Nasce il Quarto Paesaggio della letteratura verde

L’11.11.’11 presso il Bookstore della Triennale di Milano, durante l’incontro “Bring the forest in the books”, è stato presentato Quarto Paesaggio, un progetto editoriale nuovo di zecca dedicato alla letteratura verde. Un pubblico insolitamente numeroso, a dimostrazione dell’attualità e interesse dell’argomento, ha ascoltato gli interventi dell’architetto Cini Boeri, del gruppo Guerrilla Gardening di Milano, di Silvio Anderloni, direttore del Centro di Forestazione Urbana – Bosco in Città, degli autori e dell’editore, moderati dalla prof.ssa Anna Re della IULM di Milano.

Quarto Paesaggio Editore nasce da una grande esperienza nell’editoria ecologica sviluppata nella decennale produzione della collana di Architettura Sostenibile più diffusa fra i professionisti, edita da Sistemi Editoriali, e dall’esperienza di Nemeton High Green Tech, cult magazine internazionale di cultura verde e bellezza. Dopo aver fatto il punto sul rapporto fra verde e architettura con la pubblicazione dei primi testi italiani tecnici su verde pensile, verde verticale, biopiscine fino alla definizione di Vegetecture nel volume uscito a ottobre 2011 e dopo aver promosso l’uso delle piante nel design con il concorso internazionale Natural Born Object Design Award, patrocinato da ADI e Unacoma Service, lo staff operativo, in collaborazione con Culturadelverde, esplora il rapporto fra verde e letteratura.

La prima collana proposta è Le Savoir-Vert, testi di narrativa che hanno come protagonisti piante, fiori, alberi, boschi, giardini, foreste. La collana vuole dare spazio all’osservazione emotiva, con l’intento di allargare la coscienza verde dei lettori verso un rifiorire dell’anima, per sbarrare il passo al degrado interiore che cemento e confusione paesaggistica portano con sé.

Tre i primi titoli proposti:

Green Tales di Maurizio Corrado, una raccolta di avventure che vedono protagoniste piante, foreste, boschi e tutto il mondo vegetale nei suoi segreti ancora inesplorati. Ad accompagnarci in questo mondo verde è il dottor Brando, un ricercatore a metà fra Indiana Jones e un teologo alla ricerca della verità.

L’autore: Maurizio Corrado si occupa di cultura ecologica dalla metà degli anni Novanta. I suoi libri di architettura e design sono pubblicati in Italia, Francia e Spagna. Dirige la rivista Nemeton High Green Tech Magazine.

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La selva della seduttrice – Viaggio nel verde letterario di Giorgio Tacconi

E’ un’antologia di testi con commenti scapigliati, per chi ama i boschi e la lettura; una guida creativa per un viaggio fantastico in una foresta incantata, dove gli alberi sono storie, i rami personaggi, le foglie parole; un veloce e coinvolgente percorso storico-sentimentale che suggerisce il piacere di scegliere un libro e andare a sfogliarlo in compagnia dei nostri progenitori vegetali.

L’Autore: Giorgio Tacconi fornisce consulenze professionali a progetti editoriali e di comunicazione. Ha pubblicato diversi titoli di carattere tecnico-giuridico per Simone Editore e Giappichelli e il romanzo Sottosopra per Cabila Edizioni. giorgio.tacconi@quartopaesaggio.it

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Manisutra

Finalmente in traduzione italiana uno dei più introvabili testi erotici di tutti i tempi, in cui le dita sono alberi secondo il linguaggio segreto dei druidi. “È toccata al Manisutra una sorte simile ma inversa a quella del Corpus Hermeticum … Del testo originario in copto rimangono pochi frammenti citati nell’Adversus haereses di Ireneo; il vescovo chiama l’opera Manicòs ossia che fa impazzire” (Dana Sinclair).

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MILLE PAROLE VERDI Concorso letterario

Quarto Paesaggio indice il concorso letterario Mille Parole Verdi, aperto a tutti e gratuito, dedicato a racconti inediti di massimo mille parole, incentrati su fiori, piante, alberi o foreste. I migliori racconti saranno pubblicati da Quarto Paesaggio. Il Concorso è riservato a opere in prosa a svolgimento narrativo. Il concorso scade il 31 gennaio 2012. Informazioni e bando sul sito www.quartopaesaggio.it e www.nemetonmagazine.net.

