Arriva in Europa il minatore smeraldino, nemico dei frassini

L'Agenzia Canadese d'Ispezione degli Alimenti (www.inspection.gc.ca) ha recentemente emesso delle severe disposizioni di emergenza per contenere la diffusione di un coleottero appartenente alla famiglia dei Buprestidi: il minatore smeraldino del frassino (Agrilus planipennis).

Originario dell'Asia Orientale, questo insetto è stato segnalato nel Nord America per la prima volta nel 2002, nelle regioni di Windsor (Ontario) e Detroit (Michigan): da allora i danni dovuti alla distruzione di frassini sono stati molto ingenti e sono destinati ad aumentare.

 

Provenienza
Questo insetto è originario dell'Asia Nordorientale ed è molto diffuso in Manciuria, in Corea ed in Cina dove vive a spese di diverse specie locali di frassino, di alcune specie di olmo (Ulmus davidiana, U. propinqua), del noce di Manciuria (Juglans manshurica) e del noce giapponese (Pterocarya rhoifolia). Il danno che questo minatore provoca nell'areale di origine è circoscritto per la presenza di due parassitoidi: Oobius agrili (Imenotteri, Encirtidi) e Tetrastichus planipennis (Imenotteri, Eulofidi). Questi due parassitoidi mantengono mediamente basso il numero dei minatori smeraldini e stabiliscono equilibri di popolazione che, sebbene non eliminino, riducono fortemente i danni forestali. Il danno provocato dall'insetto, allo stadio larvale, consiste nella distruzione del floema e del cambio dove vengono scavate gallerie del diametro di 5-6 mm e lunghe fino a 20-30 cm (la larva è lunga circa 3 cm) che interrompono il corretto flusso di nutrienti e di acqua. La morte dell'albero interviene nell'arco di 2-3 anni.

 

Cenni di biologia dell'insetto
Le larve di Agrilus planipennis nascono da uova ovali di ca. 1,0 x 06 mm, deposte (da 60 a 90 per ogni femmina) nelle crepe del tronco, penetrano fino al cambio e si sviluppano nei mesi estivi scavando gallerie che tagliano il flusso di acqua e nutrienti. Di norma si ha una generazione ogni anno ma si possono trovare larve e pupe in tutte le stagioni con sovrapposizione di generazioni. La larva matura raggiunge i 3 cm di lunghezza e le pupe ca. 1,5 cm. L'adulto è lungo 0,8-1,4 e si riconosce dall'aspetto tipico dei buprestidi accompagnato da un colore verde-blu metallico (da qui il nome "smeradino"). Sebbene gli adulti siano discreti volatori in grado di percorrere più chilometri, la loro diffusione avviene prevalentemente tramite l'intervento dell'uomo, mediante il trasporto di legname.

 

Il minatore smeraldino del frassino in America
Intorno al 2002, il minatore smeraldino è stato introdotto inavvertitamente nel Nord-Est degli USA, con il trasporto di materiali infestati. Nel 2006 esso era presente in Ohio, Indian, Maryland, Virginia e Illinois ed attualmente è in espansione negli USA orientali e nel Canada, dove le diverse specie di frassino costituiscono una importante componente del sistema forestale. 

La sua diffusione è favorita dalla mancanza di nemici naturali (patogeni, parassiti, parassitoidi che controllano le popolazioni del parassita in Asia) e dalla capacità del fitofago di adattarsi a diverse piante ospiti. Le specie vegetali su cui Agrilus vive in America non sono esattamente le stesse su cui esso è vissuto e seguita a vivere in Asia: quando un patogeno/parassita passa su ospiti nuovi è possibile che esso vada incontro ad un periodo di elevata variabilità genetica. E' possibile pertanto che, in queste prime fasi dell'infestazione in territori del tutto nuovi, l'abbondanza dei frassini mantenga il parassita sul suo ospite principale ma che esso, una volta decimati i frassini, passi su altre specie arboree come del resto già fa nelle aree di origine. Tra i possibili candidati ad essere attaccati da Agrilus vanno inclusi olmi e noci

 

