In forte aumento i Comuni rinnovabili in Italia

Il rapporto sui Comuni Rinnovabili 2010 di Legambiente, realizzato in collaborazione con GSE e Sorgenia, ci fornisce un quadro dell’Italia sostenibile, molto interessante, in cui attraverso numeri, tabelle e cartine si evidenzia il il salto impressionante che si è verificato in Italia nel numero degli impianti installati.

Attraverso nuovi impianti solari, eolici, geotermici, idroelettrici, da biomasse già oggi sono centinaia i Comuni in Italia che producono più energia elettrica di quanta ne consumino. Grazie a questi impianti sono stati creati nuovi posti di lavoro, portati nuovi servizi e create nuove prospettive di ricerca applicata oltre, naturalmente, ad aver ottenuto un maggiore benessere e qualità della vita. Queste esperienze sono oggi la migliore dimostrazione del fatto che investire nelle rinnovabili è una scelta lungimirante e conveniente, che può innescare uno scenario virtuoso di innovazione e qualità nel territorio.

Questo rapporto illustra la forte crescita delle fonti rinnovabili avvenuta nel 2009 (+13% di produzione), dimostrando che queste tecnologie sono affidabili e competitive.

Ora occorre puntare con forza in questa direzione, capire quanto sia nell’interesse del Paese raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2020 per la riduzione delle emissioni di CO2 e la crescita delle rinnovabili – ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente –. Per questo siamo preoccupati di fronte all’assordante silenzio che ci sta accompagnando alla scadenza del prossimo giugno, quando l’Italia dovrà comunicare all’UE il piano nazionale per rientrare nell’obiettivo al 2020 del 17% di rinnovabili. I numeri, le storie raccontate da questo rapporto dimostrano che questi target sono a portata di mano, e che la soluzione più intelligente è quella di guardare ai territori. Ma soprattutto, le esperienze raccolte dimostrano quanto questa prospettiva risulti già oggi vantaggiosa: coloro che hanno installato impianti solari termici e  fotovoltaici o che sono collegati a reti di teleriscaldamento, pagano bollette meno salate in località dove l’aria è più pulita.”

“I numeri contenuti nel rapporto 2010 – ha dichiarato Massimo Orlandi, amministratore delegato di Sorgenia – testimoniano la progressiva crescita della sensibilità e dell’impegno per lo sviluppo delle fonti rinnovabili da parte di istituzioni nazionali e locali, imprese e cittadini del nostro Paese. È ormai opinione comune che la produzione di energia attraverso fonti alternative rappresenti un’opportunità, sia per contrastare i cambiamenti climatici sia per creare sviluppo economico e occupazione. Tuttavia, per colmare il divario che ancora ci separa dai leader europei Germania e Spagna, occorre proseguire e rafforzare questo impegno anche in futuro, ad esempio uniformando e velocizzando gli iter autorizzativi per i nuovi impianti.

Sono ben 6.993 i Comuni italiani dove è installato almeno un impianto di produzione energetica da fonti rinnovabili. Erano 5.580 lo scorso anno, 3.190 nel 2008. Le fonti pulite che fino a dieci anni fa interessavano, con il grande idroelettrico e la geotermia le aree più interne e comunque una porzione limitata del territorio italiano, oggi sono presenti nell’86% dei Comuni.

I numeri del rapporto 2010

I Comuni del Solare sono 6.801 (erano 5.580 lo scorso anno), cioè l’83,9 % del totale. Per il solare fotovoltaico è il Comune di Craco (Mt) in testa alla classifica di diffusione con una media di oltre 542 kW ogni 1.000 abitanti (la classifica premia la diffusione per numero dei residenti proprio per evidenziare le potenzialità delle rinnovabili nel soddisfare i fabbisogni delle famiglie).

Nel solare termico a vincere è il piccolo Comune di Fiè allo Sciliar (Bz), con una media di 1.152 mq/1.000 abitanti che riesce a soddisfare larga parte dei fabbisogni di acqua calda sanitaria e riscaldamento delle famiglie. Con il solare sono 51 i Comuni che hanno già raggiunto l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di 264 mq/1.000 abitanti, 15 in più rispetto allo scorso anno.

