Identificato un gene che aumenta del 20% la produttività del riso

Kasalath-rice-plant

Piante di riso della varietà Kasalath, le piante sulla sinistra contengono il gene PSTOL1, crescono meglio e hanno dimensioni maggiori

Un team di ricercatori dell’Università Statale di Milano, in collaborazione con ricercatori nelle Filippine e in Giappone, ha individuato il gene che aumenta del 20% la produttività del riso. Il lavoro è stato pubblicato su Nature il 22 agosto.
Il gene, a cui è stato dato il nome di PSTOL1 – Phosphorous Starvation TOLerance 1 – consente alla pianta di riso di sviluppare un apparato radicale molto più esteso e quindi di assorbire con maggior efficienza il fosforo, la cui carenza, in alcune delle principali aree dedite alla coltivazione del riso, limita notevolmente la produttività, soprattutto se le piante sono coltivate in terreni acidi che ne limitano l’assorbimento o in condizioni che non consentono l’irrigazione.
“La scoperta di questo gene – spiega il Professor Martin Kater dell’Università Statale di Milano, che coordina il gruppo di ricerca italiano – apre importanti prospettive per il miglioramento genetico del riso. Questo gene potrà contribuire alla creazione di nuove varietà di riso altamente produttive, in tempi molto rapidi e con la certezza che le nuove varietà saranno in grado di assorbire fosforo in modo più efficace.
Tali varietà consentiranno di limitare l’uso di fertilizzanti e potranno crescere anche in terreni carenti di fosforo, spesso posseduti da agricoltori talmente poveri che non possono permettersi di acquistare le quantità necessarie di fertilizzante”.
Il gene PSTOL1 è stato isolato dalla varietà tradizionale di riso denominata Kasalath, di origine indiana, in grado di crescere bene in terreni con basso contenuto in fosforo, a dimostrazione dell’enorme importanza di preservare la variabilità genetica delle specie di interesse agronomico: un vero e proprio serbatoio da cui attingere vecchi geni per nuove varietà.
Attualmente varietà di riso contenenti il gene PSTOL1 vengono studiate nelle Filippine e in Indonesia, dove il fosforo è altamente carente e potranno essere immesse sul mercato e coltivate entro pochi anni.
Il progetto, coordinato dalla dottoressa Sigrid Heuer del prestigioso “International Rice Research Institute IRRI” nelle Filippine, ha visto coinvolte, oltre all’Università degli Studi di Milano, istituzioni quali il “Japan International Research Center for Agricultural Sciences” e la “University of the Philippines Los Baños” ed è stato finanziato dal programma “CGIAR Generation Challenge Program.

Laboratorio Italia – Esperienze delle selezioni italiane per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa

laboratorio-Italia-biennale-veneziaIn occasione della tredicesima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, si svolge nella Loggia Foscari di Palazzo Ducale di Venezia la mostra dei centoquaranta progetti che hanno partecipato alle prime due edizioni della selezione italiana per il Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa.
L’iniziativa parte dal Ministero per i beni e le attività culturali, attraverso il Servizio architettura e arte contemporanee della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee – PaBAAC, e la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna.
La mostra presenta le esperienze progettuali italiane che hanno interpretato in modo significativo i principi della Convenzione Europea del Paesaggio sottoscritta a Firenze nell’ottobre 2000 ed è stata predisposta in occasione del Forum delle Selezioni Nazionali del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa edizioni 2008-2009 e 2010-2011 – XI Meeting del Consiglio d’Europa (CoE) per l’implementazione della Convenzione Europea del Paesaggio,
L’Italia ha vinto la seconda edizione del Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa con il progetto Carbonia Landscape Machine che prevede la riqualificazione della città di nuova fondazione e della sua miniera, dove tra l’altro è stato ospitato il Forum nel giugno 2012.
logo-laboratorio-italiaIn quell’occasione il MiBAC ha organizzato un tavolo di lavoro nazionale, Laboratorio Italia, per consentire il confronto tra gli enti e le associazioni territoriali che hanno partecipato alla selezione italiana del Premio. L’obiettivo è stato la condivisione di esperienze professionali, metodologie applicative, percorsi amministrativi virtuosi tra i soggetti pubblici, le associazioni e gli esperti che si occupano a vario titolo delle trasformazioni del territorio e dell’ambiente; è stato poi elaborato un primo bilancio dell’organizzazione del premio e della procedura di selezione basata sui criteri di sostenibilità, esemplarità, partecipazione, sensibilizzazione dettati dal Consiglio d’Europa.
L’inaugurazione della mostra a Venezia si è tenuta il 27 agosto, preceduta da un incontro all’Isola della Certosa oggetto della proposta per il recupero paesaggistico degli oltre 250 mila metri quadrati di superficie che, unitamente ad altre isole circostanti, costituisce il Parco della Laguna Nord, presentata, da Vento di Venezia.
La mostra rimarrà aperta dal 28 agosto al 25 novembre 2012.