Info e recapiti

Quarto Paesaggio Editore
via Stradella, 13 Milano
tel. 02 70602671

comunicazione@quartopaesaggio.it 

Rischi degli alberi in manuale

Il manuale sulle “Procedure per la gestione del rischio da caduta alberi nelle aree verdi estensive” è ora disponibile in versione definitiva e completa facendo seguito alla presentazione pubblica delle linee guida del 2 dicembre 2010.

 

Dal 16 dicembre 2008 a oggi nel gruppo di lavoro “SicuramenteAlberi” si sono periodicamente ritrovati circa trenta volontari esperti in materia arboricolturale quali Liberi Professionisti, dipendenti di Enti Parco, di Pubbliche Amministrazioni o appartenenti ad Associazioni e Ordini Professionali nel preciso intento di colmare un’esigenza da qualche tempo sentita, sulla base delle proprie esperienze professionali.

 

Anche Giovanni Poletti, in virtù della personale quasi ventennale esperienza in materia di Verde urbano e ornamentale, ha portato il proprio contributo in numerose riunioni nonostante il non indifferente handicap logistico delle sedi in territorio piemontese o ligure.

 

Il corposo documento elaborato riguarda la gestione delle alberature quali possibile fonte di rischio e delle azioni correlate a tale merito nelle aree protette ai sensi di legge, oltre che nei parchi e giardini storici, agli spazi verdi estensivi in ambito urbano – periurbano – extraurbano e alle fasce alberate lungo le strade e le vie d’acqua, nella ricerca del giusto equilibrio tra tutela ambientale e conservazione della natura da un lato e, dall’altro, sviluppo dell’uso collettivo della risorsa ambiente per una generale fruizione dell’area entro definiti margini di sicurezza.

 

Dal manuale s’intendono generalmente esclusi gli ambiti a gestione urbana (viali, giardini di quartiere, pertinenze scolastiche, impianti sportivi, ecc..) in cui la gestione, per motivi legati alla diversa fruizione, quantità di alberi presenti e localizzazione geografica, segue un iter diverso, privilegiando tra l’altro in assoluto gli aspetti legati alla sicurezza dell’utenza.

 

Ottemperando lo spirito di condivisione che ha animato la stesura del manuale va sottolineato che, nonostante esso sia divulgato in una veste definitiva, questa rappresenta solo il primo importante approdo di un percorso più articolato, in quanto suscettibile di miglioramenti e ulteriori apporti da parte di possibili interessati.

 

Ville D’Este a Tivoli

Villa d’Este, capolavoro italiano dell’arte dei giardini, patrimonio dell’umanità Unesco, con la sua impressionante concentrazione di fontane, ninfei, grotte, giochi d’acqua e musiche idrauliche costituisce un modello più volte emulato nei giardini europei manieristi e barocchi. Il prestigio del giardino aumenta ulteriormente se la sua bellezza viene considerata nel contesto paesaggistico, artistico e storico di Tivoli, con rovine come Villa Adriana e un territorio di forre, caverne e cascate.

 

Il cardinale Ippolito II d’Este, governatore di Tivoli dal 1550, fece rivivere qui i fasti delle corti di Ferrara, Roma e Fontainebleau, e rinascere la magnificenza di Villa Adriana. Dopo il 1560 si chiarì il progetto del pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio, poi realizzato dall’architetto di corte Alberto Galvani.

 

Lo splendido giardino, si estende a partire dalla facciata posteriore della villa, rispetto all’ingresso attuale del palazzo, ed è articolato fra terrazze e pendii, con un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali, collegando e raccordando con maestria le diverse pendenze del giardino, utilizzando uno schema architettonico tipico delle città romane. Ligorio sfruttò le vecchie mura urbane come contrafforti e risolse il problema dell’approvvigionamento della grande quantità d’acqua che occorreva per far funzionare tutte le fontane che aveva progettato, realizzando un sistema di tubazioni e una galleria lunga circa seicento metri, sotto la città di Tivoli, che adduceva l’acqua direttamente dall’Aniene fino ad una vasca: la portata era di ben 300 litri al secondo. Il risultato è solo in parte visibile ai giorni nostri, e i numeri sono sorprendenti: 35.000 m2 complessivi di giardini, 250 zampilli, 60 polle d’acqua, 255 cascate, 100 vasche, 50 fontane, 20 esedre e terrazze, 300 paratoie, 30.000 piante a rotazione stagionale, 150 piante secolari ad alto fusto, 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni, 9.000 m2 di viali, vialetti e rampe.