La situazione in USA e Canada

Durante la scorsa estate, le agenzie e le autorità degli Stati Uniti e del Canada hanno intrapreso intense campagne di monitoraggio sulle infestazioni del minatore smeraldino del frassino ("emerald ash borer", indicato con la sigla EAB per l'importanza economica che sta assumendo). Le autorità confederali, ma soprattutto quelle dei singoli stati (USA) e delle singole regioni (Canada), hanno varato immediatamente leggi, regolamenti, ordinanze e istruzioni alla popolazione per controllare e circoscrivere l'infestazione. Le prescrizioni riguardano l'isolamento delle aree infestate, la distruzione degli alberi attaccati, l'interdizione del trasporto e del commercio delle piante vive e di ogni prodotto legnoso proveniente dalle zone considerate a rischio, l'informazione della popolazione sul riconoscimento ed il controllo dell'agente infestante. I mass media hanno dato molto risalto ad un problema che mette in pericolo una parte importante delle latifoglie boschive, una delle risorse più importanti nella fascia a cavallo tra USA e Canada.

 

Impatto economico
Le piante attaccate muoiono nel giro di 1-3 anni a seconda della severità dell'infestazione e della salute della pianta. La pianta secca può essere utilizzata solo come legna da ardere che, per le prescrizioni fitosanitarie, non può uscire dell'area di origine. Se l'attacco è severo, la scomparsa dei frassini causa alterazioni irreversibili nelle associazioni vegetali.

Molto significativi sono anche i danni alle piante usate come ornamentali nelle alberature delle strade urbane, nei giardini pubblici e privati.

 

Il pericolo per l'Europa
La drammatica diffusione di questo parassita sulla costa orientale del Nord-America rende possibile il suo passaggio accidentale anche in Europa, dove la biologia del parassita ed il suo comportamento nell'area di origine indicano tra gli ospiti potenziali, oltre ai frassini, olmi, noci.

In Europa, i danni che potrebbero derivare non solo ai sistemi forestali ma all'intero equilibrio ambientale ed alla produzione agricola potrebbero essere molto gravi e pertanto da prendere seriamente in considerazione. 

 

Controllo della diffusione di Agrilus
Su scala locale (territori delimitati o singoli alberi), Agrilus planipennis può essere controllato con insetticidi sistemici, con l'introduzione dei suoi nemici naturali e con il taglio selettivo degli alberi ammalati. La difficoltà resta comunque nel fatto che nelle fasi iniziali dell'attacco i sintomi sono difficilmente percepibili e quando l'infestazione diventa evidente, è già tardi per agire.

Su scala mondiale il principale veicolo di diffusione di questa avversità delle piante è il commercio internazionale. Le normative e le misure di cautela riguardano tutte le fasi della filiera, dalla produzione delle merci alla loro distribuzione. In particolare lo standard ISMP-15 prescrive che gli imballaggi in legno destinati all'esportazione debbano essere stati preventivamente sottoposti ad uno di questi due trattamenti:

• trattamento termico HT (56° per 30' al cuore del legno);
• fumigazione con bromuro di metile.

La natura e la complessità del pericolo impone però, per questo insetto, una attenzione particolare, superiore a quella adottata nella prevenzione routinaria dall'ingresso di fitopatogeni. 

Anche perché questo coleottero ha dimostrato di possedere una buona attitudine a farsi trasportare dall'uomo con i prodotto legnosi non lavorati, semilavorati od anche con manufatti che usano legname trattato non adeguatamente.

 

Seconda foto by ACIA (Agenzia canadese d'ispezione degli alimenti)

A cura di Luca Di Lorenzo, dottore agronomo – Fitobenefit

Dal Messico, fino a casa nostra, il viaggio della stella di Natale

La stella di Natale è stata importata in Europa solo negli ultimi anni e pare che la sua origine sia del Centro America addirittura, quindi più che esotica. Fu scoperta, pare nel lontano 1520 dagli spagnoli di H.Cortès giunti nella capitale azteca Tenochtitlán. Gli spagnoli la notarono tra i fiori e i frutti che erano destinati a Montezuma, un imperatore azteco che regnò dal 1502 al 1520, ma solo nel 1825 Joel Robert Poinsett l'ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, ne portò alcuni esemplari nella sua casa, in Carolina, per iniziare a coltivarli ed è in suo onore che assegnarono alla pianta il nome botanico: Euphorbia Pulcherrima, detta Poinsettia.

