Pino e quercia, processionarie sotto controllo

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una diffusione sempre maggiore delle Processionarie del pino e della quercia.

Questi insetti possono provocare danni ambientali nelle aree forestali e in luoghi abitati o frequentati dalle persone con presenza di piante sensibili al loro attacco e costituire un rischio per la salute umana e animale. Il fenomeno si ripete periodicamente e rappresenta una variazione naturale dovuta a una serie di fattori (clima, presenza di nemici naturali, stato della vegetazione) che possono influire sulla nascita e la sopravvivenza degli insetti. La pubblicazione intende fornire indicazioni operative e consigli di cautela a coloro – cittadini, operatori forestali e del verde ornamentale, amministrazioni comunali ecc. – che si trovano, loro malgrado, a dover affrontare il problema.

Per il download potete cliccare qui per accedere al sito dell'Arpat – Toscana

Boschi e foreste, un aiuto per la loro tutela

'Il Corpo Forestale dello Stato svolge una funzione essenziale di tutela e controllo del patrimonio boschivo e naturale del nostro Paese; una funzione tanto più essenziale nella stagione estiva che ci prepariamo ad affrontare. Abbiamo ritenuto quindi di potenziare tale attività per garantire ai cittadini servizi puntuali ed efficienti'.  

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato l'approvazione, il 26 maggio, da parte del Senato, con 136 voti a favore e 92 contrari, il Disegno di legge n. 182 riguardante 'Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile' e che, all'articolo 20, contiene 'Misure urgenti per l'efficienza del Corpo Forestale dello Stato'. 

Il provvedimento autorizza il Corpo Forestale dello Stato, limitatamente all'anno 2009, ad assumere personale operaio a tempo determinato (circa 350 operai), nel limite di spesa di tre milioni di euro, per gli uffici di tutela della biodiversità, per la conservazione delle foreste demaniali e la protezione della natura.

La forma della città cambia know-how

L’esperienza e le competenze dell’Agronomo Daniele Ara unite al sapere del Professore Oscar Marchisio hanno creato il nuovo libro dal titolo La forma dell’urbano. Fino ad oggi la progettazione della città è stata di competenza di architetti, urbanisti ed ingegneri civili, ma con l’avvento di una crisi ecologica sempre più dirompente la forma delle metropoli subisce un restyling. I media pongono ogni giorno l’attenzione su temi come la qualità della vita, emergenze sanitarie e aree verdi suscitando sempre di più l’interesse dell’opinione pubblica che esige soluzioni concrete su questi temi. Le città assumono le sembianze di giardini, è così inevitabile che accanto alla figura dell’Architetto subentri quella dell’Agronomo, figura che comincia ad essere considerata il nuovo artefice dei nostri centri abitati. Gli autori de “La forma dell’urbano” cercano proprio di descrivere e mettere in evidenza il compito dell’Agronomo, e in generale di chi si occupa di verde e alimentazione, nel dare una risposta alle esigenze ambientali delle metropoli. Il volume è edito da Socialmente con prefazione di Andrea Segrè (Preside Facoltà di Agraria dell'Università di Bologna).

Gli autori

Oscar Marchisio, nato a Genova, vive a Bologna, insegna come professore a contratto presso l’Università di Urbino. Viaggia in Cina dove lavora come consulente, frequenta l’Italia dove scrive, critica e altro. Collabora con la CGIL in varie ricerche e studi, inoltre ha disegnato e realizzato progetti nella filiera dell’agroalimentare e nel disegno del paesaggio come risorsa ambientale.

Daniele Ara, nato a Bologna, agronomo, libero professionista. Collabora da anni con Prober (Associazione Produttori Biologici e Biodinamici dell’Emilia-Romagna), è attualmente responsabile dello Sportello regionale per l’applicazione della l. r. 29/02 sulla ristorazione collettiva, gestito da Prober per conto dell’Assessorato all’Agricoltura della regione Emilia-Romagna e segue varie attività legate allo sviluppo del settore biologico in campo alimentare e nella gestione del verde non agricolo.

