Il parco sopraelevato tra i grattacieli: High Line a New York

Marco Ferrari

Dopo il tetto giardino, celebre invenzione lecorbusieriana troppo poco praticata dalle metropoli contemporanee, è in arrivo la strada giardino: ovvero l’highline in forma di parco. L’idea, pensata per Manhattan in collaborazione con il collettivo Field Operations, è degli architetti americani Diller Scofidio + Renfro e mette insieme, lungo un miglio e mezzo di binari ferroviari dismessi, spirito ecologista e riuso delle infrastrutture urbane. L’ispirazione ha un che di piranesiano. Sarà per il fascino che la natura esercita quando reclama il proprio spazio a dispetto del costruito. Soprattutto se in stato di abbandono.

 

Il parco, in corso di realizzazione, invaderà come un’erba infestante benefica il tratto di strada ferrata sopraelevata che si estende dal Meatpacking District fino all’Hudson Rail Yards. Con un’attenzione particolare per la biodiversità che negli anni ha popolato questo tratto di città pensile. L’operazione ha un nome preciso: agri-tettura e coniuga attraverso combinazioni variabili i termini agricoltura e architettura. Ad alternarsi, sconfinando le une nelle altre, saranno essenze vegetali e superfici pavimentate attrezzate. Queste ultime, appositamente progettate attraverso moduli longitudinali assemblabili in calcestruzzo, sono state disegnate in modo da poter ospitare liberamente infiltrazioni e contaminazioni. Tutto nel rispetto della casualità e della spontaneità. Ipotizzando un sistema urbano parallelo che tenga insieme, in un’unica striscia di paesaggio, il fascino della natura non addomesticata, la piacevolezza del giardino coltivato, l’intimità dello spazio privato e la socialità del luogo pubblico.

 


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Fonte: AT Casa

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