 

Significato

Questa pianta è segno di buon auspicio e rinnovamento. Originaria del Messico, furono i missionari spagnoli a ribattezzarla con il nome che conosciamo, poiché, offrendo il meglio di sé proprio in coincidenza con tale festività, incarna lo spirito di rinascita del Natale. E' perciò diventata suo simbolo ed è abitudine molto diffusa regalarla durante le festività come pensiero benaugurate.

 

Particolarità

Da studi fatti pare che è utile da tenere in casa in quanto ha la proprietà di rimuovere i vapori chimici di alcune sostanze nocive disperse nell'aria di ambienti chiusi.

Delle Euphorbiacee, di cui fa parte la Euphorbia pulcherrima, se ne conoscono ben 1770 specie in tutto il mondo e come molte di queste, una volta incisa, emette un liquido bianco irritante, facilmente arrestabile con un pizzico di terriccio nei tagli. Se si è venuti a contatto con le dita è meglio non toccare la bocca o gli occhi.

Se si vuole avere una fioritura nella stagione successiva, la potatura sarà determinante, in quanto la Poinsettia, fiorisce sui rami nuovi e non su quelli dell'anno precedente.

Se qualche ramo si dovesse spezzare può essere recuperato. Una volta reciso deve essere bruciato alla base con un accendino o scottato nell'acqua bollente per cicatrizzare la 'ferita'; poi si può mettere tranquillamente in un vaso con l'acqua: durerà 10-15 giorni.

 

Scheda tecnica e informazioni sulla cura

Origine: Messico

Portamento e sviluppo: piccolo arbusto dal fusto delicato alto di solito 40-50 cm, ma può raggiungere anche un metro d'altezza.

Foglie: colorate, dette brattee. Generalmente sono rosse, ma esistono anche di colore bianco o rosa.

Fiori: sono giallognoli e situati al centro della corona di brattee.

Fioritura: avviene da dicembre a marzo ed è molto influenzata dalla luce. Essendo una pianta foto-periodica è bene tenerla in luoghi con poca luce a partire da fine settembre-inizio ottobre.

Esposizione: ama un'intensa luce diffusa e una temperatura intorno ai 18°. Non vuole invece i raggi diretti del sole ed è sensibile alle correnti d'aria.

Terreno: acido e ben drenato.

Malattie: fungine, dovute al ristagno dell'acqua nelle radici.

Tecniche colturali: bisogna bagnarla poco e aspettare che il terreno si asciughi prima di innaffiare nuovamente. Non richiede particolari concimazioni durante la fioritura, mentre nel periodo vegetativo è consigliabile somministrare un fertilizzante ricco di fosforo, potassio e di azoto a lenta cessione, come Compo Concime per Piante da Balcone. In primavera è meglio portarla all'aperto e verso la fine di aprile dovrebbe essere rinvasata nello stesso vaso con Compo Sana Terriccio Universale di Qualità, dopo averla potata tagliando i rami principali a 3 cm per due terzi e riducendo leggermente le radici. Evitare di potarla dopo il mese di agosto. Per quel che riguarda le foglie, invece, va detto che è importante nebulizzare e di non irrorarla mai con il lucidante fogliare. Se le sue foglie vi apparissero un po' polverose, potete operare asportandola con un pennellino.

Suggerimenti: se le foglie ingialliscono e cadono significa che soffrono di troppo calore, poca umidità e poca luce, sarà bene perciò innaffiare, posizionare meglio il vaso e rinvigorire con Compo Sempreverde Plus, che contiene Boro e Molibdeno, fondamentali per queste piante. Anche le foglie secche sono dovute a un calore eccessivo, conviene allontanare la pianta dai termosifoni, e se si piegano può dipendere dalle troppe correnti d'aria. Se invece sulle foglie compaiono macchie grigie, sostituire il terriccio e rimuovere le foglie compromesse. Trattare con Compo Fungicida Polivalente, pronto all'uso. Mentre se sono semplicemente appiccicose la causa sono gli afidi e bisogna ricorrere a Compo Axoris Pastiglie.

