IL PROGETTO “FUTMON” SULLO STATO DI SALUTE DELLE FORESTE ITALIANE

I cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico continuano a minacciare le nostre foreste che mostrano preoccupanti segnali di allarme, ma è necessario evidenziare anche che negli ultimi due anni la situazione è rimasta stabile e non ha visto ulteriori fenomeni di peggioramento. Questi alcuni dei principali risultati del Progetto LIFE+ “FutMon”, approvato e co-finanziato dalla Commissione Europea e finalizzato alla creazione di una rete di monitoraggio a lungo termine sullo stato di salute delle foreste europee, che saranno illustrati durante la conferenza stampa del 21 dicembre.
Ore 10.00 presso l’Aula Convegni del Consiglio Nazionale delle Ricerche Piazzale Aldo Moro 7 – Roma
Il dibattito, a cui prenderanno parte Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato, Fabrizio Tuzi, Direttore Generale del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Giovanni Lo Piparo, Direttore Generale del Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA) nonché i maggiori esperti del settore, sarà l’occasione per discutere sul futuro degli ecosistemi forestali.


Web: www.corpoforestale.it

A Rosolina, stelle di natale a confronto

Presso il centro “Po di Tramontana”, di Veneto Agricoltura (via Moceniga 8 – Rosolina), sarà visitabile, nella giornata di martedì 28 dicembre, dalle ore 09.00 alle ore 13.00, il confronto varietale di poinsettia (stella di natale). Presenti ottanta varietà in vaso da diciassette centimetri e centoventi in vaso da quattordici centimetri, comprese varietà in fase pre-commerciale e in test. Con l’occasione si potrà assistere ad una prova di coltivazione in tunnel a bassa temperatura. Tutte le prove sono comunque visitabili, anche nel periodo prenatalizio, previo appuntamento con Giovanna Pavarin. Info: giovanna.pavarin@venetoagricoltura.org – 0426-664917.

 

www.venetoagricoltura.org

La situazione del Punteruolo rosso in Abruzzo e nelle Marche

A cura di Fitobenefit.it

Nell’ambito del convegno “Punteruolo Rosso delle Palme: la proposta di Agronomi e Forestali”, avvenuto il 10-12-2010 A Francavilla al Mare (CH), organizzato dalla Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali d’Abruzzo (link: www.agronomichieti.it – e-mail: info@agronomichieti.it), si è fatto il punto della situazione del curculionide in Abruzzo e Marche.
I relatori sono stati il Dott. Agr. Angelo Mazzocchetti (ARSSA Abruzzo), il Dott. Agr. Sandro Nardi (ASSAM Marche), il Dott. Agr. Daniele De Marco (agronomo Comune di Francavilla [CH]), il Dott. Agr. Luigi Giannangelo (libero professionista) e Umberto Febo (Assoverde Abruzzo).

Nella Regione Abruzzo i primi casi di palme infestate risalgono al 2007, quando venne rilevato il punteruolo (Rhynchophorus ferrugineus) nell’ambito del verde privato compreso tra Pescara e Montesilvano (PE). Poi l’infestazione si allargò al verde pubblico intaccando le imponenti Phoenix canariensis della riviera impiantate negli anni ’60. Progressivamente sono stati raggiunti i comuni della costa verso nord: Pineto (TE), Roseto (TE), Giulianova (TE), Corropoli (TE), Martinsicuro (TE), verso sud: Francavilla al Mare (CH) e Ortona (CH) con un solo caso registrato. Verso l’interno il parassita ha raggiunto la vallata del fiume Pescara ed il comune di Alanno (PE), dove è ipotizzabile che l’insetto sia stato veicolato dall’uomo in quanto il luogo del rilevamento è ad una distanza superiore alla sua autonomia di volo.
I comuni colpiti nella regione erano 4 nel 2008, 13 nel 2009 e sono arrivati a 24 nel 2010.
Si stima che le palme abbattute arrivino al migliaio, considerata la difficoltà di conteggiare gli esemplari del verde privato che vengono distrutti in clandestinità.
La normativa è in evoluzione con la Decisione della Commissione 2010/467/UE, del 17 agosto 2010, che modifica la Decisione 2007/365/CE relativamente ai vegetali sensibili e alle misure da adottare nei casi in cui è identificato il Rhynchophorus ferrugineus.adulto di Punteruolo (Rhynchophorus ferrugineus).

In sintesi:
– si è allargato l’elenco delle specie sensibili;
– gli Stati membri effettuano controlli periodici sulla presenza e diffusione del curculionide e provvedono a notificare;
– i proprietari di palme sono obbligati a segnalare anche i casi sospetti di infestazione;
– nell’ambito degli Stati membri si elaborano opportune misure (distruzione o risanamento meccanico dei vegetali infestati, trattamenti, cattura massale con trappole a feromone, sostituzione con specie non sensibili) e piani di azione (termini per attuare le misure e possibilità di intervenire anche finanziariamente).

