Un giardino di 3 ettari sugli Champs-Elysées

Nature Capitaleè “un’opera da strada” che si interroga sul rapporto uomo-natura e con semplicità ed entusiasmo sulla complessa questione dello sviluppo sostenibile e della salvaguardia della biodiversità e dell’ecologia.

Nature Capitale” è un’opera vegetale spettacolare di 3 ettari che invaderà tutti gli Champs-Elysées, per offrire al pubblico la messa in scena imponente e poetica di 150 specie vegetali, essenze agricole e arboree.

La più bella strada del mondo interdetta al traffico e liberata dal rumore dei motori, si trasformerà in una distesa verde lunga un chilometro.
Venti anni dopo la “Grande Moisson, che aveva visto la strada trasformata in campi di grano, Gad Weil, riprende il percorso degli Champs Elysées e qui installa la sua prima edizione di “Nature Capitale“. L’autore e creatore di opere di strada firma una creazione e una messa in scena unica e Laurence Medioni, complice artistica, ne inventa la scenografia e gli originali disegni.

Il 22 maggio, all’indomani della Seconda Giornata della Biodiversità, sul pavimento del viale parigino saranno distribuiti produzioni e paesaggi francesi, simboli della biodiversità, per essere ammirati dai 2 milioni di persone attese. La mattina del 23 Maggio 2010, “Nature Capitale” prenderà vita sugli Champs Elysées per due giorni e una notte. Una creazione vegetale spettacolare e festosa che mette in scena più di 150 specie vegetali seminate, lavorate, trattate, raccolte o trasformate ogni giorno in Francia dagli agricoltori e dai professionisti forestali.

Nature CapitaleParigi è composto da 8.000 parcelle messe in scena nel cuore della città lungo l’asse dell’Arc de Triomphe e della Concorde.
Ogni frammento ha un ruolo essenziale nella progettazione del lavoro, portando la sua parte di emozione e significato; fornisce all’opera effimera la componente reale poiché composto da materiale vegetale vivo, che crescerà e si diffonderà.

E’ un lavoro celebrativo che ritrae la natura creata dall’uomo, che prevede anche il coinvolgimento di tutti coloro che vogliono partecipare attivamente a questo progetto: chiunque, infatti, può acquistare uno degli 8.000 frammenti, diventando “essaimeurs”.

Ripiantando, accudendo e condividendo le piante di Nature Capitale” gli “essaimeurs contribuiranno a portare lontano nel tempo la memoria di questo evento, e a diffondere la biodiversità.

Nature capitale” è anche un momento per riflettere sul delicato equilibrio tra uomo e ambiente, per apprendere con facilità e divertimento le complesse questioni dell’ecologia e dello sviluppo sostenibile; per dialogare con i professionisti che lavorano la terra di Francia; per esplorare e capire.

Il pubblico potrà passeggiare in questo giardino effimero dalla domenica mattina al lunedi sera ininterrottamente, attraverso gli 8.000 frammenti vegetali che accoglieranno alberi e colture agricole.

I numeri di “Nature Capitale”

3 ettari di natura sugli Champs Elysées

150 specie che rappresentano tutte le regioni della Francia
8.000 frammenti che compongono l’impianto di lavoro
129 600 secondi di serenità

Le radici: il rapporto tra albero e terreno

Le radici legnose degli alberi sono organi che sopportano l'albero meccanicamente, funzionano come organi di riserva di energia, trasportano acqua e sostanze in essa disciolte, sintetizzano sostanze organiche: regolatori di crescita, aminoacidi e vitamine essenziali per lo sviluppo. Le radici legnose possono essere molto superficiali o molto profonde e non assorbono acqua. Altre caratteristiche delle radici legnose sono: assenza di midollo, gli elementi conduttori sono più larghi di quelli del tronco, le cellule parenchimatiche sono in percentuale maggiore rispetto a quelle del tronco ed il parenchima accumula sostanze di riserva, generalmente amido. E' importante ricordare che il parenchima delle radici legnose accumula riserve di energia e che la capacità di difesa delle radici dipende dalle riserve stesse. Quando si abbassano le riserve, la difesa è bassa. Quando diminuisce la difesa, si ha l'attacco dei patogeni più deboli ed opportunisti.

