È nato il Bosco del Sorriso

Il contatto con la natura ci trasmette una grande forza vitale.

Da qui parte il progetto del Bosco del Sorriso, un percorso esperienziale lungo 4,8 km che si inoltra, partendo dal Bocchetto Sessera, Oasi Zegna (in provincia di Biella, Piemonte – Italia) nella natura incontaminata dell’Alta Val Sessera.
Da sabato 15 settembre 2012 è stato aperto al pubblico un percorso ad anello facile e per tutti, percorribile a piedi o in mountain bike nelle stagioni verdi e con gli sci da fondo durante l’inverno, che vuol far ritrovare un contatto sereno tra uomo e natura approfondendo la conoscenza e facendo un’esperienza.
Boschi di faggi si susseguono a gruppi di pini e macchie di betulle dove la vista spazia fino alle montagne della Val Sesia.
Già nell’antichità era convinzione comune che la natura avesse un effetto positivo sulla salute fisica e mentale dell’uomo. Recenti studi scientifici hanno dimostrato come questa convinzione sia fondata.
L’uomo e le piante, infatti, emettono campi elettromagnetici. Quelli emessi dagli alberi, in particolari condizioni, possono influire sullo stato energetico dell’organismo umano.
Il Bosco del Sorriso è stato monitorato con il metodo Bioenergetic Landscape (sviluppato da Marco Nieri, docente e ricercatore. Info: www.archibio.it)
Per ognuno dei 18 alberi selezionati, sono stati rilevati e indicati i principali organi umani sui quali l’energia sviluppata può influire con la sua massima efficacia terapeutica.
È consigliata una sosta di almeno dieci minuti nell’area segnalata per assimilarne i benefici.
Il Bosco del Sorriso è stato pensato anche per le famiglie, soprattutto con bambini. A loro sono state dedicate tre suggestive aree di sosta allestite con sedute in pietra e tre grandi libri in legno di cedro profumato sui quali poter leggereo farsi raccontarele Favole del Bosco, appositamente scritte per il Bosco del Sorriso e inspirate ai tre alberi più diffusi in quei luoghi.
Il Bosco del Sorriso” commenta Laura Zegna, responsabile del progetto Oasi Zegna “lo vorrei idealmente dedicare a Ermenegildo, mio nonno, che amava la natura e il suo territorio a tal punto che, a partire dal 1930, progettò e finanziò l’imponente opera di riforestazione delle montagne a ridosso del Lanificio Zegna creando un meraviglioso paesaggio alpino, vissuto oggi da tutti noi. È responsabilità nostra come quarta generazione continuare l’opera del nonno” continua Laura Zegna “ma dev’essere anche responsabilità di ogni singolo visitatore preservare e valorizzare questo splendido territorio ricco di valenze antropiche, potenziale volano per uno sviluppo turistico sostenibile”.

L’economia italiana è Verde

parco-nazionale-abruzzoI parchi nazionali italiani, oltre a essere un inestimabile patrimonio naturale e territoriale, sono una vera e propria risorsa poiché producono il 3,2% della ricchezza del Paese, alla quale contribuisce in modo rilevante l’agricoltura, che fa delle aree protette la propria terra d’elezione, dove genera il 6,5% del valore aggiunto nazionale in questo ambito. Ma anche il turismo nei territori verdi produce il 5,9% dell’intero valore aggiunto del settore. Una ricchezza che si riflette anche sul benessere delle comunità locali.

Sono alcuni dati emersi nel corso del convegno La ricchezza dei Parchi-Beni comuni e green economy, organizzato in occasione dei 90 anni del Parco nazionale d’Abruzzo, da Fondazione Symbola, Regione Abruzzo, Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, Unioncamere, Federparchi e Camera di Commercio de L’Aquila.

“Parlando di valore economico, il valore aggiunto proveniente dalle imprese private che si genera nei 527 comuni dei 24 parchi nazionali italiani ammonta, al 2011, a 34,6 miliardi di euro “, sottolinea Domenico Mauriello, responsabile del centro studio Unioncamere.

