Villa Erba

“Villa Erba è una casa che noi amiamo moltissimo. Ci riuniremo tutti là, fratelli e sorelle e sarà come al tempo in cui eravamo bambini e vivevamo all’ombra di nostra madre”. Così il regista Luchino Visconti ricorda Villa Erba ed il suo splendido Giardino che furono concepiti sul finire dell’ Ottocento.

Il parco secolare di Villa Erba propone un’affascinante passeggiata botanica fra alberi, collezioni di arbusti in fiore ed eleganti aiuole multicolori, che – seguendo il lungolago – sottolineano la splendida vista che si apre sul bacino del Lago di Como, tesoro paesaggistico che ha affascinato letterati e poeti in ogni tempo. La Villa ospita numerosi dipinti di grande pregio inseriti nelle decorazioni di pareti e soffitti tra i quali i celeberrimi strappi della sala feste, attribuiti a Johann Christoph Storer, attivo in Lombardia nel 1600, e i decori di Angiolo D’Andrea, noto pittore della Bèlle Epoque milanese. Con l’elegante decor dei suoi ambienti e il vasto giardino, curato da esperti giardinieri, sono ora offerte a tutti gli appassionati del “bello”, nell’arte e nella natura, che possono apprezzare le curiosità botaniche, la ricercatezza degli spazi a fiore e l’eleganza delle architetture, con la villa antica e la straordinaria serra di cristallo – sede di manifestazioni e congressi internazionali – capolavoro architettonico di Mario Bellini.

Il grande parco a lago di Villa Erba è elemento inscindibile dal contesto. Il giardino diventa un’opportunità distensiva, una pausa rilassante tra un incontro di lavoro e l’altro. Un’affascinante passeggiata botanica sottolinea l’importanza del patrimonio arboreo secolare, arricchito da collezioni di azalee, ortensie e aiuole multicolori.

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it – Sezione Eventi oppure tel. 031-765211

Taccuino del cercatore di alberi

Taccuino del cercatore di alberi

Giardini Botanici Hanbury

A cura di Tiziano Fratus e Mauro Giorgio Mariotti

Pp 200, Vol. illustrato colori – € 12,00

Edizioni della Meridiana – Firenze

 

Esce finalmente una nuova guida pratica agli storici Giardini Botanici Hanbury di Capo Mortola a Ventimiglia. Un libro di 200 pagine con cinque itinerari disegnati all'interno della riserva, nuove misurazioni agli alberi di maggiore dimensione e importanza, schede storico-botaniche dedicate a trentaquattro specie rare e notevoli che il visitatore potrà incontrare e scoprire.

Il volume offre inoltre al lettore:
– un ampio apparato fotografico a colori;
– un elenco dei maggiori alberi presenti;
– l'elenco dei dieci più vecchi alberi messi a dimora a
partire dal 1867 al primo decennio del XX secolo;
– una curiosa guida in appendice dedicata ai grandi alberi da visitare in Costa Azzurra e nella Liguria di Ponente.

 

r.b. 

Viali alberati e parchi più sicuri

Come mettere in sicurezza strade e parchi salvaguardando la bellezza delle alberature, delle piante storiche e monumentali? Come evitare la rottura, dovuta a neve o vento, dei rami degli alberi del proprio giardino senza doverli potare drasticamente? 

Il segreto è tutto nascosto in una tecnica di consolidamento della chioma che sarà oggetto di un corso di formazione promosso dal Centro istruzione e formazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige. Per le iscrizioni c’è tempo fino a mercoledì 5 ottobre.

La tecnica consiste nell’ancorare con funi i rami degli alberi ritenuti non sicuri, dopo un’attenta analisi dell’intera pianta. Ancorando in questo modo grossi rami malformati e difettosi se ne previene la rottura, permettendo il movimento naturale dell’albero e riducendo le oscillazioni forti e pericolose.