Un giardino inaspettato a Bergamo inaugura un ciclo di manifestazioni dedicate al paesaggio

Maestri del Paesaggio Piazza Vecchia Bergamo

Lavori in corso per la trasformazione in giardino di Piazza Vecchia a Bergamo

Dal 30 agosto al 16 settembre Piazza Vecchia, nel cuore del borgo medioevale di Città Alta a Bergamo, diventerà un grande giardino aperto a tutti, 24 ore su 24, luogo di sosta e di contemplazione, di relax e apprendimento, dove stare pigramente seduti ammirando le evoluzioni che il giardino subisce nel corso degli anni, frutto non solo di mode, ma soprattutto di modi di concepire il paesaggio e l’ambiente che ci circonda.
Il giardino è lo spunto per iniziare un discorso sulla progettazione degli spazi verdi intrapreso da Arketipos lo scorso anno e che coinvolge in workshop, conferenze, percorsi guidati alcuni professionisti di fama internazionale che per 3 giorni si metteranno a disposizione del pubblico per spiegare i segreti della loro professione.
Maestri del Paesaggio inizia giovedì 30 agosto con seminari dedicati al pubblico e la serata inaugurale all’Orto Botanico, ma la manifestazione entrerà nel vivo nella giornata di venerdì, con seminari e workshop dedicati al mondo dei professionisti e agli appassionati sui temi del verde.
Arketipos Lucia Nusiner Maurizio VeginiCuore della manifestazione sarà il Meeting di sabato e domenica al teatro sociale al quale interverranno paesaggisti di chiara fama (si citano a titolo di esempio John Brookes, Arend Jan van der Horst, Cleve West, Charlotte Rowe, Andy Sturgeon e Christian Dobrick) che annoverano nel loro curriculum la vittoria a concorsi internazionali e che racconteranno la loro esperienza professionale attraverso la spiegazione di progetti e la proiezione di fotografie, che possano essere fonte di ispirazione e cases study per tutti coloro che svolgono il mestiere di paesaggista o che stanno studiando per prepararsi a svolgerlo.
Il giardino di Piazza Vecchia, oltre a essere una vetrina per la manifestazione, sarà esso stesso un esempio di connubio tra natura e architettura del verde, con uno sguardo al passato e il pensiero rivolto al futuro.

piazza-vecchia-bergamo-maestri-del-paesaggio

Piazza Vecchia: lavori ultimati

Il visitatore sarà accolto da pergolati di pali di castagno, coperti da viti e rampicanti, con al centro quattro settori coltivati con metodi biologici e che simbolicamente richiamano la coltivazione degli orti, intesi come simbolo del prendersi cura della terra e indirettamente del nostro paesaggio; la novità risiede nelle specie vegetali coltivate, rappresentate da graminacee ornamentali e erbacee perenni adatte per il clima dell’Italia settentrionale, caratterizzate da un basso fabbisogno idrico e da minime esigenze di manutenzione, in perfetta sintonia con le emergenze climatiche e la sobrietà richiesta dal contesto internazionale globale.
Tra fiori e profumi, lo spirito si riconcilia con la città in uno spazio rilassante che rivela quanto alla capacità progettuale a volte visionaria dei progettista si debba affiancare una conoscenza botanica di alto livello.
Non mancheranno le sorprese e ospiti poco usuali per Piazza Vecchia, come le galline ornamentali che nel weekend dal 31 agosto al 2 settembre faranno la loro comparsa in vari punti del giardino. Anche i più piccoli avranno di che divertirsi nella zona dedicata, con arredi in miniatura, giochi e sculture di animali in legno.

Per il dettaglio degli eventi è possibile consultare il sito www.arketipos.org

MVRDV: piantando l’architettura

gwanggyo-city-centre-mvrdv-seoul-02Partendo dalla convinzione che la trasformazione del comportamento sociale porti alla trasformazione dello scenario costruito, lo studio MVRDV realizza interventi svincolati dalla configurazione fisica, tanto che il contesto in cui sono inseriti spesso viene forzato nella sua natura quando non addirittura reiventato. Gli elementi caratteristici del paesaggio vengono, infatti, sapientemente usati, sovrapposti ed intrecciati con le architetture, come se fossero materiali da costruzione, fino ad ottenere nuovi paesaggi.