I Comuni dell’Eolico sono 297 per una potenza installata pari a 5.148 MW, (1.287 MW in più rispetto al 2009), che soddisfa il fabbisogno elettrico di oltre 4 milioni 100 mila famiglie. 192 municipi tra questi possono considerarsi autonomi dal punto di vista elettrico, poiché producono più energia di quanta ne viene consumata.

I Comuni del Mini Idroelettrico sono 799 (il rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW) con una potenza totale installata di 715 MW, in grado di produrre ogni anno oltre 2.860  GWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1 milione e 100 mila famiglie.

I Comuni della Geotermia sono 181, per una potenza installata pari a 880 MW elettrici e 38,8 termici. Grazie a questi impianti vengono prodotti ogni anno circa 6.600 GWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di più di 2milioni 640mila famiglie.

I Comuni della Biomassa sono 788 per una potenza installata complessiva di 1.023 MW elettrici e 985 termici. Di questi, 421,1 MWe e 35,6 MWt derivano da impianti a Biogas. Grazie a questi impianti si producono 7.161 GWh l’anno pari al fabbisogno elettrico di oltre 2 milioni 860 mila famiglie. In forte crescita sono gli impianti collegati a reti di teleriscaldamento (355), che permettono alle famiglie un significativo risparmio in bolletta grazie alla maggiore efficienza degli impianti. Sono 286 i Comuni in cui gli impianti utilizzano biomasse “vere” (ossia materiali di origine organica animale o vegetale), riuscendo a soddisfare larga parte del fabbisogno di riscaldamento e acqua calda sanitaria.

Sono 825 i Comuni in Italia che grazie a una sola “nuova” fonte rinnovabile (mini-idroelettrica, eolica, fotovoltaica, da biomasse o geotermica) producono più energia elettrica di quanta ne consumano le famiglie residenti. 24 invece i Comuni che grazie a impianti di teleriscaldamento collegati a impianti da biomasse o da geotermia superano il proprio fabbisogno termico.

I Comuni premiati, 100% rinnovabili

Sono straordinari i risultati che in 15 Comuni si stanno già realizzando attraverso le fonti energetiche pulite. Questi Comuni, al 100% rinnovabili per i fabbisogni sia elettrici che termici delle famiglie, rappresentano in Italia e a livello internazionale, il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In queste realtà sono impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento e solari termici a soddisfare i fabbisogni di riscaldamento e acqua calda, ed è un mix di impianti rinnovabili a permettere di soddisfare e superare, anche ampiamente, i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti.

Il premio 2010 va a Sluderno (Bz), un Comune con poco più di 1.800 abitanti che fonda il suo successo su un intelligente mix di diversi impianti diffusi nel territorio: 960 mq di pannelli solari termici e 512  kW di pannelli solari fotovoltaici diffusi sui tetti di case e aziende, più 4 micro impianti idroelettrici con una potenza complessiva di 232 kW. E un impianto eolico da 1,2 MW, realizzato in “comproprietà” con 3 Comuni vicini. L’impianto è installato nel Comune di Malles è gestito da  un Consorzio dei Comuni più alcune aziende elettriche locali. A scaldare le case sono gli impianti da biomasse locali e da biogas, con una potenza complessiva di 6.200 kW termici, entrambi di tipo cogenerativo, allacciati ad una rete di teleriscaldamento lunga 23 km. Questi impianti producono oltre 13 milioni di kWh annua di energia termica per soddisfare il fabbisogno di oltre 500 utenze sia del Comune di Sluderno che del vicino Comune di Glorenza.

Sono stati premiati anche altri comuni, dove, attraverso investimenti lungimiranti nelle fonti rinnovabili, sono stati ottenuti risultati che vanno ben oltre la risposta agli obiettivi energetici e ambientali. Un esempio è il Comune di Tocco da Casauria (Pe), dove sono in funzione quattro pale eoliche che complessivamente (con 3,2 MW) permettono di produrre più energia elettrica di quella necessaria alle famiglie residenti. Nel Comune, inoltre, sono presenti 24 kW di pannelli fotovoltaici oltre a grandi impianti idroelettrici. Qui le royalties provenienti dell’eolico hanno permesso al Comune di acquistare lo storico Castello e progettarne la ristrutturazione. Altro esempio è quello del Comune di Maiolati Spontini (An), di circa 5.700 abitanti, che grazie ad un mix energetico fatto di pannelli solari fotovoltaici (135 kW), di un impianto mini idroelettrico (400 kW) e soprattutto di un impianto a biogas da discarica entra di diritto nella categoria “100% elettrici”.

