono portati da uno scapo alto più di 25 cm. Il colore dei petali è un rosa carico con venature più scure e una macchia verde alla base. Si tratta di una pianta poco rustica, adatta per climi caldi, il cui bulbo va piantato a livello del terreno.

Habranthus robustus

Habranthus robustus

Haemanthus e Hymenocallis
Un aspetto completamente diverso da tutte le piante sin qui considerate ha Haemanthus katherinae, che da alcuni anni è stato classificato come Scadoxus multiflorus ssp. katherinae, a causa di notevoli differenze fra le foglie dei due generi.

Spontanea nel Sud Africa, questa specie arriva a circa 60 cm di altezza con una ricca infiorescenza a capolino che può raggiungere i 25 cm di diametro. I singoli fiori, di colore arancio-scarlatto, sbocciano in tarda estate e si presentano con caratteristici lunghi stami.

Haemanthus katherinae

Haemanthus katherinae

Quest’ultima particolarità appartiene anche alle Hymenocallis narcissiflora, che cresce spontaneo, ad oltre 2500 metri di altitudine, sulle montagne peruviane.

Hymenocallis narcissiflora

Hymenocallis narcissiflora

Proprio in virtù di tali origini, questa è una delle Amaryllidaceae estive più rustiche e può essere coltivata in piena terra, senza troppe ansie. Davvero attraenti sono i fiori, profumati, con lunghi, stretti petali di colore bianco. Per una crescita equilibrata, la pianta necessita di almeno 3-4 ore di sole al giorno durante il periodo di crescita.


Be Sociable, Share!
Fonte: © Giardino Fiorito - Tutti i diritto riservati

2 pensieri su “Le Amaryllidaceae estive

  1. che temperature minime tollera la Sprekelia formosissima?
    può essere usata in terreni argillosi migliorando il drenaggio? quali dimensioni raggiunge?
    grazie.

  2. Il bulbo non può essere esposto a temperature minime inferiori a 0 ° C, la pianta a non tollera temperature inferiori a 10 ° C.
    Il terreno di coltivazione deve sempre essere ben drenato e il bulbo deve stare in un terreno secco fino a che lo stelo inizia a crescere, quindi l’ideale è la messa a dimora in un vaso, dove tutti questi fattori possono essere controllati, oppure in zone con autunni e inverni che non siano freddi nè piovosi. Si può adottare il trucco che si usa nelle zone settentrionali per la coltivazione di Agapanthus, si interra il vaso durante la bella stagione e quando il bulbo va a riposo lo si toglie e conserva in un luogo asciutto e ben riparato; si può anche estrarre il bulbo dal suolo e conservare, seppure la conservazione dei bulbi di Sprekelia non sia facilissima, di solito è consigliata la vermiculite.
    Lo stelo può misurare circa 40 cm max (di solito meno), i fiori circa 10 – 12 cm, le foglie circa 50.
    🙂

Lascia un commento