Il corso, rivolto a tecnici e operatori del verde, è in programma lunedì 10 ottobre e sarà tenuto dall’esperto Valentin Lobis. “Si tratta di un corso di otto ore- spiega Marco Zanoni del Centro istruzione e formazione -con l'obiettivo di capire come e quando fare un ancoraggio, come si dimensionano, come si posizionano, come si scelgono i tiranti. Verranno confrontati vari materiali e si faranno degli esempi di applicazione”.

Per info 0461/615242 marco.zanoni@iasma.it

r.b. 

Lo straordinario e ineguagliabile spettacolo del fall foliage

Si chiama fall foliage lo strepitoso e colorato spettacolo che la natura offre in autunno e che attira ogni anno ai Giardini di Sissi oltre 100 mila visitatori: i verdi e fioriti paesaggi estivi si trasformano in meravigliose distese cariche di rosso, giallo e arancio, i caldi colori dell’autunno. Il fenomeno importato dal Canada e dagli Stati Uniti è di gran moda, tanto che alcune reti televisive americane offrono addirittura specifiche previsioni meteo per informare il pubblico sullo stato di questo fenomeno e possono contare anche sull’aiuto di affermati tour operator e di siti web specializzati. Anche in Italia il fenomeno ha moltissimi seguaci e assicura molti vantaggi; si tratta di un hobby economico perché basta una macchina fotografica per immortalare i panorami mozzafiato! Il fall foliage nell’incantevole cornice dei Giardini di Sissi è particolarmente affascinante, perché si esprime in 80 differenti ambienti botanici e permette di osservare il variopinto mutamento delle foglie da un punto di vista privilegiato.

Il parco, raggiungibile a piedi dalla città di Merano percorrendo il Sentiero di Sissi, è la meta perfetta per una giornata in famiglia, a contatto con la natura. In questo periodo trionfano le tinte calde dell’“estate Indiana”, rosseggiano i boschi di latifoglie nordamericane, le meravigliose chiome delle sequoie, dei cipressi, delle querce rosse e degli aceri del Canada. Ma è anche il momento in cui matura il riso sulle terrazze asiatiche, accanto alle quali sono in piena fioritura la pianta del tè e una splendida varietà di camelia che fiorisce fra ottobre e marzo, originaria del Giappone e più precisamente dell'isola di Kiushu; nei Giardini del Sole maturano frutti tipici di questa stagione come fichi, melograne e olive e nei Paesaggi dell’Alto Adige inizia la raccolta dell’uva, mele e castagne.

Fino al 15 novembre, data di chiusura, la visita al parco in questo magico periodo dell’anno è resa più interessante dall’imperdibile offerta di pacchetti turistici

I Giardini di Sissi a Castel Trauttmansdorff
Via S. Valentino, 51 a
39012 Merano
Tel.: 0473 235 730
Orario d’apertura
Dal 1° aprile al 15 novembre: dalle 9 alle 18
Prezzi d’ingresso
Biglietto singolo: 10,80 €

Biglietto per famiglie (2 adulti con bambini sotto i 18 anni): 22 €

Anziani: 9,30 €
Bambini e ragazzi, studenti: 7,90 €
Bambini sotto i 6 anni: ingresso libero
Ulteriori informazioni su: www.giardinidisissi.it 
 

r.b. 

La birra è stata riconosciuta come prodotto agricolo

Ad aprire la giornata di studi Massimo Cardellini, Presidente della neo Associazione “Apecchio, Città della Birra” che ha illustrato agli ospiti gli obiettivi e le finalità del progetto di marketing territoriale che vede la birra di Apecchio come protagonista. Tra i numerosi relatori il prof. Pietro Migliaccio, nutrizionista che nel suo intervento ha parlato dei 5.000 anni di storia della birra, nata in Mesopotamia e importata dai Greci in Europa e che ha ribadito: “Tra le bevande la birra può essere inserita a pieno titolo nella dieta mediterranea”- e ha continuato – “a basso contenuto alcolico, piacevole, dissetante è ideale per il suo apporto di elementi nutritivi quali il potassio e ferro”.

