Acquatiche: le piante emerse

Maria Teresa Salomoni

La prima parte dell'estate, per chi si occupa di giardinaggio d'acqua, segna l'inizio di un periodo di lavori delicati, anche se non eccessivamente gravosi, volti soprattutto a razionalizzare e a riordinare il patrimonio vegetale accumulato, oltre che a preparare il non lontano autunno. E' questo il momento, ad esempio, per controllare ed eventualmente combattere la proliferazione di insetti dannosi, che attaccano ed uccidono i pesci; è questo il momento per operare, se necessario, il ricambio totale d'acqua della vasca o del laghetto, al fine di eliminare i detriti vegetali e i vari sedimenti che vi si sono depositati; è questo il momento per aggiungere del fertilizzante, soprattutto allo scopo di rinvigorire le ninfee, che a queste punto dell'anno necessitano di un impulso tonificante.

Thalia dealbata

Tuttavia, l'estate è anche la stagione più propizia per mettere ordine alle piante che già possediamo, dividendone i rizomi, nonché per mettere i dimora nuovi esemplari. Se già non l'abbiamo fatto, possiamo scegliere fra numerosi specie di piante per arricchire il nostro giardino, dover ricorrere esclusivamente ninfee e fior di loto.
Avendo già a disposizione sagittarie e ciperacee, Butomus e Colocasia, rivolgeremo la nostra attenzione verso famiglie con analoghe esigenze colturali, ma spesso dotate di fiori ancor più vistosi.

Thalia dealbata
Le Maranthaceae (una famiglia di 30 generi e 350 specie, che vivono nelle fasce tropicali soprattutto dell'America latina) offrono non solo alcune celebri piante d'appartamento (Calathea e Maranta), ma anche un genere ormai quasi d'obbligo nei giardini d'acqua, Thalia. Le piante sono erbacee perenni, quasi tutte americane, di grande effetto ornamentale, che vivono allo stato spontaneo negli stagni con acque non troppo profonde.

Ranunculus lingua "Grandiflora"

 La specie più comunemente utilizzata è T. dealbata, proveniente dalla Carofina e dal Texas. La sua altezza può facilmente raggiungere e superare i 150 cm, mentre le foglie, con un picciolo lungo una trentina di centimetri e con lamina oblungo-ovata, sono quasi sempre ricoperte da uno strato ceroso di polvere bianca, così come tutto il resto della pianta. I fiori, di color viola-biancastro, sono disposti su pannocchie senza foglie lunghe una ventina di cm e si aprono tardi, ed agosto. E' una pianta rustica, tanto che nelle zone più calde può essere tenuta all'aperto tutto l'anno, mentre in quelle a rigido i rizomi, in appositi i, vanno protetti accurata

Menyanthes trifoliata
La famiglia delle Menyanthaceae (cosmopolita, con 5 generi e 40 specie) annovera alcune fra le più belle piante largamente sfruttate per le attraenti fioriture. li trifoglio d'acqua (Menyanthes trifoliata), che si rinviene anche allo stato spontaneo nelle paludi di diverse regioni italiane, deve il suo nome volgare alle foglie divise in tre segmenti, con lunghi piccioli che inguainano la base.
L'infiorescenza che emerge dalla superficie dell'acqua è costituita da un denso racemo di curiosi fiori bianco rosei, con corolla di forma a campana e margini di campana a margini fortemente sfrangiati. Alta fino a 30 cm, questa specie normalmente va messa a dimora sotto una decina di cm di acqua, ma può vivere anche in un terreni fortemente umido.

Menyanthes trifoliata

Le foglie che contengono sostanze amare utilizzabili in decotti con proprietà toniche e digestive, in alcuni Paesi nordici sono impiegate al posto del luppolo per la fabbricazione della birra. Il rizoma, spesso e strisciante, va piantato in primavera in posizione soleggiata.

Nymphoides peltata
La terza specie (Nymphoides peltata) presenta una forte rassomiglianza con le ninfee, anche se poi, osservandola bene, ci si accorge che i caratteri morfologici sono assai differenti. Il fusto strisciante è posto sott'acqua e spesso è immerso nel fango, mentre i fiori (gialli e larghi fino a 3 cm) emergono per alcuni centimetri e sono posti su fascetti di peduncoli molto lunghi (da 40 a 60 cm).

Pontederia cordata

Molto decorative sono anche le foglie, opposte, orbicolari o peltate, flottanti sull'acqua. Questa specie, spontanea in Europa, era un tempo assai più diffusa, mentre ora, con la progressiva riduzione del suo habitat, risulta frequente solo nei giardini d'acqua, dove è coltivata da tempo immemorabile. Va messa a dimora, in posizione soleggiata e sotto una decina di centimetri d'acqua, nei mesi primaverili, stando però attenti, successivamente, a controllarla adeguatamente perché tende a propagarsi con facilità.

