Varese: Villa Ponti

Villa Andrea Ponti in una suggestiva immagine invernale

Chi si occupa, anche solo teoricamente, di storia dei giardino all’inglese nel nostro Paese, sa che sul colle di Biumo Superiore, a Varese, esiste un bellissimo parco romantico comunemente conosciuto come “Villa Ponti”. I più esperti, però, sanno anche che il parco non è di pertinenza di un solo stabile, bensì di due, perché tante sono le Ville Ponti. E poiché questo prestigioso complesso è oggi sede di un dinamico Centro Congressi – gestito dalla Promovarese per conto della locale Camera di Commercio – non è raro che i congressisti non riescano a rendersi conto di quale delle due sia la “vera” Villa Ponti, anche se i cartelli segnaletici parlano di una “Villa Napoleonica” e di una “Villa Andrea Ponti”. Infatti, a complicare le cose concorrono gli stili architettonici dei due edifici, nel primo caso chiaramente neoclassico lombardo – alla Pollach, tanto per intenderci – e nel secondo caso un eclettico-veneziano assai poco comune. Anche a prima vista, dunque, la prima appare la villa più vecchia, mentre la seconda (più lussuosamente arredata con mobili, quadri e suppellettili d’epoca) va riferita ad un’epoca più tarda.

Villa Napoleonica, il secondo edificio del complesso delle Ville Ponti

Storia di famiglia
Un’analisi meno superficiale conferma questa ipotesi, anche se tutti e due gli edifici appartennero a membri diversi di una eminente famiglia lombarda, i Ponti, prima di essere acquistati dalla Camera di Commercio, I'”Andrea Ponti” nel 1961 e la “Napoleonica” nel 1963. La storia delle due ville vede momenti di congiunzione alternati ad altri di separazione, in concordanza con le complesse vicende legate alle diverse proprietà. Le prime notizie relative alla “Napoleonica” risalgono agli anni del Catasto Teresiano (primi decenni dei Settecento), quando la casa con giardino apparteneva a due fratelli, Antonio e Gaspare Rampone. I proprietari successivi furono patrizi o benestanti di Varese e Milano: Besozzi, Orrigoni, Landriani e Agudio. Non si sa di preciso, invece, quando vennero effettuate quelle trasformazioni in stile neoclassico, che hanno indotto qualche studioso a parlare di un intervento di Leopold Pollach, intervento di cui però manca qualsiasi documentazione. La villa fu poi comprata nel 1838 dalla famiglia gallaratese Ponti, che ne fece la sua residenza estiva.

I Ponti non erano nobili, ma avevano costruito un solido impero economico incentrato sulla produzione industriale di filati, con fabbriche in un primo tempo localizzate nella valle dell’Olona. Mentre le loro fortune aumentavano di pari passo con il progresso tecnologico, anche la famiglia si ingrandiva, cosi che il suo membro più autorevole, Andrea Ponti, nel 1857 decise di acquistare il complesso con villa e parco che era adiacente alla “Napoleonica”. Questo secondo edificio era allora chiamato semplicemente “Villa Arpegiani” (dal nome della famiglia in quel momento proprietaria), ma aveva alle spalle una storia piuttosto lunga. Le informazioni più lontane ci giungono dalla metà del Seicento, quando in questo luogo si stabilì un ospizio-convento di padri Carmelitani Scalzi (1676) che avevano operato acquisti già a partire dal 1641. I religiosi rimasero a Biumo fino al momento in cui le leggi di epoca napoleonica vollero la soppressione anche di questo convento. Il complesso venne acquistato nel 1801 dal possidente Luigi De Cristoforis e, dopo di lui, passò ai suoi figli e quindi agli Arpegiani (1823), che lo vendettero ad Andrea Ponti. Di questo gruppo di proprietari è importante mettere in rilievo il periodo dei De Cristoforis, poiché una fonte abbastanza sicura – lo storico varesino Gaspare Ghirlanda, allora vivente – attribuisce con sicurezza a Leopold Pollach la ristrutturazione dell’ex-convento adattandola a villa prestigiosa.

Un “vago piano all’olandese”
Ciò che maggiormente può interessare è la parallela storia del parco, o meglio dei giardini che, dopo aver vissuto autonomamente per più di due secoli, acquisirono una fisionomia unitaria solo a partire dal 1858. In realtà, sappiamo poco delle aree ornamentali che certamente contribuirono ad abbellire le proprietà dei Rampone e dei loro successori, nonché quella dei Carmelitani Scalzi. Certo è che il Ghirlanda, parlando del giardino dei De Cristoforis, afferma che a meridione della villa si stende un “vago piano all’olandese, che a levante si allarga in ameno e ben distribuito giardino all’inglese disegnato dallo stesso architetto [cioè il Pollach]”.

E il Ghirlanda non doveva essere uno sprovveduto, dal momento che la sua famiglia era da tempo imparentata con i Silva, il più famoso dei quali era Ercole Silva, autore di una specie di “vangelo” del giardino romantico in Italia, intitolato “Dell’arte dei giardini inglesi” (1801). Tutto fa ritenere che quel “vago piano all’olandese”, di cui fu autore il Pollach, venne poi rispettato dall’intervento dell’architetto Luigi Balzaretto, che nel 1858 fu chiamato da Andrea Ponti per ristrutturare non solo l’ex casa Arpegiani, ma anche il grande giardino.