Ogni progetto diventa spunto e punto di partenza per nuove analisi ed approfondite ricerche che consentono di comprendere e di affrontare le più svariate situazioni progettuali; il risultato di questo lavoro iniziale viene poi utilizzato come strumento didattico attraverso il quale comunicare le ragioni metodologiche e le tecniche di lavoro dei vari interventi.

Più delle forme in se stesse sembrano assumere importanza le ragioni che hanno portato a quelle scelte: “la forma aiuta a mostrare il contenuto” ha, infatti, detto Maas in occasione di un’intervista e per far questo lo studio olandese si stacca dagli stili e dai linguaggi architettonici del passato ai quali, però, in diverse occasioni ha attinto con spudorata libertà.

Un esempio del modus operandi di MVRDV è il Gwang Gyo Power Centre, sito 35 km a sud di Seoul, in una valle circondata da colline boscose e collocata nei pressi di un lago.

A differenza della maggior parte dei centri plurifunzionali coreani precedentementegwanggyo-city-centre-mvrdv-seoul-01 realizzati, per lo più con tipologia a torre su una base attrezzata per lo shopping e posizionati negli avvallamenti, la soluzione proposta dallo studio ha cercato il modo di espandersi anche sulle colline, sfruttando a suo favore la ventilazione naturale, utile a ridurre lo smog e il surriscaldamento durante i mesi più caldi. L’edilizia residenziale, gli uffici, i centri commerciali, gli spazi attrezzati per la cultura e il tempo libero trovano posto nelle aree coperte, intervallate da varie aree di aggregazione, per lasciare il ruolo di protagonisti indiscussi ai caratteristici anelli terrazzati, costituiti dalla parte più esterna delle architetture di forma conica, che essendo stati collegati alle colline, alle strade ed al lago trasformano il progetto (architetture comprese) in una sorta di parco. L’intervento, così concepito, non soffoca, ma al contrario valorizza le varie zone verdi, collegandole tra loro e creando, nell’insieme, un nuovo paesaggio collinare.

Inoltre, sfruttando il naturale potere rinfrescante della massa d’acqua l’architettura è caratterizzata da un piacevole benessere climatico naturale e dalla riduzione della domanda energetica.

sky-village-mvrdv-copenhagen-02Un altro esempio significativo di come i progetti possano rispondere a specifiche necessità urbanistiche è lo Sky Village, una costruzione a torre, alta 116 m, estremamente flessibile in grado di accontentare la richiesta immobiliare della periferia di Copenaghen.

Si tratta di un agglomerato di scatole, dette pixel (di m 7,8×7,8) disposte intorno a un nucleo centrale dotato di ascensori, scale ed alberi. In questa costruzione non solo trovano posto parcheggi, negozi, ristoranti, uffici e residenze, ma le unità, tramite l’aggiunta o la rimozione di moduli, si trasformano facilmente in unità più grandi o viceversa, adeguandosi alle richieste del mercato. In questo modo ogni piano fa a sé, e le facciate, anche grazie alla collocazione di terrazzi e balconi, creano uno straordinario gioco di pieni e vuoti che cambia a secondo del punto di vista.

La parte più bassa di questa particolare torre è di superficie inferiore rispetto sky-village-mvrdv-copenhagen-01ai piani più alti; questo espediente le permette di inserirsi nel tessuto urbano senza soffocare le case circostanti e di creare, intorno alla sua base, aree vuote attrezzate in modo da accontentare le esigenza delle utenze più svariate (bambini, genitori, giovani ed anziani).

Per soddisfare le esigenze di sostenibilità e di risparmio energetico, sono stati previsti impianti di produzione di energia, il riciclo delle acque grigie e, per alcune parti, è stato utilizzato cemento armato riciclato.