Sul fronte economico, i parchi di rilevanza nazionale contano circa 332 mila unità locali, pari al 4,6% degli insediamenti produttivi del Paese. Si tratta di realtà dinamiche, cresciute del 12,7% contro l’11,9% nazionale nel decennio 2000-2011. Come accadeva per la popolazione, anche la distribuzione di unità locali vede in vantaggio il Sud, con oltre 236 mila realtà, contro le oltre 95 mila del Centro Nord. Le realtà imprenditoriali presenti nei parchi nazionali dimostrano una forte vocazione per le attività agricole e commerciali.

Un’importanza particolare, sociale ed economica, è rivestita dal comparto turistico. Solo nel 2010 i comuni delle aree nazionali protette hanno registrato un totale di presenze turistiche (in termini di pernottamenti) di oltre 22 milioni di unità, pari al 5,9% delle presenze turistiche di tutta Italia. La classifica delle aree protette più visitate vede in testa i parchi del Cilento (4,2 milioni di presenze), del Gargano (4,1 milioni), dello Stelvio (4,1 milioni), seguiti dal Parco dell’Arcipelago Toscano (3,1 milioni) e dal Parco delle Cinque Terre (0,7 milioni).

Parchi, infine, vuol dire anche rinnovabili. I parchi nazionali italiano possono, infatti, fare affidamento su oltre 16 mila impianti fotovoltaici, il 4% del totale nazionale, una rete di piccole installazioni che complessivamente producono 735 Gwh, generando una potenza procapite di 25 kwh. Una rete virtuosa, precisa lo studio di Unioncamere, in cui esercita un ruolo di primo piano il Mezzogiorno, con i parchi Asinara, Appennino Lucano e Alta Murgia, seguiti da Majella e Gran Sasso.

A tavola con gli Etruschi

banchetto-del-principeConosciamo nei dettagli le eccentriche pietanze dei patrizi dell’antica Roma e l’opposta frugalità del pasto di schiavi e legionari, ma della cucina e dei cibi degli Etruschi sappiamo veramente poco: i banchetti dei nobili erano sontuosi, a giudicare dalla rappresentazione nella pittura funeraria di età arcaica, che ha proprio nel banchetto del principe il suo soggetto preferito. Vi sono rappresentati eleganti ambienti forniti di klinai e tavolini da servizio, intorno ai quali si affollano inservienti ed etere intenti a servire da mangiare e da bere ai padroni di casa. Ma cosa si serviva a queste mense?
“Per risalire a un plausibile menù etrusco, in mancanza di fonti scritte, dobbiamo procedere attraverso l’archeologia, la paleobotanica, l’archeo-zoologia, la glottologia e lo studio dell’iconografia”, ha spiegato Vincenzo Bellelli dell’Istituto di studi sulle civiltà italiche e del Mediterraneo antico (Iscima) del Cnr. “I nobili etruschi si facevano seppellire con ricchi corredi contenenti strumenti da banchetto – ha aggiunto – ceramica e vasellame in bronzo, spiedi per arrostire le carni e calderoni per bollirle, e non mancavano di portare con loro alcuni cibi la cui presenza è stata più volte osservata all’interno delle sepolture: frutta, uova, olive, nocciole e vino”.
Il vino, almeno inizialmente, era riservato ai ceti aristocratici. “Come in Grecia, rappresentava un bene di prestigio. Non di rado il vino era consumato con aggiunta di spezie, secondo la moda orientale, oppure con aggiunte di formaggio grattugiato, come descritto da Omero”,
Un paio di rappresentazioni, risalenti all’età tardo-classica ed ellenistica (IV-II sec. a.C.), riproducono le cucine del banchetto in piena attività: cuochi addetti alla macellazione delle carni e servi chini sul mortaio. La carne, quindi, era un piatto importante.
“L’area urbana centrale di Cerveteri, scavata dall’Iscima-Cnr, ha restituito cospicui resti di ossa riconducibili a bovini, suini e ovini“, ha spiegato Bellelli. “Si trattava evidentemente delle specie animali domestiche più importanti dell’allevamento, l’attività economica primaria, unitamente all’agricoltura. Le pecore e le capre, oltre alla carne e alla lana, fornivano poi il latte e i formaggi. Diffusi erano anche i volatili d’allevamento, anatre e galline”.
Anche i resti organici vegetali rinvenuti negli scavi, debitamente analizzati in laboratorio, offrono indicazioni puntuali sulla dieta seguita dalla comunità etrusca, così come gli utensili usati per la cottura.
“Le abitudini delle classi inferiori erano molto frugali”, ha continuato il ricercatore. “La dieta quotidiana dei meno abbienti era largamente basata sui legumi e sui cereali. Il frumento, il farro, il panico e l’orzo – ha aggiunto – venivano consumati in focacce e sotto forma di farinata. Il pasto-tipo, in questi casi, era una sorta di minestra vegetale simile alla puls dei romani (polenta di farro), ricca di vitamine e di fibre, portata lentamente ad ebollizione. Lo dimostra l’uso diffuso di piccole pentole di coccio analoghe alle kythrai greche, posizionate su fornelli fittili portatili di cui gli scavi di tutta l’Etruria hanno restituito numerose testimonianze. Dalla frequenza e dalla dimensione, sembra che fra le classi asservite e semi-libere della popolazione, fossero utilizzati kit da cucina personali, con cui ciascuno preparava il proprio pasto“.
Cereali e legumi (ceci, lenticchie, piselli e fave), olio, vino e verdure erano quindi la base di questo regime alimentare, che non disdegnava il consumo di carni, pesci e formaggi. Gli elementi caratteristici della cultura gastronomica mediterranea, ancora priva di patate, pomodori e peperoncino, che sarebbero arrivati dall’America solo nel XVI secolo.