Il Balzaretto – celebre autore dei nuovi Giardini Pubblici di Milano, di casa D’Adda ad Arcore e di casa Poldi a Bellagio, per non citarne che alcuni – si mise all’opera di buona lena e, con la progressiva acquisizione da parte dei Ponti di altri giardini, campi coltivati, vigne, ecc., dovette affrontare il grave compito di conferire un’unità stilistica a tutte queste componenti. La cosa dovette riuscire solo in parte, ma la zona gravitante attorno alle ville (vale a dire la sommità della collina che prospetta sul centro di Varese) venne abilmente sistemata in modo balzarettiano, cioè con prospettive e cannocchiali di sicuro effetto, probabilmente rispettando alcune scelte pollachiane precedenti. I lavori durarono diversi anni, interrotti anche da eventi bellici di non poco conto, come la seconda guerra d’indipendenza, ed ebbero termine solo intorno al 1870.

“Sorprese” romantiche
Malgrado alcune sconnessioni, il complesso risultò senz’altro mirabile e gli ospiti dei Ponti (tra cui non solo l’aristocrazia milanese e i magnati dell’industria di allora, ma anche re e principi) ebbero modo di aggirarsi fra essenze esotiche e pregiate, inframmezzate da “sorprese. romantiche come poggi, grotte, roccaglie, fontane e quel laghetto che già da tempo doveva trovarsi nell’ex-giardino Rampone. Dal punto di vista floristico, il Balzaretto non aveva nulla da imparare, ma nel caso di Villa Ponti volle l’assistenza e la collaborazione di un botanico puro, certo Rudolph Weinhold, autore di opere scientifiche in Germania.

Essi progettarono e realizzarono un insieme armonico di essenze vegetali che stupissero i visitatori non solo per la loro artistica disposizione, ma anche per la loro rarità a livello europeo. I cronisti parlano di alberi di canfora, di Sciadopitys verticillata, di diverse qualità di cipressi e di pini, nonché di Retinospora, di tre varietà di Araucaria e ben cinque di Cedrus. Naturalmente il parco seguì col passare dei tempo una sua evoluzione, con l’inserimento di nuove specie e cultivar.

Infatti, tutti i Ponti furono sempre appassionati cultori dell’arte dei giardini, desiderosi di introdurre tutte le novità che man mano provenivano dai paesi più lontani, distribuendole nel loro parco pur continuando a rispettare sostanzialmente l’impianto balzarettiano originale. Il fenomeno continuò anche dopo che, nel 1875, il grande giardino venne spezzato in due, dal momento che la famiglia Ponti era addivenuta ad una divisione del complesso, con l’assegnazione della “Napoleonica” ai fratelli Amerigo ed Emilio, figli di un fratello di Andrea.

La storia dice che questo fu solo l’inizio della parabola discendente, poiché anche il grande parco di “Villa Andrea” col tempo perse la sua unitarietà, in quanto lottizzato e venduto fortunatamente solo nelle sue parti periferiche. Oggi la Camera di Commercio di Varese, proprietaria dei complesso, deve affrontare impegni di gestione assai gravosi, poiché la maturazione degli impianti più belli ha raggiunto e superato il suo apice. Così, nel 1988 è stato realizzato un censimento botanico e fitopatologico di tutto il patrimonio esistente, con etichettatura di numerose specie, avendo l’intento di operare una precisa programmazione di interventi straordinari.

Interventi inderogabili
Un lento ma inesorabile declino è ben visibile sugli alberi storici più belli, come il cipresso posto a lato della “Napoleonica”, nato nel 1857; i faggi secolari a nord della medesima villa; i rari esemplari di Picea smithiana; il grande Cedrus deodara di fronte a “Villa Andrea”; le centenarie querce rosse (Quercus rubra) nel “vago piano all’olandese”. Fortunatamente, non tutte le piante storiche sono sull’orlo dell’abisso, dal momento che l’albero più vecchio del parco, il cosiddetto “cedro di Garibaldi” (Cedrus libani) – posto vicino ad un belvedere da cui il generale diresse la battaglia di Biumo del maggio 1859 – nacque nel 1843 ed è tuttora vivo e vegeto.

Picea smithiana

Picea smithiana

Ma il parco è ricchissimo di specie (circa 200) anche nel settore degli arbusti: Spiraea, Weigela, Viburnum, Syringa, Camellia, Clethra, Hydrangea, Clerodendron di varie specie impreziosiscono questo angolo di Varese con i loro profumi e i loro colori per tutto l’anno. Troppe bellezze e troppe memorie storiche esigono che non ci si dimentichi di questo parco.

Procedure per la gestione del rischio da caduta alberi nelle aree verdi estensive

 E’ disponibile on line il manuale Procedure per la gestione del rischio da caduta alberi nelle aree verdi estensive in versione definitiva e completa  che fa seguito alla presentazione pubblica delle linee guida del 2 dicembre 2010.