ExpoGreen: investire nel verde

Giardini, passeggiate nel verde e giochi d'acqua, così si presenterà il quartiere fieristico di Bologna per le seconda edizione di ExpoGreen, la rassegna internazionale dell'Outdoor di scena dall'11 al 13 settembre prossimo. Tonnellate di terra e migliaia di piante verranno trasportate all'interno della Fiera per rendere vivo e affascinante uno spazio espositivo dedicato alle tecnologie, agli accessori, agli arredi e ai servizi per il garden e le attività all'aperto. Sarà di 10.000 metri quadrati la superficie di prato creata per ospitare le prove dei rasaerba e delle altre macchine per la manutenzione del verde, mentre 12 giardini tematici, di 100 metri quadrati ciascuno, saranno allestiti all'esterno, nell'area 48, per una rassegna d'alto profilo che si rivolge agli operatori economici, ai professionisti del verde, ai progettisti degli ambienti esterni, oltre che al pubblico degli hobbisti e degli appassionati. 

Procede a pieno ritmo l'organizzazione, che ha già raggiunto un portafoglio espositori consistente per quanto riguarda le macchine e le attrezzature, in mostra nei padiglioni 25, 26 e 36 del quartiere fieristico (già confermata la presenza di Andreas Stihl, Ama, Bcs, Emak, Gianni Ferrari, Grasshopper, Kubota, Ma.Ri.Na. System, Sandrigarden e molti altri importanti costruttori del settore meccanizzazione) e che punta ad una presenza delle imprese più prestigiose anche dei settore arredi e accessori ai quali vengono dedicati i padiglioni 29 e 30.

Molto innovativa la joint venture con il salone della ceramica Cersaie, per la creazione delle 'GreenStreet', camminamenti in ceramica pensati apposta per gli spazi aperti, che verranno inaugurati con ExpoGreen e rimarranno installati fino all'apertura del Cersaie il 27 settembre, proprio a stabilire un legame ideale fra le due manifestazioni.

'In un momento così difficile per l'economia mondiale – dichiara Guglielmo Gandino, Amministratore Delegato di Unacoma Service, società organizzatrice della manifestazione – abbiamo deciso di investire, noi come organizzatori, i nostri partner di Ispirazione Naturale, le industrie espositrici che saranno presenti con la migliore produzione'. 'Da imprenditori vogliamo sfidare la crisi e farlo in grande stile – ha aggiunto Gandino – malgrado qualcuno, nel mondo delle aziende ma anche dell'informazione, preferisca rimanere prudentemente alla finestra'.

Nel calendario degli eventi – parte dei quali avrà luogo all'interno del Palagreen, un'area convegni di mille metri quadrati immersa nel verde – sono compresi incontri d'argomento tecnico, come il convegno su 'Mercato europeo del giardinaggio', organizzato da Unacoma in collaborazione con EGMF, o la Convention nazionale dell'Ordine dei veterinari. Previste anche importanti iniziative rivolte ad un pubblico più vario, come l'incontro sui 'Giardini europei', organizzato in collaborazione con il DEIAFA dell'Università di Torino, e gli eventi per gli appassionati degli animali, con l'Animal Show, la Proplan Cup 2009, l'Esposizione internazionale felina promossa dall'Anfi. Di sicuro interesse, oltre al 'Bosco magico' progettato per affascinare i bambini, anche la 'Fattoria del futuro', una struttura altamente tecnologica che si propone come modello per attività multifunzionali, che sposano l'agricoltura con il turismo e il tempo libero.

Zero Energy dal 2019

Tutti gli immobili costruiti dopo il 31 dicembre 2018 dovranno essere “Zero Energy“.

“Zero Energy”, secondo le definizioni del Parlamento Europeo, è un edificio per il quale “come risultato di un livello molto alto di rendimento energetico dell’immobile, il consumo totale annuale di energia primaria è uguale o inferiore alla produzione energetica ottenuta in loco con le energie rinnovabili”.
A partire dal 31 dicembre 2018 ogni edificio dovrà, quindi, essere costruito non solo secondo criteri di efficienza energetica, ma anche essere in grado di autoprodurre l’energia di cui ha bisogno.

