La Civiltà delle acque tra Medioevo e Rinascimento.

Con taglio eminentemente pluridisciplinare, i contributi proposti nei due volumi, Atti del Convegno internazionale tenutosi a Mantova nell’ ottobre del 2008, affrontano le problematiche letterarie e filosofiche, storiche, politico-economiche e sociali, storico-artistiche e architettoniche, scientifiche e tecnico-ingegneristiche relative alle acque dolci e interne italiane nell’arco di secoli che va dal Medioevo all’età Moderna. Le tematiche trattate sono suddivise in cinque sezioni: Letteratura e immaginario; Gestione politica ed economica; Arte, architettura, paesaggio e territorio; Ingegneria, infrastrutture, scienza e tecnica; Giardini, feste, spettacoli.

Hartmut Wulfram apre i lavori della prima sessione con una lezione su Virgilio, analizzando i frequenti riferimenti alle acque dolci nelle Bucoliche, le Georgiche e l’Eneide, le grandi opere canoniche del poeta mantovano.

Un altro pilastro della letteratura è protagonista del saggio di Sandra Debenedetti Stow, che illustra il valore simbolico attribuito da Dante Alighieri al motivo dell’acqua, esaminando i vari riferimenti a fiumi e laghi che compaiono in forma più o meno estesa nelle tre cantiche della Commedia.
Agli studi di Leonardo da Vinci in materia di acque sono dedicati i saggi di Rinaldo Rinaldi e Romano Nanni.
Robert Gaston, da storico dell’arte presenta in anteprima un manoscritto inedito
nel quale si disquisisce sulla qualità e il potere magico e curativo delle acque, antiche e moderne. L’enciclopedico testo fu scritto da Pirro Lagorio nel 1550, mentre il bizzarro antiquario, architetto e artista napoletano era impegnato nel progetto del suo capolavoro: le fontane per il giardino di villa d’Este a Tivoli.


La mancanza di spazio ci porta a citare soltanto altri pochi saggi, che tuttavia forniscono un’ulteriore sottolineatura circa l’interesse delle tematiche trattate in quest’opera.

Nei lavori dell’ultima sessione (Giardini, feste, spettacoli), il saggio di Paola Ventrone partendo da una festa sull’Arno organizzata a Firenze nel 1304, ripercorre le occasioni e le modalità d’utilizzazione del fiume come luogo di spettacolo, esaminandolo tanto sul piano dei significati simbolici, quanto per le peculiarità tecniche di esecuzione che l’ambiente acquatico comporta.
Matteo Valleriani si sofferma invece sull’importanza che ebbero nel tardo cinquecento le traduzioni in latino e successivamente in italiano della Pneumatica di Erone Alessandrino per la creazione a Pratolino, nei pressi di Firenze, del complesso monumentale di villa e giardino. Voluto dal granduca Francesco I de’ Medici e progettato dal Buonalenti, il così detto “giardino delle meraviglie” conteneva dieci fontane, innumerevoli giochi d’acqua, due organi idraulici e diversi edifici provvisti d’acqua corrente; il tutto era alimentato da un elaborato e ramificato acquedotto che prelevava acqua da tre fonti e funzionava in parte con la tecnica delle condutture a pressione di ascendenza eroniana.

 

Saggi di H. Wulfram, S. Debenedetti Stow, R. Rinaldi, R. Nanni, R.W. Gaston, O. Cavallar, A. Zorzi, G. Gardoni, R. Greci, F. Salvestrini, M. Mussini, N. Covini, F. Petracco, S. Bordini, V. Ghizzi, A. Lillie, P.C. Marani, R.J. Tuttle, K.W. Rinne, S.B. Butters, A. Fiocca, L. Molà, A.Guenzi, M. Grandi, D. Boisseuil, R. Vergani, F. Ceccarelli, C. Togliani, P. Ventrone, M. Valleriani, S. Ferrone, B. Volponi, C. Grazioli, G. Adami, S. Ciriacono.

