Vigneti più sani

La proposta prevede il diserbo di fine inverno con  Chikara ® (Flazasulfuon) alle dosi di 60-80 g/ha in miscela con Glifosate (2-3 litri/ha) e l’impiego di  Spotlight Plus ® (Carfentrazone Etile) sui polloni (alla dose di 0,3 l/hl con adeguato volume di bagantura) a seguire l’intervento sulle malerbe.

Solo nel caso di infestanti perenni (es gramigna) può essere utile intervenire con applicazioni (anche localizzate) in autunno con il solo Glifosate per meglio gestire questa tipologia di infestanti.

La soluzione proposta offre:

• Pulizia totale e di lunga durata sulle malerbe

• Controllo dei polloni e ritocco sulle infestanti

• Ottimizzazione e notevole risparmio di risorse

• Profili eco tossicologici in linea con i requisiti attuali

Maggiori informazioni sul www.belchim.com o richiesti contattanto direttamente all’azienda.

r.b.

 

L’albero in banca


Bank of America Center

Type: Bank

Project: Perkins+Will, green design by Andreas Schmitt

Charlotte, North Carolina, USA

2010

 

 

 

“Nel 2007 siamo stati incaricati, dagli architetti Perkins+Will (Chicago), quali consulenti sulla progettazione schematica e sue fasi di sviluppo in aree verdi urbane e aeree, giardini d’inverno e visibilità del cielo: le parole chiave della nostra idea di ecologia. Tutti i progetti sono considerati in conformità allo studio interno “Gli impatti positivi dei panorami naturalistici” e i requisiti LEED®. Una soluzione estetica notevole e al contempo un miglioramento delle condizioni climatiche-atmosferiche degli ambienti interni. Tale teoria ecologica è inoltre parte del piano strategico di marketing e vendita “Benvenuti in un mondo più verde”.

Andreas Schmitt

Photography by Steve Hall © Hedrich Blessing Photographers

Tratto dal libro Vegetecture

 a cura di Maurizio Corrado

Sistemi Editoriali Esselibri Simone

Napoli 2011

Le coperture a verde

Da qualche anno si assiste anche in Italia ad un crescente interesse, applicativo e sperimentale, verso la realizzazione di coperture a verde, come già da qualche decennio avviene in altri paesi d’Oltralpe, soprattutto in Germania. Anche diverse amministrazioni pubbliche hanno ormai riconosciuto il verde pensile come importante mezzo per il miglioramento ambientale.

Molteplici sono i vantaggi conseguibili con le coperture verdi: miglioramento del clima in ambito urbano, risparmio energetico degli edifici, riduzione dei picchi di deflusso idrico, riduzione inquinamento, aumento biodiversità, riduzione impatto ambientale.

Appare pertanto evidente come la diffusione dei cosiddetti ‘tetti verdi’ nell’areale lombardo altamente urbanizzato ed industrializzato possa costituire un’innovazione particolarmente significativa e rappresenti un’occasione per aumentare la professionalità, oltre che il mercato di riferimento, delle aziende florovivaistiche e di manutenzione del verde.

Nel 2007 è stata pubblicata in Italia una norma UNI per il settore (UNI 11235:2007), importante documento di riferimento che rappresenta una prima risposta alle esigenze del settore, ma che non fornisce le indicazioni tecniche necessarie e possibili per risolvere di per sé tutte le problematiche di tipo progettuale, realizzativo e manutentivo delle coperture a verde negli ambienti lombardi.

La realizzazione di una copertura a verde è un intervento di alta specializzazione; sovente chi opera nel settore si affida a pacchetti pronti di ditte che, definendosi specializzate, offrono sempre la stessa soluzione pur operando in situazioni completamente diverse.

Per questo diventa importante fornire una cultura di base, fondamentale a diversi livelli, alle aziende florovivaistiche, che necessitano di un’adeguata informazione per far fronte alle richieste sempre crescenti di queste tipologie di opere a verde.