Tutto ciò è conseguenza delle modifiche alla direttiva comunitaria 96/2002/CE sul rendimento energetico nell’edilizia approvate dal Comitato Industria Ricerca Energia, ITRE, del Parlamento Europeo.
Alcune novità sono previste anche per gli edifici costruiti prima del 31 dicembre 2018. Le nuove prescrizioni che saranno approvate definitivamente nella prima metà del mese di maggio.

Il testo approvato dal Comitato Industria Ricerca Energia, ITRE del Parlamento Europeo si trova a questo link.

Il Parco apre le porte alle imprese agricole

Con l'avvio del progetto che prevede l'utilizzo delle imprese agricole residenti nelle attività complementari gestite dall'ente il Parco dei Lucretili sposa l'idea della multifunzionalità delle imprese agricole.

Tutto nasce dall'applicazione del dispositivo del decreto legislativo 228/2001 che concede la possibilità agli enti pubblici di ricorrere alla utilizzazione diretta dell'imprese agricole residenti per le attività che sono strettamente connesse e complementari all'attività agricola principale.

'Il principio è quello di consentire agli imprenditori agricoli che sono localizzati nel parco l'incremento del reddito attraverso la multifunzionalità' – sostiene Marco Cerboni dirigente della Coldiretti e consigliere del parco che ha sostenuto con forza l'idea di applicare la normativa di favore.

Nei prossimi giorni gli imprenditori interessati a gestire le attività di agriturismo, vendita di prodotti tipici, manutenzione del verde, manutenzione aree di sosta, b&b, possono far richiesta di essere inclusi nell' elenco appositamente istituito ed avranno certezza di essere consultati dall'ente secondo il principio della rotazione.

'Questa iniziativa è inserita in un progetto che intende valorizzare il sistema produttivo locale – puntualizza il direttore del parco Luigi Russo – per rendere concreta l'enunciazione che il parco può essere motore di una tipologia di sviluppo sostenibile connessa alla valorizzarne delle risorse naturali.'

Sono convinto che il tempo darà ragione a questa impostazione ed anche i più scettici potranno accorgersi che la scommessa ambientale può essere raccolta. Gli imprenditori agricoli avranno tempo per candidarsi fino al 15 giugno presentando domanda al parco.

Altre informazioni si possono avere telefonando 0774.637027 oppure via mail

Riflettori puntati sulle perenni estive

Dal 9 al 12 giugno Syngenta Flowers metterà in mostra tutta la sua gamma di piante da seme, da vaso e da talea nella sua sede olandese di De Lier. 

Grazie a Flower Trials®, l'iniziativa durante la quale 22 aziende del settore agroindustriale apriranno le porte dei loro stabilimenti olandesi ai visitatori, floricoltori, vivaisti, giardinieri, grossisti e dettaglianti di fiori e piante potranno scoprire tutte le ultime novità del settore.

E tra di esse non poteva certo mancare Syngenta Flowers, leader mondiale nel settore delle piante da vaso e da trapianto, che aprirà le porte della sua sede in Olanda e presenterà il suo vasto assortimento e le ultime novità. Nel calendario di inizio estate l'appuntamento sarà occasione per conoscere tutte le perenni a fioritura estiva della multinazionale olandese. Nell'ambito delle perenni esiste infatti un gruppo di varietà caratterizzate dall'avere fioriture estive con ciclo colturale breve che, essendo resistenti al freddo, rifioriscono gli anni successivi, come le più tradizionali piante perenni.

Lo staff tecnico di Syngenta spiegherà ai visitatori di Flower Trials® come avere piante fiorite durante tutta l'estate, da giugno a settembre, per fornire ai propri clienti un prodotto da vaso fiorito e resistente al caldo pronto per il mercato quando l'offerta è limitata alle solite note specie.