Nel suo intervento Paolo Petrini, Assessore all’Agricoltura Regione Marche ha sottolineato invece l’importanza del recente provvedimento con il quale la birra è stata riconosciuta come prodotto agricolo. Ha commentato Petrini: “Il provvedimento è di assoluta rilevanza perché garantisce la qualità del prodotto”.

E’ stata la volta del Prof. Rodolfo Santillochi, Docente della Facoltà di Agraria al Politecnico delle Marche, che si è soffermato sulla coltivazione degli orzi da Birra, sottolineando come dal punto di vista della produzione di malto e della materia prima, il nostro Paese rimanga ancora fortemente deficitario. In Italia infatti la produzione di orzo da birra non è sufficiente e sono importati annualmente oltre 100.000 t di malto (quasi 2/3 del fabbisogno nazionale).” Tra gli interventi anche quello del giornalista Maurizio Maestrelli, che ha parlato del successo della birra artigianale italiana, illustrandone le origini, le difficoltà e le prospettive.

r.b.

Intervista a Gerald Herrmann, direttore di Organic Services, Munich

Abbiamo incontrato Gerald Herrmann (direttore di Organic Services) al Sana 2011 di Bologna, in occasione del convegno di Consorzio il Biologico “Il biologico a vent'anni dal regolamento CEE 2092/91”. Il regolamento comunitario, entrato in vigore nel 1991 e in seguito preso come spunto per simili apparati normativi anche in altre aree del mondo, ha stabilito un canone univoco per tutti gli stati membri. In altre parole, grazie a questa legge, pietra miliare nella storia del biologico, oggi in tutta Europa valgono gli stessi criteri per stabilire cosa è biologico e cosa non lo è. Questo aiuta da un lato i produttori e i consumatori, che si sentono più tutelati, dall'altro favorisce la circolazione delle merci oltre i confini nazionali. Herrmann, profondo conoscitore del settore e della sua storia, ha colto l'occasione per trasmettere la sua visione positiva del futuro del biologico a fronte delle nuove sfide ambientali e sociali degli anni a venire.

 

Qual è stato il percorso del biologico da venti anni a questa parte? Come è cambiato il mercato dopo l'entrata in vigore della legge 2092/91?

 

Prima dell'entrata in vigore di questa legge il settore era regolato solo da standard privati, prodotti e certificati da associazioni indipendenti. Molte compagnie non volevano entrare in questo mercato perché non avevano garanzie legali. Quindi, quando arrivò la norma, il mercato fece un enorme passo avanti perché in quel momento ciascun operatore era garantito a norma di legge, e anche i commercianti al dettaglio cominciarono lentamente ad interessarsi a questo ambito dell'alimentare. Dunque, lo sviluppo del biologico dall'inizio degli anni Novanta fu rapido e oggi circa il 2% del mercato alimentare è già biologico; alcuni paesi hanno raggiunto alte percentuali, come la Germania dove il 6% di tutto il cibo è biologico. Ci sono alcune altre ragioni per cui il mercato si è sviluppato con tanto successo: c'erano sigilli ufficiali, loghi nazionali e sovranazionali come quello UE, ad esempio. Dunque passo passo, tramite una buona comunicazione con il consumatore il mercato si è sviluppato molto bene.

 

Quali sono i vantaggi, per il mercato, di un regolamento comunitario valido per tutti gli stati membri?

 

Penso che il vantaggio sia, ancora, la garanzia legale tramite la quale si ha accesso al mercato, e questo è uno dei problemi più grossi quando si parla di mercato internazionale. La loro barriera di mercato è dovuta principalmente alle differenze di regolamento. Per esempio se tu hai un regolamento in Brasile, e vuoi entrare in questo mercato, potrebbero dirti “hai una certificazione ma noi abbiamo alcuni criteri aggiuntivi”. Ma per tutti gli europei, che sono circa trecento milioni, le regole sono le stesse; quindi, che tu sia in Italia o nella regione polare della Norvegia, la situazione è la stessa, ciascuno ha gli stessi doveri e ciascuno gli stessi diritti, e questo aiuta lo sviluppo del mercato.

