Milano Green Festival 2012

Bortolotti green festival 2012Si è conclusa la Rassegna di Milano Green Festival 2012: Designers For A Good Future.
Grazie alla collaborazione con COMIECO, Consorzio nazionale per il recupero e il Riciclo degli Imballaggi a base cellulosica, Milano Green ha proposto alla città cinque Inspiring Talks dedicati al design come percorso di riprogettazione dei desideri e dei bisogni.
Obiettivo: provare a disegnare un buon futuro per l’ambiente, per le relazioni umane e per la qualità della vita in città con architetti, designers e creativi under 35.
La Rassegna prende vita anche grazie alla partnership con alcuni luoghi speciali di Milano: THE HUB Milano, Design Library, Appartamento Lago Milano, Eco Bookshop Valcucine. Luoghi eccellenti che riescono realmente ad esprimere una città aperta alla cultura, all’innovazione e alla comunità.
Partner d’eccellenza della Rassegna il Dipartimetno Educazione del Museo d’Arte Contemporanea Castello di Rivoli, che ha ospitato l’ultimo TALK sull’arte partecipata, a Rivoli, nel programma della Summer School, con ospite Michelangelo Pistoletto.
Nei primi incontri sono state sviluppate riflessioni e proposte per la progettazione e realizzazione di spazi collettivi, per la progettazione di ambienti sonori della città eco-positiva e per oggetti ed elementi di arredo basati su vari orientamenti di eco-design.

Il tema del TALK 4 è stato: Orti indoor e giardini inaspettati per nuovi paesaggi urbani. Presenti gli architetti Sara Tommasi, Davide Sironi, Rositsa Todoreva Llieva per il progetto OrtoLana; Francesca Bonfrate, Bubbledesign per il progetto green kit e l’architetto di paesaggi e giardini Emanuele Bortolotti.
Tre linee di creatività e di progettazione molto diverse tra loro e particolarmente adatte a stimolare nuove visioni per una maggiore presenza di green nei nostri ambienti interni ed esterni.

Culturadelverde.it, il portale a 360 gradi sul mondo del verde – comunicazione di servizio

Il 30 gennaio 2009 abbiamo iniziato a raccontare esperienze, eventi e approfondimenti dedicati al mondo delle piante e del paesaggio, dalla visita a un giardino alle nuove specie di piante introdotte, alle interazioni tra il Verde e l’Architettura.

Con questa news segnaliamo che il portale Culturadelverde rimarrà on line fino al 27 giugno 2012, data a partire dalla quale il portale si chiamerà VerdeePaesaggio e le pagine web di CulturaDelVerde e le newsletter non saranno più accessibili.

Ognuno dei partner di questa iniziativa editoriale si focalizzerà sugli argomenti più strettamente pertinenti alla propria attività: il Verde e il Paesaggio in tutte le loro accezioni (Latifolia Multimedia) e il mondo dell’Agricoltura (Image Line).

Grazie per l’attenzione dedicata ai nostri articoli fino a oggi. Nei prossimi giorni sarà consentito l’accesso portale, fino alla data sopra indicata.

• Per continuare a leggere notizie sul mondo del verde,

entra in www.VerdeePaesaggio.it

• Per approfondire i temi dell’agricoltura,

puoi leggere www.agronotizie.it

o cercare informazioni sui portali del network di Image Line

Salviamo il Paesaggio Roma e Provincia: incontro con i comitati, una battaglia per Roma

L’iniziativa è stata rilanciata dai relatori del convegno organizzato dal Coordinamento romano del Forum venerdì 18 maggio, ospite della Città dell’Altra Economia per chiamare a raccolta tutti i soggetti aderenti, fare il punto della situazione e programmare i prossimi passaggi.

“Il Forum ha iniziato un’opera culturale, i comitati e le associazioni devono diffondere questo messaggio, far capire a tutti che si tratta di una battaglia culturale: il Forum ha fatto del paesaggio un bene comune”, ha detto in apertura Mirella Belvisi, storica figura di Italia Nostra, protagonista di tante battaglie per salvare l’Agro Romano Antico dai palazzinari. Mirella ha aperto il convegno dopo la lettura della lettera di saluto di Carlo Bogliotti (Slow Food) del coordinamento nazionale del Forum. “Ogni giorno – ha ricordato Mirella – un pezzo di questo magnifico territorio, di questo meraviglioso paesaggio viene distrutto: Roma è un’emergenza nazionale. Perciò, propongo di fare un elenco delle convenzioni indegne che la Giunta Alemanno vuole far passare prima di lasciare il Campidoglio. Fermiamoli!”.

