MVRDV: piantando l’architettura

Lo studio di progettazione olandese realizza esempi di perfetta integrazione fra l'architettura e il paesaggio

Raffaela Borghi

gwanggyo-city-centre-mvrdv-seoul-02Partendo dalla convinzione che la trasformazione del comportamento sociale porti alla trasformazione dello scenario costruito, lo studio MVRDV realizza interventi svincolati dalla configurazione fisica, tanto che il contesto in cui sono inseriti spesso viene forzato nella sua natura quando non addirittura reiventato. Gli elementi caratteristici del paesaggio vengono, infatti, sapientemente usati, sovrapposti ed intrecciati con le architetture, come se fossero materiali da costruzione, fino ad ottenere nuovi paesaggi.

Ogni progetto diventa spunto e punto di partenza per nuove analisi ed approfondite ricerche che consentono di comprendere e di affrontare le più svariate situazioni progettuali; il risultato di questo lavoro iniziale viene poi utilizzato come strumento didattico attraverso il quale comunicare le ragioni metodologiche e le tecniche di lavoro dei vari interventi.

Più delle forme in se stesse sembrano assumere importanza le ragioni che hanno portato a quelle scelte: “la forma aiuta a mostrare il contenuto” ha, infatti, detto Maas in occasione di un’intervista e per far questo lo studio olandese si stacca dagli stili e dai linguaggi architettonici del passato ai quali, però, in diverse occasioni ha attinto con spudorata libertà.

Un esempio del modus operandi di MVRDV è il Gwang Gyo Power Centre, sito 35 km a sud di Seoul, in una valle circondata da colline boscose e collocata nei pressi di un lago.

A differenza della maggior parte dei centri plurifunzionali coreani precedentementegwanggyo-city-centre-mvrdv-seoul-01 realizzati, per lo più con tipologia a torre su una base attrezzata per lo shopping e posizionati negli avvallamenti, la soluzione proposta dallo studio ha cercato il modo di espandersi anche sulle colline, sfruttando a suo favore la ventilazione naturale, utile a ridurre lo smog e il surriscaldamento durante i mesi più caldi. L’edilizia residenziale, gli uffici, i centri commerciali, gli spazi attrezzati per la cultura e il tempo libero trovano posto nelle aree coperte, intervallate da varie aree di aggregazione, per lasciare il ruolo di protagonisti indiscussi ai caratteristici anelli terrazzati, costituiti dalla parte più esterna delle architetture di forma conica, che essendo stati collegati alle colline, alle strade ed al lago trasformano il progetto (architetture comprese) in una sorta di parco. L’intervento, così concepito, non soffoca, ma al contrario valorizza le varie zone verdi, collegandole tra loro e creando, nell’insieme, un nuovo paesaggio collinare.

Inoltre, sfruttando il naturale potere rinfrescante della massa d’acqua l’architettura è caratterizzata da un piacevole benessere climatico naturale e dalla riduzione della domanda energetica.

sky-village-mvrdv-copenhagen-02Un altro esempio significativo di come i progetti possano rispondere a specifiche necessità urbanistiche è lo Sky Village, una costruzione a torre, alta 116 m, estremamente flessibile in grado di accontentare la richiesta immobiliare della periferia di Copenaghen.

Si tratta di un agglomerato di scatole, dette pixel (di m 7,8×7,8) disposte intorno a un nucleo centrale dotato di ascensori, scale ed alberi. In questa costruzione non solo trovano posto parcheggi, negozi, ristoranti, uffici e residenze, ma le unità, tramite l’aggiunta o la rimozione di moduli, si trasformano facilmente in unità più grandi o viceversa, adeguandosi alle richieste del mercato. In questo modo ogni piano fa a sé, e le facciate, anche grazie alla collocazione di terrazzi e balconi, creano uno straordinario gioco di pieni e vuoti che cambia a secondo del punto di vista.

La parte più bassa di questa particolare torre è di superficie inferiore rispetto sky-village-mvrdv-copenhagen-01ai piani più alti; questo espediente le permette di inserirsi nel tessuto urbano senza soffocare le case circostanti e di creare, intorno alla sua base, aree vuote attrezzate in modo da accontentare le esigenza delle utenze più svariate (bambini, genitori, giovani ed anziani).

Per soddisfare le esigenze di sostenibilità e di risparmio energetico, sono stati previsti impianti di produzione di energia, il riciclo delle acque grigie e, per alcune parti, è stato utilizzato cemento armato riciclato.


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Fonte: Nemeton Magazine

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