Un intervento di ristrutturzione di Marco Piva sul Lago di Como

intervento di ristrutturazione Marco PivaIl progetto di questa villa unifamiliare, situata nella cornice del lago di Como, è consistito nella ristrutturazione interna ed esterna del lotto e nel suo interior design.
Lo stato di fatto si presentava particolarmente degradato, in totale abbandono, per cui si è reso necessario innanzitutto il ripristino di tutte le coperture, la rimozione e rifacimento del tetto esistente; la realizzazione della guaina di impermeabilizzazione, la rimozione di tutta la pavimentazione interna e dei balconi e terrazzi esterni; la conformazione di adeguati sottofondi per pavimentazioni interne, e la rasatura interna ed esterna di tutte le pareti, con demolizione di tutti i tavolati interni per costruire muri di adeguato spessore.
A seguito è stato rifatto tutto l’impianto idrico-sanitaro, elettrico, e sostituito quello di riscaldamento.
Per la parte di interior design,l’intervento è stato sviluppato mantenendo uno stile contemporaneo, per andare incontro alle esigenze del cliente, che miravano all’ottenimento di un’atmosfera sontuosa, ma che allo stesso tempo trasmettesse una sensazione di comfort e tranquillità.
L’armonizzazione tra la residenza e la natura, è stata resa tramite l’utilizzo diintervento di ristrutturazione Marco Piva 2 vetrate. La trasparenza è infatti un elemento fondamentale di questa realizzazione e il vetro è il materiale per antonomasia. È tramite le vetrate che il progetto dialoga con il contesto e ne prende parte. Altro elemento portante della progettazione è stata la luce, determinante nella creazione di suggestioni e scenografie atte ad esaltare le caratteristiche del progetto stesso
Anche il verde, infine, è stato pensato come elemento architettonico, nella sua percorrenza di scale, giardino, balconi e davanzali
Il concept di progetto ha avuto come elemento cardine lo sviluppo di una continuità formale tra struttura e contesto, privilegiando colori leggeri e materiali naturali, in armonia con gli spazi verdi circostanti, che si è tradotta in un ambiente piacevole, accogliente ed elegante.

Due serre e un fiume: ecco il Laverstoke Mill, nuova sede di Bombay Sapphire

laverstoke milla nnuova sede di bombay sapphireUn mulino abbandonato nell’Hampshire, questa l’ultima sfida progettuale di Thomas Heatherwick, ormai noto anche alle cronache per aver disegnato il braciere olimpico di Londra 2012.
I vecchi corpi di fabbrica, una volta dedicati alla produzione di carta per banconote della Gran Bretagna e dell’Impero, si compongono di una quarantina di edifici fatiscenti, molti dei quali di interesse storico, che troveranno nuova vita e diventeranno parte integrante del progetto di riqualificazione totale dell’area (circa 2 ettari, vicino al Laverstoke Park, un paradiso naturale a 60 miglia da Londra), che diventerà sede della distilleria Bombay Sapphire, storica azienda produttrice di gin, all’insegna della sostenibilità ambientale, della funzionalità e del design, per riflettere le aspirazioni della casa produttrice; la struttura verrà anche aperta al pubblico seguendo al filosofia alla base dell’Olympic Park (heritage).
L’idea più originale del progetto è la creazione di due serre per la coltivazionelaverstoke mill bombay sapphire 03 delle 10 erbe che sono alla base del famoso gin, che verranno poste al centro dell’intera area; in una sarà garantità l’umidità necessaria alla crescita di piante originarie dei climi tropicali, e, al contrario, nell’altra saranno assicurate le condizioni per la vita delle piante di origine mediterranea, che necessitano di climi più secchi. Le serre saranno posizionate dentro il River Test, ora inglobato in una struttura in cemento e poco visibile, insieme al quale diventeranno, una volta demolita la vecchia struttura, il fulcro dell’intera area.
laverstoke mill bombay sapphire 02Il rapporto tra l’azienda e l’architetto ebbe inizio circa 10 anni fa quando Heatherwick vinse il premio Bombay Sapphire, un premio di eccellenza per l’innovazione del design del vetro.
I lavori sono iniziati nel febbraio del 2012 e si prevede che la nuova sede inaugurerà in autunno 2013.
Un video accompagna il lettore in una visita virtuale nella fabbrica del domani.

L’orto sul tetto

giardino pensile bauer

Il giardino pensile nella nuova sede Bauer

Erba fresca appena tagliata, aiuole verdeggianti con fiori e rose profumate e, tutt’intorno, un orto con erbe aromatiche e fresche verdure. Sembra la descrizione di una tranquilla fattoria in campagna invece è quello che si può ammirare salendo sulla terrazza della nuova sede Bauer a Trento.
La storica azienda trentina, specializzata in preparati per brodo e insaporitori, da sempre attenta a coniugare salute ed equilibrio al piacere di una cucina saporita e gustosa, ha voluto che questa filosofia del benessere e della naturalità fosse rispecchiata anche nell’architettura della nuova sede inaugurata di recente.