Da quest’anno poi, l’indagine sulle rinnovabili si è estesa alle Province, per le quali, il premio 2010 va a Grosseto per i risultati conseguiti in questi anni e per l’impegno mostrato nello sviluppo delle fonti rinnovabili. La Provincia di Grosseto, 100% rinnovabile per la parte elettrica, non si è accontentata del contributo dei “vecchi” impianti geotermici (180 MW) presenti a Monterotondo Marittimo, Pontieri e Santa Fiora, ma ha investito in altri impianti: un eolico da 20 MW nel Comune di Scansano e 70 kW, un mini eolico a Grosseto; impianti a biomassa, che producono circa 117 mila MWh/ anno di energia elettrica; piccoli impianti idroelettrici come quelli presenti nei Comuni di Grosseto e Castell’Azzara; una diffusione del fotovoltaico tale da essere presente in 27 dei 28 Comuni della Provincia.

Le prospettive e gli interventi necessari

Legambiente indica in dettaglio nel rapporto gli interventi indispensabili, a partire dal Piano di azione nazionale per le rinnovabili che occorre presentare a Bruxelles entro Giugno 2010, per indicare le politiche e gli obiettivi suddivisi tra le Regioni. Ma quali sono gli interventi più urgenti? Intanto la semplificazione delle procedure per i progetti. Bisogna far diventare un atto libero e gratuito realizzare un impianto domestico da fonti rinnovabili ed emanare le Linee Guida per l’approvazione dei progetti come previsto dal DL 387/2003, soprattutto per fare chiarezza rispetto all’inserimento degli impianti nel paesaggio. Va inoltre definito uno scenario certo, di progressiva riduzione per gli incentivi alle fonti rinnovabili con un orizzonte da fissare al 2020. La priorità va al prolungamento degli incentivi in conto energia per il solare fotovoltaico (di grande successo e in fase di scadenza). Ma altrettanto urgente è dare certezza al solare termico e agli interventi di risparmio energetico (con il 55% di detrazione fiscale) che termineranno nel 2010. Bisogna poi investire sulla rete energetica per adeguarla a una generazione sempre più efficiente e distribuita. Ed è necessario spingere con convinzione l’innovazione energetica degli edifici, con prestazioni minime obbligatorie di efficienza e di uso delle rinnovabili e sostenere una politica per riqualificare e migliorare le prestazioni energetiche del parco immobiliare esistente. Infine bisogna fare in modo che il mercato energetico premi veramente efficienza e concorrenza nell’offerta ai cittadini e alle imprese, ed utilizzare, per valutare i progetti da fonti fossili criteri legati all’efficienza energetica e alle emissioni di CO2. Ma occorrono anche nuove idee per muovere politiche capaci di spingere l’efficienza energetica verso gli utenti finali. In questo nuovo scenario energetico occorre mettere in moto soluzioni inedite, capaci di rendere possibile una accelerazione degli interventi a tutti i livelli, anche a quello locale. Un esempio sono i Regolamenti Edilizi comunali che, come dimostra l’esperienza di questi anni, possono spingere con obblighi e incentivi l’innovazione nel  settore delle costruzioni. 

Architettura sostenibile e florovivaismo a confronto in un evento internazionale

Oltre trecento persone hanno seguito il convegno internazionale "A Sustainable Beauty – High Green Tech Symposium 2010" svoltosi il 19 marzo 2010 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano. Il convegno, patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali è stato organizzato da Promoverde, Nemeton High Green Tech Magazine, Sistemi Editoriali Esselibri Simone in collaborazione con Unacoma Service e Legambiente nel contesto della mostra Green Life.