Il grido d’allarme di Mirella Belvisi è stato raccolto all’unanimità da tutti i presenti, rafforzato dalla relazione successiva, quella di Bernardino Romano, docente all’Università dell’Aquila, sul consumo di suolo in Italia: “A breve – ha esordito – ci dovremmo aspettare anche su questo tema una presenza negazionista”. Romano ha citato dati della recente ricerca Fai-Wwf, con cifre a dir poco aberranti: “L’entità di suolo consumato rappresenta già una soglia troppo avanzata”. E tra i suggerimenti ha affermato la necessità di “lavorare sulle aree dismesse”.

Di seguito sono stati affrontati più nel dettaglio i problemi legati alla città di Roma: da Umberto De Martino, tra gli autori del piano regolatore della Provincia romana, che ha sottolineato la necessità, per conservare il paesaggio, di agire su “area vasta, superiore ai confini comunali, di promuovere una pianificazione partecipata, considerando l’ambiente un bene diffuso in una logica di omogeneità e unitarietà”; a Paolo Berdini, ingegnere e urbanista, consulente della Pubblica Amministrazione e membro nazionale del Wwf: “Il modello romano ha detto ‘basta alle regole, facciamo quello che ci pare’, un modello dissennato. Tiriamo una riga e diciamo ‘basta’ al modello romano: c’è tanto invenduto, fermiamo tutto per un anno, facciamo una moratoria e vediamo se c’è ancora da costruire. Un’economia virtuosa è l’unica che ci può salvare”. Da Berdini è giunta una suggestione inquietante: “I fondi derivati – ha spiegato – sono pari a 14 volte il Pil mondiale. Quale altro luogo, paesaggio questi fondi cercano per atterrare, se non le meravigliose città italiane? E soprattutto Roma. Questo volume cerca di atterrare sulla speculazione edilizia. Questo è il dramma che sta arrivando”. Berdini ha citato dati allarmanti su Roma e provincia. “Quale eredità ci lasciano i piani regolatori? E’ probabile che scoppi una bolla immobiliare. È quindi il momento di voltare pagina sul consumo di territorio”.

L’approccio di Emanuele Montini, giurista esperto di questioni urbanistiche, è andato dritto al cuore della Costituzione, suggerendo di invertire il punto di vista iniziando dal concetto di “compensazione: non più il diritto a costruire per gli edificatori (jus aedificandi), ma il diritto dei cittadini alla vivibilità ogni volta che si costruisce, il diritto alla salute, il diritto al paesaggio”. Montini ha citato in proposito l’articolo 36 della Costituzione sulla tutela della salute e l’articolo 44 su limiti e obblighi della proprietà terriera. Il giurista ha attaccato il Piano Casa perché “scippa la partecipazione alla pianificazione urbanistica”.

Infine, Orietta Rossini responsabile dell’Ara Pacis, ha tracciato un quadro del paesaggio archeologico urbano della Capitale, sollevando il problema del degrado e del danno erariale che comporta l’abusivismo delle decine di ristoratori ambulanti che causano al Comune di Roma una perdita di circa la metà degli incassi annuali dei Musei dei Fori Imperiali. Un esempio eclatante: i camion bar del Colosseo rendono cinquemila euro al giorno ciascuno !

Valeria Grilli, responsabile Ambiente Centro Italia del Fai, si è espressa con un intervento propositivo: Il Forum salviamo il paesaggio può essere la risposta collettiva e creativa alla crisi in cui versa il paesaggio contemporaneo italiano. Un luogo in cui ogni aspetto del nostro paesaggio venga celebrato con diversi strumenti di comunicazione. Il Forum potrebbe diventare un luogo non solo di incontro e scambio di opinioni, ma anche promotore di azioni positive in grado di incidere sulla realtà.