 

Nella parte più bassa del giardino, sull’asse principale, vicina all’antico originario ingresso del Palazzo, si trova la Rotonda dei Cipressi: un piazzale a forma di esedra circolare, contornata da giganteschi alberi di cipresso secolari, che svettano maestosi verso il cielo. Sono forse fra i più antichi esemplari esistenti; completano il piazzale quattro basse fontane. La Rotonda offre una splendida e affascinante vista d’insieme del palazzo e del giardino, che tanto stupore doveva provocare nel cinquecentesco visitatore. Gabriele d’Annunzio dovette essere vittima della bellezza di questo piazzale, ricordandone, in un verso del suo “Notturno”, gli alti cipressi.

 

Quest’anno Villa d’Este a Tivoli ha avviato un’interessante iniziativa: “Martedì in Arte”, aperture straordinarie nell’ultimo martedì di ogni mese. Il prossimo 29 novembre ed il 27 dicembre Villa d’Este aprirà di sera con illuminazione delle fontane e del giardino, creando un’occasione di visita ed un’esperienza indimenticabile per i visitatori.

 

 

Per maggiori informazioni: www.grandigiardini.it Sezione Eventi oppure tel. 031-756211

Tappeti erbosi

Autore: Alessandro Bertolini – Erminio Sinigallia

Titolo: Tappeti erbosi

Editore: Dario Flaccovio
Prezzo: 65,00 euro
Pagine: 394

L’opera rappresenta la sintesi di oltre tre decenni di attività tecnico-scientifica nel settore della realizzazione e manutenzione dei tappeti erbosi. È il risultato di innumerevoli esperienze vissute a vari livelli e, soprattutto, nelle più disparate situazioni, in Italia ed Europa. Dal giardino estetico-ricreativo, al parco, al campo sportivo, a quello da tennis, fino al campo  da golf, una disamina completa di un mondo, quello del tappeto erboso, tanto complesso e affascinante da divenire momento di dibattito approfondito sia in ambito tecnico-pratico che scientifico. Su tutto domina la visione specialistica, presupposto fondamentale per definire quella che a tutti gli effetti  divenuta una vera e propria cultura.

r.b.

Un erbicida naturale

Ricavare un efficace erbicida naturale e studiare la sua compatibilità ambientale a partire da un fungo. È il progetto ambizioso di Ecovia, una ricerca tutta italiana, che vede tra le proprie fila il Comune di Alzano Lombardo e l’azienda alzanese Scarpellini insieme ad alcune fra le principali istituzioni di ricerca del nostro Paese: ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile), CNR-ISPA (Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari), Università di Milano Bicocca e Università di Napoli Federico II. La ricerca, finanziata dalla Regione Lombardia, avrà zone di sperimentazione nel comune stesso di Alzano Lombardo.

In un ottica di sviluppo sostenibile, l’Unione Europea ha adottato una serie di politiche ambientali volte a regolamentare l’uso delle sostanze chimiche in modo da ridurne i rischi per la salute umana e per l’ambiente. Ad esempio, per l’uso di sostanze chimiche impiegate nel controllo di infestanti e parassiti sono state definite le direttive sui biocidi (direttiva 98/8/CE) e sui prodotti fitosanitari impiegati in agricoltura (direttive 1107/2009/CE e 128/2009/CE). In esse, vengono indicate le azioni, che gli Stati Membri devono adottare, per ridurre e razionalizzare l’uso di queste sostanze. Ad esempio, viene incoraggiato il principio di sostituzione dei prodotti chimici più a rischio per la salute umana e per l’ambiente con sostanze che presentino dei profili di rischio inferiori.

Il progetto di ricerca e sviluppo industriale ECOVIA nasce in questo contesto; esso, infatti si propone di sviluppare ed avviare a produzione un nuovo erbicida di origine naturale, già individuato nelle sue componenti attive, per il controllo della vegetazione infestante, Gli studi fin qui condotti hanno, infatti, dimostrato la potenziale efficacia di una miscela di sostanze prodotte da un fungo microscopico (Ascochyta caulina) per il controllo di una serie di piante infestanti. E’ da sottolineare l’importanza del controllo di questa vegetazione nella gestione di territori sottoposti ad uso civile ed industriale(aree a verde pubblico, bordure di strade o aree di rispetto dei tracciati ferroviari).