Per la prima volta l’architettura ecologica si è trovata a dialogare col sistema del florovivaismo italiano, un confronto che ha reso visibile come il “verde”, di cui si parla tanto ultimamente, coincida con un settore che fa parte dell’eccellenza italiana tanto quanto il design, l’architettura e la moda.

Durante la giornata si sono ascoltati maestri internazionali come Lucien Kroll, che ha introdotto l’idea di “incrementalismo”, dove l’architettura cresce lentamente, nel corso del tempo, con tempi e modi che sono vicini ai sistemi naturali. Marcel Kalberer ha mostrato le sue costruzioni fatte in salice, veri edifici viventi che si sviluppano con i tempi delle stagioni e vengono realizzate in autocostruzione. Massimo Iosa Ghini ha illustrato il progetto del People Mover, un sistema di trasporto che collegherà l’aeroporto di Bologna con la città progettato interagendo con elementi vegetali.

La giornata è proseguita con agronomi, biologi e i maggiori rappresentanti del florovivaismo italiano, che hanno avuto modo di confrontarsi sul tema della bellezza sostenibile in un tavolo di lavoro realmente multidisciplinare.

 

A SUSTAINABLE BEAUTY – HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM 2010

Venerdì 19 marzo 2010 – Triennale di Milano, Salone d’Onore – ore 9,30 – 18,00

Organizzazione Promoverde, Nemeton High Green Tech Magazine, Sistemi Editoriali Esselibri Simone

In collaborazione con Unacoma Service, Legambiente

Con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali 

Ultimo saluto a Lady Susana Walton

Lunedì 22 e Martedì 23 i Giardini La Mortella rimarranno aperti dalle 9 alle 18 per permettere a tutti di porgere un saluto a questa donna straordinaria. La camera ardente è stata allestita nella Sala Concerti-Museo dei Giardini.

Nata a Buenos Aires, in Argentina, nel 1926, Susana era destinata al matrimonio ed ad una esistenza protetta e prevedibile nella buona società argentina.
Ma Susana era una ragazza indipendente e volitiva, curiosa del mondo, poco portata alla vita comoda e senza sfide del suo ambiente: voleva lavorare, essere attiva, mettersi alla prova. Così, all’età di 22 anni, nonostante la fiera opposizione della famiglia trovò un impiego presso il Consolato Britannico di Buenos Aires. Qui conobbe William Walton, il compositore inglese, che allora aveva 46 anni, recatosi in Argentina per un simposio. Susana aveva organizzato la conferenza stampa per il compositore ed egli notò, tra la folla di giornalisti, questa attraente e vivace brunetta dai grandi occhi verdi e decise improvvisamente che era la donna che voleva a fianco a sé per il resto della sua vita.
La sera stessa, Walton le chiese di sposarlo; nonostante le iniziali titubanze della ragazza, nel giro di due settimane si fidanzarono, con grande sconcerto sia della famiglia di lei che di colleghi ed amici di lui, che non credevano a questo amore a prima vista. Incuranti dei commenti altrui, si sposarono due mesi dopo e partirono per l’Europa.

 

Con Susana al suo fianco, William poté realizzare il suo sogno di lasciare l’Inghilterra e venire a vivere e lavorare in Italia. Nell’ottobre 1949 la coppia si stabilì a Forio di Ischia; dopo i primi anni passati in case d’affitto, i Walton decisero di acquistare un terreno per costruire la propria casa. Per disegnare un giardino in quello spazio selvaggio e costellato di rocce vulcaniche venne chiamato il famoso architetto paesaggista Russell Page, grande ammiratore della musica di Walton, che impostò la planimetria generale del paesaggio.

 

Tuttavia la realizzazione pratica del progetto di Russell Page, la supervisione di tutti i lavori, la scelta delle piante, la loro composizione, la creazione insomma di quel giardino meraviglioso che è oggi La Mortella, si deve interamente a Lady Walton che per più di 50 anni ha dedicato la sua leggendaria energia, il suo infaticabile entusiasmo, la sua passione e competenza botanica al proprio giardino.