“L’area relax del personale, adiacente alla mensa, – spiega la dott.sa Giovanna Flor, titolare di Bauer – si proietta su un ampio spazio verde aperto, consentendo uno stacco netto dall’attività lavorativa. Inoltre, la realizzazione di un giardino pensile ha un impatto positivo sulla riduzione delle escursioni termiche dovuta all’assorbimento di calore e luce da parte della vegetazione che vi è stata alloggiata.
La realizzazione di questa zona verde – prosegue la dott.sa Flor – avrà anche una valenza educativa. In collaborazione con la Cooperativa Sociale Onlus IRIFOR e il Museo Tridentino di Scienze Naturali sono in programma visite guidate con le scuole. I bambini avranno la possibilità di visitare l’azienda e il giardino pensile e vedere come alimenti che mangiano quotidianamente vengano coltivati nel rispetto della natura e dell’ambiente, educandoli al contempo ad una alimentazione sana ed equilibrata”.

Grazie alla collaborazione con l’architetto Massimo Leonardelli, l’azienda Bauer è un virtuoso esempio di ecosostenibilità: la particolare copertura a verde dello stabile, più di 2500 mq d’impermeabilizzazione naturale, consente vantaggi energetici ed economici su più fronti come il maggiore isolamento termico sia estivo che invernale, la diminuzione dei picchi di deflusso idrico, la mitigazione del microclima e il fissaggio delle polveri sottili.
Inoltre uno specifico sistema di stoccaggio delle acque meteoriche garantisce la riduzione dell’utilizzo di acque potabili per scopo di irrigazione.
Il nuovo stabilimento rappresenta un passo importante per Bauer, per dare risposta all’esigenza di crescita dell’azienda valorizzando una missione da sempre legata alla naturalità ed all’autenticità.

Ciò che fa bene alla salute fa bene anche all’ambiente: ecological footprint

doppia piramide alimentare

Doppia piramide: alimentazione sana per le persone, sostenibile per il pianeta (Fonte: Barilla Center for Food Nutrition)

Le donne, provvedendo all’alimentazione della famiglia, svolgono, spesso inconsapevolmente, l’importante funzione di prime educatrici alimentari, divulgando modelli di comportamento diversi in funzione del contesto sociale e geografico in cui esse vivono.
Nei Paesi più sviluppati, l’espandersi del settore agro-industriale ha comportato una maggiore disponibilità di prodotti alimentari variamente trasformati e confezionati, anche per venire incontro alle cambiate condizioni di vita sociale e familiare che vedono una netta riduzione sia dei tempi di preparazione casalinga dei pasti sia dei momenti volti al consumo degli stessi in famiglia.
Questi fenomeni si riflettono sullo scambio di informazioni madre-figlio-restodella comunità, per quanto riguarda le regole di una corretta alimentazione. Tuttavia è di fondamentale importanza che la donna non trascuri di trasmettere ai figli, fin dalla prima infanzia, l’insegnamento che le buone abitudini alimentari hanno un riflesso positivo non solo sulla salute dell’uomo stricto sensu ma sull’ambiente stesso, con l’effetto di salvaguardarne anche la biodiversità attraverso la diversificazione dei consumi alimentari.
È ormai riconosciuto a livello scientifico che il modello alimentare mediterraneo, privilegiando il consumo di verdure, frutta, cereali e legumi, è quello che più si avvicina a un regime alimentare ideale per il corretto sviluppo fisiologico dell’organismo e il mantenimento dello stato di salute generale.
Sempre più numerosi sono gli studi che indicano come i benefici sulla salute umana della dieta mediterranea investano tutte le età, con effetti protettivi sul sistema cardio-vascolare e neurologico, sull’apparato riproduttivo, sul sistema immunitario, sull’invecchiamento cellulare, etc., grazie all’apporto continuo e ricco di oligoelementi, composti ad attività antiossidante e principi nutritivi a elevato valore biologico.
Tuttavia, i risultati di un sondaggio condotto dall’Università di Bologna dimostrano che il 60% degli italiani ignora i principi di base di questa dieta e solo il 20% riesce a definirla in modo corretto. Una corretta e capillare divulgazione delle linee guida nutrizionali elaborate dagli organismi preposti è dunque necessaria per informare la popolazione circa l’effetto positivo sulla salute dell’adozione della Piramide alimentare mediterranea moderna che in sintesi prevede, oltre ad una moderata attività fisica giornaliera e un apporto di acqua adeguato, un abbondante consumo quotidiano di alimenti di origine vegetale, ricchi in termini di nutrienti, di composti protettivi e a ridotta densità energetica; un apporto proteico diversificato tra legumi, latte e derivati, pesce, carni bianche e, per ultime, carni rosse; il consumo non eccessivo di olio di oliva.