 

Al termine del convegno si è svolto un intenso dibattito al quale hanno partecipato i comitati e le associazioni presenti, portando testimonianze, approfondendo gli spunti emersi e sviluppando un programma di azioni da intraprendere.

 

Come obiettivo principale, Salviamo il paesaggio Roma e Provincia segue l’iter del censimento degli edifici vuoti sfitti inutilizzati, sollecitando richieste di incontro con gli assessori e le commissioni urbanistiche, segue e contribuisce alla proposta di legge nazionale e individuerà proposte di carattere legislativo o normativo a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale.

Il Coordinamento romano sosterrà anche ognuno dei temi condivisi di interesse generale e trasversale legati al consumo del suolo e all’obiettivo di un’economia virtuosa. Molti di questi sono stati enucleati durante l’incontro: cartellone selvaggio, raccolta differenziata, piani del verde come elemento importante della pianificazione urbanistica e non più solo un aspetto secondario dell’arredo di una città, perché parte integrante del suo paesaggio, ville storiche, orti urbani, parcheggi, mobilità sostenibile e in generale stop al consumo di suolo sia nell’agro che in città. Lo farà organizzando eventi per comunicare, esercitando pressione sulle istituzioni, sviluppando approfondimenti tecnici puntuali, creando raccordo fra le decine di comitati e associazioni che operano in una realtà sfaccettata e complessa come quella di Roma e del territorio circostante.

 

Per ultimo è stato lanciato un appello a partecipare alla battaglia per difendere il paesaggio e la salute dei cittadini dalle discariche temporanee nei territori ancora intatti intorno a Roma, in particolare presso la Villa Adriana, che si è conclusa con le dimissioni del Prefetto, mettendo per ora in salvo almeno il sito di Corcolle presso la residenza di Adriano.

L’obiettivo prioritario di tutti i Comitati e della società civile resta la raccolta differenziata, così come previsto dalle leggi europee.

Salviamo il paesaggio Roma continuerà a vigilare affinché Villa Adriana non sia compromessa, dato che su di essa incombe ancora il progetto Nathan, 180mila metri cubi di cemento selvaggio; ne è testimonianza la struttura mai terminata di un edificio in cemento che insiste sulle Cascate di Tivoli, un vero e proprio “Fuenti del Lazio”: il Coordinamento di Roma intende assurgere quella veduta a simbolo da “restaurare” auspicandone l’abbattimento.

 

Ringraziamo per la grande collaborazione e partecipazione e mettiamo in agenda una riunione plenaria con i comitati durante il mese di Giugno.

 

Lista comitati presenti

Promoverde, Parco Aguzzano, Comitato Beni Comuni Roma XVI, Comitato Villa Blanc, No Pup Indignati, Italia Nostra, Comitato Fuoripista, Arcipelago Scec, Comitato Tor Carbone-Fotografia, Movimento Verso un Comune Virtuoso, Associazione Ottavo Colle, Basta Cartelloni, AMUSE Amici II Municipio, A.P. Per un’Altra Colombo, Slow Food, Movimento per la Decrescita Felice Circolo di Roma, Salviamo il paesaggio Latina, Comitato Piazza Vittorio Partecipata Comitati No Pup Roma, Salviamo Bracciano, Legambiente, Coordinamento Residenti Città Storica, Comitato di Quartiere Marconi, Cittadini Beni Comuni NO-I60, Comitati No Pup Da Vinci Indignati, Lavangaquadra (Nova Arcadia), Comitato Roma Si Muove, Sentinelle degli Alberi, Comitato Collina Lanciani, Insieme per l’Aniene, ViviamoVitinia, Brigate Verdi, Riprendiamoci Roma, CO.BRA.GOR., Zerowaste Lazio, Salviamo Labico, Viviamo Vitinia, Cdl Casal Fattoria Castel di Leva, Respiro Verde LegAlberi.

 

Info relativa agli argomenti trattati dove possibile :

Bernardino Romano : http://www.planeco.org/staff/romano/romano.html#PUBBLICAZIONI

Paolo Berdini : http://comune-info.net/2012/05/esplosione-metropolitana/

 

Il Coordinamento Salviamo il paesaggio Roma : Giovanni Li Volti, Barbara Bonomi, Cristana Mancinelli, Claudio Arbib, Massimo Livadiotti, Stefano Salvi

Una nuova sinergia per il sociale: multifunzionalità e ortoterapia

Nel 1999 l’Unione Europea presentava la multifunzionalità come uno dei cardini dello sviluppo rurale, invitando gli Stati membri a favorire questa prospettiva: si tratta della riscoperta di un modo tradizionale di fare agricoltura reinterpretato alla luce delle esigenze della società contemporanea.