 

Dopo la morte del maestro, avvenuta nel 1983, Susana ha trasformato la proprietà in un monumento perenne al genio e alla personalità di suo marito, creando la Fondazione William Walton e La Mortella, che ha i due obiettivi istituzionali di promuovere la cultura della musica, aiutando i giovani musicisti all'inizio delle proprie carriere, e curare il giardino, farlo conoscere al mondo, diffondere grazie ad esso l'amore per la natura e per il giardinaggio.

La Mortella è aperta al pubblico dal 1992, ed il numero dei visitatori è andato crescendo di anno in anno fino a raggiungere nel 2007 le 70.000 persone. Molti ricordano ancora di aver visto Lady Walton, instancabile, percorrere i vialetti del giardino, parlare con i giardinieri, strappare un'erbaccia, fermarsi incantata a guardare un fiore, o salutare visitatori raccontando loro qualche storia sulle piante o sul suo William.

Grazie allo slancio impresso da Susana, oggi la Fondazione organizza visite al giardino e concerti per il pubblico, corsi di musica per giovani studenti di talento, corsi di perfezionamento e settimane della musica.

www.lamortella.org

Le certificazioni sociali e ambientali in floricoltura: un’opportunità per Europa e Asia

Alle ore 9.30 presso la sala convegni di Villa Nobel in corso Cavallotti a Sanremo, si terrà il convegno finale del progetto I.S.F.A.T., finanziato dall’Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa “Asia Invest” e di cui UCFlor è capofila, dal titolo “Le certificazioni sociali e ambientali in floricoltura: un’opportunità per Europa e Asia”.
Il convegno rappresenta il momento conclusivo di un progetto che ha coinvolto realtà diverse provenienti da zone di produzione con caratteristiche specifiche: oltre all’Italia, sono coinvolti partner di Belgio, Bulgaria, India, Indonesia, Pakistan e Bangladesh, impegnati a dare vita a un sistema di certificazioni sociali ed ambientali e ad un codice di condotta uniformi, attraverso investimenti incentivanti destinati alle piccole e medie imprese.
Parteciperanno ai lavori del convegno, tra gli altri, Cristiano Calvi, presidente dell’Associazione Fiore Giusto, Sjef Langeveld, Presidente di FFP, Jaap Kraas, esperto del settore ed editore di Floraculture International e Riccardo Giordano, presidente di UCFlor – Mercato dei Fiori di Sanremo.
Nel corso della mattinata verrà presentato il video “Behind the flowers”, realizzato dalla fondazione FFP (Fair Flowers Fair Plants), nella versione italiana a cura del Centro Fiori e Diritti. Nel pomeriggio, presso la sala convegni del Mercato dei Fiori, si terrà una tavola rotonda sul tema delle certificazioni sociali e ambientali in floricoltura, alla presenza degli operatori floricoli della Provincia di Imperia e dei partner del progetto.

Il sistema albero

È il titolo del seminario-workshop che la FitoConsult di Varese ha organizzato dal 15 al 18 giugno prossimi. Il seminario si terrà presso il complesso “La casa del sole” a Barasso (VA).
Ideatore e conduttore del corso sarà il dott. Daniele ZANZI, agronomo, esperto in arboricoltura ornamentale, pioniere dell’arboricoltura moderna – settore nel quale opera da più di 25 anni ottenendo i migliori riconoscimenti internazionali.  
Il corso è rivolto a tecnici del settore, amministratori, studenti, appassionati e cultori della materia, che saranno coinvolti in lezioni tecniche ma soprattutto in attività pratiche, volte alla cura degli alberi ornamentali. Il gruppo di partecipanti è quanto mai eterogeneo in quanto costituito da esperti provenienti da ogni parte d’Italia.
I corsisti si cimenteranno in valutazioni di campo, dissezioni da loro stessi realizzate, analisi microscopiche, “toccando” letteralmente con mano gli alberi, analizzando ogni parte anatomica delle piante per capirne, discutendone, le funzioni e la fisiologia.
Parte di queste osservazioni saranno svolte presso il Laboratorio del Dipartimento di Biologia dell’Università  Insubria a Varese che riconosce la validità e l’elevato profilo dell’iniziativa didattica.
Scopo del corso è quello di introdurre nuovi concetti sulla biologia degli alberi, e discuterne le implicazioni nelle tecniche arboricole, nonché sfatare inesattezze che ancora oggi condizionano l’arboricoltura urbana.
Il programma, diviso in quattro giornate, prevede discussioni su varie tematiche: anatomia applicata agli alberi, differenze anatomiche e fisiologiche del legno, meccanismi difensivi CODIT, fisiologia vegetale, aspetti anatomici e fisiologici con collegamenti a risultati pratici, associati del legno: microrganismi e micorrize. La parte pratica prevede esecuzione di dissezioni, escursioni con raccolta di materiali, visite a vivai. È prevista anche una visita ad un parco urbano durante la quale valuteremo alcuni elementi del patrimonio arboreo della Città Giardino.