Ma in che modo il modello alimentare mediterraneo si pone come elemento che contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità?

Recentemente, accanto al modello di Piramide alimentare, che spiega come adottare un’alimentazione equilibrata, è stato introdotto ed elaborato il concetto di Piramide ambientale che analizza l’intero ciclo di vita (LCA) delle diverse categorie di cibi, valutando l’impatto ambientale in termini di emissione di gas serra (Carbon footprint), uso delle risorse idriche (Water footprint) e uso del territorio (Ecological footprint) associato a ogni singolo alimento. In sintesi, le stime dei tre indicatori citati sono state elaborate attraverso l’analisi dell’intera filiera – estrazione, coltivazione e trattamento delle materie prime, fabbricazione, confezionamento, trasporto, distribuzione, uso (crudo, cotto ed i diversi tipi di cottura), riciclo e smaltimento finale.
L’ecological footprint è considerato l’indicatore più completo in quanto, oltre all’utilizzo del territorio, tiene conto anche delle emissioni di CO2. Ad esempio, è stato calcolato che l’impatto ambientale per la produzione di 1 kg di carne bovina è pari a 105 m2 contro i 9 m2 occorrenti per la produzione di 1 kg di ortaggi. In termini di consumi idrici, per la produzione di 1 kg di pomodori freschi vengono utilizzati circa 150 litri d’acqua mentre per ottenere un 1 kg di carne bovina ne vengono consumati 15.400. Riclassificando, quindi, le categorie alimentari rispetto al loro impatto sull’ambiente, si ottiene una piramide capovolta, che vede gli alimenti a maggior impatto ambientale in alto e quelli a ridotto impatto in basso. Come dato medio, è stato elaborato che per ottenere 100 calorie, il modello alimentare mediterraneo provoca un impatto ambientale del 60% inferiore rispetto a un’alimentazione di tipo nordamericano, in cui prevalgono carni e grassi animali.
Accostando le due Piramidi si ottiene una Doppia Piramide in cui si può osservare che gli alimenti di origine vegetale, per i quali è consigliato un consumo più frequente, sono anche quelli che presentano gli impatti ambientali minori ed emerge la coincidenza, in un unico modello, di due obiettivi rilevanti: tutela della salute umana e, al tempo stesso, salvaguardia dell’ambiente.

Da quanto finora esposto, una considerazione che emerge spontanea è quella che la diversificazione dell’alimentazione, variando all’interno di una stessa categoria il consumo dei diversi prodotti, ad esempio alternando sulla tavola i diversi tipi di ortaggi o di frutta in base alla stagionalità, costituisce un’azione protettiva sia da un punto di vista salutistico e sia per quanto riguarda la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità nelle produzioni agro-alimentari.
In tal senso, la spesa familiare, in genere compito femminile, potrebbe essere un’occasione di azioni efficaci orientate sia direttamente al recupero della salutare tradizione alimentare mediterranea sia indirettamente verso una migliore salvaguardia dell’ambiente. Certamente le relazioni che intercorrono tra agricoltura e ambiente sono sempre state molto strette. Il prodotto agricolo, più di molti altri tipi di merci, è legato al suo contesto locale e a un più vasto sistema di relazioni sociali ed economiche su scala globale.
Negli anni ’80, valutando, attraverso numerosi studi scientifici, tutti i rischi di impatto ambientale dell’agricoltura intensiva sull’ecosistema e sulla salute, si è riconosciuta la necessità di indirizzare la gestione dell’azienda agraria e lo sviluppo del territorio rurale verso dei criteri di sostenibilità nella produzione agroalimentare.