Al fine di diffondere la conoscenza tra gli addetti ai lavori dei sistemi e tecniche di copertura vegetale a verde la Fondazione Minoprio organizza il convegno “Le coperture a verde: aspetti innovativi e realizzazioni pratiche”.

Il convegno si rivolge in particolare ai produttori del settore vivaistico ornamentale, ai progettisti e tecnici del settore e alle aziende florovivaistiche specializzate in progettazione ed impianto di aree verdi.

I relatori presenteranno gli aspetti normativi e tecnici alla base di una corretta realizzazione di verde pensile nell’area del Nord Italia. Saranno approfonditi gli aspetti legati ai materiali, ai substrati, alle specie vegetali e alle metodiche per un adeguato mantenimento della realizzazione anche in condizioni di ridotta o assente manutenzione.

Il convegno, della durata di una giornata, sarà organizzato in due sessioni: il mattino sarà dedicato alle relazioni di esperti del settore, mentre al pomeriggio saranno presentate alcune esperienze realizzate.

Per informazioni:

Dott. Giovanni D’Angelo

Fondazione Minoprio

Tel. 031-900.224 (int. 208)

E-mail:  g.dangelo@fondazioneminoprio.it

 

NET-LANDSCAPE

Dottorato interateneo Sapienza – Tuscia in

Progettazione e Gestione dell’Ambiente e del Paesaggio

Tavola rotonda

NET-LANDSCAPE

Il paesaggio delle infrastrutture

Metodologie di coprogettazione delle reti ecologiche e antropiche

Lunedì 30 gennaio 2012, ore 10:30

Facoltà di Architettura, Valle Giulia, aula Fiorentino

Via Antonio Gramsci, 53    Roma

Info

Rossella Laliscia

T (+39) 06 49919283

rossella.laliscia@uniroma1.it

Lorenza Gasparella

T (+39) 076 1357407

lo.gasparella@unitus.it

Lunedì 30 gennaio si svolgerà presso l’aula Fiorentino nella sede della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, il primo appuntamento del secondo ciclo di seminari organizzati dal dottorato in Progettazione e Gestione dell’Ambiente e del Paesaggio dal titolo Net-Landscape: il paesaggio delle infrastrutture. Metodologie di coprogettazione delle reti ecologiche e antropiche.

Sono stati invitati a discutere sui rapporti reciproci tra reti ecologiche e reti antropiche e tra queste

e gli spazi residuali che si vengono a creare nell’affiancamento delle infrastrutture il professor

Virginio Bettini, associato di Tecnica e pianificazione urbanistica presso l’Università IUAV di

Venezia e presedente del comitato scientifico della IAIA, International Association for Impact Assessment, il dottor Corrado Battisti naturalista presso l’ufficio Servizio Ambiente della Provincia di Roma ed esperto di gestione e pianificazione ambientale con specifico riferimento allo studio della frammentazione ambientale e alle relative strategie di conservazione, il dottor Raffaele  Lafortezza, ricercatore in Assestamento forestale e selvicoltura presso l’Università degli Studi di Bari, impegnato in numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali nei settori del monitoraggio e dell’analisi quantitativa degli ecosistemi e del territorio e l’architetto Sara Marini ricercatore in Composizione architettonica e urbana presso l’Università IUAV di Venezia e componente del team curatorale MAXXI Architettura della mostra Re-cycle. Strategie per l’architettura, la città e il pianeta in corso al museo MAXXI di Roma.