Per agricoltura multifunzionale si intende un’agricoltura che non si limita alla semplice produzione di materie prime a scopo alimentare ma che punta a integrare, in un più ampio quadro d’insieme, una serie di funzioni e servizi aggiuntivi a beneficio di se stessa e dell’intera società: le imprese agricole multifunzionali si occupano prevalentemente di trasformazione e di vendita diretta dei prodotti aziendali, di salvaguardia del territorio rurale, di agriturismo, di recupero e messa a coltura di antiche varietà vegetali e razze animali, nonché di didattica rurale.

A tutto ciò si aggiunge una gamma di servizi sempre più evoluti che le imprese agricole mettono a punto costantemente al fine di soddisfare le richieste del pubblico e di integrarsi sempre più nelle dinamiche sociali.

L’apertura di una parte del mondo agricolo al sociale consente un ampliamento di servizi integrativi alla persona, potendo realizzare attività di ri-abilitazione e di rieducazione nelle strutture e negli spazi verdi delle aziende agricole presenti sul territorio e contemporaneamente aggiunge attività economiche per il settore agricolo, difficilmente realizzabili al di fuori del mondo rurale.

L’azienda agricola non deve fare grandi investimenti ma, se ha vocazione per il sociale, struttura una parte della sua area e della sua trasformazione per l’accoglienza di ospiti deboli e di attività riabilitative come l’ortoterapia, l’onoterapia, la pet therapy l’ippoterapia e attua convenzioni con i servizi sociali del territorio, realizzando così una nuova attività economica e un nuovo reddito aggiuntivo nell’ottica della multifunzionalità.

A sostegno della formazione per coloro che vogliano intraprendere nuove attività nel settore dell’agricoltura multifunzionale, la Scuola Agraria del Parco di Monza predispone corsi finanziati dalla Regione Lombardia destinati a quanti siano in possesso dei requisiti richiesti, come specificato più avanti:

– nell’ambito della mis. 111 Sottomisura A Formazione (corsi gratuiti a favore di imprenditori agricoli, coadiuvanti, familiari, salariati in possesso del codice CUAA)

fitopatologia

problematiche legate alla fertilizzazione azotata con particolare riferimento ai nitrati

operatore agrituristico

trasformazione e commercializzazione di prodotti (pane, pasta, vino, conserve) in azienda

operatore e casaro di alpeggio

– nell’ambito della mis. 331 Sottomisura A Formazione (Corsi gratuiti a favore di imprenditori agricoli, coadiuvanti, familiari, salariati e quanti intendono intraprendere un’attività economica nei settori di diversificazione dell’economia rurale che rientrano nell’ambito delle misure 311, 312, 313, 321, 323 del PSR 2007/2013  –diversificazione verso attività non agricole in ambito rurale, quali ad esempio la multifuzionalità dell’azienda agricola, il turismo rurale, le energie rinnovabili, l’imprenditorialità, i servizi sociali, gli aspetti culturali, ambientali, naturalistici e territoriali):

fattorie didattiche: normative e sicurezza

agronomia economia e produzione di piccoli frutti

conoscenza delle piante officinali

Nell’ambito delle tematiche legate alla multifunzionalità e agli aspetti sociali, la Scuola vanta un’esperienza ormai ventennale e ha predisposto corsi specifici di Ortoterapia destinati a chi desidera diventare operatore specializzato che sono programmati nel corso dell’anno.

Per maggiori informazioni e dettagli è possibile scrivere a:

c.schiaffelli@monzaflora.it

g.cutuli@monzaflora.it

Per consultare l’offerta formativa della Scuola:

www.monzaflora.net

Al Made expo il Salone Progettare e Costruire Green

MADE expo scalda i motori per la quinta edizione: l’appuntamento per le principali aziende rappresentative dei diversi comparti della filiera costruzioni sarà dal 17 al 20 ottobre 2012 nei padiglioni di Fiera Milano Rho, quattro giorni dedicati al business e all’innovazione tecnologica con un’attenzione particolare al costruire sostenibile, in tutte le sue declinazioni.

