Atlante delle Nature Urbane


Atlante delle Nature Urbane

101 voci per i paesaggi quotidiani

a cura di Maurizio Corrado, Anna Lambertini

Editrice Compositori
Collana Fare Paesaggi

illustrazioni a colori

brossura, pp. 224, formato cm 15×21 € 15,00

ISBN 978-88-7794-705-5

Atlante delle Nature Urbane. 101 voci per i paesaggi quotidiani. Un libro in cui una pluralità di specialisti, ciascuno nel proprio settore, interviene con definizioni, riflessioni e indirizzi operativi a favore di un modello urbano ecoresponsabile.

Paesaggisti, architetti, urbanisti, naturalisti, ecologi, semiotici, filosofi, agronomi, giardinieri, sociologi, artisti, critici d’arte, psicologi, giornalisti sono stati convocati attorno ad un metaforico tavolo di lavoro. Ognuno di loro è stato invitato a presentare una o più parole chiave individuate come termini di riferimento per la composizione di un glossario di lavoro comune, trasversale rispetto ai singoli ambiti disciplinari e di ricerca.

Il fine? Raccogliere, seguendo la formula del dizionario, idee, teorie e buone pratiche per migliorare la città contemporanea partendo da un presupposto: occorre coltivare una nuova coscienza ecologica.

Il risultato è una raccolta di 101 brevi saggi, che presenta nuovi lemmi e spiega concetti sempre più ricorrenti, ma di cui non sempre è chiaro il significato. Parole come agopuntura urbana, verde verticale, biodiversità, transcalarità vengono spiegate con semplicità e chiarezza, per diventare così alla portata di tutti: esperti, professionisti, studenti o curiosi.

Una collezione di riflessioni, analisi, sguardi sulla natura e sulla città contemporanea che insieme si traducono in vere e proprie tesi programmatiche. Ricordando la massima di George Sitwell: “Il bello della Natura sulla porta di casa procura una gioia cento volte più grande di quello lontano un miglio”.

Testi di:

Fabio Baldi, Jordi Bellmunt i Chiva, Stefano Benvenuti, Enrica Bizzarri, Syusy Blady, Chiara Brambilla, Gianni Burattoni, Agata Buscemi, Giulia Caneva, Matteo Cavalleri, Emina Cevro Vukovic, Laura Colini, Maurizio Corrado, Luciano Crespi, Gianluca Cristoni, Arturo Croci, Ciro Degli Innocenti, Almo Farina, Francesco Ferrini, Claude Figureau, Thilo Folkerts, Maurizio (Mao) Fusina, Damiano Gallà, Daniel Gauthier, Graziano Ghinassi, Gioia Gibelli, Alberto Giuntoli, Biagio Guccione, Lucien Kroll, Anna Lambertini, Jacques Leenhardt, Giovanni Li Volti, Annamaria Lucarelli, Pietro Luppi, Stefano Mancuso, Alberto Manzo, Enrico Marone, Silvia Mantovani, Vittorio Maschietto, Tessa Matteini, Valerio Morabito, Marco Nieri, Alessandro Parenti, Marcello Pecchioli, Pia Pera, Giampaolo Proni, Giovanni Sala, Fabio Salbitano, Alberto Santini,

Riccardo Santolini, Andrea Segrè, Raffaella Spagna, Paolo Spugnoli, Enzo Tiezzi, Stefan Tischer, Pietro Valle, Antonella Valentini, Massimo Venturi Ferriolo, Emma A. Viviani, Ugo Wolf, Lorenza Zambon, Laura Zampieri, Eduardo Zarelli, Iacopo Zetti

 

 

Public Landscapes Architecture

 

        Public Landscape Architectures.                                    

     

                                                                                

 
 
Architettura Viva. 

Rizomi: microspazi Milano.

 
I giovani e lo spazio pubblico. Nuove esigenze urbane.

Le ricerche didattiche universitarie trovano applicazione nel centro storico di Milano come caso-studio.

Anni accademici : 2007-08-09-10-11
 
Obiettivi

Si propongono “nuove letture paesaggistiche” e proposte progettuali di Architettura del Paesaggio in ambito urbano  che affermano e sottolineano la centralità dell’uomo nel progetto di spazio pubblico a cielo aperto.