Sentieri sonori

Conversazioni

con ascolti e visioni
L’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi organizza a partire dall’11 Febbraio fino al 21 Aprile, alle ore 11 presso l’Auditorium dell’Istituto in via Michelangelo Caetani 2, una serie di conversazioni, corredate da ascolti e proiezioni su una serie di percorsi all’interno della musica classica e leggera.
Le conversazioni di musica classica saranno tenute da Massimiliano Lopez – concertista, studioso, ricercatore di musica antica, responsabile per l’Istituto del progetto Discografia Nazionale della Musica Antica, già docente presso la Pontificia scuola di musica Tomaso Ludovico da Victoria, la Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia, il Centro di Pratica Musicale. Lopez affronterà tematiche fondamentali del repertorio classico occidentale, per offrire itinerari e percorsi attraverso la nostra storia musicale e per conoscere compositori, correnti culturali e grandi opere musicali.
Le conversazioni di musica leggera saranno tenute da Paolo Prato – operatore culturale nell’ambito della storia della canzone, delle culture giovanili e del linguaggio della radio, sia come docente alla Pontifica Università Gregoriana che come curatore ed ideatore di numerose collane discografiche distribuite nelle edicole ed autore di diverse pubblicazioni nell’ambito delle sue ricerche. Prato affronterà la storia della canzone italiana negli anni trenta e quaranta, un periodo in cui la politica culturale del regime fascista fa i conti con la sorprendente capacità di penetrazione sociale del primo grande mezzo di comunicazione di massa, la radio, alla quale la canzone deve molta della sua popolarità in quel periodo.
L’ingresso agli incontri è gratuito previa prenotazione al numero tel. 0668406968 o in e-mail all’indirizzo luciano.ceri@beniculturali.it.
La durata degli incontri è di un’ora e trenta minuti
Via Michelangelo Caetani, 32  –  00186  ROMA
CALENDARIO DEGLI INCONTRI
Massimiliano Lopez
La tradizione ‘colta’ dell’Europa musicale
11 Febbraio  – L’orchestra dal tardobarocco al novecento
18 Febbraio  – Linguaggio poetico e linguaggio dei suoni
25 Febbraio  –    Gli organici strumentali tra medioevo e rinascimento
03 Marzo      – La polifonia
Paolo Prato
La canzone e l’ascesa delle classi medie
10 Marzo    –  Gli anni d’oro della canzone napoletana
17 Marzo    –  La canzone in lingua e la radio
14 Aprile    –  Venti d’america: lo swing all’italiana
21 Aprile    –  La canzone dialettale e la politica culturale del fascismo

Elevate produzioni per foraggere e orticole

Le attuali condizioni di mercato impongono all’azienda zootecnica il raggiungimento di elevati standard quantitativi e qualitativi nella produzione di foraggi. Tra i fattori che maggiormente possono migliorare questi standard produttivi, la fertilizzazione occupa un ruolo di primo piano.

SELFORT è un concime liquido appositamente sviluppato dal Centro di Ricerca Cifo per migliorare la produttività e la qualità di colture foraggere. Alcune prove effettuate su erba medica nella zona del Parmigiano Reggiano, hanno messo in evidenza la notevole efficacia di SELFORT nel migliorare diversi parametri produttivi e qualitativi: distribuzioni fogliari del nuovo formulato Cifo in post ripresa vegetativa, in associazione al diserbo, e dopo i primi due sfalci, hanno accelerato lo sviluppo vegeto-produttivo della coltura, favorendo un anticipo degli sfalci ed hanno determinato un incremento significativo delle proteine e del contenuto di fibra digeribile, riducendo al contempo l’accumulo dei nitrati nelle parti edibili (- 42% vs testimone). Il dato più significativo, tuttavia, si è registrato in merito al contenuto di selenio, che nell’erba medica trattata con SELFORT ha raggiunto valori medi di oltre il 200% superiori rispetto al testimone non trattato.

Va sottolineato che il selenio contenuto in SELFORT è in una particolare forma organicata che, oltre ad essere più facilmente assimilabile dagli organi aerei della pianta, risulta altamente disponibile per l’organismo animale. E’ oramai convalidata a livello scientifico l’importanza di questo oligoelemento, con spiccata azione antiossidante, sia nella dieta dei bovini da latte che nell’uomo.  

 

SELFORT può essere ottimamente impiegato anche nell’orticoltura professionale, come ad es. nelle produzioni destinate alla IV gamma, dove offre la possibilità di aumentare sensibilmente il livello qualitativo finale. Qualità intesa sia come caratteristiche organolettiche percepite, che come attitudine alla lavorazione e trasformazione. L’impiego di SELFORT catalizza innanzitutto il metabolismo dell’azoto, favorendo la trasformazione dei nitrati in amminoacidi e proteine. Si favorisce perciò lo smaltimento delle riserve dei nitrati presenti nelle foglie, diminuendone il contenuto complessivo.