Tra le perenni estive firmate Syngenta Flowers ci sono: Dianthus barbatus Barbarini F1, Gaillardia aristata Granada, Coreopsis grandiflora Illico, Campanula garganica Filigree, Campanula rotundifolia Thumbell, Campanula glomerata Bellefleur, Lavandula angustifolia Blue Scent, Salvia superba Merleau, Penstemon barbatus praecox Pinacolada, Delphinium grandiflorum Delfix, Sedum spp., Platycodon Astra, e tante altre ancora.

Con un ciclo di coltivazione breve (8/10 settimane a seconda del vaso), scarse cure colturali richieste (la maggior parte di esse non necessita di fitoregolatori di crescita e può essere coltivata all'aperto) e un'ampia scelta di forme e colori, le perenni estive di Syngenta Flowers rappresentano un'ottima opportunità commerciale per il mercato florovivaistico durante il periodo estivo e saranno in mostra del 9 al 12 giugno presso la sede di De Lier dell'azienda in occasione di Flower Trials®.

 

Per informazioni e accrediti: www.flowwrtrials.nl

Il nuovo verde avanza

Architetti, agronomi, economisti e persino poeti si sono confrontati l’8 maggio a Bologna ad un convegno organizzato da Promoverde Emilia Romagna sulle modalità di integrazione fra il verde e la città. Un ottimo preludio al salone internazionale dell’outdoor che si terrà presso la Fiera dall’11 al
13 settembre 2009.

Può il verde aiutare a rendere “sostenibili” le nostre città? Come si può integrare la ricerca tecnologica avanzata con la progettazione urbanistica e architettonica? È possibile un nuovo sodalizio fra l’uomo e la natura? Di questi temi si è parlato questa mattina, 8 maggio 2009, al convegno “La città nel giardino – tecniche e filosofie per lo sviluppo delle città verdi” che si è svolto nella sala Enzo Biagi di Bologna e che ha visto la partecipazione multidisciplinare di architetti, agronomi, economisti e
amministratori pubblici.

Ad apertura, l’assessore all’urbanistica Virginio Merola e il direttore del settore ambiente del Comune di Bologna Roberto Diolaiti hanno ricordato gli sforzi dell’amministrazione cittadina sul tema. “Dal 2004 sono stati acquisiti 2 milioni di m2 di verde” hanno affermato i due relatori “e il rapporto pro-capite è fra i più alti d’Italia, con 30 m2 di verde a testa. Inoltre stiamo trasformando le ex zone militari, come quella dei Prati di Caprara, in giardini pubblici. Ed infine non dimentichiamo il nuovo regolamento urbanistico edilizio (RUE) che mette al centro della normativa la salvaguardia degli alberi, con un inasprimento delle sanzioni”.

Tutti gli interventi erano concordi nel riaffermare non solo il valore ornamentale o decorativo del verde, ma anche la sua preziosa importanza come elemento costitutivo nella progettazione architettonica e urbanistica: “Stiamo progettando il People Mover di Bologna” ha detto l’architetto Massimo Iosa Ghini “una navetta monorotaie che collegherà la stazione all’aeroporto, con innovativi criteri di integrazione fra il verde e l’oggetto architettonico”. Lo stesso principio è alla base dell’Expò Green 2009 e di Ispirazione Naturale, “l’evento nell’evento” che vedrà l’intero quartiere fieristico immerso nel verde: 17.000 m2 di esterni completamente ambientati, con 12 giardini da 100 m2 l’uno, 3 aree tematiche (il bosco magico, la fattoria del futuro e il bio-lago), il concorso “Giardini in corso” e il Palagreen, 1000 m2 di auditorium per convegni. Non solo business, quindi, nel cuore della grande manifestazione internazionale dell’outdoor, ma anche un’esperienza ad alto coinvolgimento emotivo e sensoriale. È di ieri poi l’annuncio di un clamoroso accordo con Cersaie 2009, il salone della ceramica di Bologna, che consiste nella realizzazione di una Green Street, un sentiero coperto interamente di ceramica, dal primo giorno dell’Expò, l’11 settembre, fino all’ultimo del Cersaie, il 3 ottobre, a sancire simbolicamente l’unione fra i due eventi.