 

Dal 16 dicembre 2008 a oggi nel gruppo di lavoro SicuramenteAlberi si sono periodicamente ritrovati circa trenta volontari esperti in materia arboricolturale quali Liberi Professionisti, dipendenti di Enti Parco, di Pubbliche Amministrazioni o appartenenti ad Associazioni e Ordini Professionali nel preciso intento di colmare un’esigenza da qualche tempo sentita, sulla base delle proprie esperienze professionali.

 

Il corposo documento elaborato riguarda la gestione delle alberature quali possibile fonte di rischio e delle azioni correlate a tale merito nelle aree protette ai sensi di legge, oltre che nei parchi e giardini storici, negli spazi verdi estensivi in ambito urbanoperiurbano extraurbano e alle fasce alberate lungo le strade e le vie d’acqua, nella ricerca del giusto equilibrio tra tutela ambientale e conservazione della natura da un lato e, dall’altro, sviluppo dell’uso collettivo della risorsa ambiente per una generale fruizione dell’area entro definiti margini di sicurezza.

 

Dal manuale s’intendono generalmente esclusi gli ambiti a gestione urbana (viali, giardini di quartiere, pertinenze scolastiche, impianti sportivi, ecc..) in cui la gestione, per motivi legati alla diversa fruizione, quantità di alberi presenti e localizzazione geografica, segue un iter diverso, privilegiando tra l’altro in assoluto gli aspetti legati alla sicurezza dell’utenza.

Ottemperando lo spirito di condivisione che ha animato la stesura del manuale va sottolineato che, nonostante esso sia divulgato in una veste definitiva, questa rappresenta solo il primo importante approdo di un percorso più articolato, in quanto suscettibile di miglioramenti e ulteriori apporti da parte di possibili interessati.

 

Per scaricare il manuale seguire il link

 

Giovanni Poletti – www.docgreen.it

Marcel Kalberer, il maestro dell’architettura di salice, a Bari il 18 maggio

Marcel Kalberer realizza edifici unici al mondo, che rappresentano la vera unione fra architettura e mondo vegetale.
Edifici vivi, che crescono, si modificano con le stagioni, mai uguali a sé stessi, incredibilmente unici e irripetibili.
La sua architettura è anche un happening sociale. Centinaia di volontari (giovani e vecchi, donne e uomini) lavorano insieme con entusiasmo e piacere per realizzare vere e proprie architetture viventi.  Kalberer sostiene che lo sviluppo ecologico senza un corrispondente sviluppo sociale sia insensato e inutile, così come una migliore tecnologia ecologica senza il miglioramento delle condizioni umane.


I moderni edifici verdi costruiti con salici viventi possono essere considerati come la forma più radicale dell’architettura organica.
Il corpo di fabbrica non nasce seguendo analogie formali, strutturali o distributive tra abitazione ed organismo, ma costituisce esso stesso un organismo, una struttura-albero in grado di svilupparsi autonomamente, costituita da elementi costruttivi vegetali e radicata saldamente al terreno.
Questi moderni edifici verdi consentono una conciliazione tra natura e architettura in quanto il corpo di fabbrica, piantato nel suolo come un qualunque filari di alberi, consente un utilizzo degli spazi interni paragonabile a quello offerto dalla normale architettura pesante. Con il vantaggio che, invece di investire risorse preziose, si determinano positivi processi vegetativi quali l’assorbimento di anidride carbonica mediante fotosintesi, la formazione di massa vegetale, la produzione di ossigeno, la regolazione climatica, la depurazione dell’aria, l’accumulo idrico e il continuo mutare dell’immagine di anno in anno così come al variare delle stagioni.
Il letterato e visionario Micky Remann ebbe modo di scrivere che “i corpi di fabbrica costruiti in salice non sono affatto esempi di edifici moderni determinati dalla convergenza di energia e risorse ma rappresentano radicali non-edifici assolutamente ecologici; ciononostante possono essere annoverati tra gli esempi di architettura moderna.”


Marcel Kalberer nato 1947, studio d’architettura ad Ulma, New York e Stoccarda, docente per costruzioni sperimentali all’università di Stoccarda, coordina il gruppo costruttivo-artistico SANFTE STRUKTUREN, “strutture morbide”. Lavora principalmente sullo sviluppo di tecniche sociali e collettive di costruzione con materiali naturali. Dal 1984 sviluppa la costruzione in salice e in bambù. 



 

Marcel Kalberer sarà presente al presente al convegno internazionale MEDITERRANEAN SYMPOSIUM, venerdì 18 maggio 2012,  ore 9,30 –18,00, Villa Fra Martino, Bari.

Primavera Mediterranea

Che cosa è Primavera Mediterranea

Tre giornate di eventi e incontri verdi che riuniscono, fanno conoscere e incontrare chi del tema del verde si sta occupando, nella teoria e nella pratica, in Italia e all’estero, con un approccio interdisciplinale e con analisi di casi studio dei progettisti e delle amministrazioni.

Un evento non solo per i professionisti ma per tutta la città.

 

IL TEMA – Il verde come elemento di integrazione tra Paesaggio e Architettura

Ormai è evidente che la strada dell’architettura sostenibile porta verso un rapporto sempre più profondo e consapevole con il verde ed è in quest’ottica che si sviluppa l’evento Primavera Mediterranea.