Dalle osservazioni effettuate nella Regione Abruzzo si è dedotto che il risanamento meccanico delle palme infestate ha avuto in alcuni casi successo, in particolar modo quando si è intervenuti nelle prime fasi dell’infestazione. Per migliorare la qualità dei monitoraggi al fine di individuare tempestivamente i segni della presenza del Punteruolo, è bene effettuare le osservazioni dall’alto con piattaforma di lavoro elevabile in sicurezza [link: La sicurezza nei lavori di potatura ed abbattimento alberi con piattaforma di lavoro elevabile (PLE)
D.Lgs n°81 del 09-04-08 e successive modifiche e/o integrazioni
(http://www.lulu.com/product/libro-a-copertina-morbida/la-sicurezza-nei-lavori-di-potatura-ed-abbattimento-alberi-con-piattaforma-di-lavoro-elevabile-%28ple%29-%28dl-090408-n%c2%b081%29/5613813 ) ].

Per il Comune di Francavilla al Mare (CH), che ha ospitato il convegno, sono stati riportati i seguenti dati: su 350 palme totali tra la costa e la collina, il Comune ha effettuato 12 abbattimenti ed alcuni tentativi di recupero su palme infestate. Sono stati divulgati alla cittadinanza avvisi di massima sulle modalità di lotta ed è stata emessa un’ordinanza di abbattimento per le palme con sintomi di infestazione nel verde privato.

Per la Regione Marche l’individuazione delle zone infestate e zone cuscinetto è limitata alla zona sud-costiera, in particolare nei Comuni di S. Benedetto del Tronto (AP), Grottammare (AP), Cupramarittima (AP), Monteprandone (AP), tutti nella Provincia di Ascoli Piceno con un’unica eccezione nella provincia di Macerata dove è ipotizzabile la diffusione accidentale da parte dell’uomo.
Le palme infestate censite sono arrivate a 519, di cui 35 nel 2008, 89 nel 2009 e 395 nel 2010, che è stato definito “l’anno terribile”.

E’ stata decisiva l’evoluzione della normativa che ha permesso il tentativo di recuperare le palme, laddove in precedenza era obbligatorio l’abbattimento.
Con lo studio di piani d’azione si è evidenziata la necessità di controllare lo spostamento dei vegetali sensibili, la loro produzione ed il monitoraggio del punteruolo: sia visivo, sia mediante trappole a feromoni da utilizzare però solo nelle aree già infestate, perché altrimenti possono diventare pericolosi richiami.

E’ stata emanata la Delibera di Giunta Regionale 357/2009 per procedere alla potatura sferica di risanamento degli esemplari infestati. Durante questi interventi si è proceduto al lavaggio dalla segatura per aumentare l’efficacia dei trattamenti di mantenimento, da eseguire a 30gg, 60 gg e 180 gg dall’intervento.
Si è evidenziato come non sia opportuno ricoprire di mastice i tagli di motosega per non occludere eventuali fori delle larve che possono permanere dopo la dendrochirurgia: infatti l’intervento non deve essere troppo invasivo per preservare l’apice vegetativo della palma. E’ stato osservato che dopo l’intervento permanevano nella palma dal 2% all’80% delle larve, che venivano abbattute totalmente solo dopo i trattamenti.
Inoltre è stato illustrato come non sia opportuno lavorare a ridosso dell’inverno, per non esporre la palma al freddo che, dopo l’asportazione di buona parte della parte vegetativa, può essere letale.
Prove sperimentali hanno evidenziato che, tra i trattamenti di mantenimento, sono più efficaci quelli chimici sulle larve e quelli con nematode entomoparassita sui bozzoli.
Il limite del trattamento chimico è la mancata autorizzazione ministeriale, considerato che la “finestra dei 120 giorni” per ogni anno è un’anomalia, in quanto dovrebbe essere solo l’una tantum prima della registrazione.
Il limite del trattamento biologico con nematode entomoparassita sono le alte temperature (> 30°) che lo rendono inefficace in estate.
Nel Comune di Grottammare (AP) tra il 2008 e il 2009 sono state effettuate catture massali con trappole a feromoni, disposte ad almeno 20 mt da ogni palma. L’intervento è stato di successo, con sicuro effetto di riduzione degli adulti in volo: tra quelli catturati il 30% erano maschi e ben il 70% femmine con uova, che avrebbero potenzialmente infestato nuove palme.

Dott. Agr. Luca Di Lorenzo

Noleggiare un albero di Natale

L’idea è molto apprezzata negli Stati Uniti, dove hanno di più l’abitudine a usufruire di tanti oggetti in maniera temporanea.
Da noi in Italia ci pensa Ikea che affitta l’albero ritirandolo poi a fine feste e contraccambiando con un buono acquisto e devolvendo 3 euro al WWF. Ci sono anche servizi molto professionali destinati a alberghi o a centri commerciali.