MADE expo riparte in uno scenario difficile nell’economia globale, la manifestazione è, quindi, un’occasione importante per il mercato interno, che trova a MADE expo risposte e soluzioni concrete e un’occasione di incontro con la business community internazionale.

Filo conduttore dell’edizione 2012 sono le tematiche della sostenibilità ambientale e dell’efficienza energetica.

Un’anima green che troverà spazio nei padiglioni della manifestazione, in particolare con il Salone dedicato al Progettare e Costruire Green, un’area espositiva interattiva e tecnologica, punto di convergenza tra l’offerta delle aziende innovative che hanno scelto di costruire il futuro accogliendo le sfide della sostenibilità e la domanda di professionisti, enti pubblici e mondo produttivo.

Il Salone è gestito da Nemeton Network, punto di riferimento del mondo del verde italiano in relazione all’architettura e allo sviluppo sostenibile, che ha organizzato un’area espositiva dedicata alle aziende florovivaistiche e a quelle che si occupano di costruire sostenibile, che si pongono in modo dinamico sul mercato per affrontare le sfide del terzo millennio costruendo un rapporto più profondo e consapevole con il verde

Il percorso dedicato al verde culmina nella esposizione AAA + A, Agricoltura Alimentazione Architettura, un vero e proprio cantiere verde dove progetti innovativi uniscono sviluppo urbano e rispetto per l’ambiente nell’ottica della sostenibilità ambientale; al suo interno sono previsti numerosi workshop dedicati al tema del verde, laboratori di progettazione e di sperimentazione con esperti e referenti di aziende qualificate, il Convegno Internazionale Next Landscapes che affronta il complesso panorama della progettazione del paesaggio urbano contemporaneo, e l’Esploratorio Costruire Paesaggi, che attraverso una selezione di opere di architettura del paesaggio di respiro internazionale, si propone di documentare scenari, processi e buone prassi legate alla creazione dei nuovi paesaggi del XXI secolo.

Per partecipare e info:

www.nemetonnetwork.net

mail: direzione@nemetonnetwork.net

Storia ed evoluzione della Terra: la distribuzione della specie dei Cipressi riflette la separazione dell’antico supercontinente Pangea

Nella mitologia classica, il Cipresso è associato con la morte, il mondo sotterraneo e l’eternità. Infatti, la Famiglia cui appartengono cipressi è un’antica linea evolutiva di cui fanno parte le conifere e un recente studio della loro evoluzione offre un’interessante prospettiva interpretativa del turbolento evolvere della Terra.

Durante il periodo geologico del Mesozoico la crosta continentale era concentrata in una singola enorme massa, il supercontinente Pangea, che ha cominciato a dividersi circa 150 milioni di anni fa dando luogo alla disposizione dei continenti che conosciamo oggi. La separazione di quell’unica massa continentale ha fatto sì che le specie vegetali e animali allora esistenti siano stati a loro volta divise, determinando delle linee di sviluppo differenziate.

Nei suoi studi la Prof Dr. Susanne Renner, direttrice dell’Orto Botanico di Monaco, ha deciso di ricostruire l’albero genealogico del Cipresso basandosi sul confronto delle sequenze specifiche dei geni di 122 specie a loro volta appartenenti a 32 generi e in grado di riflettere la distribuzione mondiale della famiglia e cercando di applicare il concetto di orologio molecolare.

L’idea si basa su un principio semplice. Quando due linee evolutive hanno un’origine comune, ciascuna sviluppa dei geni propri indipendenti l’una dall’altra. A una prima approssimazione, il confronto tra questi elementi unici fornisce una misura del tempo trascorso dalla loro separazione. Confrontando le analisi spettrali delle modifiche genetiche si può dunque ricostruire la storia di un gruppo.

In definitiva lo studio conferma che le Cupressaceae rappresentano una famiglia di piante molto vecchie le cui origini si possono far risalire al tempo di Pangea.

Le divergenze evolutive delle sottofamiglie poste nel settentrione e nel meridione dell’emisfero, attestate appunto 153 milioni di anni fa, riflettono quindi con valida precisione l’inizio della divisione del supercontinente.

