Insetti: i rodilegno più dannosi

Sono soprattutto due i pericolosi insetti xilofagi e rintracciabili quasi ovunque. I danni si riscontrano su molte piante legnose soprattutto giovani, in cui si possono evidenziare perdite di rami e dnni ai fusti, fino anche alla distruzione totale degli esemplari aggrediti. La difesa va orientata su tecniche preventive e su interventi di natura meccanica e biologica, in quanto le applicazioni di natura chimica non sortiscono risultati soddisfacenti.

Maria Teresa Salomoni


Giovane pianta di ippocastano (in primo piano sulla destra), decapitata dall'azione distruttrice di una larva di Cossus cossus.

Sono sempre più frequenti le segnalazioni o le richieste di consulenza fitosanitaria, relative ad attacchi di insetti xilofagi che aggrediscono in vario modo il legno di molte piante ornamentali o forestali, allevate nei parchi e nei giardini. Questo può essere un sintomo di maggiore sensibilità da parte dell'utente verso il vecchio problema, ma anche la constatazione che il fenomeno si è notevolmente allargato e quindi preoccupa sempre più coloro che hanno a cuore il patrimonio vegetale e ne auspicano con tutti i mezzi la salvaguardia.
In effetti, questi insetti aggressori del legno di molte specie arboree, sono tanti ed appartengono a diversi ordini, quali i Lepidotteri, i Coleotteri, gli Imenotteri ed anche i Ditteri (più raramente).
In questa trattazione, prenderemo in considerazione fra tutto il vasto gruppo, quelli che si considerano più dannosi in quanto aggrediscono facilmente anche piante sane, specialmente giovani, provocando danni rilevanti, consistenti in perdite di rami, di grosse branche, elevati danneggiamenti ai fusti che possono portare fino alla morte degli esemplari maggiormente colpiti.
Si tratta di due Lepidotteri, appartenenti alla famiglia dei Cossidi (quindi parliamo di farfalle), il cui nome è abbastanza noto: rodilegno rosso (Cossus cossus) e rodilegno giallo (Zeuzera pyrina).
Sono entrambi dotati di una notevole polifagia, pertanto li troviamo dannosi ad un elevato numero di piante ornamentali, tra cui le specie più frequentemente colonizzate sono: albizzia, acero, betulla, eucalipto, faggio, frassino, ippocastano, ligustro, lillà, liriodendro, olmo, ontano, pioppo, quercia, robinia, rosacee da fiore e da frutto, salice, ecc.

Larva di rodilegno rosso (Cossus cossus). A maturità raggiungono anche la lunghezza di circa 10 cm ed un colore rosso-vinoso.

Larva di rodilegno giallo all'atto di scavare una galleria nel legno. Il colore è giallo con punteggiatura scura e la dimensione a maturità può raggiungere i 5-6 cm.

Biologia e dannosità
Il rodilegno rosso (Cossus cossus) evidenzia i primi adulti in giugno. La loro presenza si intensifica durante il primo periodo estivo, permane per tutta l'estate, fino ad esaurirsi durante il mese di agosto.
Ogni femmina depone complessivamente fino a 1.000 uova, a gruppi di qualche decina, riparate nelle vecchie gallerie, nelle anfrattuosità della corteccia, specialmente alla base dei tronchi.
La nascita delle larve avviene scalarmente durante l'estate e la loro vita si svolge a piccoli gruppi in posizione sottocorticale, opportunamente scavata. Passano cosi l'inverno ed in primavera riprendono subito l'attività scavando gallerie più grandi e profonde, abbandonando il gruppo e producendo gallerie singole per tutta l'estate ed anche oltre.
L'inverno viene superato dalle larve in diapausa (si tratta già del II° inverno trascorso come larva) e nella primavera successiva (III° anno di vita dell'insetto) si ha l'incrisalidamento delle larve mature.
Questo avviene entro un bozzolo, in posizione sottocorticale ma direttamente collegata con l'esterno mediante un opercolo lasso che la crisalide forza poco prima dello sfarfallamento (da giugno in poi), spingendosi per oltre la metà all'esterno della galleria.

Piantina di pioppo in cui una larva di Cossus ha danneggiato il fusto. Si noti l'esuvia della crisalide che sporge dal legno e da cui è già uscito l'adulto durante l'estate.