 

E per quanto riguarda invece i paesi fuori dall'Europa, come si regolano i rapporti?

 

Ho fatto l'esempio del Brasile: ci sono stati che hanno negoziato con l'Europa accettando ciò che la Commissione Europea prescrive, come ad esempio l'India, l'Argentina e di recente il Canada. Quando un mutuo accordo viene siglato, è più facile per tutti esportare o importare prodotti dalle altre regioni. Sostanzialmente funziona come all'interno della stessa UE, ma ci sono altri stati (gli USA, il Brasile, il Giappone), che hanno leggi strutturate in modo diverso, anche se il contenuto è sostanzialmente lo stesso. Ad esempio i negoziati tra USA e UE, che sono i due maggiori mercati al mondo, vanno avanti da dieci anni, e speriamo che alla fine si concludano positivamente, ma per i commercianti, gli agricoltori e coloro che lavorano le materie prime esiste tuttora una barriera per entrare a far parte del mercato perché hanno bisogno di ispezioni e certificazioni extra.

 

Come vede il futuro del settore nei prossimi anni?

 

Sono convinto che il mercato del biologico crescerà ancora, ma abbiamo bisogno di raggiungere i consumatori, abbiamo bisogno di comunicare loro quali sono gli argomenti a favore del biologico: la sostenibilità, il cambiamento climatico, sono questioni che coinvolgono tutti. Con tutti i problemi che affronteremo in futuro, il cambiamento della Terra e delle nostre condizioni di vita, il biologico è la strada da percorrere. Per questo, sono convinto che se abbiamo ancora il 98% da raggiungere, questo è quello a cui dobbiamo mirare. Non mi piace l'idea che si debba aspirare a raggiungere il 5%, o il 10%, ma ho sempre creduto che dobbiamo pensare a come raggiungere il 100%.

 

R.B.

 

Una settimana tra i colori autunnali del bosco

Il bosco in autunno cambia colore ogni giorno: verde scuro, rosso, arancio, marrone. Uno spettacolo affascinante da ammirare con la speciale settimana “Natura e bosco”, dal 24 settembre al 1 ottobre 2011, Domenica 25 settembre il programma entra subito nel vivo, ci si ritrova al lago di Carezza per partire per una breve escursione al punto di osservazione “Radura di mezzo” per osservare la selvaggina delle montagne, dalle 18 alle 20. Questa escursione può essere ripetuta anche il martedì e il giovedì. Il lunedì si parte per l’escursione delle leggende del Latemar: ritrovo e visita alla segheria Latemar e passeggiata al Lago di Carezza con racconto delle leggende. Mercoledì escursione con la guardia forestale dalla valle Fromm alla Palude del Morto, passando per baita Gletsch, sentiero Niger, fossa del lupo, valle Brückental e grigliata finale al punto d’arrivo a mezzogiorno. Le attività tra le montagne si concludono venerdì 30 settembre con una breve visita alla scuola forestale a Carezza e conferenza nella sala della scuola sul tema “Ogni bosco ha la sua storia, l’albero e l’uccello dell’anno 2011, gli insetti nel nostro bosco”.

 

Info: Consorzio Turistico Rosengarten-Latemar, tel. 0471.610310, www.rosengarten-latemar.it    

 

R.B.

Il bulbo primaverile protagonista dell’anno 2011

l’Allium ‘Macleanii Globemaster’ è bello anche se piantato isolato o mischiato con altri fiori, ma per valorizzare appieno le tonde infiorescenze di questo fiore e ottenere aiuole di grande suggestione è consigliabile piantarne i bulbi in gruppo.