Inoltre, i test ecotossicologici, fin ad ora effettuati sul nuovo principio attivo di origine naturale, indicano una tossicità bassa o molto bassa nei confronti di specie non bersaglio.

Il prodotto ha quindi le potenzialità per affiancare o sostituire o prodotti chimici di sintesi attualmente in commercio, diminuendo l’impatto sull’ambiente nel pieno rispetto degli obiettivi indicati dalle direttive UE.

Per maggiori informazioni: www.ecovia.net

r.b.

I messaggi segreti dei fiori

Un fiore non è solo un fiore. Ogni petalo, ogni foglia, ogni bocciolo comunicano un’emozione diversa e parlano di noi, di quello che proviamo o di quello che vogliamo esprimere nei confronti degli altri. Fiducia con la primula, amicizia con la fresia, dichiarazione d’amore con il tulipano, ma anche rabbia, con la peonia, oppure odio, con il basilico. Ogni fiore parla un linguaggio segreto, che trova le sue antiche radici nell’epoca vittoriana. Adesso come allora, i fiori accompagnano ogni occasione della nostra vita, preziosi per una promessa di fedeltà, un augurio di pronta guarigione, un matrimonio, un regalo di benvenuto.

Questo libro ti aiuterà a trovare il fiore giusto per te e per i tuoi regali. Contiene un dizionario di tutte le emozioni che possiamo esprimere attraverso fiori e piante, una selezione di fiori scelti per il loro significato storico e letterario e infine tantissime idee per creare il bouquet perfetto e anche più originale in ogni occasione della tua vita. Perché a volte ciò che non riusciamo a comunicare con le parole lo si può dire con un fiore. Perché dietro la spina di un cactus potrebbe nascondersi inaspettatamente una confessione di amore appassionato…

Con un’introduzione di Vanessa Diffenbaugh, riccamente illustrato e ispirato al romanzo Il linguaggio segreto dei fiori – il fenomeno letterario dell’anno, con dieci edizioni in pochi mesi e centinaia di migliaia di copie vendute – I messaggi segreti dei fiori non è solo una guida ai fiori e al loro significato. È soprattutto il libro fondamentale per chi cerca un nuovo modo per esprimere le proprie emozioni.

Mandy Kirby, editor e appassionata di fiori, vive a Cambridge in Inghilterra.

Vanessa Diffenbaugh è l’autrice del romanzo bestseller Il linguaggio segreto dei fiori, pubblicato in oltre trenta paesi. Vive a Cambridge nel Massachusetts.

r.b.

Agricoltura nello spazio

Le sfide che l’agricoltura dovrà affrontare  in questo primo secolo del terzo millennio sono certamente molte e tra queste la più importante, per non dire vitale,  da vincere è senza dubbio legata alle previsioni di incremento della popolazione umana e alla necessità di soddisfacimento delle richieste alimentari. Sfida resa più ardua dai fenomeni tipici dell’antropocene quali il cambiamento climatico e l’inquinamento di aria, acqua e suolo, e l’approvvigionamento energetico. Ma un’altra sfida di estremo interesse, per non dire affascinante dal punto di vista scientifico, ed in parte legata alle problematiche di incremento demografico è certamente quella della colonizzazione di pianeti extraterrestri quali, nelle previsioni, Luna e Marte. Tale progetto prevede come condizione necessaria, anche se non sufficiente, l’attivazione di una nuova  tipologia di agricoltura, definita space farming alla cui realizzazione  tutte le discipline biologiche afferenti al settore agrario, assieme ad altre di tipo ingegneristico, dovranno fornire un contributo determinante.