Il concetto di agricoltura sostenibile è molto ampio e, semplificando, pone come fondamentali tre aspetti principali: la sostenibilità ambientale, che comprende un uso del suolo e delle risorse naturali tale che queste siano disponibili anche in futuro includendo tra esse anche il paesaggio, gli habitat, la biodiversità, e la qualità delle risorse naturali; la sostenibilità sociale, che garantisca opportunità di lavoro, capacità di soddisfare la richiesta alimentare e la salvaguardia della salute umana; la sostenibilità economica, in modo che le risorse disponibili siano utilizzate in modo efficiente e contribuiscano allo sviluppo rurale del territorio.
Anche l’Unione Europea, nell’elaborare la nuova PAC, ha proposto di riservare il 30% degli aiuti diretti (pagamento ecologico) a quegli imprenditori agricoli che mettano in atto pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente, come la diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti, la salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio, al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo e di valorizzare gli sforzi compiuti dagli agricoltori che divengono gestori del territorio.
La ormai diffusa attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e alla sostenibilità delle produzioni agricole ha dato impulso a nuovi modi di fare agricoltura. Ne sono un esempio, l’agricoltura biologica, che all’interno delle produzioni alternative è l’unica ad essere soggetta a controlli da parte di organismi autorizzati a certificare la qualità biologica delle produzioni; l’agricoltura biodinamica, che presta molta attenzione alle fasi lunari per semina e raccolti; la permacoltura e, infine, l’agricoltura naturale (o del non fare), sviluppata in Giappone, in cui l’intervento dell’uomo è minimo. O, ancora forme di gestione dell’azienda che valorizzano le colture locali tenendo conto della salute dei lavoratori agricoli, dei consumatori e della salubrità dell’ambiente.
Il nodo cruciale resta comunque quella di una corretta informazione ed efficace divulgazione presso la popolazione di conoscenze che sono ancora patrimonio di pochi specialisti di settore.
Occorrerebbero azioni più incisive e di immediata visibilità, rivolte ad un pubblico (infantile ed adulto) sempre più bombardato da notizie ed immagini ingannevoli. Ad esempio, si potrebbero utilizzare in modo mirato i più avanzati e diffusi mezzi di comunicazione nonché le strategie applicate nel marketing pubblicitario, al fine di volgarizzare per il vasto pubblico di ogni età conoscenze specifiche su argomenti così fondamentali per tutti, quali sono quelli dell’alimentazione, della salute e dell’ambiente. In tal modo e donne troverebbero un efficace supporto informativo nel loro difficile, costante e coraggioso compito di educatrici lato sensu non solo nei confronti della famiglia ma della società intera.

Intervento di Gabriella Rossi -Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA-RPS)- intitolato UNA NUTRIZIONE SANA FA BENE ALL’UOMO E ALL’AMBIENTE, tratto dagli Atti della Tavola Rotonda “Donne e Alimentazione” ( tenutasi a Roma il 3 luglio 2012 nella sede dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria)

Piante e animali perduti nelle piazze di Guastalla

piante e animali perduti guastallaI profumi e i sapori di un tempo tornano dal passato e si fermano per un weekend a Guastalla, cittadina emiliana sulle rive del Po. Sabato 29 e domenica 30 settembre 2012, le piazze e le strade di Guastalla si trasformeranno con la mostra mercato Piante e Animali Perduti, uno degli appuntamenti più originali dedicati alla natura e alla campagna. Una manifestazione insolita e curiosa, che mette insieme frutti rari e fiori antichi, prodotti tipici e animali, che un tempo animavano le aie e i cortili, ma che oggi sono introvabili.
Tante le iniziative dell’edizione 2012: fattorie didattiche per i più piccoli, raduno internazionale dei tabarri, Sanremo dei galli a colpi di chicchirichì, proposte singolari come affitta una gallina, ossia portarsi a casa una gallina ovaiola per un mese.
Un evento che si svolge alle porte dell’autunno, il periodo per concedersi anche una visita culturale e artistica alla città gonzaghesca, a una ventina di chilometri da Sabbioneta e a 30 km da Mantova.
I portici secenteschi di Guastalla si trasformeranno in un estemporaneo giardino, dove il profumo dei fiori più antichi aprirà la strada alla scoperta dei prodotti di un tempo.
Sabato 29 e domenica 30 settembre 2012, torna l’atteso appuntamento con Piante e animali perduti, giunto alla XVIa edizione, che lo scorso anno ha visto 40.000 visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Lo scenario sarà quello delle antiche fiere: circa 400 espositori proporranno varietà e specie antiche spesso dimenticate, del mondo vegetale, ma anche animale. Fiori diventati sempre più rari, dal profumo intenso e forme quasi dimenticate, piante da frutto e ornamentali, ortaggi e sementi, razze di animali domestici e di allevamento, pecore, galline, maiali, bovini e asini, saranno i protagonisti della manifestazione.
Mostre pomologiche verranno allestite da istituti agrari per far conoscere mele, pere, uva, fichi e altri frutti stagionali locali, mentre gli appassionati di funghi potranno assistere all’esposizione micologica.
La natura a volte, per i bambini che vivono in città, è un mistero. Che verrà svelato nelle piazze di Guastalla, dove sarà allestita, tra staccionate e pagliai, una vera e propria fattoria, pronta ad accogliere galli, galline, capre, pecore, asini, cavalli, mucche, alcuni di razze antiche molto particolari. Nel giardino di Palazzo Ducale verranno ospitate delle mucche e i contadini faranno delle dimostrazioni di mungitura e raccolta del latte. Sull’argomento verranno poi allestiti dei laboratori didattici, dove i bambini potranno esprimere le loro impressioni su questa esperienza. I bambini potranno dare da mangiare agli animali e magari convincere mamma e papà a portare a casa, in affitto, una gallina ovaiola. Anche i galli avranno la loro parte da protagonisti nella Sanremo dei galli: il loro pollaio sarà teatro della quinta gara nazionale canora riservata ai galli italiani. Una sfida tra razze autoctone come polverara, ancona, livorno, padovana, siciliana, piemontese, modenese, robusta maculata. Inflessibili i giudici valuteranno durata, potenza e “virilità” del canto dei galli, che avranno dieci minuti per esibirsi e mostrare la propria capacità canora. Saranno premiati i tre galli che avranno esibito il canto più persistente.