Le radici non legnose sono organi che assorbono acqua e gli elementi in essa disciolti, i peli radicali presenti su radici non legnose sono espansioni delle singole cellule epidermiche.

La RIZOSFERA è l'interfaccia assorbente radici-suolo. E' la zona di circa un millimetro di spessore posta attorno all'epidermide dei peli radicali e delle cellule intorno alle micorrize (verranno descritte approfonditamente in seguito). Il rizoplano è la striscia di suolo in cui avviene l'assorbimento degli elementi nutritivi disciolti da parte dall'albero. Nella rizosfera e nel suolo circostante, abitano una grande varietà di organismi, più informazioni si riescono ad avere sulla rizosfera e maggiori saranno le probabilità che i trattamenti fatti risultino benefici e non dannosi. Ovunque nel mondo si assista ad un declino degli alberi in città e nei boschi, può significare che gli alberi sono malati a causa di un problema a livello di rizosfera.

Per quanto riguarda il suolo, ancor oggi molti testi lo definiscono come: -materiale sciolto, costituito da roccia disgregata e altri minerali e da sostanza organica parzialmente decomposta, che ricopre gran parte della superficie terrestre-. Una definizione più corretta del suolo potrebbe essere che si tratta di sostanza costituita da sabbia, limo, argilla, sostanza organica in decomposizione, aria, acqua ed un enorme numero di organismi viventi. La sopravvivenza di tutti i sistemi viventi dipende enormemente dalla sinergia e dall'efficienza nell'ottimizzare il funzionamento di tutti i processi, mantenendo gli sprechi al minimo livello possibile. Quando efficienza e sinergia iniziano a diminuire, inizia il declino. Gli alberi a livello energetico sono dipendenti dalla radiazione luminosa del sole, dall'acqua e dagli elementi assorbiti dal suolo come componenti strutturali.

Una strategia biologica sviluppata dagli alberi per sopravvivere è la costituzione di un’associazione tra specifici microrganismi e le radici non legnose localizzate nei primi 20-30 centimetri di terreno. Il numero di organismi coinvolti in questa associazione è altissimo! Questa enorme biodiversità rende pressoché impossibile isolare gruppi individuali di microrganismi e identificare il loro ruolo nella decomposizione e riciclo del carbonio organico che è alla base del benessere del suolo. Il ciclo del carbonio è una catena di eventi; ogni singolo anello o passaggio, è caratterizzato da una differente specie di microrganismo che va a modificare lo stato chimico del carbonio organico disponibile in quel momento. I diversi gruppi di microrganismi, si nutrono, procurandosi così composti nutritivi ed energia, ciò che è loro concesso e che trovano; lasciano poi il posto, morendo, ad altri gruppi in successione che continuano il lavoro biologico di demolizione del carbonio organico… e così via, fino a che il carbonio è ritrasformato in anidride carbonica e acqua. Siamo quindi al punto di partenza, cioè di nuovo all’anidride carbonica, disponibile per il ciclo del carbonio attraverso la fotosintesi, per ripetersi all’infinito. L’insieme dei microrganismi del terreno costituisce solo il 5% della sostanza organica totale (viva e morta); eppure, in tutti i suoli, i microrganismi sono alla base del ciclo del carbonio. Senza di essi non vi sarebbe vita.

 

Stefano Cattaneo

Tratto da: Alex L. Shigo 

Omaggio al Professor Gianfranco Fineschi

La notte dell’11 Aprile si è spento il Professor Gianfranco Fineschi all’età di 87 anni, a Cavriglia, in Toscana. Creatore del Roseto Botanico di Cavriglia, artefice e presidente della Fondazione intitolata a sua moglie Carla, il professore era l’anima e il custode attento del suo Roseto, colui che ne conosceva l’intima essenza, che sapeva capirne e interpretare le necessità, che coltivava le relazioni scientifiche e culturali indispensabili alla sua crescita, intrattenendo rapporti amichevoli con tutte le più importanti istituzioni nell’ambito della Rosa.
La sua scomparsa rappresenta una perdita irreparabile per il Roseto di Cavriglia e per tutti gli studiosi del settore.
Nonostante ciò, forti soprattutto delle tante persone amiche che da molti anni seguono le sorti del Roseto portando contributi importanti, le sue figlie continueranno ad occuparsi del Roseto affinché non manchino le cure necessarie alla sua manutenzione e siano conservati i contatti con gli Enti, gli organismi, le Associazioni nazionali e internazionali, gli ibridatori e i produttori di rose che in tutti questi anni, hanno fatto sì che il Roseto raggiungesse i livelli più prestigiosi.
Nel corso della prossima riunione del Consiglio di Amministrazione, sarà eletto il nuovo Presidente della Fondazione e saranno dettagli gli impegni da portare avanti. Come sempre, anche quest’anno il Roseto di Cavriglia sarà aperto ai visitatori non appena iniziata la fioritura.