Somministrato sin dalle prime fasi del ciclo produttivo, su colture a ciclo breve, SELFORT favorisce un rapido sviluppo vegetativo, migliorando la robustezza e la resistenza dei giovani tessuti vegetali a stress di natura ambientale, e alle manipolazioni e processi che avvengono dopo la raccolta.

 

Ecco perché applicazioni regolari di SELFORT, rientrano tra le pratiche agronomiche finalizzate ad una valorizzazione della produzione finale, sia sotto il profilo nutrizionale che dal punto di vista commerciale nell’ambito delle filiere agro-alimentari.

 

Per informazioni: info@cifo.itwww.cifo.it

Gas serra ed impatti ambientali

L’appuntamento del 3 febbraio 2012, all’interno di Fieragricola, sarà un’opportunità irrinunciabile per chi voglia tenersi al passo con le nuove frontiere della ricerca in agricoltura.

Consorzio il Biologico e CCPB intendono con questo seminario rendere conto dell’attenzione che oggi nel mondo dell’agricoltura viene prestata all’impatto ambientale nel senso più ampio.

In quest’ambito, hanno un ruolo fondamentale la certificazione d’impatto e la metodologia LCA, a dimostrazione dell’approccio sistemico verso cui la ricerca si sta rivolgendo.

A Verona le nuove tecnologie e gli studi accademici si incontreranno con le applicazioni pratiche e gli assetti normativi dell’agricoltura e dell’industria, per valutare i risultati concreti di queste metodologie, nel presente ma soprattutto in una prospettiva futura.

r.b.

Canapa: dal tetto al piatto


Domenica 29 gennaio, presso il Museo Etnografico di Serravalle (Cesiomaggiore – BL-), si terrà un convegno, dedicato alle fibre vegetali ed in particolare alla canapa.  Organizzato dal Gruppo Coltivare Condividendo in collaborazione con il Museo Etnografico avra’ inizio alle ore 16.30 (per chi volesse è possibile visitare il Museo dalle ore 15). La prima relatrice sarà la direttrice del Museo Daniela Perco che parlerà della coltivazione tradizionale della canapa nelle nostre zone e dei suoi utilizzi. 
Il titolo del suo intervento è: Coltivazione e usi tradizionali della canapa nella montagna bellunese.  

Un intervento sicuramente molto interessante vista la grande esperienza delle relatrice, le sue molte ricerche in un territorio in cui la Canapa si è coltivata da sempre  Sarà poi la volta di due relatori di Assocanapa. Il primo ci parlerà della coltivazione della Canapa e delle sua sostenibilità, le ottime rese, delle suo migliorare il terreno e degli interessanti guadagni che garantisce il secondo si soffermerà invece sugli usi “moderni” della canapa soprattutto in bioedilizia e come isolante.. (ma non solo, dato che gli usi di questa fibra vegetale sono davvero molti). Per finire una panoramica sulle questioni legali relative alla coltivazione.


Parteciperà al convegno anche un delegato di Anab (associazione nazionale architettura bioecologica) con un intervento intitolato “La canapa: una grande risorsa per l’ambiente, l’agricoltura e l’architettura”  relatore Oliver Zaccanti, A.N.A.B., referente del Programma UE INATER’ .

 

r.b.

Cabrei in mostra

 

di Maria Novella Batini

Inaugurata il 18 gennaio all’Accademia dei Georgofili una mostra dedicata ai “Cabrei”, parola che si vuol far risalire al nome dei registri dei privilegi della monarchia castigliana, adottati da Alfonso di Aragona, nella prima metà del Trecento. Tali registri furono chiamati in spagnolo cabrei, dal latino “caput breve”, cioè letteralmente registro principale conciso, divenuto nel latino medievale “capibrevium” e dunque “cabreo”.