Piante e Animali Perduti è anche un viaggio alla scoperta dei prodotti di un tempo. Esposizione, vendita di prodotti tipici, ma anche degustazioni guidate per assaggiare sapori dimenticati con rarità culinarie come il formaggio della vacca rossa reggiana o della bianca modenese, il culatello della mora romagnola, il lambrusco di fogarina.
Tante anche le iniziative culturali particolari, come il Raduno internazionale del tabarro e un convegno, organizzato dal Rare (Razze autoctone a rischio di estinzione).

Info: UIT Informazione e Accoglienza Turistica, strada Gonzaga 37/e, Guastalla (RE), tel. 0522 219812, uit@comune.guastalla.re.it.

Rio de Janeiro diventa più verde: inaugurato un parco da 93.000 metri quadrati

madureira park Rio de Janeiro olimpiadiRio de Janeiro è già al lavoro in vista dei due prossimi appuntamenti che concentreranno l’attenzione del mondo sulla città: i Mondiali di calcio nel 2014 e le Olimpiadi nel 2016, e punta tutto sul miglioramento del proprio ambiente urbano.
La città, che ha anche recentemente ospitato la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile Rio +20, ha avviato un ambizioso piano di riqualificazione urbana che comprende l’istituzione di nuovi trasporti, l’adeguamento delle infrastrutture esistenti, l’urbanizzazione dei suoi slums, e la costruzione di nuovi impianti in tutta l’area metropolitana.
L’ultima innovazione risale ai primi di agosto, con l’inaugurazione del Madureira Park, che con i suoi 93.000 metri quadrati è diventata la terza area verde più grande della città dopo Aterro de Flamengo e Quinta da Boa Vista.
Nato grazie alla riorganizzazione di alcune linee di trasmissione di energia elettrica e al trasferimento delle famiglie che occupavano la zona, il parco è improntato sul tema della sostenibilità: è dotato di un impianto di irrigazione per l’uso controllato delle acque, riutilizzo dell’acqua, pavimentazioni permeabili, illuminazione a Led e trattamento delle acque reflue.

Circa 800 alberi autoctoni e 450 palme sono stati piantati attorno ai cinque laghi con fontane illuminate, circondati da 31.500 metri quadri di prati.
Inoltre, è stato istituito un Centro di Educazione Ambientale per rafforzare la partecipazione della comunità e degli studenti nella protezione e conservazione del parco. La nuova area verde ha anche un altro ambizioso obiettivo: quello di risollevare dal degrado la grande regione commerciale e residenziale nel nord di Rio, priva di impianti culturali e di svago.
In questa linea, oltre alle strutture sportive, il parco dispone di un’area culturale per concerti e presentazioni, denominata Samba Square, un centro di 415 metri quadrati con accesso a internet e di una biblioteca virtuale (Knowledge Ship), 400 posti a sedere, oltre a una sala culturale per le presentazioni di 1.350 quadrati (Arena Carioca).