Negli Usa la faccenda è molto più completa e diretta anche al privato che può avere uno spettacolare albero di Natale essendo sicuro sia della sua provenienza certificata, sia del suo riutilizzo e direttamente a casa. L’idea nasce in California e si tratta di LivingTree che oltre a consegnare l’albero provvede anche a fornire gli addobbi ottenuti da materie riciclate.
Gli alberi di LivingTree sono consegnati nel vaso con le loro radici. Viene assicurato che una volta restituito questo sarà ripiantato nel vivaio per essere usato alle prossime feste. Gli alberi però non sono stressati e se non sono pronti per essere usati restano nel vivaio. Dopo circa sette anni sono pronti per essere piantati in un bosco essendo divenuti ormai troppo grandi per essere trasportati agevolmente.
Non vi attaccate alla storia del trasporto. Scotty Claus, cioè Scott Martin,  l’imprenditore e ideatore di LivingTree ha pensato proprio a tutto anche a un sistema di consegna che abbia la più bassa impronta possibile, tant’è che sconsiglia ai suoi clienti di andare personalmente a prendere l’albero. Accanto all’affitto dell’albero l’Eco- Holiday store dove acquistare decorazioni riciclate, lampade a LED o oggetti equo-solidali.

Progetti vincitori premio Pav 2011

La Giuria del PREMIO PAV 2011 – composta da Filippo Alossa, Orietta Brombin, Gaia Bindi, Gilles Clément, Gianluca Cosmacini, Claudio Cravero, Francesco Ghia, Piero Gilardi, Giuseppe Masanotti, Giuliana Ponti – vagliati i progetti sottoposti alla sua attenzione secondo le modalità richieste dal bando, ha selezionato i tre progetti vincitori con le seguenti motivazioni:

1° premio: CORPO VEGETALE, di Felice Gualtieri, con Armando Mangone e Maria Luisa Priori.

– per la pertinenza al tema centrale del concorso
– per la solidità dei riferimenti teorici e culturali
– per la fattibilità della realizzazione pratica

2° premio: 1 PONY AL PAV, di Maurizio Cilli, con Stefano Olivari.

– per l’approccio alla problematica dell’interazione uomo-animale nel contesto della mutazione culturale ecologica
– per l’eleganza della formulazione del progetto e dei suoi riferimenti storico-culturali

3° premio: (W)HERE, di Marguerite Kahrl, con John Barrie Button, Matteo Gianotti, Alberto Redolfi, Francesca Simonetti, Yaniv Steiner, Jan-Chrisoph Zoels.

– per il riferimento etico-politico al movimento dei community gardens e dei jardins partagés

Menzione d’onore ai progetti: UN METRO QUADRO DI TERRENO, di Gian Paola Zorzi, con Valerio Bertello e Alfredo Sunder; LOVE MOTEL FOR INSECTS, di Brandon Ballengée con Ecohaven Project (Jennifer Hoffman).

Nel comunicare i risultati della selezione, la Giuria desidera ringraziare i tanti gruppi che hanno aderito al concorso dando un chiaro e positivo segnale di voler contribuire progettualmente alla crescita del PAV.

Invitiamo tutti gli interessati a seguire le prossime tappe del concorso – dal progetto esecutivo alla realizzazione dell’opera – sul sito del PAV: www.parcoartevivente.it 

Un percorso verde tutto italiano

Voglio racchiudere in poche parole diversi percorsi sviluppati nel corso degli anni e che sono confluiti in un sentiero comune che sta tracciando la via nuova del verde e dell’architettura sostenibile di ultima generazione. Da una parte architetti e editori dall’altra operatori del verde che per strade diverse sono arrivati su un terreno comune, sul quale hanno iniziato a collaborare portando avanti una strategia fatta di eventi, pubblicazioni, realizzazioni, presenze nelle maggiori manifestazioni fieristiche italiane fino a diventare oggi, 2010, l’unico vero interlocutore per quello che viene ancora genericamente chiamato “verde”, in particolare in relazione all’architettura ed allo sviluppo sostenibile. È un percorso che ha unito non solo il mondo della cultura, ma anche e soprattutto quello della realizzazione, con il coinvolgimento delle maggiori aziende italiane dei settori del verde tecnico e del florovivaismo, portando questo mondo in un inedito contatto con la cultura architettonica della costruzione sostenibile. Il gruppo che ha unito le proprie competenze in un percorso comune è composto da Promoverde, che dal 2007 riunisce la filiera italiana del verde, da Sistemi Editoriali Esselibri Simone, la casa editrice che ha la collana di libri tecnici di architettura sostenibile più diffusa e apprezzata in Italia, la rivista in italiano/inglese Nemeton High Green Tech che in soli due anni è diventato il cult magazine di chi si occupa di sostenibilità applicata al progetto e di alta cultura ecologica, e dal portale Culturadelverde.it (oggi diventato VerdeePaesaggio.it), punto di riferimento per i tecnici e gli amanti del verde.