Cicorie e radicchi veneti: nutrizione ma anche gusto

radicchio di treviso e castelfrancoLa cicoria, e in particolare i radicchi veneti, sono stati al centro dell’attenzione di studiosi, di operatori ortofrutticoli, di ristoratori e dei consumatori durante un incontro promosso da OPO Veneto allo “Schonbrunner seminare” 2012, organizzato il 12 ottobre nel castello imperiale, la barocca dimora estiva degli Asburgo costruita alle porte di Vienna.
Il seminario ha affrontato il tema La cicoria nella cultura del gusto italiano; la cicoria è stata presentata nei suoi aspetti peculiari e nei suoi valori nutrizionali, ma soprattutto si è parlato di mercato e del suo posizionamento rispetto ad altri ortaggi, con particolare attenzione sui radicchi veneti, dei quali sono stati illustrati valori alimentari, criteri di coltivazioni ispirati alla sostenibilità, consumi motivati e crescenti e lo sviluppo dei mercati.
Michele Trevisan, esperto di marketing e promozione di OPO Veneto ha mostrato le principali varietà, che aveva portato con sé, insistendo sui tardivi dei quali è appena cominciata la raccolta. Si è passati quindi agli assaggi, preparati magistralmente dallo chef Johannn Reisinger: frittata di cicoria con formaggio fresco di capra e miele, pane con radicchio di Treviso e mela lessata e caramellata, rotolo di salmone con radicchio di Castelfranco, ravioli al radicchio di Treviso, vitello arrosto con catalogna, un dolce a base di ricotta su letto di marmellata di cicoria.
Si è voluto dimostrare come, attraverso una bilanciata preparazione, opportuni accostamenti e la scelta di adeguate varietà, si possa superare l’amaro di fondo della cicoria, che è una delle ragioni per cui l’ortaggio fatica ad agganciare il gusto dei consumatori austriaci e di paesi nordici in generale.
In particolare è stato sottolineato come il radicchio tardivo di Treviso e il variegato di Castelfranco si caratterizzino proprio per il sapore dolce naturale, che si impone sulla vena amarognola che è tuttavia gradevole. I piatti presentati hanno confermato tutto questo, sono piaciuti e hanno convinto. “Ho notato, commenta Michele Trevisan, una grande attenzione per il prodotto e per gli stessi piatti. Già in nostri radicchi sono presenti in Austria e in Germania, sia pure in piccola quantità, nei più importanti ristoranti italiani. Il fatto che alla cicoria sia stato dedicato un seminario tanto autorevole è un bel segnale”.