 

Atti del Convegno internazionale (Mantova, 1 – 4 ottobre 2008).

A cura di Arturo Calzona e Daniela Lamberini.
Collana: Ingenium, vol. 14
Caratteristiche: cm. 17 × 24, 2 tomi di XVIII-718 pp. con 11 figg. n.t. e 83 tavv. f.t. di cui 22 a colori.
Anno: 2010  ISBN: 978 88 222 5969 1

Casa Editrice Leo S. Olschki S.r.l.www.olschki.it 

 

Cissus rotundifolia

C’è un grande ritorno di interesse per le piante da interno con forme architettoniche, un fattore sicuramente a favore del Cissus rotundifolia.
Fino ad ora il Cissus era conosciuto come pianta rampicante con le foglie lobate e con venature. Il Cissus rotundifolia è diverso, anche se le venature sono ancora visibili, le foglie, come lascia intuire il nome, sono perfettamente circolari.
Il Cissus produce dei viticci che permettono alla pianta di arrampicarsi ad ogni supporto. La pianta produce nella pagina inferiore delle foglie dei cristalli di zucchero. Questa è una caratteristica comune a molte piante da interno e non deve essere confuso per un’infezione. La pianta è originaria dall’Africa dell’est.
Il Cissus rotundifolia è una pianta che ha bisogno di poca manutenzione. Lo strato di cera che ricopre le foglie sta a significare che la pianta ha bisogno di poca acqua; sta bene a temperatura ambiente, sia in un luogo luminoso che all’ombra. 

Specie
Cissus rhombifolia, Cissus antarctica, Cissus adenopoda, Cissus rotundifolia.

Le migliori cultivars
Cissus rhombifolia 'Ellen Danica'; Cissus antarctica; Cissus rhombifolia; Cissus rhombifolia 'Mandaiana'; Cissus adenopoda 'Purple Sensation'; Cissus rotundifolia.

Famiglia: Vitaceae

Etimologia del nome Il nome Cissus deriva dalla parola greca che significa ‘arrampicare’

Consigli per la cura
Il Cissus rotundifolia è una pianta con bassa manutenzione.
• Bagnare molto poco ; una volta alla settimana è più che sufficiente.
• Il nutrimento deve essere dato con molta parsimonia
• La pianta sta bene in un luoghi luminosi o anche più ombreggiati.
• La pianta non deve stare a temperature inferiori ai 16°C.
 

Pietro Porcinai (1910-1986)

E' stato il più grande paesaggista italiano del ‘900.
Ha progettato sistemazioni paesaggistiche nelle scale più diverse: dal giardino al parco urbano, dall'area industriale al villaggio turistico, dall'autostrada all'area agricola. Tra i suoi oltre 1100 progetti, realizzati in vari paesi del mondo, vi sono anche straordinari giardini-paesaggio e cioè giardini nei quali l'uomo sembra non aver fatto nulla.

Nato a Firenze il 20 dicembre 1910, dopo aver conseguito il diploma di perito agrario lavora in Belgio e in Germania (1928-29).
Tornato a Firenze, dopo un'esperienza di lavoro presso l'Istituto di Agraria di Firenze (1932), lavora con il vivaista pistoiese Martino Bianchi.

Ritornato all'estero, conosce i più importanti architetti europei del giardino (Fritz Enchk, Karl Foester, Gustav Luttge, Russel Page, Geoffrey Jellicoe, René Pechere, Gerda Gollwitzer) ne apprezza le opere ed ha la possibilità di confrontarsi con il loro metodo di lavoro, le loro tecniche colturali, le loro soluzioni formali.

Nel 1937 inizia la sua collaborazione , seppure saltuaria, per la rivista di architettura “Domus” diretta da Gio Ponti.

Nel 1938, a soli 28 anni, e già noto professionista, fonda a Firenze con Nello Baroni e Maurizio Tempestini uno studio che diventa presto un vivace punto di riferimento della vita culturale fiorentina, entrando in contatto con le famiglie importanti dell'imprenditoria che diventeranno suoi committenti fino al concludersi della sua attività.