Questo percorso ha avuto un momento di contatto importante nella realizzazione della Green Street a Bologna, nel 2009, una piazza verde di oltre 2000 metri quadrati progettata dall’architetto Franco Origoni in collaborazione con Promoverde, che da allora rappresenta il gruppo nella sua complessità. La visibilità ottenuta con questa operazione, ma ancor più il complesso, raffinato e costante lavoro svolto precedentemente, ha portato il gruppo ad essere chiamato per soddisfare il crescente bisogno di verde di qualità in altre manifestazioni commerciali e culturali, fino alla realizzazione, sempre in collaborazione con l’arch. Origoni, dell’area verde del Cersaie 2010 che contiene varie mostre, tra le quali quella dedicata all’arch. Renzo Piano, che fa da filo conduttore per l’area verde del padiglione 29 del Saie. Anche in questo caso Promoverde è riuscita nell’intento di unire due manifestazioni sul tema del verde.

Storia di un percorso verde

2001
IL PROGETTO NATURALE – Prima mostra sull’architettura sostenibile italiana
E’ il nome di una serie di manifestazioni sul tema della casa bioecologica in Italia e in Europa. Intorno al nucleo di una grande mostra di realizzazioni e progetti, si svolgono seminari, workshop, conferenze ed eventi legati ai temi dell’ecologia, dell’architettura bioecologica e dell’abitare naturale. La prima edizione del “Progetto naturale” si è svolta a Bologna, dal 21 aprile al 16 maggio 2001, nell’ambito delle manifestazioni legate a BOLOGNA 2000, città europea della cultura. L’evento non riguardava solo i tecnici, ma anche e soprattutto a chi ‘abita’, con indicazioni concrete su come migliorare la propria qualità di vita. La mostra è stata portata in seguito a La Spezia, Catania, Palermo.
Responsabile – arch. Maurizio Corrado, arch. Mario Martelli
Patrocini – Regione Emilia Romagna, Regione Abruzzo, Ordine degli Architetti di Bologna

2004
SKY GARDEN PROJECT
E’ un progetto che mira all’aumento della qualità di vita nella città attraverso la riduzione di molti tipi d’inquinamento ottenuta con la realizzazione di tetti giardino (verde pensile), avvalendosi dell’esperienza già avanzata in paesi come la Germania, il Giappone e, in Italia, del Comune di Bolzano. Il progetto ha visto la realizzazione di differenti iniziative, come la pubblicazione del volume ‘IL VERDE PENSILE’ di Paolo Abram per la collana Costruire naturalmente, Esselibri Simone Editore, giugno 2004; la realizzazione del sito www.skygardenproject.it (poi assorbito da www.nemetonmagazine.net), il coinvolgimento di associazioni, enti, aziende, organizzazioni sensibili all’ecologia, singoli operatori per creare una base di consenso quanto più ampia possibile, la realizzazione di tre convegni internazionali sul verde pensile, l’avvio di corsi di formazione con l’attivazione della SCUOLA SUPERIORE DI VERDE PENSILE, poi entrata in MAJA Natura & Architettura.
Patrocini – Regione Emilia-Romagna, AIVEP, Ordine degli Architetti di Bologna, AGRIFORM, AGIA.

28 giugno 2004
SKY GARDEN DAY
GIORNATA DI STUDI SUI GIARDINI PENSILI

Bologna – Teatro San Martino Via Oberdan 25 h. 9,30 – 15,30
Organizzazione – Maurizio Corrado
PATROCINI – AIVEP, Associazione Italiana Verde Pensile, Scuola Superiore di Verde Pensile, REGIONE EMILIA-ROMAGNA, COMUNE DI BOLOGNA, AGRIFORM Bologna, AGIA Associazione Giovani Imprendori Agricoli

11 e 12 dicembre 2004
Sky Garden Way – convegno internazionale

Bologna
- Teatro San Martino Via Oberdan 25
Il convegno vede la partecipazione di esperti da tutta Europa fra i quali: rappresentanti della Regione Emilia Romagna e del Comune di Bologna; Fritz Hämmerle, Presidente Federazione Europea associazioni per il verde pensile; Kyoko Onkay dal Giappone, Christian Oberbichler, operatori da Austria, Germania, Italia. Durante il convegno sarà possibile conoscere i prodotti delle maggiori aziende italiane del settore. Tra gli argomenti: la situazione del verde pensile oggi in Europa e in Italia, gli aggiornamenti sugli effetti per la qualità urbana, in particolare sull’abbattimento delle polveri sospese, dell’inquinamento elettromagnetico e sonoro, sulla maggior funzionalità dei pannelli fotovoltaici quando sistemati su verde pensile, sul risparmio energetico, sull’abbattimento dei costi dello smaltimento delle acque meteoriche. Saranno mostrate realizzazioni ed esperienze provenienti da tutta Europa e dal Giappone.
Organizzazione – Maurizio Corrado
In collaborazione con AIVEP, Associazione Italiana Verde Pensile
PATROCINI – EFB Federazione Europea delle Associazioni per il Verde Pensile, 
Scuola Superiore di Verde Pensile, 
Scuola professionale per la frutti-viti-orto-floricoltura Laimburg, REGIONE EMILIA-ROMAGNA 
COMUNE DI BOLOGNA, Ordine degli Architetti di Bologna,
AGRIFORM Bologna, AGIA Associazione Giovani Imprenditori Agricoli