Il grande numero di tematiche che afferiscono allo studio dello space farming rendono tale tematica  una vera “palestra  delle scienze biologiche”  che finalizza  gli studi sulla funzionalità dei suoli estremi e sugli accorgimenti da considerare nella attivazione e mantenimento dei principali cicli dei nutrienti nel suolo per creare e mantenere la fertilità dei suoli. In questo senso gli studi sulle prime fasi di  evoluzione dei suoli periglaciali sono di estremo interesse per capire come  attivare il processo grazie ai microrganismi fotosintetizzanti come  primi produttori di carbonio organico ed attivatori del ciclo del carbonio nel suolo e  sui meccanismi di adattamento delle comunità microbiche a condizioni ambientali estreme come temperature estremamente basse, vedi ice nucleating bacteria, scarsa disponibilità idrica.

Una ulteriore sfida potrebbe essere rappresentata dalla presenza in concentrazioni elevate e facilmente biodisponibili  dei metalli pesanti che richiederanno sia l’applicazione di tecniche di rimediazione che l’utilizzo di piante resistenti e/o iperacumulatrici e, se il caso anche la previsione di una successione di piante da pioniere fino a quelle utili  per l’alimentazione.

Di interesse risulta essere anche la gestione dei rifiuti delle future basi  che attinge agli studi di impatto ambientale e gestione delle discariche ed alle tecniche di smaltimento dei reflui organici, come  il bio-compostaggio che, grazie agli studi di caratterizzazione delle comunità micorbiche del suolo con approcci metagenomici e metatrascrittomici, permettono di utilizzare substrati  estremamente poveri e di arricchire il compost con plant growth promoting bacteria e antagonisti di eventuali patogeni. Le potenzialità poi di tali studi per la valutazione del grado di deriva genetica delle  comunità di organismi in relazione all’isolamento e come gestire tale fenomeno.

Di  estremo rilevanza sono gli studi legati all’adattamento delle  comunità microbiche  alla ridotta gravità con riflessi sulla umidità del suolo e la circolazione della soluzione tellurica. Stesso discorso per le piante con adattamento a  stress termici, concentrazione di CO2 concentrazione e di ridotta gravità. Piante che oltre a d essere fonte di alimento assumerebbero anche il ruolo di utilizzatori di CO2, produttori di O2, fitodepuratori di acque reflue ed anche biosensori sia del suolo (per esempio eccesso di sostanze inquinanti ) che della qualità dell’aria.

Un ulteriore aspetto da considerare  è  dato dal soddisfacimento delle esigenze alimentari, e quindi l’apporto proteico,  che possono rendere di estremo interesse gli studi di sfruttamento delle piante geneticamente modificate, dei microrganismi (funghi, batteri ed alghe) come substrato alimentare.

In questa breve e certamente non esaustiva  disamina delle difficoltà e delle conseguenti sfide che lo space farming rappresenta per la chimica agraria del futuro, non sono considerate anche le notevoli potenzialità di crescita del settore per la stretta collaborazione che sarà doverosamente richiesta con altre discipline sia biologiche che ingegneristiche ed  informatiche.

 

 

Il 23,9% delle imprese nella crisi punta sulla green economy

PRESENTATA  A MILANO  “GREEN ITALY 2011 ” DI UNIONCAMERE E SYMBOLA

“GREEN ECONOMY E’ FUTURO DELL’ECONOMIA ITALIANA.

UNA PROSPETTIVA IMPORTANTE ANCHE PER IL PROSSIMO GOVERNO”

 

Un cuore verde, dinamico e vigoroso, pulsa nell’economia italiana. E’ quanto emerge nel Rapporto GreenItaly 2011 che Symbola e Unioncamere hanno presentato il 14 novembre a Milano. Non un settore legato esclusivamente ai comparti tradizionalmente ambientali – come per esempio il risparmio energetico, le fonti rinnovabili o il riciclo dei rifiuti – ma un vero e proprio “filo verde”, che attraversa e innova anche i settori più maturi della nostra economia, perché la peculiarità della green economy italiana sta proprio nella riconversione in chiave ecosostenibile dei comparti tradizionali dell’industria italiana di punta. Una vera rivoluzione verde che già oggi interessa il 23,9% delle imprese che tra il 2008 e il 2011 hanno investito o investiranno in tecnologie e prodotti green, creando occupazione, il 38% delle assunzioni programmate per l’anno in corso è per figure professionali legate alla sostenibilità, e attraversa il Paese da nord a sud, tanto che le prime dieci posizioni della classifica regionale per diffusione delle imprese che investono in tecnologie green sono occupate equamente da cinque regioni settentrionali e cinque meridionali.  