Posizionato in modo da poter riposare indisturbato durante il periodo freddo e lasciato appassire naturalmente, senza cioè eliminare le foglie quando appassiscono i fiori, lo vedremo rifiorire, puntuale, all’arrivo delle prossime primavere.

 

R.B.

Isola del Garda

Isola del Garda è un luogo di rara bellezza, scoglio pittoresco che accolse popoli antichi. Fu poi la dimora di S.Francesco, S.Antonio da Padova, S.Bernardino da Siena e, probabilmente, Dante Alighieri. Affacciato a sud si erge l'elegante palazzo dei primi del Novecento in stile neogotico-veneziano. Ai suoi piedi terrazze e giardini all'italiana digradano fino al lago.

 

A fine Ottocento l’Isola divenne proprietà del duca De Ferrari di Genova, che affidò la costruzione della splendida villa all'architetto Luigi Rovelli. La figlia del duca, Anna Maria, moglie del principe Scipione Borghese, arricchì il giardino con fiori ed essenze esotiche e, dopo di lei, sua figlia Livia, sposa del conte Alessandro Cavazza, ne ebbe cura per oltre 50 anni.

 

Oltre alla straordinaria villa, ricca di particolari architettonici sorprendenti, l'Isola del Garda deve il suo incomparabile fascino ai magnifici giardini all'italiana e alla vegetazione rigogliosa e intatta, ricca di piante locali, esotiche, essenze rare e fiori unici. La sua importanza botanica è sottolineata dalla presenza di essenze provenienti da tutto il mondo. Il parco disegnato e coltivato da una mano sapiente, venne progettato per essere visto sia dall’acqua che dalle terrazze superiori. Le piante più numerose appartengono alla famiglia delle conifere Nord Americane, dell’Oriente e del Nord Africa.

 

Il Parco della Villa è arricchito anche da una serie di alberi e di arbusti della vegetazione mediterranea, quali agrumi, olivi, lecci, ligustri e lauri. Sulla terrazza centrale, davanti alla Villa, il giardino è in stile classico all’italiana con siepi sapientemente modellate che rappresentano varie figure ivi compreso lo stemma della famiglia De Ferrari che ha dato vita al giardino. Accanto alla villa, crescono palme provenienti dalle Canarie. Sulla terrazza inferiore, in riva al lago si trovano alberi da frutto quali: kaki, limoni, peri, melograni, olivi, arance, pompelmi, fichi d’india, giuggiole e capperi. Sono coltivate anche rose della Cina rosate, la rosa Lady Hillingdon, la rosa Banksia gialla, la valeriana, la bouganvillea e tante altre piante e fiori di rara bellezza. La parte più suggestiva e selvaggia si trova nella zona pianeggiante dell'Isola, ove si trovano cipressi sempre verdi, cipressi di palude, querce caduche, cedri, pioppi, lauri, platani, abeti e pini di varie specie frammisti ad arbusti ed essenze più tipicamente mediterranee.

 

Con il finire dell’estate, Isola del Garda si animerà il 17 settembre con un “Concerto Aperitivo”. Programma della serata: ore 17:00 Partenza dal Porto di Salò e dal porto di Portese, ore 17:30 Arrivo all'Isola del Garda, visita guidata ai giardini dell'isola. Ore 18:10 inizio del concerto, ore 19:10 Aperitivo e rientro al Porto di Salò e al Porto di Portese. Programma del concerto: J.N. Hummel: Pot-Pourri op.53 E. Granados: 6 Danze Spagnole (dall'op. 37) – Villanesca – Oriental – Arabesca – Andaluza – Zambra – Melanconica M. Falloni: Estornino.

 

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it – Sezione Eventi oppure tel. 031-765211 

L’autoctono fa la differenza

L’annata 2011 come sarà? È questa una delle domande trattate dai relatori alla sesta edizione della Giornata del Vino e della Vite a Ora (BZ). “La qualità base dell’uva è buona, i valori degli acidi misurati sono positivi”, riassume Ulrich Pedri del Centro Sperimentale Laimburg, “e l’uva promette buona qualità”.