Rinnovamento: una vigorosa potatura è il principio della fase di rinnovamento e, va effettuata tagliando tutti i rami della Poinsettia a circa 10-15 cm dal terriccio (sempre tenendo conto delle dimensioni della pianta). Sarà anche il momento, questo, di effettuare talee, approfittando dei rami che verranno asportati, ponendoli in un terriccio sabbioso e curandoli come normali di talee. Una volta tagliata, va lasciata riposare per una settimana almeno, sospendendo completamente tutte le annaffiature o, quantomeno, bagnandola in modo che le radici non secchino e sempre tenendo in considerazione la temperatura ambientale. A completamento del riposo, andrebbe posizionata in un locale meno riscaldato, tale da consentire alla pianta di entrare in una specie di stasi vegetativa. Dopo due-tre settimane circa, dai monconi si vedranno riapparire le gemme e poi, rapidamente, tutta la vostra piantina si riempirà di foglie. Lo sviluppo dovrebbe durare circa 30-40 giorni, dopo di che, potrete riportare la vostra piantina in un locale riscaldato e più luminoso, in attesa di collocarla sul balcone dove gradisce molto stare, nelle stagioni a lei più favorevoli.

 

Per ulteriori informazioni:
COMPO Agricoltura Spa
Via Marconato 8 – 20031 Cesano Maderno MI

 

Tratto da Agronotizie.it – sezione Garden

A Natale, regala un Bosco!

NEMETON è una parola di origine celtica che indica il bosco sacro, un luogo in cui raggiunge la sua massima espressione il contatto con la natura, che non è mai vista come separata dall’uomo, anzi, è il luogo in cui si evidenzia l’unione, l’identità, l’appartenenza.

All’interno di NEMETON diamo voce a chi sta lavorando per riportare il giusto equilibrio fra uomo e natura nella direzione della sostenibilità, dell’ecologia e del piacere di vivere. Ormai è evidente che la strada dell’architettura porta inevitabilmente verso il rapporto sempre più profondo e consapevole con il verde.

Nemeton ha una missione precisa: dare voce e promuovere quelle tecnologie che uniscono i saperi dell’architetto a quelli dell’agronomo, individuando una zona della prassi progettuale che fa fatica a stare nei confini dell’architettura come in quelli dell’agraria ma che partecipa e necessita di entrambe le discipline. Le alte tecnologie per il verde sono una delle strade più efficaci per la soluzione duratura e concreta ai problemi posti dall’ecologia, una strada che molte amministrazioni stanno percorrendo ormai da tempo e che non hanno più intenzione di abbandonare, visti i risultati reali e dimostrabili. Il proliferare di queste scelte nel mondo rende necessario un focus di attenzione, uno strumento di analisi che vada oltre il come e cerchi di scandagliare il perché.

Per questo in Nemeton si troveranno progetti e novità tecniche e commerciali su giardini pensili, verde verticale, biopiscine, costruzioni in elementi vegetali quali bambù, paglia e terra cruda, green design e quelle proposte che vanno nella direzione di un nuovo rapporto con la natura ed i suoi prodotti, alimentazione, cura del corpo e dello spirito.
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SKY GARDEN SECRETS seconda puntata

Com’è fatto?
Il tetto verde è costituito da un certo numero di strati, ciascuno con la propria funzione, variamente disposti a seconda della tipologia e della complessità della copertura. Gli strati principali di una copertura verde sono: strato di pendenza, strato isolante, strato d’impermeabilizzazione, strato antiradice, strato protettivo e di separazione, strato drenante, strato filtrante, strato di coltura o substrato e strato vegetale.
NTENSIVO SEMPLICE (erbacee perenni, aromatiche) – spessore 16 cm;
INTENSIVO SEMPLICE (erbacee, piccoli arbusti) – spessore 20 cm;
INTENSIVO COMPLESSO (piante di media dimensione) – spessore 30 cm;
INTENSIVO COMPLESSO (piante di media e grande dimensione) – spessore 60 cm.