A presentare la seconda edizione del rapporto GreenItaly, oggi nella sede di Assolombarda a Milano, erano presenti insieme al Presidente di Assolombarda Alberto Meomartini, al Segretario Generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi e ad Ermete Realacci,  Presidente di Symbola anche Stefano Boeri, Assessore Cultura ed Expo 2015 del Comune di Milano, Claudio De Albertis, Membro di Giunta Camera di Commercio Milano, Marco Frey, Professore Economia e Gestione delle Imprese Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Maurizio Lupi, Vice Presidente Camera dei Deputati, Carlo Montalbetti, Direttore Generale Comieco, Andrea Poggio, Vice Direttore Nazionale Legambiente, Fabio Renzi, Segretario generale di Symbola, Giuseppe Sala, Amministratore Delegato Expo 2015.

“Sotto le ceneri depositate della crisi arde la brace della green economy”, spiega Realacci. “E’ una sfida che l’Italia può vincere se saprà cogliere nelle caratteristiche del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro. Quello che emerge nella ricerca che oggi presentiamo, ci dice che la green economy, a maggior ragione nel grave periodo che stiamo vivendo, è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuo­ve e più solide, l’economia italiana. Una prospettiva che nel nostro Paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. Quanto emerge oggi è un’indicazione importante anche per il futuro Governo.”

“L’esperienza delle 370mila imprese che dal 2008 ad oggi hanno investito in prodotti e tecnologie green – ha detto il Segretario generale di Unioncamere, Claudio Gagliardi − “è l’ennesima testimonianza che anche questa crisi si può vincere continuando a puntare su innovazione, qualità e sostenibilità. Tre valori che, coniugati tra loro, consentono alle nostre imprese di intercettare le preferenze dei consumatori del mondo, di rendere i propri prodotti unici e non riproducibili, di fare efficienza puntando sulla creatività delle risorse umane e sull’uso responsabile delle risorse naturali”.

Il rapporto GreenItaly evidenzia come la profondità degli effetti della crisi ha posto l’intero sistema di fronte alla necessità di un radicale ripensamento del proprio modello di sviluppo tanto che quasi un’impresa su quattro (il 23,9% del totale, ovvero circa 370mila imprese, 150mila industriali e quasi 220mila dei servizi) ha realizzato negli ultimi tre anni, o realizzerà entro quest’anno, investimenti in prodotti e tecnologie che assicurano un maggior risparmio energetico o un minor impatto ambientale. Una quota che rappresenta un segnale forte dell’effettiva diffusione di comportamenti aziendali orientati all’eco-efficienza e alla sostenibilità ambientale, considerando che in questo caso siamo di fronte a un universo che contempla sia le micro imprese al di sotto dei 20 dipendenti, dove chiaramente la propensione a investire è più contenuta sia tutto il settore dei servizi privati, costituto da diverse attività che, per chiare ragioni di natura strutturale o legate al basso impatto ambientale, possono non essere particolarmente inclini alla realizzazione di investimenti green. 

Inoltre un terzo delle imprese che investono in tecnologie green vantano una presenza sui mercati esteri (34,8%), quota quasi doppia rispetto a quella rilevata per le imprese che non puntano sulla sostenibilità ambientale (meno di due su cinque, pari al 18,6%). Una proiezione internazionale sostenuta anche dalla capacità innovativa, indispensabile per anticipare la concorrenza o per crearsi originali nicchie di qualità all’interno della domanda mondiale.

Per quanto riguarda i settori questa visione strategica lungimirante è chiaramente più diffusa nella manifattura, dove la quota di imprese che realizzano investimenti green sfiora il 28% a fronte di un più ridotto 22% nel terziario. E tra le attività manifatturiere, oltre alla chimica e alle attività connesse sostanzialmente all’energia (prodotti petroliferi e public utilities), spicca la filiera della meccanica, mezzi di trasporto, elettronica e strumentazione di precisione, assieme alla lavorazione dei minerali non metalliferi, dove un’impresa su tre si dedica alla realizzazione di investimenti tesi a ridurre l’impatto ambientale delle proprie produzioni.