Mentre il Prof. Rocco di Stefano dell’Università degli Studi di Torino aggiunge: “In Sicilia ci aspettiamo una grande annata. In Piemonte invece saranno le prossime settimane a stabilire la qualità di questa vendemmia”, continua di Stefano. La stessa cosa vale anche per l’Alto Adige. “Le condizioni atmosferiche di settembre saranno decisive per stabilire la qualità delle uve che avrebbero bisogno di un periodo secco con notti fresche”, afferma Ulrich Pedri. Comunque, seguendo la tendenza generale anche la vendemmia in Alto Adige sarà anticipata di circa dieci giorni rispetto al 2010.

“In questi anni la qualità dei vini è molto migliorata in tutte le regioni d’Italia”, spiega il Prof. di Stefano, presentando i risultati della ricerca sui vari aspetti della lavorazione dell’uva di qualità,

“positiva è stata la valorizzazione negli ultimi anni, delle varietà autoctone che necessitano di cure particolari e di appropriate condizioni pedo-morfologiche per raggiungere elevati livelli di qualità”.

Presentati gli esiti delle ricerche del Centro Sperimentale Laimburg sulla dealcolizzazione dei vini a ‘membrana contattore’.

L’ aumento del tasso alcolico nei vini riscontrato negli ultimi anni, è dovuto sia a fattori viticoli che climatici e può influenzare negativamente la qualità dei vini. Sono queste le ragioni che hanno spinto i tecnici del Centro di Sperimentazione Laimburg ad avviare delle ricerche al fine di  testare metodi per la dealcolizzazione dei vini.

”Abbiamo testato un processo di dealcolizzazione a ‘membrana contattore’” ha rivelato Ulrich Pedri, responsabile della sezione enologia del Centro Laimburg, durante il convegno – “e abbiamo constatato che con questo sistema si può ridurre il tasso alcolico di un grado preservando la qualità del vino senza perdita di piacevolezza.” Comunque, la dealcolizzazione a membrana “contattore” non dà ancora risultati del tutto soddisfacenti e rimane perciò un ripiego che va usato con cautela.

I risultati dei test sui cloni di pinot nero

Quali sono i cloni di pinot nero che offrono un’ottima qualità del vino e una maggiore resistenza alle malattie? Gli scienziati del Centro di Sperimentazione Laimburg attraverso la ricerca hanno cercato di dare delle risposte: durante il convegno sono stati presentati i risultati della sperimentazione di 15 diversi cloni di pinot nero provenienti da Francia, Germania, Milano, San Michele all’Adige e Salorno. Oggi il 7% della produzione complessiva altoatesina è a pinot nero che qui trova ambiente ideale e condizioni climatiche favorevoli e che può raggiungere livelli di altissima qualità. “A causa della compattezza dei suoi grappoli il pinot nero è però sensibile a malattie come la botrite”, spiega durante il convegno Josef Terleth, altro docente di Laimburg.

Dai risultati dei test i migliori sono risultati i cloni francesi 828 e 943 molto utilizzati in Alto Adige, che presentano un grappolo spargolo ossia meno fitto, offrendo tra i vantaggi, una maggior resistenza ai cambiamenti climatici, risultando meno attaccabile dall’insidioso fungo della Botrite.

Il Centro di Sperimentazione Laimburg è l’istituto di ricerca leader nel settore agroalimentare in Alto Adige e si occupa soprattutto di ricerca applicata diretta ad aumentare la competitività e la sostenibilità dell’agricoltura altoatesina.

Ogni anno, i 180 collaboratori del centro lavorano a più di 400 progetti e attività in tutti campi dell’agricoltura altoatesina, dalla frutticoltura e viticoltura fino all’agricoltura montana. Il Centro di Sperimentazione Laimburg è stato fondato nel 1975 a Vadena nella Bassa Atesina.

r.b.