Il ciclo dell'insetto, viene perciò completato nel corso di tre anni. I danni prodotti dalle larve di questo insetto, consistono in notevoli erosioni che portano alla formazione di gallerie profonde ed anche di notevole dimensione situate di preferenza nella parte bassa dei tronchi (zona del colletto fino ad un metro di altezza), ma anche più in alto, a volte in corrispondenza delle grosse branche.
Da esse, esce in abbondanza una fine rosura mista a linfa che testimonia l'attività delle larve.
Lo sviluppo delle piante viene compromesso, particolarmente quando si tratta di soggetti di recente trapianto, in cui comunque si notano particolari manifestazioni, quali rotture di rami o fusti, deperimenti vegetativi ed anche morte di giovani esemplari.
Il rodilegno giallo (Zeuzera pyrina), si trova come adulto, da fine maggio, per tutto lo stesso periodo dei Cossus (fino a tutto agosto). Si può dire che il periodo è più o meno lo stesso, con un leggero anticipo della Zeuzera.
Ogni femmina depone le uova in numero quasi doppio rispetto al Cossus, potendo raggiungere anche le 2.000 e deponendole più o meno negli stessi luoghi dell'altro rodilegno, forse un po' più verso l'alto.
Le larve cominciano a nascere dopo pochi giorni e si disperdono subito, ognuna per proprio conto, iniziando gli attacchi sui giovani rametti dell'annata che riescono a minare inesorabilmente, proseguendo poi la loro azione sui rami più grossi ed anche nel tronco.
Passano l'inverno all'interno delle gallerie, riducendo l'attività che verrà poi ripresa intensamente nella primavera, ove le larve nate precocemente (maggio-giugno) e presumibilmente già mature completano lo sviluppo ed incrisalidano in una camera vicino all'apertura della galleria, per dare origine ai nuovi adulti circa un mese dopo.
Al contrario, le larve nate tardivamente (in piena estate) trascorrono all'interno dei legno anche l'inverno dei III anno, per completare lo sviluppo nella primavera successiva.
Il ciclo dell'insetto pertanto si può completare in un periodo che và da circa uno a due anni. I danni prodotti da queste larve nella fase iniziale, sono prevalentemente diretti ai rametti di un anno, in cui le larve penetrano dall'ascella delle foglie o dalle biforcazioni con altri rametti. In essi vengono scavate gallerie ascendenti che li indeboliscono e ne provocano lo stroncamento.
Anche in questo caso, dai fori delle gallerie esce una fine rosura, abbastanza evidente.
Più avanti nello sviluppo, queste larve entrano nei rami più vecchi od anche nel tronco ove scavano altre gallerie ed indeboliscono ulteriormente le piante. I danni più gravi vengono ovviamente arrecati alle piante più giovani e nei primi anni di sviluppo.

Pianta di ippocastano caduta al suolo durante un temporale. La zona del colletto e la parte bassa del tronco, sono notevolmente danneggiate da un forte attacco di larve di Cossus cossus.

Difesa
Dato il lungo periodo in cui le larve restano all'interno dei legno e quindi difficilmente raggiungibili dai più comuni mezzi aggressivi in possesso dell'uomo, appare evidente la necessità di impedire preventivamente l'ingresso delle larve e soprattutto di prestare la massima attenzione per individuare precocemente il momento dei loro primi insediamenti.
Ciò al fine di poter mettere in atto alcune tecniche ed interventi di difesa che possono sortire qualche risultato, .solo se attuati con tempestività e comunque in anticipo rispetto alle infestazioni non più affrontabili, come siamo abituati ad assistere in molti casi.
Pertanto, oltre a cercare di prevenire le infestazioni, si dovranno accertare con rapidità le prime presenze di questi insetti.
Per prevenire le infestazioni, è necessario mantenere le piante nelle migliori condizioni vegetazionali, adottando tutti gli accorgimenti tecnici che permettano di evitare o limitare l'insediamento iniziale dei parassiti, cui seguirebbe facilmente un rapido sviluppo all'interno dell'ospite aggredito.
Pertanto, dovranno essere adottate tutte le tecniche di difesa conosciute, al fine di mantenere le piante sane, comprendendo nel caso soprattutto la eliminazione col taglio di parti secche od ammalate o che ospitano già i parassiti e la soppressione di ogni forma iniziale di infestazione e/o infezione crittogamica ottenibili soltanto con una osservazione attenta e costante specialmente nei periodi (primavera-estate) in cui è più facile, in generale, l'aggressione da parte dei più comuni patogeni.
Si dovranno anche curare le pratiche manutentive quali l'irrigazione, l'efficienza dei drenaggi, l'eliminazione di esemplari morti, secchi o comunque irrimediabilmente compromessi, la prevenzione dagli incendi evitando ogni deleteria operazione che possa permetterne l'innesco.
Inoltre, in fase di scelta delle specie per gli impianti, considerare quelle meno aggredibili e comunque evitare i casi di spinta monocoltura all'interno di ogni territorio, anche se di piccola dimensione.
Così facendo, le sorprese iniziali più grosse ed improvvise di infestazioni incontrollabili, dovrebbero essere evitate, aggiungendo che in fase iniziale di impianto è anche già possibile cercare di contrastare gli eventuali attacchi da parte di questi insetti.
Al fine di ottenere qualche risultato in tal senso và considerato che per il rodilegno rosso, esistono già in commercio le trappole a feromoni per la cattura degli adulti che ci permettono di individuare con certezza la presenza delle farfalle (tra giugno ed agosto) e quindi di effettuare un'azione di monitoraggio e di rarefazione o contenimento degli adulti.