PROGRAMMA DEL WORKSHOP
MARTEDI’ 15 GIUGNO          ORE 8:30-17:30
– La nuova biologia degli alberi
– Anatomia degli alberi
– Differenze anatomiche e fisiologiche del legno: porosità anulare, porosità diffusa, porosità mista, conifere
– Dissezioni e verifiche macro e microscopiche
– I meccanismi difensivi CODIT

 MERCOLEDI’16 GIUGNO     ORE 8:30-17:30
– L’albero come sistema energetico
– Fisiologia vegetale alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche
– Aspetti anatomici e fisiologici correlati ad aspetti pratici
– Associati agli alberi: microrganismi, micorrize, etc.
– Dissezioni e verifiche in laboratorio

 GIOVEDI’ 17 GIUGNO          ORE 8:30-17:30
– Escursione esterna con dissezioni e raccolta di materiale da osservare, analizzare e disegnare
– L’albero in vivaio: studi pratici in vivaio con dissezioni, verifiche e osservazioni
Ore 20,30: Cena conviviale

 VENERDI’ 18 GIUGNO          ORE 8:30-12:30
– Aspetti pratici della moderna arboricoltura: potatura, consolidamento, messa a dimora,  cure specialistiche, tecniche vivaistiche, concimazione, fitopatologia
– L’albero in città: verifica pratica esterna con domande, prove pratiche e curiosità

Salici come mura e foglie come finestre

Marcel Kalberer realizza edifici unici al mondo, che rappresentano la vera unione fra architettura e mondo vegetale. Edifici vivi, che crescono, si modificano con le stagioni, mai uguali a sé stessi, incredibilmente unici e irripetibili. La sua architettura è anche un happening sociale. Centinaia di volontari (giovani e vecchi, donne e uomini) lavorano insieme con entusiasmo e piacere per realizzare vere e proprie architetture “viventi”.  Kalberer sostiene che lo sviluppo ecologico senza un corrispondente sviluppo sociale sia insensato e inutile, così come una migliore tecnologia ecologica senza il miglioramento delle condizioni umane.
I moderni edifici “verdi” costruiti con salici viventi possono essere considerati come la forma più radicale dell’architettura organica. Il corpo di fabbrica non nasce seguendo analogie formali, strutturali o distributive tra abitazione ed organismo, ma costituisce esso stesso un organismo, una struttura-albero in grado di svilupparsi autonomamente, costituita da elementi costruttivi vegetali e radicata saldamente al terreno. Questi moderni edifici verdi consentono una conciliazione tra natura ed architettura in quanto il corpo di fabbrica, piantato nel suolo come un qualunque filari di alberi, consente un utilizzo degli spazi interni paragonabile a quello offerto dalla normale architettura pesante. Con il vantaggio che, invece di investire risorse preziose, si determinano positivi processi vegetativi quali l’assorbimento di anidride carbonica mediante fotosintesi, la formazione di massa vegetale, la produzione di ossigeno, la regolazione climatica, la depurazione dell’aria, l’accumulo idrico e il continuo mutare dell’immagine di anno in anno così come al variare delle stagioni. Il letterato e visionario Micky Remann ebbe modo di scrivere che “i corpi di fabbrica costruiti in salice non sono affatto esempi di edifici moderni determinati dalla convergenza di energia e risorse ma rappresentano radicali non-edifici assolutamente ecologici; ciononostante possono essere annoverati tra gli esempi di architettura moderna.”