Nel 1947, insieme a Tempestini e Baroni, fonda le OP “Organizzazioni professionisti per la sintesi nel lavoro” nuovo studio associato, collegato con altri professionisti in varie zone d'Italia.
Nel 1948, al Jesus College di Cambridge, è fra i soci fondatori dell'IFLA (International Federation Landscape Architecure) insieme ad un gruppo internazionale di paesaggisti: scopo dell'associazione è diffondere la cultura paesaggistica nei vari paesi e dare maggiori riconoscimenti alla professione per migliorare la qualità della vita della società.
Difensore del patrimonio naturale e del paesaggio si è battuto a lungo per l'insegnamento del verde, del paesaggio e del giardino in Italia dove era costretto a registrare il massimo disinteresse delle scuole di ogni ordine e grado, e persino delle università.
Nel 1950 stimola la fondazione della sezione italiana dell'IFLA con pochi altri pionieri che danno vita all'AIAP (Associazione Italiana Architetti del Giardino e del Paesaggio) di cui Porcinai è stato per molti anni segretario e, a partire dal 1979, Presidente onorario.
Attorno agli anni ‘60
decide di organizzare un centro educativo a Villa Rondinelli, lo studio che ha acquistato da poco a San Domenico di Fiesole che ristruttura e restaura: la villa avrebbe dovuto diventare un centro educativo e di incontro internazionale “un modo per scambiarsi idee, esperienze ed opinioni come accadeva, un tempo, nei vicini giardini rinascimentali”; purtroppo gli mancano gli aiuti necessari e la sua amarezza, negli anni successivi viene in parte alleviata dalle notizie che la sua battaglia non è stata combattuta invano e che a Genova e in altre Università italiane, le generazioni più giovani potranno impegnarsi in corsi di perfezionamento in architettura del paesaggio.
Impegnato a favore della professione, partecipa attivamente a vari consessi internazionali; nel 1971 partecipa a Fontainbleau al Primo colloquio internazionale sulla conservazione ed il restauro dei giardini storici indetto dall'ICOMOS (International Council of Monuments and Sites) dove è promotore di una commissione comune ICOMOS – IFLA tuttora operante che nel dicembre 1982 a Firenze redige la Carta italiana dei giardini storici, che è una sorta di decalogo per tutti gli interventi sul verde storico.

Insieme ai numerosi progetti, Porcinai ha lasciato numerosi saggi che sono preziosi per comprendere la sua cultura, il suo metodo di lavoro e le sue scelte progettuali.

Oltre ai suoi articoli pubblicati per la rubrica sul verde ed il giardino nella rivista “Domus” a partire dagli anni '30, i suoi scritti sono stati pubblicati su varie riviste italiane e straniere : Flora (Milano), Il giardino fiorito (Firenze); Il geometra (Firenze) La rivista della ortofloricoltura italiana (Firenze) Garten un Landschaft (Munchen); i suoi interventi più importanti come difensore del verde, del paesaggio e del giardino sono i seguenti: Paesaggio stradale (1937), Giardini privati (1937), Giardino e Paesaggio (1942- Accademia dei Georgofili); Ancora sul verde nell'urbanistica (1952 – Atti del Congresso nazionale di urbanistica); Il colore nei giardini e nel paesaggio (Atti del congresso dell'Istituto nazionale del colore 1957) Giardini privati oggi (Conferenza presso l'Istituto agrario di Firenze 1964); Urbanità e Urbanistica ( 1965 in l'Architecture d'Aujourd'hui); Aree verdi e giardini oggi in Italia (1976 – Mondo Verde – Euroflora Genova).
 