La diffusione del fenomeno green sembra attraversare il Paese da nord a sud.  La classifica regionale per incidenza delle imprese green sul totale vede in testa il Trentino-Alto Adige (con il 29,5% di imprese che investono in tecnologie green) seguito dalla Valle d’Aosta (27,3%), seguono le cinque regioni meridionali con valori tra il 27,2% del Molise e il 25% dell’Abruzzo, passando per la Basilicata, la Puglia e la Campania; con valori di poco superiori al 24% si posizionano poi la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto e il Piemonte. Per quanti riguarda i valori assoluti, invece, la Lombardia guida la classifica con 69.330 imprese che investono nel green, seguita da Veneto con 32.250 imprese, Lazio con 30.240 imprese.

Anche per quanto riguarda l’occupazione la green economy sembra possedere una marcia in più tanto che nel 2011 il 38% delle assunzioni programmate dalle imprese è riconducibile alla sostenibilità ambientale. Si tratta di più di 220.000 assunzioni sul totale di quasi 600.000 previste dalle imprese nel 2011. Di queste circa la metà, 97.600 assunzioni sono legate a professioni green in senso stretto (legate agli ambiti delle energie rinnovabili, gestione delle acque e rifiuti, tutela dell’ambiente, green mobilities, green building ed efficienza energetica).

Vegetecture: bring the forest in the city

Martedì 22 novembre 2011 – ore 16,30

Incontro con Maurizio Corrado

Palazzo San Clemente– via Micheli 2 – Firenze

Nell’ambito del ciclo di incontri ARCHI-TE’ INCONTRI TRASVERSALI della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze, martedì 22 novembre 2011, alle ore 16,30 si terrà l’incontro “VEGETECTURE: bring the forest in the city” con l’arch. Maurizio Corrado, sulle nuove tendenze del’architettura verde.

La Vegetecture è l’ultima tendenza dell’architettura contemporanea internazionale che va verso la realizzazione dell’idea di città-foresta.La proposta della Vegetecture è di considerare l’elemento vegetale come materiale primario della costruzione, non un abbellimento ma il nucleo centrale del costruito, oltre il verde tecnico dei giardini pensili e del verde verticale. È un nuovo atteggiamento progettuale che considera il verde come ciò che costituisce l’ambiente ideale per la vita dell’uomo. La città che ne deriva tende a portare dentro di sé la foresta, non costruendo altri giardini, ma togliendo il confine fra spazio della natura e spazio del costruito. Nell’architettura l’applicazione delle high green technology ha dimostrato di essere un valido ed efficace strumento per la costruzione delle nuove città a orientamento ecologico.Maurizio Corrado ha riunito per la prima volta in un solo volume i progetti e le realizzazioni della Vegetecture, dalla A di Emilio Ambasz alla Z di Zaha Hadid mostrando i migliori progettisti che stanno lavorando col verde in architettura. Il libro è la prima panoramica della Vegetecture a livello mondiale, l’organizzazione in ordine cronologico permette di leggerne l’evoluzione nel corso del tempo.

Progetti di: William N. Morgan, Emilio Ambasz, Hundertwasser, Enrique Browne, Peter Vetsch, Terunobu Fujimori, MVRDV, Archicura, AZPA/FOA, Bureau Baubotanik, KWK Promeses, Mass Studies, OFIS architekti, François Roche, R&Sie(n), Ton Venhoeven, Philippe Samyn, Zaha Hadid, Philippe Rizzotti, Peter Cook, Walter Nicolino & Carlo Ratti, Patrick Blanc, Edina Tokodi, OFF Architecture, Verde 360, Philip Beesley, Victor Sanz Pont, Vincent Callebaut, Hiroshi Nakamura, Stelios Kois, Juli Capella, Stelios Kois, Arphenotype, Arthur Azoulai, Melody Rees, EDAW/FOA, Allies & Morrison, Perkins+Will, Indoorlandscaping, Mitchell Joachim, Marcel Kalberer, Rachel Wingfield, Laura Garofalo, Stefano La Rocca, Victor Sanz, Patrick T. Dougherty.