I veri e propri cabrei sono una raccolta di mappe catastali, che nel disegno particolareggiato riescono a visualizzare in modo pratico le proprietà terriere e i beni immobili. Sembra risalgano piuttosto ad un’epoca più tarda, precisamente alla metà del Cinquecento (quando l’Ordine di Malta già utilizzava questo termine) e poi al Seicento. Ma la produzione più copiosa ed artistica si ebbe nel Settecento, quando le teorie illuministiche dettero un particolare impulso ad ogni pratica che consentisse di razionalizzare la gestione e l’amministrazione  pubblica e privata.  

I proprietari terrieri, gli enti religiosi e le amministrazioni comunali avvertivano l’esigenza di inventariare le proprietà, fissare i confini, descrivere le strade poderali, i diritti di servitù, l’estensione dei boschi, dei pascoli e dei campi coltivati, le costruzioni coloniche disseminate sul territorio, i corsi d’acqua e quanto altro potesse tornare utile alla gestione del bene in questione. Era compito di valenti agrimensori effettuare sopralluoghi nelle tenute, per poi disegnare belle tavole a inchiostro che a partire dal Seicento furono sempre più decorate con cartigli, stemmi, rose dei venti, figure allegoriche, putti, annotazioni paesaggistiche.

Nelle prime pagine dei cabrei in genere figurava una descrizione della proprietà, dove potevano apparire notizie giuridiche sulle transazioni e sulle cessioni dei beni, sui diritti che gravavano su tali beni, sulle famiglie contadine che gestivano le attività, e quant’altro fosse utile memorizzare.

Nell’esposizione ai Georgofili appaiono cabrei tratti dalle raccolte gentilmente messe a disposizione dagli archivi Ginori Lisci, Mazzei, Rimbotti, Contini Bonacossi, Frescobaldi: si tratta di  documenti preziosi per studiare e seguire le profonde trasformazioni del paesaggio agricolo e del territorio toscano.

Nell’Ottocento, la nascita e l’entrata in funzione del Catasto particellare toscano, sostenuto dai Georgofili e deciso dal Governo napoleonico, poi proseguito da Ferdinando III, portò al declino di questa vera e propria arte, che oggi  Paquito Forster ha riscoperto e rinnovato, facendone intravedere un brillante futuro.

(Foto: Fattoria di Mugello. Pianta del Podere di Valluttole. Proprietà: Accademia dei Georgofili)

Anche i pannelli solari inquinano

Con il Decreto del 5 maggio 2011, riferito al quarto conto energia, il Ministero dello Sviluppo Economico ha sancito l’obbligo per i soggetti responsabili di dotarsi di un canale di corretto smaltimento dei pannelli solari per tutti gli impianti che entreranno in funzione dal 30 giugno 2012, pena la non concessione dei contributi incentivanti. Questo passaggio introduce il principio del “chi inquina paga”, come avviene già per i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche). Recita il decreto: «Dal 30 giugno 2012, per ottenere l’incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, il soggetto responsabile è tenuto a trasmettere al GSE il certificato, rilasciato dal produttore dei moduli fotovoltaici, di adesione a un sistema o consorzio europeo che garantisca, a cura del medesimo produttore, il riciclo dei moduli fotovoltaici utilizzati al termine della vita utile dei moduli».

Il sistema integrato di raccolta e recupero dei pannelli solari predisposto dal consorzio Ecolight anticipa i tempi e le richieste della normativa.


Il recupero di un pannello solare

Da un pannello solare è possibile recuperare materie prime seconde come:

                Silicio: rappresenta il “cuore dei pannelli”. Triturato e pulito delle sostanze chimiche può essere riutilizzato nella generazione di nuovi pannelli solari oppure per farne del vetro da utilizzare per esempio in alcuni ambiti del settore costruzioni;

                Alluminio: è la cornice del pannello solare. Viene raccolto e riutilizzato per realizzare altri oggetti in alluminio.

Inquinanti: Solo in alcuni tipi di pannelli solari è presente il tellururo di cadmio: sostanza tossica ed altamente inquinante che deve essere smaltita correttamente.

fonte: www.expoclima.net