Partendo dai nuovi orientamenti sia in campo dell’urbanistica, con lo sviluppo delle Smart City e Green City, sia in quello dell’architettura sostenibile, si vuole mostrare come la componente vegetale, utilizzata come materiale da costruzione tanto per il progetto architettonico che per quello urbano e paesaggistico, costituisca di fatto un elemento chiave per ottenere una trasformazione dello scenario costruito dello sviluppo sostenibile.

Perchè Bari
 

Bari e la Puglia da sempre costituiscono il centro naturale del Mediterraneo.

Le proposte della bioarchitettura di derivazione tedesca hanno messo in luce il valore della tradizione mediterranea del costruire, che è da sempre in rapporto diretto con gli elementi della natura. Questa tradizione, tipicamente mediterranea, è quella che meglio può rispondere alle esigenze dei paesi della nostra fascia climatica ed è quindi a questa che i progettisti più attenti iniziano a rivolgersi.

Alle esperienze dell’architettura sostenibile mediterranea si rivolge questo evento, per portarle in luce e dar loro il giusto valore e riconoscimento.

L’evento Primavera Mediterranea è un evento che dà valore al verde in relazione al costruito e che può costituire la prima manifestazione di un appuntamento annuale che riesca nel tempo a riunire le proposte dell’architettura sostenibile mediterranea.

Un evento costruito per sensibilizzare non solo i professionisti ma ogni singolo cittadino.

Primavera Mediterranea in Città

Tutta la città verrà coinvolta nei tre giorni di manifestazione.

Si chiederà ai professionisti di aprire i propri studi così da avere l’opportunità di poter mostrare il proprio lavoro.

Saranno coinvolti anche gli esercizi commerciali, non solo quelli di tendenza ecologica, ma si cercherà di creare microeventi a tema anche in locali, bar, nei negozi di abbigliamento e di arredamento, nelle librerie, nell’ottica comune di promuovere il Verde per migliorare la qualità della vita.

In questi luoghi potrà essere organizzato un calendario d’incontri, workshop, laboratori, aperitivi verdi, piccole conferenze, green party, dove tutti i cittadini potranno cogliere l’occasione di condividere la conoscenza ed i segreti dei fiori, delle piante, degli ortaggi, oltre ai suggerimenti dell’abitare naturale. Con la collaborazione dell’amministrazione e dei vivaisti e progettisti locali si potranno creare spazi verdi temporanei all’aperto.

Una giornata sarà dedicata a un grande convegno internazionale che vedrà la partecipazione di progettisti, architetti, ingegneri, agronomi, botanici sui temi della manifestazione, tra i quali Lucien Kroll e Marcel Kalberer.

Una giornata dedicata a workshop sui temi dell’integrazione fra verde e città, rivolti ai professionisti e agli interessati, per approfondire in maniera operativa le tematiche della manifestazione.

Primavera Mediterranea è stata annunciata nel convegno Architettura, Verde, Citta’ – Per una Nuova Primavera Mediterranea, svoltosi sabato 15 ottobre nella Sala Puglia del Salone MIA, Multifunzionalità in Agricoltura, durante la manifestazione AGRILEVANTE.

Al convegno hanno partecipato, tra gli altri, Ing. Francesca Pace, Dirigente del Servizio Assetto del Territorio, Regione Puglia, Avv. Marco Lacarra, Assessore ai lavori pubblici, Comune di Bari, Ing. Elio Sannicandro, Assessore all’Urbanistica, Comune di Bari, Gennao Palmiotti, Assessore al patrimonio, edilizia res. Pubblica, Comune di Bari, Ing. Salvatore Matarrese, Presidente Distretto Edilizia Sostenibile e Presidente ANCE Puglia.

Organizzazione: Promo Verde Puglia, Nemeton High Green Tech Magazine

Patrocini: Comune di Bari, Provincia di Bari, Regione Puglia, UNACOMA, Ordine Architetti Bari, Ordine Agronomi Bari, Università di Bari (in attesa di conferma)

Media Partner: Nemeton High Green Tech Magazine, Culturadelverde.it

 

 

Lucien Kroll, il maestro dell’architettura sostenibile, il 18 maggio a Bari

Lucien Kroll, classe 1927, è uno dei grandi maestri riconosciuti dell'architettura sostenibile internazionale. Le sue opere e le sue idee hanno influenzato e fatto da quida per generazioni di architetti. Impegnato sui temi della partecipazione, del recupero urbano e della sostenibilità ambientale, antiaccademico per antonomasia, anti-star nell'epoca delle archistar, guru dell'ecologia concreta e dell'architettura a misura d'uomo. Lucida la sua critica al Movimento Moderno, al quale rimprovera di aver anchilosato la creatività dimenticando una parte sostanziale dell'uomo, quella che ha a che fare con la memoria, il sogno, l'irregolare. L'architettura di Kroll si modella sullo spirito dei luoghi e su chi li abita, non è mai gerarchica e organizzata rigidamente, si sviluppa in strutture irregolari, organiche, sospese e quasi incompiute, in costante evoluzione, non ripetitive, privilegiando il processo creativo continuo contro la perfezione sterile.