Pesa molto?
Rispetto ad una copertura tradizionale la copertura verde presenta dei carichi aggiuntivi. L’elemento portante, oltre al peso proprio e ai carichi accidentali (peso delle persone o dei macchinari che saltuariamente e per diversi motivi frequentano la superficie inverdita, peso della neve, ecc.), deve supportare anche il peso degli strati che costituiscono il sistema di inverdimento che, insieme ad eventuali arredi, pavimentazioni ed elementi tecnologici, vengono definiti carichi permanenti. Nella valutazione dei carichi ai fini di un adeguato dimensionamento dell’elemento portante, tutti gli strati funzionali, compreso lo strato superficiale della vegetazione, sono da considerare in condizione di massima capacità idrica, cioè saturi di acqua. Non va trascurata l’azione del vento che, agendo sulle chiome degli alberi, trasmette al supporto notevoli sollecitazioni. E’ evidente che ad una maggiore complessità dell’inverdimento corrisponde un aumento di peso che, come si è già detto, raggiunge nei sistemi di verde pensile intensivo, valori considerevoli.

Quanto costa?
Nella progettazione di nuove costruzioni, il fattore economico è tra gli aspetti che maggiormente disincentiva l’adozione del sistema di copertura a verde. Rispetto ad una copertura di tipo tradizionale, si può pensare che, oltre all’incremento di costo dovuto alla presenza di strati funzionali aggiuntivi, ad un maggior peso della copertura verde debba necessariamente corrispondere  un incremento dello spessore dell’elemento portante, con conseguenti costi di costruzione aggiuntivi. A questo proposito è stata svolta un’analisi che, con le dovute semplificazioni che non possono consentire di estendere i risultati a regola generale, ha fornito interessanti spunti di riflessione. L’analisi prende in esame quattro soluzioni di copertura verde, equivalenti per tipologia, soluzione costruttiva e successione stratigrafica, ma diverse per spessore dello strato di coltivo e assetto vegetazionale. L’inverdimento è ipotizzato a copertura di due differenti sistemi portanti, il primo, caratterizzato da luci ridotte, pensato a copertura di un edificio residenziale e l’altro, caratterizzato da luci maggiori, pensato a copertura di un edificio per uffici. Non è questa la sede per entrare nel dettaglio dello studio, ma è interessante evidenziare che, per le soluzioni prese in esame, i costi di costruzione dovuti ad un incremento dello spessore dell’elemento portante incidono sul costo di realizzazione globale della copertura verde solo nel caso di strutture portanti caratterizzate da luci considerevoli, e diventano rilevanti in presenza di spessori di substrato notevoli (intensivo complesso). Nei casi presi in esame per la “tipologia residenziale”, invece, la variazione di carico dovuta ai diversi spessori di substrato non comporta costi di costruzione aggiuntivi dell’elemento portante.

Posso trasformare il mio terrazzo in uno sky garden?
E’ possibile trasformare una terrazza in uno sky garden, tenendo conto dell'utilizzo previsto e del tipo di vegetazione, si deve verificare il carico ammissibile della struttura per unità di superficie. Gli impianti di verde intensivo con possibilità d’accumulo dell'acqua piovana si possono realizzare a partire da circa 150 Kg/mq; quelli che prevedono anche un'irrigazione completamente automatica, per il maggiore spessore dello strato di drenaggio richiedono capacità di carico di circa 190 Kg/mq. Spessori di 35 cm e più consentono di utilizzare una varietà pressochè illimitata di piante, ma è necessario avere una possibilità di carico maggiore
Per il verde estensivo è sufficiente avere una portata di almeno 100 Kg/mq. Per spessori via via crescenti il verde estensivo può avere una maggiore varietà di componenti: dai muschi ai Sedum ed a tutte le graminacee, dalle erbacce di climi asciutti alle erbacce perenni più basse ed ai piccoli arbusti.

Federica Fiorina

Continua….

Tratto da: SKY GARDEN, a cura di maurizio Corrado, Macroedizioni 2006.