Niente sprechi per la fabbrica trasformata in vertical farm

Un vecchio edificio di mattoni un tempo sede di un’azienda per la produzione di carne nel sud est di Chicago, nasconde dietro le sue rosse mura un segreto completamente verde.

Si tratta del progetto The Plant che dal 2010 sta lavorando alla trasformazione di questo edificio abbandonato in una vertical farm a Zero Energy. L’idea è nata al team di esperti della Plant Chicago che hanno deciso di realizzare la prima azienda agricola della città all’interno di un edificio; qui si produrranno nientemeno che, prodotti freschi, pesce d’allevamento, birra, tè kombucha e ortaggi, il tutto senza generare alcun tipo di rifiuto e nella più completa autonomia energetica.

Sembra un sogno, eppure entro il 2016 la nuova Vertical farm dovrebbe aprire i battenti realizzando così un vero e proprio Net-Zero Eergy System. Il cuore ed il motore dei 93.000 metri quadrati di questa macchina, sarà il sistema di digestione anaerobica in grado di trasformare contemporaneamente oltre 10.000 tonnellate di rifiuti alimentari e non, prodotti dalla struttura, in bioenergia per l’edificio, sfruttando il processo di decomposizione per generare bio gas.

One man’s trash is another man’s treasure uno slogan ad hoc per questo edificio che funziona come un ciclo continuo: le 27 tonnellate giornaliere di scarti alimentari provenienti dallo stesso centro e dalle industrie alimentari vicine, diventano biomassa per il digestore anaerobico, che catturando il metano emesso dai rifiuti, sarà in grado di produrre sia calore che 400 kWh di elettricità.

Il calore in eccesso sarà utilizzato in un refrigeratore ad assorbimento per regolare la temperatura dell’edificio, mentre l’elettricità servirà ad alimentare il sistema idroponico che gestisce le coltivazioni, chiudendo così il ciclo.

Efficienza nella produzione interna ed efficienza delle strutture (i progettisti incaricati della ristrutturazione stanno migliorando le prestazioni dell’involucro) aumentando la coinbentazione, sostituendo gli infissi e aggiornando gli impianti tecnici per arrivare a realizzare un edificio autonomo, staccato dalla rete comune.

Non si tratta solo di un esempio virtuoso di architettura o di produzione biologica, la vertical farm di The Plant Chicago è stata concepita come un mezzo per istruire e trasmettere in tempo reale delle informazioni.

Fin dai primi giorni di inizio lavori, l’edificio è stato aperto ai cittadini, che ne hanno potuto osservare le differenti fasi di crescita, fino ad arrivare alla realizzazione degli ambienti per l’acquacultura e all’installazione del digestore anaerobico.

Un ambiente work in progress finanziato giorno per giorno da coloro che visitano gli impianti, trasmettendo una valore aggiungo alla comunità di Chicago.

Imboschimento terreni non agricoli. Dal Psr del Veneto 2 milioni di euro

 

Il Programma di Sviluppo Rurale del Veneto ha finanziato con 2 milioni di Euro complessivi la Misura 223 “Imboschimento di terreni non agricoli”, finalizzata al miglioramento dei suoli mediante formazioni forestali e arboricoltura da legno.

“Con questa iniziativa – ha fatto presente l’assessore regionale all’agricoltura – puntiamo a sostenere la difesa del suolo, l’assorbimento di anidride carbonica, la diversificazione delle attività agricole tradizionali, la riqualificazione del paesaggio agrario e la ricostituzione di ambienti naturaliformi, la diminuzione dei contaminanti presenti nel suolo e l’uso sostenibile delle risorse idriche”.

La misura sostiene finanziariamente la realizzazione di boschi permanenti, di fustaie a ciclo medio – lungo, di impianti a ciclo breve, di impianti ad alta intensità per il disinquinamento dell’acqua e di impianti ad alta densità per la ricarica delle falde.

“Con tali interventi – ha aggiunto l’assessore – sarà possibile anche contrastare la degradazione del suolo dovuta all’erosione e allo stesso tempo valorizzare il paesaggio.”

Le domande di aiuto andranno presentate ad Avepa entro il 29 giugno prossimo.