Lucien Kroll  è nato a Bruxelles nel 1927. Architetto, è autore di molti saggi e articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste internazionali. Tra i volumi pubblicati, The Architecture of Complexity, London 1986, Buildings and Projects, New York 1987, Enfin chez soi. Réhabilitation des préfabriqués, Paris 1996. Tra i suoi progetti, la Facoltà di medicina a WoluWé-Bruxelles, il recupero di insediamenti residenziali moderni a Alençon, Béthoncourt, Hellersdorf, il Liceo ad alta qualità ambientale di Calais, la Maison de l'Environnement a Belfort.



 

Lucien Kroll sarà presente al convegno internazionale MEDITERRANEAN SYMPOSIUM, venerdì 18 maggio 2012,  ore 9,30 –18,00, Villa Fra Martino, Bari.

 

Hortus Hurbis

Prenderà l'avvio il 25 marzo HORTUS URBIS il primo orto antico romano della capitale nel cuore dello splendido scenario del Parco Regionale dell'Appia Antica con una grande festa aperta a tutti, grandi e piccini, presso l'ex Cartiera Latina a via Appia Antica 42 nell'ambito delle iniziative primaverili del Parco dell'Appia Antica.

Il 25 marzo avranno inizio le attività per la riattivazione di un'area verde non utilizzata destinandola a spazio pubblico costruendo un giardino lungo l’antico Almone a due passi dalla via Appia Antica, la Regina Viarum. Il progetto risulta inedito non solo per il tema scelto, l'orto antico romano, ma anche per le modalità di realizzazione che vedrà il contributo corale e generoso di tante realtà che hanno in comune l'essersi “rimboccate le maniche” per recuperare aree abbandonate in centro e in periferia a Roma e in altre parti d'Italia per restituirle all'uso di tutta la cittadinanza. E' bene ricordare brevemente che a Roma sono ormai oltre 100 gli orti e i giardini condivisi censiti sulla mappa on line Zappata Romana (www.zappataromana.net): aree verdi dove vi è un prevalente carattere di socialità: chi prende spunto dall'orto/giardino per lavorare con i disabili, chi per reinserire lavoratori in mobilità, chi per l'autoproduzione o l'educazione ambientale, chi per fare un presidio contro la speculazione edilizia, chi per creare una oasi di relax, per decoro o semplicemente per coltivare.

L'Hortus Urbis inizierà da subito a proporre le sue attività domenicali per bambini e famiglie durante il corso della sua realizzazione. La mattina del 25 marzo a partire dalle 11,00 vi saranno attività ludiche ed educative per bambini a 3 a 12 anni e i loro genitori: “L’orto che verrà” a cura dei giovani illustratori dello Studio Arturo in cui i bambini per non lasciar vuoto l’orto nel frattempo che i semi germoglino si immagineranno come verrà; “Bombe di semi” a cura dei guerrilla gardeners per la produzione di palline di terra argillosa e semi per far rifiorire gli spazi abbandonati della città. Le attività proseguiranno nelle domeniche successive con laboratori che hanno come fulcro centrale la natura, l’alimentazione e la cultura sviluppando diversi moduli educativi in collaborazione con associazioni e gruppi attivi sul territorio: orto creativo, orto in tavola, musica nell’orto, orto da favola ed edible eating.

Sempre il 25 marzo nel pomeriggio a partire dalle ore 15 seguirà un baratto di semi tra i cultori degli orti e dei giardini professionisti e non. Inoltre avrà luogo la piantumazione di un albero da frutto, quale primo passo del frutteto che verrà per festeggiare il 2° compleanno dei Giardinieri Sovversivi Romani.

L’iniziativa per grandi e piccini si inserisce nella cornice della Festa di Primavera del Parco dell’Appia Antica che prevede la visita guidata della ex Cartiera Latina alle 10, l'avvio ufficiale dell'orto alle 11,30, la rappresentazione del Gruppo storico Romano alle 12 e, dopo il pranzo organizzato dal Parco, gli appuntamenti che vedranno protagonisti il gruppo Ludi Scenici e Raccontamiunastoria.

Per la prima volta a Roma realtà spontanee ed istituzionali che operano per la tutela e salvaguardia attiva del territorio aderiscono ad un progetto comune per realizzare un intervento non effimero che si struttura come un vero e proprio cantiere verde aperto che offre a tutta la città nuove opportunità di incontro, apprendimento e di scambio. Tra le prime adesioni e contributi al progetto di Zappata Romana e del Parco Regionale dell'Appia Antica, molte associazioni e orti e giardini condivisi romani e non solo. Si citano: Eutorto, l'orto urbano dei cassaintegrati ex Eutelia; Orti Urbani Garbatella, una delle prime esperienze ortive urbane romane nello storico quartiere della Garbatella; i giovani agricoltori della Cooperativa Coraggio, in prima fila per la destinazione delle aree agricole pubbliche in affitto ai giovani agricoltori; Giardinieri Sovversivi Romani, il principale gruppo di Guerrilla Gardening a Roma che ha avviato il network italiano di guerriglieri verdi. Oltre alle realtà citate partecipano al progetto Hortus Urbis molti cittadini, professionisti cultori del paesaggio e realtà cittadine, nazionali ed internazionali quali ad esempio IES Abroad e SloowFood Roma che hanno condiviso lo spirito dell'iniziativa e stanno dando il loro sostengo e il loro contributo. Il progetto ha ottenuto inoltre il Patrocinio del Municipio Roma XI e della Provincia di Roma.