Per approfondimenti sulla vita e le opere di Pietro Porcinai: www.pietroporciani.it

60 ANNI DI AIAPP – 100 ANNI DI PIETRO PORCINAI

AIAPP, l’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, festeggia i suoi 60 anni di attività che coincidono con i 100 anni dalla nascita di Pietro Porcinai, l’architetto dei giardini e del paesaggio, padre fondatore dell’associazione, con l’apertura al pubblico 5 giardini moderni tra i più belli della Lombardia.

Giardino di Villa Ratti – Como; Giardino di Villa San Pedrino – Varese; Giardino del Castello di Vezio agriturismo – Lecco; Giardino del Memorial Mattei – Bascapè (PV); Giardino della sede dell’Eni – San Donato Milanese (MI).

Tutte le informazioni sulla manifestazione saranno disponibili sul sito Aiapp www.aiapp.net, sul sito
www.emotiongroup.it/aiapp, oltre che tramite gli amici di Facebook a AIAPP giardini aperti
(http://www.facebook.com/group.php?gid=67269291004#!/profile.php?id=100001334181548) e, naturalmente,
presso la segreteria organizzativa di Emotiongroup a Milano allo 02.87.38.99.20


Mail: aiapp@emotiongroup.it

Web: www.aiapp.net

Eima International 2010 lancia Eima Mia

Eima International per l’edizione 2010 presenta il nuovo Salone della Multifunzionalità in Agricoltura, Eima Mia allestito nel padiglione 34 della Fiera di Bologna dal 10 al 14 novembre.

Quattro sfumature di colore, il bianco, il giallo, il blu e il verde, che accompagnano in un percorso tra le attività connesse all’agricoltura nel quale l’agricoltore può conoscere tutte le opportunità che la multifunzionalità offre alla propria impresa.

 
Un layout colorato per un salone innovativo

L’area dedicata alla multifunzionalità si presenta come una grande area tematica che attraversa diversi paesaggi e realtà della nuova agricoltura.

Nell’area verde ci si troverà ad attraversare diversi ambienti che mettono in mostra le attività di realizzazione e manutenzione del verde pubblico e privato, del verde sportivo e le nuove tecnologie di verde pensile e verticale per il verde specializzato. Macchine agricole impiegate per queste attività connesse di integrazione al reddito agricolo, senza dimenticare la gestione del paesaggio con il tradizionale sgombero della neve, il movimento terra e lo sfalcio dei prati. L’area gialla, invece, è un vero e proprio percorso all’interno del paesaggio periurbano in cui si affrontano i temi della conservazione dell’eredità culturale delle campagne, l’agriturismo e le fattorie didattiche, l’agricoltura terapeutica e sociale, tra campi di grano, vigne e orti.

La filiera alimentare è il percorso dell’area bianca, in cui dagli ulivi si può ammirare la raccolta delle olive fino alla spremitura e alla produzione dell’olio; ma anche la preparazione di alimenti appena raccolti per gustare un vero e proprio pic-nic tecnologico.

Infine la gestione dell’equilibrio idrogeologico delle aree urbane e periurbane, fondamentale per sopperire ai dissesti provocati dall’urbanizzazione. Nell’area blu, infatti, verranno affrontati i temi della regimazione delle acque, dell’irrigazione e del mantenimento dei canali e dei fossi.

 
I Convegni e gli incontri di Eima Mia

Eima Mia non trascura l’informazione e la formazione dell’imprenditore agricolo. In occasione della manifestazione si svolgeranno convegni che tratteranno tutti gli aspetti della multifunzionalità, organizzati da Cultura del Verde in collaborazione con Promoverde.

Tutti gli incontri si svolgeranno nella sala Allemanda all’ammezzato del padiglione 34, ma per chi non riuscisse ad accedere per l’esaurimento dei posti disponibili, all’interno di Eima Mia, nell’Agri Business Club, sono allestiti due maxi schermo che trasmettono la diretta dei convegni.