La fine del verde ornamentale

Rimango sempre piuttosto perplesso di fronte alla miriade di sproloqui che vanno addensandosi di questi tempi sulla città verde. Spesso ho la sensazione di ascoltare dinosauri che parlano fra loro non accorgendosi di essersi ormai estinti da tempo, voci dall’oltretomba, discorsi inerti su realtà passate che appaiono come segnali di fumo nell’era delle e-mail. Fra i tecnici del verde circolano terminologie vetuste che impediscono nei fatti il necessario cambio di mentalità. Ad esempio, se continuiamo a chiamare Verde ornamentale tutto ciò che non si coltiva per l’industria, che sia del legno o alimentare, come possiamo pretendere che la gente comune pensi al verde come a qualcosa di fondamentale per il proprio benessere? L’ornamento, per definizione, orna, decora, fa parte del superfluo, infatti, con questa concezione, il verde nei capitolati dell’edilizia continua a essere inserito come ultima voce, fra quelle che si fanno solo se rimangono i soldi e quindi non si fanno.
Ma non è solo una questione di nomi. Ogni intervento verde s’inserisce nella voce arredo urbano. Arredo e ornamento hanno in comune una cosa fondamentale: entrambi non sono strettamente necessari. Il verde ornamentale si presuppone vada a ornare qualcosa che c’è già. L’arredo urbano pure. In questa concezione, il costruito è il dato imprescindibile, tradotto in altri termini, quello su cui si spende, il resto, ornamenti e arredi, se resta qualcosa si fa, altrimenti non si fa, come accade nella maggioranza dei casi.
Qui s’inserisce la necessità di un altro equilibrio. Non si tratta di fare arredi urbani o giardini più belli. Si tratta di andare oltre pensando, concependo l’elemento vegetale esattamente come si concepisce un qualsiasi materiale da costruzione.

Fine dell’idea da una parte c’è l’architettura e dall’altra il verde.
Inizio dell’idea uso il verde per costruire i miei luoghi.

Ne uso il più possibile perché è il mio elemento vitale, poi uso anche la pietra, il mattone, il vetro, ma proprio perché non ne posso fare a meno.
Naturalmente, anche nell’ipotesi più ottimistica, questa rivoluzione ci metterebbe almeno un paio di generazioni a realizzarsi nella mente dei progettisti, senza contare gli impensabili e perversi giochi che le amministrazioni inventano per la propria conservazione e che solitamente vanno in contrasto con ogni idea innovativa. Ma non è solo ai progettisti che sto pensando, anzi.
Credo che il vero impulso alla forestazione della città potrà venire da tutti quei movimenti più o meno spontanei che producono azioni verdi. Dal guerrilla gardening al movimento per gli orti urbani, a tutta quella zona di pensiero che si è scoperta sensibile a piante, alberi, foreste. Ma non solo, è la coscienza verso il verde che va cambiata. È cambiata la percezione degli animali, specialmente quelli da casa. Allo stesso modo è necessario un lavoro per cambiare la percezione nei confronti delle piante.
Quando ognuno inizierà ad avvertire nel rapporto con le piante, anche oscuramente, lontanamente, intuitivamente, qualcosa che va al di là dell’ornamento e dell’alimento, solo allora la città, che è un insieme di persone prima che di edifici, diventerà veramente verde.

Conservare una delle eccellenze italiane: il paesaggio

Epocale, rapido e irripetibile è il cambiamento che ha caratterizzato il mondo globalizzato nell’ultimo decennio, ha incoraggiato la digitalizzazione di massa e inciso nei processi produttivi, in quelli di conoscenza fino a quelli di socializzazione.
Il periodo storico che stiamo attraversando ci sottopone a sfide impegnative, non ultima l’emergenza ambientale, abbiamo un’occasione irripetibile e concreta per iniziare un processo di mutazione, ridefinendo bisogni, abitudini, attività in base a nuove condizioni.
Le questioni da affrontare sono evidenti, spaziano da necessità personali alimentari, di sussistenza economica ed energetica del singolo a problematiche via via di più ampio respiro quali quelle legate al paesaggio piuttosto che alla gestione dei rifiuti o alla scarsa sostenibilità degli attuali modelli di consumo, alle emergenze sociali.
Una delle soluzioni risiede nella capacità di collegare attori antichi con esigenze sociali, produttive e culturali nuove che possono dare valore aggiunto al mondo agricolo, che deve dare una risposta alle nuove esigenze di sostenibilità ambientale della gestione delle risorse del pianeta.
Il futuro del nostro Paese non può prescindere dalla valorizzazione del territorio in tutte le sue componenti; l’attuale sottrazione di superfici alle coltivazioni, dovuta alla cementificazione (oltre 100 ettari al giorno secondo i dati I.S.T.A.T.), da un lato abbatte la produzione agricola dall’altro aumenta esponenzialmente il rischio idrogeologico, che ogni anno costa, in danni, miliardi di Euro oltre che vite umane, come evidenziato recentemente dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Serve un grande piano di manutenzione per il territorio, bisogna sollecitare la progettazione e la costruzione di un nuovo habitat, ponendo l’impresa agricola al centro dello sviluppo e fissando intorno a essa i meccanismi della costruzione del paesaggio.
Queste valutazioni impongono una riflessione sul significato attuale del mondo agricolo e della sua percezione non solo a livello economico ma anche sociale: la gestione del paesaggio, il mantenimento dell’equilibrio ambientale e idrogeologico, la conservazione del suolo sono così diventati ruoli attribuibili legalmente e formalmente anche all’impresa agricola, che più di altre può operare per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