2005
In questo anno nasce l’idea di presentare le aziende specialiste del verde pensile in Italia in un unico spazio commerciale comune e di fare un ‘tour’ comprendente quattro manifestazioni fieristiche a Milano, Bologna e Modena, modulando lo spazio alle caratteristiche della fiera.
– FIERARREDO, BOLOGNA 12 – 20 FEBBRAIO
– PROGETTO CITTA’ MILANO 2 – 6 aprile 2005
– GIARDINI E TERRAZZI, BOLOGNA 22 – 26 APRILE
– MULTIFIERA, MODENA 24 APRILE – 1 MAGGIO

Domenica 4 dicembre 2005
SKY GARDEN WAY 2005. Realtà e sviluppo del verde pensile in Italia.
Bologna- Teatro San Martino Via Oberdan 25 h. 9,30 – 15,30
Organizzazione – Maurizio Corrado
In collaborazione con AIVEP, Associazione Italiana Verde Pensile
PATROCINI – EFB Federazione Europea delle Associazioni per il Verde Pensile, 
Scuola Superiore di Verde Pensile, Scuola professionale per la frutti-viti-orto-floricoltura Laimburg, REGIONE EMILIA-ROMAGNA COMUNE DI BOLOGNA, Ordine degli Architetti di Bologna,
AGRIFORM Bologna, AGIA Associazione Giovani Imprenditori Agricoli

2008
BOLOGNA 12/15 MARZO 2008
COSTRUIRE VERDE SAIESPRING
GIARDINI SUI TETTI è un evento che vuole contribuire alla conoscenza di questa particolare tecnologia fornendo strumenti operativi ai tecnici, ai progettisti, alle aziende, alle amministrazioni ed all’uomo comune.
GIARDINI SUI TETTI trova la sua naturale collocazione all’interno del salone COSTRUIRE VERDE del SAIE SPRING 2008, dove occuperà uno spazio opportunamente allestito.
GIARDINI SUI TETTI comprende una serie di eventi mirati:- Il convegno “I GIARDINI PENSILI IN ITALIA”, – Una serie di INCONTRI SU VERDE E ARCHITETTURA – Una selezione delle migliori aziende del settore

Ottobre 2008
Saie – Realizzazione di uno spazio comune dedicato al verde tecnico, presentazione dell’anteprima della rivista Nemeton con una grande festa che ha animato il quartiere fieristico di sera: Nemeton Party.

2009
Settembre 2009
Expogreen – Cersaie
Realizzazione della Green street

Venerdì 11 settembre
HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM
Palagreen pad. 35 – Expogreen – Bologna
HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM è un convegno a carattere internazionale sulle alte tecnologie per il verde, organizzato da Nemeton Magazine, Promoverde, Sistemi Editoriali, in collaborazione con Unacoma Service e con il patrocinio di AIAPP Nazionale e di INU, Istituto Nazionale di Urbanistica. ExpoGreen è patrocinata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

2010
Venerdì 19 marzo
A SUSTAINABLE BEAUTY – HIGH GREEN TECH SYMPOSIUM 2010
Triennale di Milano, Salone d’Onore – ore 9,30 – 18,00 Organizzazione Nemeton High Green Tech Magazine, Promoverde, Sistemi Editoriali Esselibri Simone In collaborazione con Unacoma Service, Legambiente Con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ”Portare la sostenibilità verso la bellezza” è il tema dell’edizione 2010 di High Green Tech Symposium svolto nel contesto della mostra Green Life, organizzata da Legambiente, Ambiente Italia e La Triennale di Milano.

Giardini verticali in Triennale
Dal 5 febbraio, sei giardini verticali alla Triennale di Milano fino al 28 marzo 2010. Tre grandi giardini verticali alti più di sei metri accolgono il visitatore all’esterno, mentre all’interno una grande parete quadrata di cinque metri di lato tutta di erba vera trasforma completamente le austere sale della Triennale, dalle quali sorridono altri due quadri vegetali che incorniciano piante vive.

Natura & Architettura in Triennale
Incontri sugli sviluppi dell’integrazione fra verde e ambiente costruito
Tutti i giovedì dall’11 febbraio al 18 marzo 2010 dalle 18,00 alle 20,00 al Palazzo della Triennale di Milano, Saletta Lab. Con Paola Maresca, Luciano Crespi, Marco Nieri, Bioenergetic Landscapes Laboratory, Andrea Facchi, Barbara Narici, Maurizio Vegini, Anna Lambertini, Daniele Romare.