L'avvio previsto il 25 marzo vedrà i primi lavori di sistemazione e l'avvio delle attività per i bambini. Nei prossimi mesi l'orto prenderà forma e consentirà a tutti di sentirsi inclusi e di poter dare in questa opera corale il proprio apporto di intelligenza e di lavoro. Chiunque desideri dare contributi, collaborare o aderire può farlo contattando Zappata Romana.

 

PER PRENOTARE I LABORATORI DIDATTICI

 
INFO E ADESIONI
 
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Zappata Romana

https://www.facebook.com/#!/zappataromana 

Turismo botanico e foliage tour

 “Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi sa ascoltarli, conosce la verità”. Parole del grande scrittore tedesco Herman Hesse che la Provincia di Vicenza fa ora proprie con una pubblicazione e soprattutto una nuova proposta naturalistica presentate oggi nella Sala Consiliare di palazzo Nievo, presenti l’assessore provinciale ai Beni ambientali Paolo Pellizzari, il Presidente del Consorzio Vicenza è Dino Secco e l'Assessore Regionale al Turismo Marino Finozzi oltre ad una platea di amministratori locali e proprietari di parchi e ville.

Realizzato in carta prodotta con cellulosa proveniente da foreste gestite nel rispetto di precisi criteri ambientali e sociali, e dunque esso stesso ecologico, “Turismo botanico e foliage tour” è la prima guida realizzata nel Vicentino per far conoscere al vasto pubblico non solo la bellezza unica di un panorama dove ogni ambiente – montagna, altopiano, collina, pedemontana, pianura ma anche lago, fiumi e risorgive – si configura come un piccolo mondo antico e verde, ma anche l'unicità del sistema dei parchi dove lo sviluppo del concetto di brolo veneto viene accompagnato dalla ricerca di soluzioni innovative come i parchi all'inglese e alla francese.

Vicenza e la sua provincia contano centinaia tra palazzi e ville palladiane, molti dei quali con giardini e parchi di straordinaria bellezza. Le nobili architetture e gli affreschi trovano così un’ideale cornice verde, impreziosita da fioriture e dai mille suoni della natura. Ma non solo, perché ai parchi storici s’aggiungono i boschi dalla pianura ai Colli Berici e le foreste montane, dalle Piccole Dolomiti all’Altopiano di Asiago, fino al Monte Grappa. Insomma, una provincia verde nell’anima, da scoprire dalla primavera all’autunno.

Ce n'è per tutti i gusti e non è poco se rapportati alle cifre, che raccontano di 2 milioni di italiani appassionati di questa forma di turismo e, di contro, di un patrimonio di 12 miliardi di alberi, circa 200 per abitante. “Il Vicentino – sottolinea l'autore Francesco Soletti – gode di parchi e giardini unici ed eccezionali come questa pubblicazione testimonia”. Una convinzione rafforzata dalle considerazioni dell'assessore Pellizzari, promotore dell'iniziativa: “E' un viaggio in un mondo prezioso e silenzioso che diventa scoperta continua e sorprendente mano a mano che ci si addentra nei vari luoghi raccontati dal libro. Come Provincia abbiamo investito molto per difendere il patrimonio paesaggistico da una parte e creare nuove aree naturali dall'altro. Consci che il paesaggio che avvolge le nostre Ville Venete diventa esso stesso architettura e che la realizzazione di nuove aree verdi a ridosso della città e facilmente raggiungibili a piedi o in bicicletta diventano un'occasione importante per migliorare la vita stessa delle città, oltre che delle persone”.

Quattro nuove strutture: parco del Tesina, delle Risorgive, del Retrone e del Lago di Fimon.

Il Presidente Dino Secco punta la lente anche sulla crescente partecipazioni di cittadini a queste iniziative: “Ricordo l'importanza di associazioni come gli Amici dei Parchi, che mantengono desta l'attenzione e la sensibilità, come l'interesse aumentato per i foliage tours, un passatempo sempre più praticato dopo l'estate, quando fotografi, pittori, scrittori, e amanti della natura si muovono alla ricerca dei più emozionanti spettacoli della colorazione autunnale delle foglie”.

La pubblicazione è in vendita negli uffici di informazione turistica a 4 euro ed è consultabile on line su www.vicenzae.org. E’ prevista anche la realizzazione di una versione in inglese che verrà messa on line quanto prima.

Info: Consorzio Vicenza è, via Montale 25, 36100 Vicenza – tel. 0444 994770 – info@vicenzae.org –

www.vicenzae.org

Provincia di Vicenza, Assessorato Beni ambientali, Palazzo Nievo, Contrà Gazzelle 1, 36100

Vicenza – tel. 0444 908336 – www.provincia.vicenza.it – www.vicenzanatura.org

 

r.b.

La tecnica del tree-climbing

  

Nel verde urbano, gli alberi costituiscono l’elemento fondamentale e come tali devono essere mantenuti e salvaguardati. La loro presenza però può interferire con molte attività essenziali della vita quotidiana cittadina per cui è importante che gli esemplari, soprattutto quelli di grandi dimensioni, siano periodicamente controllati al fine di verificare qualsiasi problema di natura fitosanitaria o statica che potrebbe creare danni a persone, cose, edifici e manufatti in genere.