L’analisi e le proposte progettuali affrontano il tema delle complesse aspettative dell’infanzia, dell’adolescenza e dellagioventù negli spazi aperti pubblici nei quali si rilevano, in Italia,  carenze sia teoriche sia di attenzione progettuale. I progetti sviluppati intrecciano complessità di rapporti tra i giovani, il movimento, lo sport, la musica e le arti, nello spazio pubblico  al fine di proporre interventi site-specific, ecosostenibili, innovativi e tecnologici in cui il “verde” non sia una componente estetica di progetto e la moltitudine di microspazi individuati, vere stanze pubbliche a cieloaperto nel centro storico di Milano, diventi un effettivo potenziale per la città quale riferimento quotidiano diun “sistema di rizomi e continuum di verde” per un’Architettura Viva.

Agli studenti è stato proposto di elaborare “Progetti di conoscenza” attraverso Videoprogetti, cortometraggi di 5 minuti con libera interpretazione artistica nei quali inserire dinamici sistemi di lettura paesaggistica del sito, materiali ed immateriali, riferimenti progettuali internazionali e loro proposta progettuale ponendo attenzione a materiali ecologici, di riciclo, ad architetture palafitticole, parassite, eversive… ma di effettiva realizzabilità. Sempre e solo  progetti di Architettura Vera. Non virtuale.

 

Tra la “leggerezza”di Calvino forse potremmo sostituirescrivere con progettare

“…Presto mi sono accorto che tra i fatti della vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura c’era un divario che mi costava sempre più sforzo superare. Forse stavo scoprendo solo allora la pesantezza, l’inerzia, l’opacità del mondo: qualità che si attaccano subito alla scrittura, se non si trova il modo di sfuggirle. In certi momenti mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione più o meno avanzata a seconda delle persone e dei luoghi che non risparmiava nessun aspetto della vita…

Tuttavia conclude l’autore “ Little is left to tell ma sempre ancora forse resta da dire…Ma per esaurite che siano (le storie) per poco che sia rimasto da raccontare, si continua a raccontare ancora.”

Italo Calvino Lezioni americane
E a raccontare instancabilmente. Con entusiasmo.
Sempre.
Raffaella Colombo

Villa Carlotta

Incastonata tra alte montagne e incantevoli scorci sulla penisola di Bellagio, Villa Carlotta sorge sulla sponda occidentale del Lago di Como ed occupa una superficie di oltre 70.000 metri quadrati. Favorito dalla fertilità del terreno dovuta al deposito, da parte di antichi ghiacciai, di un sedimento particolarmente acido, il Parco di Villa Carlotta è famoso per la stupefacente fioritura primaverile dei rododendri e delle azalee in oltre 150 varietà.

La visita è comunque interessante in tutti i momenti dell’anno: in autunno riserva ai visitatori uno spettacolare foliage. Proprio per guidare il pubblico alla scoperta di questo spettacolo autunnale, dall’1 al 13 Novembre si svolgeranno i laboratori autunnali per gruppi e famiglie “FOLIAGE i bellissimi colori dell’autunno nel Parco di Villa Carlotta” che porteranno i visitatori a scoprire la bellezza del Parco in autunno, ricordando come, per le piante, la stagione fredda sia solo un momento di aspra esistenza nel corso della quale l’adattamento è l’unica soluzione possibile al variare delle condizioni ambientali. In abbinamento alla visita viene proposta un’attività di laboratorio, per approfondire con occhio curioso ed attento il tema dei pigmenti che colorano l’autunno in un itinerario tra antichi esemplari di camelie, cedri e sequoie, cipressi, platani immensi, faggi purpurei ed essenze esotiche.

Visitando il giardino roccioso, la valle delle felci, il bosco dei rododendri, il giardino dei bambù, il museo degli attrezzi agricoli è possibile ripercorrere l’affascinante storia di Villa Carlotta e del suo Parco. La costruzione della Villa fu iniziata intorno al 1690 dal banchiere milanese Giorgio Clerici, al quale si deve la costituzione del giardino all’italiana che fronteggia la villa, con scalee, balaustre, fontana ed uno straordinario pergolato di agrumi. Nel 1795 la proprietà venne acquistata dall’imprenditore e collezionista Giambattista Sommariva che fece della villa quello straordinario museo ancora oggi visitabile con opere di Canova, Hayez e Thorvaldsen, e al quale si deve la trasformazione della zona collinare dietro l’edificio in parco romantico con grotte, sinuosi sentieri ed improvvisi scorci prospettici. Nel 1843 la proprietà passò alla principessa Marianna di Nassau, che ne fece dono alla figlia Carlotta in occasione delle nozze con Giorgio di Sassonia-Meiningen, cui spetta il merito della formazione e dello sviluppo del giardino paesaggistico, ricco di essenze e varietà, assurto negli anni a fama internazionale.