Un medico “amico di Papa Wojtyla”: così era conosciuto Gianfranco Fineschi, ortopedico e docente universitario. Autore del libro “Giovanni Paolo II nel ricordo di uno dei suoi chirurghi” (Edizione Piccin), pubblicato nel 2007 due anni dopo la scomparsa del Papa, Fineschi fu uno dei chirurghi che curò Giovanni Paolo II e con il quale instaurò un rapporto di amicizia, stima e affetto. Nato a Firenze il 17 marzo 1923, è stato il più prestigioso allievo della Scuola Ortopedica fiorentina fondata dal professor Oscar Scaglietti. Nel 1967, poco più che quarantenne, venne chiamato a ricoprire la cattedra di Ortopedia dell’Università Cattolica di Roma dove fondò e diresse l’Istituto di Clinica Ortopedica. In quella sede per 27 anni svolse la sua attività didattica nel corso di laurea e nella scuola di specializzazione in ortopedia e traumatologia.

Il Roseto Botanico “Carla Fineschi

Il Roseto Botanico “Carla Fineschi” si trova in Toscana, nel Comune di Cavriglia (Arezzo): raccoglie dal 1967 specie e ibridi di rose da tutto il mondo. Rappresenta una collezione privata esclusiva nel suo genere, senza fini di lucro, ma con l’unico interesse di costituire una collezione scientifica di materiale vivente. Il Roseto di Cavriglia iniziò a esistere, espandendosi poi anno per anno su iniziativa del Prof. Gianfranco Fineschi,. Il progetto del Roseto si è potuto concretizzare solo in virtù di acquisizioni botaniche che sono state organizzate secondo schemi tassonomici precisi, acquisizioni che hanno portato il numero delle varietà di rosa presenti nel Roseto a più di 6.000.
Il Roseto è’ visitabile tutti i giorni feriali e festivi dalla prima domenica di maggio all’ultima domenica di giugno, dalle ore 9 alle ore 19. Per visite di gruppi numerosi è necessaria la prenotazione

Come arrivare: Località Casalone 76, 52022 Cavriglia (Arezzo): uscita dell’autostrada A1 casello Valdarno, imboccare la SR 69 del Valdarno in direzione Montevarchi proseguire poi nella SS 408 Chiantigiana seguendo le indicazioni per Cavriglia. Giunti al paese, si trovano le indicazioni per raggiungere il Roseto.
(tel. 366 20.63.941, fax 055 96.66.38, info@rosetofineschi.it)

Il verde a Berlino per una città sostenibile

La Berlino odierna, dopo le impressionanti ristrutturazioni successive alla caduta del Muro, offre anche all’osservatore più superficiale la percezione immediata di una grande abbondanza di alberature e spazi verdi sapientemente distribuiti in ogni angolo della città mentre chi dispone di una conoscenza tecnica specifica non può che apprezzare l’elevato livello qualitativo generale. Alberi ma anche prati, aree gioco per bambini, piste ciclabili, trasporti, per citare solo alcuni esempi, sono coordinati per dare un unico risultato: elevare la qualità generale della vita degli abitanti di un così grande agglomerato urbano.

Va da sé che ciò in definitiva non è una grande novità se si pensa alla capacità organizzativa che da sempre contraddistingue tutti gli stati nord-europei e dopo l’iniziale attenzione sul cosa la mia attenzione si è spostata sul perché ciò fosse possibile ed in modo così diffuso.