9 – 12 settembre, Milano
MACEF

Realizzazione di un’area verde di circa 1400 metri quadri

9 – 11 settembre, Padova
FLORMART

28 settembre – 2 ottobre, Bologna
CERSAIE

Realizzazione della parte verde della mostra “Saper Fare” in area 48, in collaborazione con l’arch. Renzo Piano e l’arch. Franco Origoni

27 – 30 ottobre, Bologna
SAIE

Realizzazione dell’area verde di 1400 metri quadri in collaborazione con l’arch. Renzo Piano e l’arch. Franco Origoni.

10 – 14 novembre, Bologna
EIMA

Realizzazione dell’area verde principale della manifestazione, 2000 mq.

Euphorbia pucherrima: la Stella di Natale iniziò la sua carriera commerciale a Hollywood

Un’antica leggenda atzeca narra che questa pianta dalle lucenti brattee rosse sia il risultato di una tragica storia d’amore :le gocce di sangue scaturite dal cuore infranto di una dea Azteca avrebbero creato la stella di Natale. Gli Aztechi apprezzavano la pianta che abbelliva le regioni montuose tropicali durante le brevi giornate invernali per il suo aspetto decorativo, ma anche e soprattutto per le sue effettive proprietà. Nella loro lingua, la stella di Natale era chiamata Cuetlaxochitl. Dalle sue brattee estraevano il pigmento rosso usato per i tessuti e i cosmetici; la sua linfa lattiginosa veniva lavorata per produrre un preparato antipiretico.

La Stella di Natale  affascinò Joel Poinsett all’incirca nel 1828. Ambasciatore statunitense in Messico, dottore e cultore di botanica, Poinsett portò la stella di Natale via con sé, a casa sua negli Stati  Uniti. In suo onore, alla stella di Natale fu dato il nome di Poinsettia, ma questo non è tutto: sin dalla metà del XVIII secolo, negli Stati Uniti il 12 dicembre si celebra il giorno in cui Poinsett morì, con il giorno della Poinsettia. Ed è tradizione in questa giornata, scambiarsi le stelle di Natale – una bella consuetudine che sta prendendo piede anche in Europa.

Questo meraviglioso arbusto importato in Europa all’inizio del diciannovesimo secolo: nel 1804 il naturalista Alexander von Humboldt notò questa vivace pianta rossa e in seguito a un viaggio in America ne portò con sé in Europa un esemplare.
A Berlino nel 1833 fu catalogata e le fu dato il nome botanico Euphorbia pulcherrima (la più bella delle Euphorbiae) dal botanico Carl Ludwig Willdenow. È del 1834, la descrizione della stella di Natale redatta da Johann Friedrich Klotzsch, dottore, chimico e custode del Museo Botanico di Berlino, secondo un documento dell’erbario Willdenow.

  

L’emigrante tedesco in America Paul Ecke, cominciò a commercializzare Euphorbia pulcherrima  all’inizio del ventesimo secolo – dando il via ad un’insigne carriera a livello mondiale. Affascinato dalla bellezza delle piante rosse che crescevano spontaneamente vicino alla sua azienda agricola in California, Ecke decise di cimentarsi nella lro coltivazione. Inizialmente riscosse successo vendendone i rami recisi, che mise sul mercato come pianta per il Natale; il figlio, Paul Jr., le vendette ai migliori negozi sul Sunset e Hollywood Boulevard a Los Angeles durante le festività americane per il mercato natalizio. Il luogo di nascita più adeguato per una star mondiale. E così iniziò la carriera della stella di Natale nei pressi del Walk of Fame dove le star mondiali del mondo del cinema vengono rese immortali.

Spronato dai suoi successi con la stella di Natale ad Hollywood, Ecke continuò a coltivarla nella sua azienda agricola nel sud della California e metterla in commercio come fiore reciso grazie a una rete di fiorai in tutto il paese.
La produzione di fiori recisi fu in seguito soppiantata dalla produzione di piante da vaso, ma è solo grazie ai successi nella coltivazione in Germania negli anni 1950, che oggi la Stella di Natale è capace di sopravvivere in ambienti riscaldati, condizioni che inizialmente erano sfavorevoli alla crescita della pianta stessa.

 

Natural Born Object Design Award

La rivista Nemeton High Green Tech e Promoverde, con il patrocinio di ADI Associazione Design Industriale e in collaborazione con Unacoma Service, lanciano la prima edizione del concorso internazionale NATURAL BORN OBJECT DESIGN AWARD, che mira a promuovere l’uso dell’elemento vegetale vivo all’interno della casa, con la sua applicazione agli oggetti di uso quotidiano.

Il premio vuole sviluppare una maggiore consapevolezza nei confronti dell’elemento vegetale in relazione alla cultura del design e a quella del florovivaismo. Gli oggetti selezionati dovranno contenere elementi vegetali vivi, scelti per poter durare per la tutta la vita funzionale dell’oggetto. Si dovrà tenere conto di elementi quali la manutenzione, la cura, la luce, i substrati, il ricambio eventuale della vegetazione e quanto altro faccia in modo di rendere possibile la vita alle piante scelte.