Trappola sessuale per la cattura del rodilegno rosso nella fase di adulto. Si noti la forma ad imbuto, nel cui fondo si intravvedono farfalle già catturate.

Foro d'uscita di una galleria prodotta da una larva di xilofagi su giovane fusto visibilmente danneggiato.

Per la Zeuzera, si spera quanto prima di riuscire ad avere la stessa possibilità, anche se per ora queste trappole attraversano ancora la fase sperimentale ed i risultati sono ancora scarsi. Inoltre, per entrambe le specie, non è difficile, prestando la dovuta attenzione, scorgere la presenza delle larve, osservando i fori d'uscita delle gallerie ed anche la rosura che da essa esce in forma copiosa, durante il periodo piuttosto lungo della loro attività.
Occorre fare anche molta attenzione all'eventuale presenza di rametti o rami spezzati, in quanto probabilmente frutto di una loro già solerte attività, sfuggita purtroppo alle precedenti osservazioni. Nei casi accertati di aggressione iniziale, è quindi ancora possibile impostare una difesa sufficientemente efficace.
Infatti, per poche larve presenti, i metodi vecchi e rudimentali di uccisione meccanica delle larve con fili metallici inseriti entro i fori o dell'introduzione nelle gallerie di materiali gassificabili come il carburo di calcio che dopo chiusura dei fori con materiali vari, può uccidere le larve entro le gallerie, sono ancora pratiche attualmente raccomandabili.
In alternativa e come mezzo più pratico ed anche efficace, si cita l'uso delle bombolette spray, contenenti diclorvos che vengono insufflati nei fori, mediante un particolare beccuccio, cui deve seguire la chiusura dall'esterno di tutte le aperture delle gallerie.
A questi mezzi si possono aggiungere anche gli interventi chimici con olio bianco attivato da distribuire lungo i tronchi od i rami aggrediti dagli insetti, tenendo presente che l'efficacia di questi interventi è sempre molto dubbia e comunque limitata per cui non se ne caldeggia l'applicazione.
Da ultimi, ma come mezzi da auspicare specie negli interventi nei parchi e nei giardini e guardando al complesso delle tecniche di difesa con un ottica più ampia, più tranquilla e sempre meno perturbatrice dell'ambiente, vanno considerati i mezzi di difesa di natura biologica.
Tra questi, oltre alla costante considerazione sull'apporto degli insetti utili che per il caso degli xilofagi è ancora lontano da una pratica soluzione, occorre considerare per gli effetti pratici già conseguiti contro il Cossus cossus, l'uso delle trappole a feromoni per la cattura degli adulti, già citata in precedenza.
Queste trappole, basano la lotta contro gli adulti, sfruttando la capacità attrattiva verso i maschi, dell'ormone femminile di sintesi. Gli insetti vengono così catturati provocando una loro rarefazione, con la relativa influenza su quantità di voli, su accoppiamenti e quindi sulla prolificazione. Per quanto riguarda la Zeuzera, non abbiamo ancora questa possibilità (fase di sperimentazione o poco più), ma sempre dal punto di vista biologico è possibile per essa sfruttare la capacità apparsa limitatrice contro le larve, da parte di alcuni generi di nematodi entomoparassitari quali Neoaplectana, Steinernema, Heterorhabditis.
Questi nematodi, in soluzione acquosa, vengono trasferiti su bastoncini cotonati che si applicano entro i fori d'uscita delle gallerie larvali.
La loro capacità di parassitizzazione ha già fornito in diverse occasioni risultati lusinghieri.


    Fonte: Giardino Fiorito - Badiali Giorgio

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