La risposta ha naturalmente molti livelli interpretativi ma credo che alla base ci sia fondamentalmente una coscienza generale “educata” nel tentativo, indiscutibilmente riuscito, di creare un futuro. Il Verde, gli alberi, fanno parte a pieno diritto di questo futuro poichè la loro vita si prolunga ben oltre il ciclo vitale dell’uomo.

Il punto è anche questo, associato al rispetto del bene pubblico e alla consapevolezza che il patrimonio verde sia un valore aggiunto e non un semplice costo da trattare al massimo ribasso, come sovente avviene nella nostra realtà quotidiana italiana.

Il meraviglioso sistema di parchi urbani fittamente alberati di cui fanno parte anche i 250 cimiteri sparsi all’interno della città, uniti alle vie d’acqua e agli enormi inerbimenti sono il frutto di scelte che al caso non lasciano davvero nulla e dimostrano il successo delle interazioni tra diverse professionalità.

L’albero è un bene, la sua presenza viene percepita e scrutata al punto che operazioni di potatura sono praticamente assenti ed ogni singolo individuo adempie alla funzione assegnata: bello perchè integro e sano e dunque elemento portante di una città sostenibile.

Con questo primo articolo inizia la mia collaborazione con CulturadelVerde.it, alla scoperta del mondo degli alberi.

Giovanni Poletti, Agronomo, ferrarese, laureato all’Università di Bologna e specializzato con un Master in “Parchi e Giardini” presso l’Università di Padova, dal 1993 opera nell’ambito del Verde Ornamentale vantando una lunga esperienza nel settore maturata su più fronti.

Giovanni Poletti – Doc Green

Studi e procedure di valutazione impatto ambientale

Il volume intende prendere in considerazione gli aspetti normativi e procedurali della Valutazione di Impatto Ambientale, ma anche fornire una serie di informazioni circa l’approccio metodologico degli studi alle diverse tematiche ambientali, cercando di impostare queste argomentazioni con un taglio pratico e operativo.
Il testo è diviso in diverse sezioni. La prima riguarda il quadro normativo, sviluppato nelle linee essenziali partendo dalle direttive comunitarie per passare ai riferimenti legislativi nazionali e all’evoluzione delle norme regionali, soprattutto dopo l’entrata in vigore del D.Lgs 4/2008. La procedura della Valutazione di Impatto Ambientale viene messa a confronto in termini di scala spaziale, attori interessati, metodologia di sviluppo, con altre procedure come la Valutazione Ambientale Strategica e l’Autorizzazione Integrata Ambientale, allo scopo di capire quali sono i punti comuni, quali i legami e le differenze. Il passo successivo è quello di trovare le relazioni fra la procedura di VIA e strumenti di gestione e certificazione ambientale.
La seconda sezione del volume riguarda nel dettaglio lo sviluppo della procedura della Valutazione di Impatto Ambientale, considerando gli attori interessati, gli enti di controllo, la documentazione da produrre a supporto dell’istanza di compatibilità ambientale, con particolare riferimento al livello di dettaglio progettuale richiesto, le misure di pubblicità, la tempistica, distinguendo in funzione del tipo di procedura, ovvero VIA nazionale, VIA regionale e verifica di assoggettabilità.
La terza parte del volume è dedicato alla struttura dello Studio di Impatto Ambientale e ai criteri con cui esso deve essere redatto, partendo dalla necessità di garantire un approccio multidisciplinare. Sono sviluppati temi e contenuti dei quadri di riferimento del SIA, oltre che le modalità di identificazione degli impatti possibili e le tecniche per la previsione e valutazione degli impatti, nelle diverse fasi di vita dell’opera, ovvero il cantiere, il funzionamento e l’eventuale dismissione. La valutazione e l’elaborazione dei risultati sono oggetto di approfondimento tramite lo sviluppo di tecniche modellistiche, matrici, indicatori e indici. Per concludere la parte descrittiva del SIA, viene dato spazio ai criteri con cui individuare gli interventi di mitigazione e la funzione delle misure compensative come strumenti di ricerca del consenso e di valorizzazione delle sinergie fra proponente e ente pubblico, inserendo in questo contesto anche la necessità di impostare correttamente i sistemi di controllo e monitoraggio ambientale.

 

Autore: Vincenzo Torretta
Anno: 2010
Pagine: 256
Prezzo: € 40,00