Mercoledi 10 novembre si apriranno gli incontri con i saluti del Presidente di Unacoma Massimo Goldoni che introdurrà il tema delle nuove tecnologie per il verde, il pensile, il verde verticale e le biopiscine. Durante il convegno interverranno esperti che presenteranno soluzioni e tecnologie per il verde specializzato. Giovedi 11 verrà affrontato un tema molto attuale, quello degli orti di prossimità e dell’agricoltura urbana in vista dell’Expo 2015. Venerdi 12 e sabato 13 si toccheranno gli aspetti più pratici dell’agricoltura multifunzionale: le nuove funzioni dell’agricoltura e le nuove opportunità per le aziende agricole saranno trattate illustrando esperienze e testimonianze di aziende multifunzionali e presentando l’albo delle imprese agricole per la manutenzione del territorio della Provincia di Bologna. Sabato infine si affronterà il tema della fiscalità legata alle attività connesse. 

Eima Mia vuole lasciare all’agricoltore un contributo tangibile per la propria formazione sul tema della multifunzionalità: chi si registrerà presso la reception del salone all’interno dell’area tematica, riceverà il volume dal titolo “Agricoltura e Servizi del Verde e del Territorio” a cura di Corrado Ievoli, Professore di Economia agroalimentare presso la Facoltà di Agraria dell’Università del Molise, introdotto da Andrea Segré, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bologna.
In occasione dell’inaugurazione di Eima, sarà possibile prendere visione della pubblicazione anche sul portale Cultura del Verde.

Programma Convegni e Workshop Eima Mia 2010.

Associazione Pietro Porcinai

Alle soglie del centenario della nascita di Pietro Porcinai (1910-1986) si è costituita a Firenze l’Associazione Pietro Porcinai, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del lavoro del paesaggista fiorentino.
L’opera di Porcinai è oggi costituita da un ricco fondo archivistico e da un considerevole numero di realizzazioni, che testimonia nel panorama italiano un’attitudine progettuale e culturale che ha esplorato nel xx secolo, in modo anticipatore, i molti campi che oggi appartengono al lavoro del paesaggista e alla moderna sensibilità per il paesaggio e il giardino.
Un piccolo gruppo di lavoro ( Vincenzo Cazzato, Monique Mosser, Luigi Zangheri, Anna e Paola Porcinai, Luigi Latini, Marina Fresa, Gianni Medoro e Claudia Bucelli, firmatari dell’atto costitutivo) ha appena iniziato a sviluppare un programma di attività, con l’auspicio di raccogliere l’adesione di un gran numero di soci e far convergere intorno all’associazione un’attenzione viva per una figura, quella di Pietro Porcinai, che esprime in modo palpabile l’identità storica e contemporanea del paesaggismo italiano ed europeo. 

Associazione Pietro Porcinai
Via Bandini 15, Fiesole (Fi)
Tel/Fax +39. 055.324.5223

www.associazioneporcinai.org

IL VERDE E LA CITTA’ – Qualità ambientale, benessere sociale e salute

Le Pubbliche Amministrazioni ed i professionisti del settore, a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento ambientale, della riduzione della biodiversità, dell’utilizzo delle fonti energetiche non rinnovabili, del consumo di territorio, dell’impermeabilizzazione del suolo, insieme ai costi di gestione, stanno evidenziando la necessità di affrontare la pianificazione e la progettazione del territorio in modo sempre più mirato e sostenibile. Parte da questo spunto il Convegno nazionale “Il Verde e la città” in programma a Modena il 15 ottobre 2010 e organizzato dall’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali della Provincia di Modena, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, Comune di Modena, Comune di Bolzano, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane e Rete italiana Città Sane OMS.
Nel programma le lezioni magistrali del professor Almo Farina dell’Università di Urbino e dell’architetto paesaggista Andreas Kipar.
La partecipazione al Convegno è libera, ma ai fini organizzativi è gradita l’iscrizione.
Sede del Convegno: Teatro Fondazione Collegio S. Carlo – Via S. Carlo 5 (Centro storico: isola pedonale)
Orario: 9.00-18.00


Mail: agronomi@comune.modena.it; cittasane@comune.modena.it

Web: www.associazioni.monet.modena.it/agronomi; www.comune.modena.it/ambiente

Taking over: scrivere attraverso la natura

L’artista svedese Andreas Gedin propone un’azione di scrittura collettiva attraverso il medium vegetale: sulla collina del PAV a Torino verranno interrati più di seimila bulbi di Muscari armeniacum bianco, piccolo fiore a grappolo della famiglia delle liliacee, a comporre un messaggio che la natura riporterà alla luce a primavera, al momento della fioritura.