Al concorso possono partecipare designer, architetti, progettisti, scuole di design, studenti regolarmente a corsi di design e progettazione, alle Facoltà di Architettura e di Agraria. Una selezione dei progetti verrà documentata con la realizzazione di un volume dedicato al Premio.

Per partecipare al concorso è necessaria una preiscrizione entro il 20 aprile 2011 e la consegna dei progetti entro il 20 maggio 2011. Ulteriori informazioni, scheda di partecipazione e bando si trovano sul sito www.nemetonmagazine.net

Come sta avvenendo nell’architettura, dove l’applicazione delle high green technology è ormai un fatto consolidato attraverso la diffusione delle applicazioni di verde tecnico come il verde pensile, il verde verticale e le biopiscine, che hanno dimostrato di essere un valido ed efficace strumento per la costruzione delle nuove città ad orientamento ecologico. L’elemento vegetale è di fatto entrato fra i materiali di costruzione sostenibili per le sue indiscutibili e dimostrate qualità che ne fanno uno strumento ormai indispensabile per raggiungere gli obbiettivi posti dal protocollo di Kyoto.

Ora anche nel design l’elemento vegetale può trovare un suo spazio utile alla diffusione dell’idea di sostenibilità e di benessere. Stanno nascendo da qualche anno, in maniera spontanea e intuitiva, proposte che integrano le piante negli oggetti di uso quotidiano. Il tema è nuovo, per il settore e per i progettisti, ma è importante perché mette in luce il nocciolo della proposta dell’architettura sostenibile: il tempo. E’ il Tempo il vero protagonista del progetto ecologico, e con lui, la cura che ogni progetto richiede. Quando un oggetto, dal cucchiaio alla città, contiene un elemento vegetale vivo come propria parte integrante, la cura che ogni essere vivente richiede diventa parte integrante del progetto e ne condiziona le scelte ponendo la variabile tempo come imprescindibile.

Organizzazione
Nemeton High Green Tech Magazine, Promoverde, in collaborazione con Unacoma Service.

Patrocinio
ADI Associazione Design Industriale

Media Partner
Flortecnica; .eco, l’educazione sostenibile; Greenline; Lineaverde; cuturadelverde.it

Scadenza
Preiscrizione: 20 aprile 2011
Consegna progetti: 20 maggio 2011

Bando e ulteriori informazioni disponibili su
www.nemetonmagazine.net
Info: nbo@nemetonmagazine.net
 

Le camelie coltivate con i funghi

La camelia è una delle piante più richieste dal mercato florovivaistico europeo. Sono molte le aziende italiane che la coltivano. I produttori cercano di ottenere piante uniformi, con una fioritura adeguata e sono alla ricerca di nuove varietà e nuove tecniche di coltivazione.

In questo contesto si iscrive il lavoro svolto dall'Istituto per la protezione delle piante del Cnr (Ipp-Cnr) che studia – insieme al Dipartimento di agronomia, selvicoltura e gestione del territorio della facoltà di Agraria dell'università di Torino tecniche di coltivazione di piante di interesse ecocompatibile, particolarmente rilevanti nella prospettiva della nuova direttiva europea sulla riduzione dell'uso dei fitofarmaci, che impegna anche i floricoltori ad adottare  tecniche di produzione rispettose dell'ambiente.

La ricercatrice Valeria Bianciotto dell'Ipp-Cnr di Torino è impegnata su questo fronte: "La nostra ricerca è indirizzata alla sperimentazione di tecniche di coltivazione alternative ai protocolli convenzionali. In particolare stiamo studiando l'introduzione nella filiera produttiva dei fiori di specifici funghi simbionti benefici, che migliorano la crescita e la resistenza delle piante come veri e propri biofertilizzatori".

La salute della pianta dipende in gran parte da delicati equilibri, che sono alla base non solo della nutrizione minerale, ma anche della resistenza agli stress ambientali. Spiega la ricercatrice: "I funghi micorrizici arbuscolari (Am) sono ampiamente diffusi nel suolo: si tratta di specie fungine che si associano con le radici di circa l'80% delle piante coltivate, tra cui le più importanti. Quest'associazione mutualistica è benefica e si basa sullo scambio di nutrienti: i funghi li assorbono dal suolo per rilasciarli ai loro ospiti vegetali, ricevendone in cambio zuccheri derivanti dalla fotosintesi. La pianta migliora così il suo sviluppo vegetativo e la resistenza a stress biotici e abiotici, il fungo completa con successo il proprio ciclo vitale".