Gli interventi di manutenzione (dalle potature ai trattamenti fitosanitari, agli abbattimenti) devono essere effettuati da personale altamente qualificato in grado di valutare lo stato di salute dell’albero e quindi di intervenire con i mezzi e le attrezzature più idonee, capaci di muoversi e operare in tutta sicurezza anche in spazi molto ristretti e pericolosi (ad esempio per la presenza di cavi elettrici), come sono tipicamente quelli urbani. Per tali ragioni il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali propone l’organizzazione di corsi orientati alla formazione di personale altamente qualificato nella manutenzione degli alberi, rivolti a chi già opera nel settore, al fine di ampliare e aggiornare le conoscenze, ma anche a studenti e giovani laureati che vogliono presentarsi nel mondo del lavoro con una specializzazione ancora poco diffusa, garantendo loro maggiori opportunità di collocazione in ambito lavorativo. Un primo corso riguarda la tecnica del tree-climbing, corso che consente anche il conseguimento di un attestato valido in tutto il territorio nazionale per lavori in quota con funi, ottemperando quanto stabilito dall’accordo Stato, Regione e Provincie autonome del 19 gennaio 2006.

Il corso è organizzato in una serie di attività di didattica frontale in aula in cui sono affrontate varie tematiche, comprese quelle fondamentali relative alla sicurezza nel luogo di lavoro in accordo con il Testo Unico Salute e Sicurezza sul lavoro. Ampio spazio viene anche dedicato alle esercitazioni pratiche in cui è rigorosamente rispettato il rapporto docenti-allievi previsto dalla normativa vigente. Per garantire un’adeguata preparazione pratica degli allievi, la docenza è affidata a professionisti specializzati, in particolare tecnici della sicurezza, istruttori qualificati di tree-climbing e guide alpine.

Il link di riferimento per trovare informazioni sul corso è http://www.tesaf.unipd.it/cms/treeclimbing

 

r.b.

Terre di grandi alberi

 TERRE DI GRANDI ALBERI

ALBEROGRAFIE A NORD-OVEST
di Tiziano Fratus, Nerosubianco
Collana Saggistica, Storia e Territorio
pp 450 – vol. ill.,

€ 20.00

«Quando incontro un uomo o una donna in un bosco a malapena ci si saluta. Mi chiedo che cosa ci sia di simile fra di noi. Non l'ho mai compreso, ma di certo posso dire che nel tempo ho scoperto di avere più in comune con le persone che non conosco che con le persone che conosco». Terre di Grandi Alberi è un viaggio a Nord-Ovest, in quel golfo di boschi, rocce e acque che si dispiega fra le vette delle Alpi e il Mediterraneo. Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, territori confinanti della Francia: un ventaglio naturale fatto di biodiversità paesaggistica e climatica, di pianure e di fiumi, di laghi e di altipiani, di lariceti, vigneti, faggeti, uliveti e castagneti, di risaie e abetine, di città industriali e portuali, di paesi dispersi e riserve naturali. Cinquantasette itinerari per il cercatore di alberi che alberga in ogni lettore.

Contenuto: prefazione, introduzioni regionali, notizie di carattere storico, botanico e naturalistico, riferimenti letterari, itinerari per cercatori di alberi di cui cinque in Valle d'Aosta, trentasette in Piemonte, tredici in Liguria e due oltre confine, in Francia. Documentazione fotografica, bibliografia

Siti internet: www.homoradix.com  /  www.nerosubianco-cn.com

 

r.b.

In giardino

 L'associazione Impronte Vegetali organizza a Caltagirone, il 24, 25, 26 e 27 maggio 2012, per il quarto anno consecutivo, in collaborazione con il Comune e i Musei civici di Caltagirone, la manifestazione “in giardino”, un’esposizione – vendita, aperta al pubblico, ideata quale appuntamento annuale per appassionati del paesaggio e dell’arte contemporanea, collezionisti, professionisti, che si ritroveranno per quattro giorni nella splendida cornice del parco del Museo delle Ville Storiche Caltagironesi e Siciliane.

Saranno presentate specie vegetali interessanti dal punto di vista ornamentale, botanico o culturale, oltre che forme d’arte e di artigianato, in particolare ceramico, aventi un rapporto con il giardino.

Un week-end per scoprire un nuovo volto della città d’arte siciliana, fondato sul connubio ceramica&paesaggio.

 

Nell’ambito della manifestazione sono previste:

Mostre

Floralia I

Le illustrazioni botaniche delle collezioni storiche dei musei civici L. Sturzo.

Floralia II

Personale di pittura di Fabio Nicola Grosso.

Visioni e fiori d’artista

Allestimenti temporanei nel centro storico e nei parchi di Caltagirone

 Il Villaggio del Design

Esposizione di creazioni, prototipi, progetti di elementi di design per esterni

Garden under attack

Performances artistiche ed interventi di  land-art nel parco

Trekking urbano e nel bosco

I giardini Sette-Ottocenteschi Caltagironesi; I giardini Storici del Val di Noto; la sughereta ed il borgo di Santo Pietro

Laboratori e spettacoli nel parco per adulti e bambini.