Apium nodiflorum
La grande famiglia delle Ombrellifere (300 generi e 3.000 specie diffuse in tutto il mondo) propone ben poche specie emerse per la decorazione dei nostri laghetti: due sole specie, più curiose che belle, difficilmente reperibili su mercato. La prima è il sedano d'acqua (Apium nodiflorum), presente anche nei fossi e negli stagni non inquinati, con foglie imparipennate abbastanza simili a quelle del comune sedano e piccole ombrelle di fior spesso privi di brattee.

Jussiaea grandiflora

La seconda specie è invece più conosciuta, anche se di scarso interesse colturale: si tratta di Hydrocotile americana, appartenente ad un genere di piante coi fiori piccolissimi e con foglie rotondeggianti simili a monetine (e perciò chiamate anche "soldanelle d'acqua"). Utilizzata negli acquari è H. vulgaris, che vive sia su terra sia completamente sommersa.

Ludwigia palustris
Le Onagraceae (18 generi, tra cui Fuchsia, e 640 specie) danno invece un contributo considerevole all'ornamentazione di vasche e laghetti, soprattutto con due emerse molto interessanti. La porracchia (Ludwigia palustris) ha fusti striscianti, radicanti e anche natanti, se la profondità dell'acqua lo consente. Provvista di fiorellini del tutto insignificanti, la sua maggiore attrattiva è affidata esclusivamente alle foglioline, opposte e carnosette, con lamina ovato-ellittica lunga fino a 2,5 cm, rossastra sulla pagina inferiore. Una sapiente utilizzazione di questa specie, mediante colonia, può introdurre nelle vasche un piacevole settore di "prateria acquatica", accanto alle più appariscenti ninfee e pontederie.

Pontederia cordata
I 9 generi e le 34 specie delle Pontedeiacee sono per lo più distribuiti nelle fasce tropicali di tutto il mondo, in ambienti di acqua dolce. Oltre a fornire un'illustre pianta natante come il giacinto d'acqua (Eichhornia crassipes), questa famiglia vanta anche una specie emersa di grande eleganza, Pontederia cordata, importata in Europa dall'America settentrionale nel 1579. Da un rizoma robusto e legnoso a origine un fusto decisamente arido, con lucide foglie lungamente picciolate, spesse e cordato-ovate, di un verde brillante.

Apium nodiflorum

Ludwigia palustris

 

L'infiorescenza è una spiga, composta da numerosi fiorellini azzurro-bluastri, con una macchia gialla sul lobo superiore, che si aprono in piena estate. Questa pianta, con un'altezza di circa 50-60 cm, ha bisogno di una profondità d'acqua di almeno 20 cm e va messa a dimora in pieno sole, quasi in riva alla vasca o al laghetto: è molto rustica, ma durante i mesi più freddi va sottratta ai geli facendola svernare in serra. Per ottenere una fioritura migliore, è bene che il suolo sia costituito da torba e terra fibrosa da giardino.

Ranunculus lingua
Quella delle Ranunculacee è una famiglia che, all'interno delle sue 1.800 specie, annovera una cospicua quantità di piante che si possono impiegare per la decorazione di giardini d'acqua. A parte i numerosi ranucoli di ripa, fra le emerse spicca il ranuncolo delle canne: Ranunculus lingua. Pianta che si propaga anche per stoloni, con radici fibrose, ha un fusto internamente cavo che può quasi raggiungere il metro d'altezza. Le foglie lanceolate sono assai lunghe e ondulate ai margini, mentre i fiori, gialli e rassomiglianti a quelli dei ranuncoli di prato, sono però larghi fino a 5 cm (nella varietà orticola "grandiflora") e sbocciano in piena estate. La tecnica colturale consiglia una copertura d'acqua di 10-12 cm e una distanza fra le piante di una ventina di cm, in vasca, o di trenta, se in laghetti.

Saururus cernuus
L'ultima famiglia che ci può proporre qualcosa di bello e di originale è quella delle Saururacee, un modesto gruppo di 5 generi e appena 7 specie originarie dell'Asia e del Nord America. Erbacee perenni, frequentemente aromati. che, hanno grossi rizomi e stoloni striscianti che portano fusti eretti o ascendenti.
Una specie emersa, oggi poco conosciuta ma di notevole valore ornamentale e la coda di lucertola (Saururus cernuus) che proviene da zone umide dell'America settentrionale. Il fusto eretto arriva a 150 cm di lunghezza ed è foglioso solo nella metà superiore. La lamina delle foglie è ovato-lanceolata, acuminata e a base cordata.

Saururus cernuus

Nymphoides peltata

L'infiorescenza è formata da un denso racemo la cui forma ad arco giustifica il nome volgare e anche quello scientifico, che si riferisce appunto a code di sauri o serpenti) di minuscoli fiorellini, bianchi e leggermente profumati. Necessita di una coltivazione in acque ferme o in terreni molto umidi, soprattutto in contenitori asportabili.
Quasi tutte le specie descritte si possono moltiplicare mediante divisione del rizoma o dei cespi (Pontederia), fatta in primavera; solo per Jussiaea si consiglia la propagazione per seme.


    Fonte: Giardino Fiorito - Cottini Paolo

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