Sulla collina, rasata per l’occasione in modo da offrirsi come un foglio bianco su cui scrivere, si procederà a scavare nel terreno, ritagliando, come in una scultura rovesciata, la forma della “T”, della “A” e così via, fino a completare il breve statement di dieci lettere in grandi dimensioni: taking over. Dall’inglese “prendere in carico”, “prendere possesso”, “subentrare”, “mutare”: il significato di questo messaggio enigmatico e aperto, compilato in inglese, sarà svelato, col tempo, dal lavorio segreto della terra e della natura in trasformazione.

Più ancora che il potere di cambiare le cose, a Gedin interessa – per usare le parole di Lorenzo Taiuti, docente di Mass Media presso l’Accademia di Belle Arti di Torino e di Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma – “l’intreccio delle ‘cose’ stesse riconosciute nella loro casualità e nei loro sviluppi non programmati.”

La comunicazione, suggerisce Gedin, è un processo complesso, spesso imprevedibile, e che attiene al desiderio. Secondo Deleuze: “Il desiderio non solo in relazione a un paesaggio, ma a delle persone, i suoi amici o no, la sua professione. Non si desidera mai qualcosa di isolato. (…) Non c’è desiderio che non scorra in un concatenamento”.

In quest’ottica di condivisione e con il consueto proposito di abbattere il confine che separa l’artista dalla comunità avvicinandola al processo creativo, l’azione condotta dall’artista Andreas Gedin, a cura di Orietta Brombin e dello staff delle Attività Educative e Formative, si apre, nel pomeriggio, a quanti del pubblico del PAV vorranno contribuire al lavoro, affiancando i partecipanti al workshop.

Al momento della fioritura dei bulbi bianchi, nella stagione nuovamente mite del 2011, Andreas Gedin tornerà al PAV per celebrare con una festa l’emersione dell’installazione ambientale. Per la sua lettura.

TAKING OVER: sabato 23 ottobre, ore 10.00 – 18.00
Apertura al pubblico: ore 15.00 – 18.00

Il workshop prevede 20 partecipanti. Iscrizioni e info: PAV, tel: +39 011 3182235; mail: lab@parcoartevivente.it

PAV – Via Giordano Bruno, 31 – 10134 Torino

Raccolta della Biomassa Forestale: uno Stato dell’arte su Scala Mondiale

Nell’Ottobre 2009 è stata lanciata la nuova azione FP0902 Sviluppo e Armonizzazione delle Ricerche sulla Raccolta della Biomassa Forestale, che permetterà di intensificare il dialogo e la collaborazione tra i diversi istituti che si occupano dell’argomento, tramite incontri, scambi e conferenze. Sfruttando il carattere globale dell’Azione FP0902, il convegno organizzato a Trento vuole presentare i risultati più salienti di queste ricerche, per consentire un rapido aggiornamento dello Stato dell’Arte, altrimenti molto difficile da ottenere. Per questo, il convegno di Trento rappresenta un’occasione unica per ottenere in una sola giornata ed in uno stesso luogo quelle informazioni che potranno servire poi ad orientarsi nei dilemmi contingenti affrontati in campo. Il convegno infatti non è ristretto ai ricercatori e agli specialisti, ma si rivolge a tutti coloro che operano nel settore: tecnici, amministratori, consulenti ed imprese.

Luogo: Centro Congressi Interbrennero  Interporto, Via Innsbruck 15, Trento

Mail: spinelli@ivalsa.cnr.it