Alcuni inoculi commerciali di funghi Am sono stati applicati nei vasi  di coltivazione delle camelie per osservare il loro effetto sulla crescita. "Le piante inoculate – spiega Bianciotto – hanno mostrato un maggiore capacità di assorbire i nutrienti dal terreno, soprattutto in assenza di fertilizzazione del substrato. Le concentrazioni di alcuni elementi sono risultate più elevate fino a 10 volte. Inoltre abbiamo osservato un aumento del diametro della chioma, della produzione di fiori e dell'attività fotosintetica (rispettivamente del 15%, 28% e 10%). Già nei primi due anni di coltivazione le camelie colonizzate crescono meglio". 

Conclude la ricercatrice: "Al momento stiamo studiando attraverso un approccio molecolare le comunità fungine presenti in radici di piante centenarie di camelia situate in parchi e giardini. Queste ricerche potranno essere la base per la formulazione di inoculi biofertilizzanti disegnati ad hoc per una coltivazione rispettosa dell'ambiente".

Claudio Barchesi

Fonte: Bianciotto Valeria , Istituto per la protezione delle piante, Torino, tel. 39 011 650292751, email v.bianciotto@ipp.cnr.it

Presentato a Faenza il progetto KeyToNature. Riconoscimento pratico delle specie vegetali

Venerdi 10 dicembre presso la sede delle associazioni in via Laderchi a Faenza è stato presentato il progetto KeyToNature.
Dal 2007 è operativo un progetto europeo coordinato dall’Università di Trieste e finanziato dalla Commissione Europea con un bilancio di 4,8 milioni di euro. Il progetto coinvolge 11 paesi ed ha l’obiettivo di creare nuovi strumenti d’identificazione pratica per tutti gli organismi viventi. Oggi l’informatica ci permette di scoprire il nome di una pianta, di un animale, di un fungo in modo più facile, alla portata di tutti, compresi i bambini di 6 anni che hanno appena appreso a leggere.
Con il progetto KeyToNature coordinato dal prof. Pier Luigi Nimis del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste (della scuola del grande botanico italiano prof. Sandro Pignatti), sono già operative le chiavi interattive, registrate su CD e trasferibili su palmare o su telefonini dell’ultima generazione. Le chiavi interattive sono proposte dal computer, utilizzando una banca dati con migliaia di http://www.verdeepaesaggio.it/immagini a colori dei singoli esemplari con relativi particolari utili all’identificazione. Sono strumenti pratici, immediati, didattici, che permettono anche a persone digiune di cognizioni botaniche, di arrivare facilmente all’identificazione delle specie in esame.

A Faenza l’Istituto Professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente (Persolino) ha aderito al programma KeyToNature coordinato dal prof. Luigi Melloni assieme al prof. Giacomo Buganè del GEOLAB di Imola e sono state realizzate le chiavi interattive per l’identificazione di tutte le piante arboree che vegetano nel comune di Faenza. I dati sono stati ricavati dal “Censimento del verde pubblico nel comune di Faenza” pubblicazione realizzata nel 2000 dagli studenti del “Persolino” in collaborazione con l’Istituto per geometri “A. Oriani” di Faenza.
Sono già operative anche le chiavi interattive per l’identificazione delle piante arboree del parco della scuola agraria Persolino, e prossimamente del parco della villa Orestina a Castel Raniero; in collaborazione con il Museo di Scienze di Faenza è stato approntato il CD per il riconoscimento delle piante del giardino botanico annesso al Museo in via Medaglie d’Oro, 51 intitolato al botanico faentino Paolo Liverani. La prof. Mariliana Bertini ha invece presentato il CD relativo agli alberi e agli arbusti del Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola
Anche il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna si è provvisto di un CD contenente tutte le 1.300 specie vegetali individuate all’interno del parco. Altri CD già operativi realizzati dal GEOLAB riguardano i licheni del Parco dei Gessi e le piante legnose del Giardino delle Erbe di Casola Valsenio
Quindi dobbiamo dire addio ai libri, ai testi, alle guide, alle schede?
Dal punto di vista pratico direi proprio di si, l’escursionista curioso potrà già scaricarsi dai siti www.parcoforestecasentinesi.it  le versioni alleggerite da caricare sul palmare o sui telefonini di nuova generazione per sperimentare l’identificazione delle specie direttamente sul campo, oppure utilizzare i CD specifici reperibili presso la scuola agraria Persolino o presso il GEOLAB geolab@geolab-onlusorg Tel. 3402527148.
Lasciamo il fascino dei libri pesanti, complessi, e difficili, alle serate d’inverno, quando davanti al camino scoppiettante con un bicchiere di buona grappa, cerchiamo d’identificare o classificare le pianticelle erborizzate durante l’escursione estiva, risalendo a ordini, famiglie, generi, specie e varietà.

Ulteriori informazioni sul sito http://www.keytonature.eu/wiki/Italia
E’ consultabile sul sito http://dbiodbs.units.it/carso/cercapiante01  del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, uno strumento di ricerca che permette l’accesso a circa 66.000 http://www.verdeepaesaggio.it/immagini a colori di piante (spontanee e ornamentali) presenti in Italia.

Prof. LUIGI MELLONI
Istituto Professionale Agricoltura Faenza