Marcel Kalberer nato 1947, studio d’architettura ad Ulma, New York e Stoccarda, docente per costruzioni sperimentali all’università di Stoccarda, coordina il gruppo costruttivo-artistico SANFTE STRUKTUREN, “strutture morbide”. Lavora principalmente sullo sviluppo di tecniche sociali e collettive di costruzione con materiali naturali. Dal 1984 sviluppa la costruzione in salice e in bambù.

Marcel Kalberer sarà presente al convegno internazionale A SUSTAINABLE BEAUTY – HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM 2010, venerdì 19 marzo 2010,  ore 9,30 –18,00, Triennale di Milano, Salone d’Onore. Ingresso libero previa iscrizione su www.expogreen.it.

INFO – www.nemetonmagazine.net/blog/

Architettura, agronomia e florovivaismo insieme per una bellezza sostenibile

A SUSTAINABLE BEAUTY
HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM 2010
Venerdì 19 marzo 2010 – ore 9,30 –18,00
Triennale di Milano, Salone d’Onore
Ingresso libero previa iscrizione su www.expogreen.it

PORTARE LA SOSTENIBILITÀ VERSO LA BELLEZZA è il tema dell’edizione 2010 di High Green Tech Symposium, il convegno internazionale annuale che fa il punto sull’avanguardia dell’architettura ecologica europea e si svolgerà il 19 marzo 2010 nel Salone d’Onore della Triennale di Milano. Il Symposyum è organizzato da Nemeton High Green Tech Magazine, Promoverde, Sistemi Editoriali Esselibri Simone, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, in collaborazione con Unacoma Service e Legambiente nel contesto della mostra Green Life, organizzata da Legambiente, Ambiente Italia e La Triennale di Milano.

Programma della giornata
Saluti
Alberto Manzo, Ministero Politiche agricole, alimentari e forestali
Guglielmo Gandino, Unacoma
Gianluca Cristoni, Promoverde
Andrea Poggio, Legambiente

Introduzione
La bellezza e la scienza
Enzo Tiezzi, Università di Siena

Ricerca architettonica
Le città naturali
Lucien Kroll, architetto, Belgio

Sostenibile ma bello
Massimo Iosa Ghini, architetto, Italia

L’architettura di salice per un mondo ecologico – Willow-architecture for a social-ecological world
Marcel Kalberer, architetto, Germania

Ricerca formativa
Una metodica per il disegno del Verde
Maria Bottero, Politecnico di Milano

Le diverse modalità di dialogo dell’architettura con la natura
Achille Ippolito, Università Sapienza, Roma

Ricerca botanica
Natura e cultura nell’ecologia della bellezza
Giulia Caneva, Biologa, Università di Roma

Il giardino mediterraneo “vago e fruttuoso”
Giuseppe Barbera, Agronomo, Università di Palermo

Florovivaismo
Arturo Croci, Flortecnica, Moderatore della sezione

Il florovivaismo Toscano: le prospettive di sviluppo delle produzioni ornamentali
Renato Ferretti, Provincia di Pistoia, direttore di Lineaverde

Piante per il verde pensile: prospettive e sviluppi per il florovivaismo
Gianvito Zizzo, Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura

Per un florovivaismo dinamico
Margherita Beruto, Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo

Ricerca agronomica e progettazione in area piemontese
Elena Accati, Andrea Vigetti, Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Torino

La situazione del Florovivaismo in Europa
Charles Landsdorp, Flower Council, Olanda

Conclusioni
Giuseppe Rosa, Sistemi Editoriali Esselibri Simone

Moderatore Maurizio Corrado, direttore Nemeton High Green Tech Magazine
Comitato scientifico
Maurizio Corrado, Nemeton High Green Tech Magazine, ideazione e coordinamento, Laura Brignoli, Università IULM, Milano, Gianluca Cristoni, CIA, Confederazione Italiana Agricoltori, Massimo Iosa Ghini, architetto, Anna Lambertini, Università di Firenze, Giovanni Li Volti, Promoverde, Giuseppe Rosa, Sistemi Editoriali Esselibri Simone.