Della Fiera di settembre e della multifunzionalità delle aziende agricole ha parlato anche Gianluca Cristoni, Presidente della CIA Emilia Romagna:
“L’agricoltura di terza generazione” ha detto”deve allargare la filiera dalla mera produzione all’ambiente, mettendo al centro la tutela della biodiversità, la manutenzione del territorio e la gestione del paesaggio. Su cinque miliardi di euro di fatturato, la manutenzione incide per 2 miliardi di euro: è un aspetto troppo poco valorizzato” ha concluso.

Il convegno, organizzato da Promoverde Emilia Romagna con il patrocinio del Comune di Bologna, della Facoltà di Agraria, dell’Università di Bologna, di
Confagricoltura e della Cia, ha visto la partecipazione, oltre a Merola, Diolaiti, Iosa Ghini e Cristoni, del poeta Davide Rondoni, dell’editore Giuseppe Rosa del Gruppo Sistemi Editoriali Esselibri Simone, di Piero Formica dell’International University of Enterpreneurship, di Anna Letizia Monti dell’AIAPP e di Antonio Caliceti di Confagricoltura. La conclusione è stata affidata a Riccardo Rigolli, Presidente Promoverde Emlia Romagna.

La Facoltà di Agraria di Bologna illumina la ricerca

Nella Facoltà di Agraria di Bologna nasce la prima centrale solare solidale con l’obiettivo di “accendere” la ricerca e di portare energia rinnovabile nei paesi in via di sviluppo. L’impianto fotovoltaico, che verrà installato sui tetti della Facoltà, con la sua potenza di 150kWp consentirà di far risparmiare circa 180.000 kWh all’anno di energia elettrica evitando l’emissione di 110 tonnellate di anidride carbonica.
Inoltre, il risparmio nella quota di consumi di energia elettrica verrà reinvestito in ricerca: i circa 40.000 euro in meno nella bolletta dell’Ateneo consentiranno, infatti, di finanziare due assegni di ricerca annuali dimostrando come una fonte di energia rinnovabile gratis e democraticamente distribuita possa illuminare la ricerca scientifica.

Con la realizzazione di questo impianto, sottolinea in una nota il Wwf, l’Ateneo di Bologna vuole dare un primo contributo alla produzione di energia ecocompatibile e impegnarsi nella lotta ai cambiamenti climatici e l’uso consapevole delle risorse. L’impianto sarà inoltre capofila di una rete virtuale di impianti fotovoltaici per la solidarietà tra i popoli ovvero di impianti in cui ognuno avrà la possibilità di “adottare” un quadretto di silicio attraverso una piccola donazione economica (per informazioni: www.luceevitaenergia.it). In questo modo l’impianto diventerà una grande tavola che accoglierà tutti coloro che vogliono partecipare al progetto di solidarietà: il ricavato della vendita dell’energia sarà destinato a sostenere progetti di pianificazione energetica in quei Paesi da cui oggi stiamo sottraendo le fonti energetiche impedendo ed ostacolandone la crescita e la possibilità di garantirsi un futuro migliore.
“L’energia per la prima volta può diventare solidarietà diretta – spiega l’associazione ambientalista – utilizzando il Sole come fonte di energia democraticamente distribuita, nel tentativo di alleviare quella trappola energetica che lega il fornitore al consumatore”.

È questo lo spirito del progetto Free (Fotovoltaico per la Ricerca Eco ed Equo solidale) promosso 3 anni fa dall’associazione Luce&Vitaenergia in cui l’idea, nata dal Prof. Leonardo Setti del Dipartimento di Chimica Industriale e dei Materiali dell’Università di Bologna, è quella di permettere a tutti, attraverso un piccolo sforzo economico, di contribuire sia a cambiare il perverso sistema che lega i Paesi produttori a quelli consumatori sia a proteggere l’ambiente minacciato dal riscaldamento globale.