Maurizio Corrado Architetto e saggista, collabora dal 1982 con le principali riviste di architettura e design e ha curato trasmissioni di design per Canale 5 e SKY. Si occupa di ecologia del progetto da metà anni Novanta. Ha pubblicato con diversi editori (De Vecchi, Xenia, Edicom, Electa, Macroedizioni, Compositori) 22 libri di saggistica su design e architettura ecologica, di cui alcuni tradotti in Francia e Spagna. Insegna Storia del design all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Scrive letteratura e teatro. Cura dal 2001 la collana “Costruire naturalmente” per Sistemi Editoriali Esselibri Simone e dal 2011 insieme ad Anna Lambertini la collana “Fare Paesaggi” per Compositori Editore. Dirige la rivista Nemeton High Green Tech Magazine.

ARCHI-TE’ INCONTRI TRASVERSALI

BIBLIOTECA DI SCIENZE TECNOLOGICHE – ARCHITETTURA

Università di Firenze – Sistema Bibliotecario di Ateneo

 

ARCHI-TE’: incontri trasversali è un ciclo di incontri culturali che ruotano attorno al concetto allargato di architettura, libro e biblioteca all’insegna della convivialità. “Trasversali” perché non riguardano la progettazione di un edificio o l’organizzazione specifica dell’urbanistica di un territorio, ma affrontano l’architettura nel suo aspetto immaginario e seducente, più legato ai sensi dell’individuo e alla sua creatività.

Informazioni:

Biblioteca di Scienze Tecnologiche – Architettura tel. 055.2756400 – 2756401 – Via Micheli 2 – Firenze

e- mail: eventibibarc@unifi.it

La proteina che consente alle piante di respirare sott’acqua

Questo il risultato dell’ultima ricerca della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, realizzata insieme all’università di Utrecht e al Max Plank Institute.

I cambiamenti climatici si combattono anche in laboratorio. E se la riduzione delle emissioni resta imprescindibile, la scienza scopre oggi un nuovo metodo per aiutare le piante a sopravvivere alle alluvioni, ‘trattenendo’ l’ossigeno in condizioni estreme. Le piante sono infatti dotate di un ‘sensore’ molecolare per l’ossigeno: si tratta di una proteina che le aiuta a sopravvivere anche quando sono sommerse dall’acqua e hanno ‘fame d’aria’. La scoperta è stata pubblicata su Nature dai ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, insieme ai colleghi tedeschi del Max Planck Institute e agli olandesi dell’università di Utrecht.


La proteina in questione, nota con il nome di RAP2.12, si trova nelle cellule vegetali e viene costantemente distrutta in presenza di ossigeno, quando cioè la pianta si trova nelle normali condizioni di crescita. Quando invece la disponibilità di ossigeno diminuisce (per esempio quando la pianta è sommersa dall’acqua), RAP2.12 diventa stabile, si accumula nel nucleo della cellula e attiva una risposta adattativa per la pianta, che riesce cosi’ a tollerare la mancanza di ossigeno causata dalla sommersione. ‘Le proteine sono costituite da catene di aminoacidi e gli aminoacidi presenti nella parte iniziale della proteina sono molto importanti per determinarne la stabilità’, spiega Pierdomenico Perata, coordinatore del gruppo di ricerca alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e coordinatore del Plant Lab dell’Istituto di scienze della vita. ‘Il nostro gruppo ha scoperto che nella proteina RAP2.12 un amminoacido cisteina è particolarmente destabilizzante, in quanto soggetto a ossidazione da parte dell’ossigeno atmosferico, ma se la pianta viene sommersa la conseguente bassa disponibilità di ossigeno protegge la cisteina dall’ossidazione. RAP2.12 diviene quindi stabile in assenza di ossigeno – aggiunge Perata – e svolge un ruolo determinante nell’attivare geni che conferiscono alla pianta la capacità di sopravvivere a lungo anche se sommersa’.

Lo studio potrebbe costituire il primo passo verso una selezione di nuove colture resistenti alle alluvioni, che oggi si fanno sempre più frequenti a causa della tropicalizzazione del clima dovuta al riscaldamento globale. Questa ricerca sarà quindi utile in agricoltura, ma non solo: la scoperta va anche oltre la biologia delle piante, come spiega Francesco Licausi, primo autore dell’articolo pubblicato su Nature. ‘Il meccanismo che abbiamo scoperto – ricorda – è probabilmente presente nella maggior parte degli organismi viventi, incluso l’uomo. L’ossigeno ricopre infatti un ruolo fondamentale nella fisiologia umana e anche, ad esempio, nel determinare la resistenza dei tumori alla chemioterapia’.

r.b.