La Villa ed il Parco sono oggi di proprietà dello Stato Italiano e, dal 1927, sono amministrati dall’Ente Villa Carlotta.

 

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it – Sezione Eventi oppure tel. 031-756211

I Preparatori d’uva spiegano l’importanza della potatura soft

Marco Simonit dei Preparatori d’uva, unico italiano, è stato fra gli autorevoli relatori al 29° Congresso Internazionale del Cava organizzato dalla Confraternita del Cava di Sant Sadurní d’Anoia in Catalogna. Ogni anno, in questo che è il convegno più importante della pregiata zona viticola spagnola, i più importanti personaggi dell’enologia a livello mondiale vengono chiamati a portare le loro esperienze e le loro sperimentazioni, in particolare nel settore delle “bollicine” Metodo Classico.

Il tema di questa edizione era “Il terroir del Cava è vivo” e proprio per questo, per la prima volta, il convegno è stato aperto anche a due esperti di viticultura (Marco Simonit e Claude Bourguignon dell’Università di Dijon), per affermare con forza la sua centralità nel processo di produzione vitivinicola. Il presidente della confraternita organizzatrice del convegno, Pere Bonnet, fin dall’ apertura dei lavori, ha infatti sottolineato come sia importante valorizzare ogni singolo territorio di produzione vitivinicola, dal quale ogni vino trae la sua personalità e la sua unicità.

E chi meglio di Marco Simonit dei Preparatori d’Uva poteva spiegare l’importanza di un territorio vivo e di una pianta sana nella realizzazione di un vino di qualità? Nel corso del suo intervento sul tema “Metodo Simonit & Sirch : la potatura conservatrice contro il deterioramento della vigna” Marco Simonit, ha spiegato come una buona potatura fa sì che la vite rimanga più sana, e quindi più longeva, e dia di conseguenza un prodotto di qualità superiore. Il metodo di potatura soft messo a punto dai due tecnici friulani ha riscosso grande interesse e consensi fra i presenti e Marco Simonit è stato invitato a tenere delle lezioni all’Università di Tarragona.

Per informazioni:

Preparatori d’Uva, www.simonitesirch.itpreparatoriuva@preparatoriuva.it , Tel. 0432.752417

r.b.

Paesaggio Costituzione cemento

Paesaggio Costituzione cemento
di Salvatore Settis
pp.  329
Einaudi 2010
€ 19

Un’indagine, con esiti veramente sconcertanti, che risale alle radici etiche e giuridiche del saccheggio del Bel Paese, per reagire, preservare e fare «mente locale», contro speculazioni, conflitti tra poteri e colpevole apatia. Scrive Settis: «solo una diffusa consapevolezza dei cittadini non-addetti-ai-lavori può innescare un processo di presa di coscienza delle conseguenze di lungo periodo di questa foga cieca e distruttrice».

L’analisi del volume parte dalla considerazione che i danni al paesaggio ci colpiscono tutti, come individui e come collettività. Uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale, offendono i diritti delle generazioni future. L’ambiente è devastato impunemente ogni giorno, il pubblico interesse calpestato per il profitto di pochi. Le leggi che dovrebbero proteggerci sono dominate da un paralizzante “fuoco amico” fra poteri pubblici, dai conflitti di competenza fra Stato e Regioni. Ma in questo labirinto è necessario trovare la strada: perché l’apatia dei cittadini è la migliore alleata dei predatori senza scrupoli.

Secondo Settis, la qualità del paesaggio e dell’ambiente non è un lusso, è una necessità, è il miglior investimento sul nostro futuro. Non può essere svenduta a nessun prezzo.

Contro la colpevole inerzia di troppi politici, è necessaria una forte azione popolare che rimetta sul tappeto il tema del bene comune come fondamento della democrazia, della libertà, della legalità, dell’uguaglianza. Per rivendicare la priorità del pubblico interesse, i legami di solidarietà che sono il cuore e il lievito della nostra Costituzione.

r.b.

Il parco botanico della fondazione Minoprio

La Fondazione Minoprio è un’oasi naturale di circa 60 ettari di verde, a 25 chilometri da Milano e a 10 da Como. Il cuore della Fondazione è la Villa Raimondi, la cui ala principale degrada verso il fiume Seveso e introduce ad uno dei più bei giardini botanici della lombardia: sette ettari nei quali sono raccolte oltre trecento essenze arboree principali e circa 1600 arbusti e alberi minori.