“Stiamo cercando di mettere in atto – ha dichiarato il Preside della Facoltà di Agraria, Andrea Segrè – una politica energetica che porti al contenimento dei costi energetici ma che ha, al contempo, anche rilevanti aspetti etici. Il mio obiettivo è che la nostra Università diventi sostenibile dal punto di vista ambientale, sfruttando le competenze che abbiamo al nostro interno, utilizzando gli incentivi dello Stato e accedendo alle opportunità offerte dalle nuove regole del mercato dell’energia. Abbiamo messo la questione energetica e la diminuzione dell’impatto ambientale al centro del nostro programma di lavoro”.

Il Wwf Italia che, ha valutato positivamente il progetto, ha deciso di concedere il patrocinio proprio per dimostrare come l’energia possa essere parte delle iniziative di solidarietà, sulle quali l’Associazione opera con propri progetti in diversi Paesi, compresi tutti gli aspetti educativi e di sensibilizzazione. Il progetto prevede inoltre una giornata simbolica per l’accensione annuale degli impianti del network e durante la quale realizzare incontri, convegni, meeting, in tutte le strutture ospitanti gli impianti in cui l’energia, l’ambiente e l’etica possano trovare un luogo comune di ascolto.

I segreti del misting

Quando si soffre per il troppo caldo è possibile trovare un minimo di refrigerio passeggiando in riva al mare o intorno ad un lago. Se siamo invece su una spiaggia, la sensazione di disagio dovuta al caldo sembra diminuire od è più sopportabile: la soluzione non consiste soltanto nel fatto che siamo meno coperti (il che potrebbe essere addirittura negativo), ma in pratica la superficie di grandi bacini d’acqua come il mare ed il lago è soggetta ad evaporazione ad opera dell’azione battente del sole che “impegna” gran  parte della sua energia nel passaggio di stato fisico dell’acqua. Avviene quindi una sorta di condizionamento naturale dovuto all’effetto adiabatico dell’ evaporazione.
Ogni litro d’acqua che evapora sottrae dall’ambiente una quantità considerevole di calore ed il misting  è il sistema mediante il quale si riesce a favorire tale fenomeno fisico.
La vaporizzazione e la relativa trasformazione dell’energia termica irradiante sono proporzionali alla grandezza delle particelle d’acqua ed alla ventilazione esistente; in pratica, più piccole sono le particelle d’acqua, più superficie espongono all’insolazione ed alla ventilazione  e quindi all’evaporazione. Ciò ci spiega infatti il benessere che proviamo nelle vicinanze di una cascata dove l’acqua si rompe in particelle finissime e forma una nebbiolina, oppure la gradevolezza della brezza marina dove il vento si unisce alla frammentazione dell’acqua. In entrambi i casi si genera un raffrescamento di tipo evaporativo.
Il MISTING è quella tecnica in grado di ricreare artificialmente queste condizioni nei giardini, sotto i gazebi od in tutte le aree all’aperto mediante un sistema ecologico e a basso costo di esercizio che si basa essenzialmente sulla produzione di una nebbia impalpabile e non bagnante costituita da minutissime gocce del diametro di 0,001 millimetri che si ottengono mediante la pressurizzazione dell’acqua a circa 100 bar.
Un impianto tipo è quindi formato da una pompa ad alta pressione che è alimentata mediante modeste quantità di acqua (2-3 lt. al minuto bastano per rinfrescare un centinaio di metri quadrati). L’acqua opportunamente filtrata è dispensata da particolari ugelli sottoforma di nebbia impalpabile.
Gli impianti realizzabili sono essenzialmente di due tipologie che differiscono per la presenza o meno di ventilatori tradizionali, che permettono l’utilizzo dell’impianto evaporativo anche nelle ore serali o in ambienti non soggetti ad insolazione diretta. La nebbia generata ha anche la proprietà di tenere lontani diversi insetti le cui ali si appesantiscono oppure può essere utilizzata per l’abbattimento di polveri ed odori.
I costi:
Pompa, tubi,  filtri,  raccordi ed ugelli hanno un costo che si aggira intorno ai 1500/2000 euro. Il montaggio incide per un 30%. Chiaramente per realizzazioni professionali i costi diventano più sensibili, ma in tutti i casi non è conveniente risparmiare sui costi della pompa che deve essere affidabile, silenziosa e non consumare oltre 1KW/h  per impianti residenziali.