Workshop_ L’Orto dei Miracoli_ Coltivare paesaggi quotidiani  Progettazione partecipata degli orti storici caltagironesi

Informazioni ed iscrizioni: www.in giardino.org; improntevegetali@gmail.com

 

 

Programma in giardino 2012

Città-Campagna e viceversa

Giovedì

Ore 15.30           Inaugurazione della IV Edizione di “In giardino 2012

 Manifestazione dedicata a piante insolite_ giardini storici_ paesaggio contemporaneo

Gemellata con "Cittanova Floreale"  di Cittanova di Calabria

 

Ore 15.30 – 20.00      Garden Under attack attacchi d’arte nel parco

Ore 16.00              Inizio lavori workshop “L’Orto dei Miracoli”_ coltivare paesaggi quotidiani

 (dal 24 al 27 maggio)

 

Ore 16.00              Arch. Gabriele Cardillo_ Presidente Associazione architetti di Caltagirone

 

Ore 16.30               Gli orti  storici di Caltagirone

Dott. Domenico Amoroso_ Direttore Musei Civici di Caltagirone

Ore 17.00              Carmelo Nicotra (da confermare)

Ore 17. 30             Relazione da confermare

* La partecipazione come auditori è aperta a tutti

Ore 18.00           Inaugurazione delle mostre

                            Floralia .1

                            Incisioni antiche a tema botanico dalle Collezioni dei Musei Civici Luigi Sturzo

 

                            Floralia .2

                            Insalata Mixta, Personale di Pittura di Fabio Nicola Grosso a cura di Alessia Giglio  

 

                        Floralia .3

                        I manufatti per il giardino dei maestri ceramisti Caltagironesi

 

Ore 19.00            HappyFLower_ aperitivo

 

Ore 20.00           Il Suono del Giardino

                         Concerti di giovani musicisti a cura di AmiCa  

                             Come d'incanto – Il musical   

 GRAMMYmusical

 

Venerdì_25 maggio:

Ore 15.30/20.30 Apertura stand espositivi        

Ore 15.30 – 20.00      Garden Under attack attacchi d’arte nel parco

Ore 17.00           Parliamo di/parliamone con  

Conversazioni culturali con i protagonisti a cura dei Musei Civici Luigi Sturzo

PORTARE LA FORESTA IN CITTA': LA VEGETECTURE

Conversazione con Maurizio Corrado, direttore di Nemeton Hign Green Tech Magazine

Vincenzo Castellana ADI Sicilia           

 

Ore 19.00            HappyFLower_ aperitivo

 

Ore 20.00            Il Suono del Giardino

Concerti di giovani musicisti       

A cura di AmiCa                                               

Silvestre e popolare: la musica in giardino                                                                               Recital pianistico di Irene Valenti e Giorgia Vitale        

Musiche di Fauré, Debussy, Chopin, Liszt

 

Sabato 26 maggio

ore 10.00/20.30  Apertura stand espositivi

Ore 10.30             Orto del riciclo – Laboratori per bambini a cura dell’ass. ImpronteVegetali

Ore 10.30                          Trekking Il bosco di Santo PietroPasseggiata nella sughereta , visita del Borgo e del Museo     Naturalistico   di Santo Pietro, a cura del Fondo Siciliano per la Natura

 

Ore 11.00               Giardino dei profumi e piante da profumeria

Maria Carmela Vagliasindi (ODAF Catania)

Ore 11.30            Inventario floristico e ipotesi di restauro del Giardino Vittorio Emanuele di Caltagirone Giuseppe Barone (AIAPP Sicilia)

 

Pomeriggio

 

Ore 17.30            Il giardino siciliano tradizionale, Daniela Romano (Università di Catania)

 

Ore 18.00              Trekking  urbano, Le ville storiche Caltagironesi

 

Ore 19.00           HappyFLower_ aperitivo

 

Ore 20.00           Il Suono del Giardino

Concerti di giovani musicisti a cura di AmiCa 

 Attraverso la natura, l'uomo alla musica      

 Cypros Ensemble Musiche di Vivaldi

 

Domenica 27 maggio

ore 10.00/20.30 Apertura stand espositivi

Ore 10.30                          Trekking Il bosco di santo Pietro – Passeggiata nella sughereta e visita del Borgo e del Museo   Naturalistico    di Santo Pietro, a cura del Fondo Siciliano per la Natura

 

Ore 10.30          Orto in cassetta  – Laboratori per bambini a cura dell’ass. ImpronteVegetali

Ore 11.00           Giardini ed orti condivisi

Ore 11.30           Simbologia del Giardino, Iole Di Simone (ODAF Catania)

Ore 12.30           Orto in Condotta – un progetto  di Slow food per la scuola

                            Salvatore Giuffrida _ Slow Food Lentini

 

Seguirà una degustazione a base di erbe aromatiche “Profumi dall’orto”, a pagamento, su prenotazione

Ore 16.00             Presentazione risultati workshop

Ore 19.00             HappyFlower _ aperitivo in giardino e dj set

Ore 20.00              La Porta della Bellezza, documentario di Antonella Gurrieri,

                                    a  cura della Fondazione Fiumara d’arte. Antonio Presti,

                             presenterà in anteprima il progetto “I Fiori per Librino”