La nuova agricoltura non si limita alla semplice produzione di materie prime a scopo alimentare, ma punta a integrare in un più ampio quadro d’insieme una serie di funzioni e servizi aggiuntivi a beneficio dell’intera società: questo è, in sintesi, il senso dell’idea di agricoltura multifunzionale, che da qualche anno si sta affermando come uno dei principali orizzonti di riferimento per l’evoluzione futura del mondo agricolo.
Il settore dell’agricoltura, infatti, assicura in Italia la gestione di circa 17 milioni di ettari di terreni e il presidio degli aspetti ambientali, paesaggistici e culturali: oltre il 60% del nostro territorio è occupato dalle coltivazioni agricole. Sono gli agricoltori che si prendono cura del territorio con il loro lavoro quotidiano, prevenendo anche disastri ambientali spesso riconducibili a situazioni di degrado, a interventi poco rispettosi dell’ambiente e in misura sempre maggiore a fenomeni di abbandono e di incuria. Si stima che negli ultimi quarant’anni tali fenomeni abbiano determinato una riduzione del 30% della sua capacità di ritenzione e di regimazione delle acque, accrescendo significativamente da un lato le situazioni di rischio idrogeologico e dall’altro le aree a rischio desertificazione, con la scomparsa pressoché totale del suolo (inteso come terreno coltivabile), come hanno tristemente ricordato le recenti alluvioni in Veneto, Liguria, Sicilia, Calabria, Campania e Toscana.
I dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente indicano che circa il 10% del territorio nazionale sia a rischio idrogeologico, di cui il 4,1% vulnerabile da alluvioni, e che circa 6.663 comuni presentino aree ad elevata criticità idrogeologica.

In questo modo, l’azienda agricola multifunzionale assume il ruolo di gestore del territorio, con ricadute sull’ampliamento delle sue opportunità lavorative e di business; si realizza così una vera e propria ridistribuzione delle responsabilità di gestione del territorio che vede coinvolto il mondo agricolo.
Le imprese agricole che operano nel settore dell’agriturismo, in quello dei servizi ambientali, di tutela del territorio, del paesaggio e di servizio alle persone e alle comunità, quando coinvolte nella gestione del territorio vedono valorizzate le capacità imprenditoriali e possono trovare grandi opportunità in questi ambiti, riprogettando il proprio ruolo nel futuro, valutando opzioni diverse da quelle fino a ora praticate e utilizzate
Siamo di fronte a una nuova cultura, a una nuova visione, a un up-grade tutto naturale che sollecitano imprenditori, aziende, amministrazioni pubbliche, progettisti verso nuove forme di riorganizzazione del territorio e fanno considerare la natura, l’agricoltura e i processi di produzione alimentare quali elementi connessi ai centri urbani, indispensabili per il mantenimento di una sussistenza equilibrata.

 

I workshop di sabato 20 ottobre allo spazio AAA+A a MADE expo 2012

Ore 10,00
Intersezioni tra Arte, Agricoltura, Architettura
Filippo de Filippi, Francesco Correggia
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera

Una disamina di come l’arte abbia incontrato in questi anni il tema dell’agricoltura, sconfinando in letture spaziali ben oltre la dinamica dell’oggetto artistico e spesso proponendosi in scala architettonica.