Il Parco botanico di Minoprio si presenta come un vero e proprio archivio naturale, una biblioteca vegetale aperta alla conoscenza diretta di studenti e appassionati che possono usufruire di visite guidate affidate a personale esperto. Fra i suoi esemplari monumentali vanta una magnifica Magnolia Grandiflora, un Tiglio centenario e una bellissima Sophora Japonica Pendula. Si possono trovare oltre 100 varietà di azalee e rododendri, 130 varietà di camelie, più di 200 varietà di erbacee perenni, aceri giapponesi e piante da alberatura e da siepe, 70 conifere nane, tra specie e cultivar, 50 varietà di iris, 40 di peonie arbustive ed erbacee, 20 di ortensie, circa 70 di rose tappezzanti e arbustive, 14 specie e varietà di glicini, 25 specie e varietà di graminacee ornamentali. La Fondazione vanta inoltre un frutteto di oltre 20 ettari con collezioni di “frutti antichi”, oltre 100 varietà di piante da frutto maggiori e minori (meli, peri, peschi, susini…) e 30 di piccoli frutti (mirtilli, lamponi, ribes, more).

Da segnalare le suggestive serre di collezione: la tropicale e il giardino mediterraneo che grazie alla loro esclusiva bellezza, offrono innumerevoli e suggestivi spazi utilizzabili per ambientare singolari scenari per telepromozioni, trasmissioni televisive, servizi di moda e cataloghi prodotti. Imperdibili anche i giardini tematici posti all´interno del parco: dei laboratori permanenti a cielo aperto, progettati e realizzati dai corsisti della Fondazione. Il tema sviluppato in questi ultimi anni è quello del labirinto (es. edere, aromatiche, arbusti).

La Fondazione Minoprio aprirà al pubblico il suo splendido Parco per la manifestazione Frutti&Colori d’Autunno, in programma tutte le domeniche dal 9 al 30 ottobre. Giovedì 13 ottobre alle 14.30 sarà inaugurata la mostra personale di Paolo Fresu, in collaborazione con l´Associazione Arte Lario, corredata dai lavori degli allievi della Scuola di Minoprio che esibiranno le proprie creazioni artistiche e floreali e allieteranno il pubblico con brevi esibizioni letterario-teatrali. La mostra e le creazioni dei ragazzi rimarranno esposte nelle tre domeniche successive (16, 23 e 30 ottobre) in cui sarà possibile inoltre visitare il parco, le serre di collezione e mostre tematiche: mostra di zucche; mostra pomologica: in esposizione mele verdi, gialle e rosse, mele ornamentali, vecchie varietà, castagne, kiwi, azzeruoli, nespoli germanici, patate; mostra `le api e i prodotti dell´alveare`; mostra di bacche (solo domenica 23 ottobre). Domenica 16 e domenica 23 ottobre i bambini potranno scegliere se: degustare frutta autunnale o realizzare fioriere con piante bulbose da fiore e viole; mentre domenica 30 ottobre la scelta sarà tra la realizzazione delle fioriere o la realizzazione delle classiche zucche di Halloween, in formato mini. Nella serra di vendita si potranno acquistare piante verdi e fiorite di produzione della Fondazione e attrezzi Bahco per la cura del verde.

 

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it – Sezione Eventi oppure tel. 031-765211

Le piante del vento

“Chi si trova davanti a una Tillandsia, come è successo a me -ha detto Roberto Telli- non può non rimanere affascinato od almeno incuriosito da queste piante che vivono dell’aria”. Ed effettivamente le forme di queste sculture naturali catturano la nostra attenzione prima ancor di scoprirne le straordinarie caratteristiche.

Le Tillandsie, infatti, il cui habitat naturale sono luoghi molto ventilati, si nutrono del pulviscolo presente nell’aria, catturandolo tramite le squame collocate sulle foglie e sono in grado di riprodursi naturalmente appese ad un filo. Dall’aria queste piante attingono anche il loro fabbisogno idrico.

Per la loro proprietà di purificare l’ambiente dall’inquinamento chimico, fisico ed elettromagnetico, le Tillandsie sono ancora oggi oggetto di studi e ricerche.

Per maggiori informazioni: www.plantasyviento.com

r.b.