Ore 11,00
Paesaggi, Città, Infrastruttura, Natura
Achille Ippolito
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Franco Angeli Editore

Gli sviluppi della ricerca architettonica e paesaggistica contemporanea in una collana che riunisce studi all’avanguardia in grado di tracciare le linee per lo sviluppo della progettazione sostenibile del territorio a tutti i livelli.

Ore 12,00
Il sentiero dell’architettura porta nella foresta
Achille Ippolito, Maurizio Corrado
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Franco Angeli Editore

L’esplosione Green ha radici molto più profonde di quanto si pensi, andando a toccare e a trovare un denominatore comune in paesaggio, architettura, design, alimentazione in una ricerca pubblicata da Franco Angeli.
L’autore ne parla con il professor Achille Ippolito, dell’Università La Sapienza di Roma.

Ore13,00
Architetture ipogee
Enzo Eusebi / Nothing Studio
Organizzato da AAA+A

Una disamina delle principali architetture realizzate sotto terra, che in questi anni sono riuscite a convincere il pubblico e gli utenti per la possibilità di offrire nuove opportunità per la risoluzione dei problemi dell’architettura contemporanea. Il focus è centrato su una cantina vinicola progettata di recente da Enzo Eusebi.

Ore 14,00
Sulle strade della Via Francigena
Adelaide Trezzini, presidente dell’Association Internationale Via Francigena
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Association Internationale Via Francigena

La Via Francigena è una vera spina dorsale che attraversa l’Europa, un luogo dove è possibile scoprire paesaggi, conoscere paesi, visitare le architetture che caratterizzano il nostro patrimonio storico e artistico. Il presidente dell’Association Internationale Via Francigena illustra alcuni progetti di valorizzazione territoriale, tra cui quello di Borgo di Cesano.

Ore 15,00
La Musica delle Piante
Cooperativa Damanhur
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Cooperativa Damanhur

Lo studio della natura spesso rivela incredibili possibilità di dialogo, che aprono la visione a nuove prospettive di rapporti tra natura e esseri umani. In questo incontro sarà possibile assistere a un interessante esperimento scientifico che consentirà al pubblico di ascoltare un memorabile concerto suonato dalle piante.

Ore 16,00
Natura Artificio: conferenza con artisti e curatori
Organizzato da AAA+A

Il ruolo dell’arte e della cultura in una società crollata in una profonda crisi economica e d’identità è forse il settore più colpito dal taglio della spesa pubblica. Senza la cultura e l’arte non si esce dalla crisi e non si costruisce nulla di nuovo, proprio oggi che è indispensabile proporre modelli diversi di pensiero e di rapporto con l’ambiente. All’incontro parteciperanno gli artisti presenti in mostra insieme curatori di AAA+A e altri ospiti che si confronteranno sul tema Natura Artificio.

Ore 17,00
Aperitivo in Libreria: Food contest a cura della rivista Degusta

Esploratorio Paesaggi Prossimi by Anna Lambertini – parte II

Sono cinque le parole chiave utilizzate nell’Esploratorio Prossimi Paesaggi per collegare i progetti selezionati e per comporre le stazioni tematiche dell’itinerario in video-proiezione, da esplorare come contenitori aperti di riflessione critica.
Multigreen, In between Green, Smart Green, Infill Green, Extreme Green: ispirate da concetti in uso nel dibattito sulla città contemporanea, queste 5 parole chiave invitano a ribaltare il punto di vista sulla città, per lasciar emergere in positivo tutto il sistema dei vuoti e permettere di considerare la componente vegetale come materiale privilegiato di costruzione nelle trasformazioni urbane.
L’obiettivo dell’Esploratorio a MADE expo 2012 tuttavia è di evidenziare come il fattore Green (inteso nella sua accezione più comune di sostenibile, ecologico o semplicemente verde) da solo non sia sufficiente per determinare un buon progetto di paesaggio: dalla micro alla macro scala, dalla dimensione del vuoto architettonico a quella territoriale, costruire paesaggi significa saper attivare sistemi di relazioni, nello spazio e nel tempo, e far emergere identità culturali, sociali ed estetiche.
La scelta di inserire Milano come unica tappa italiana nell’itinerario europeo di questa prima edizione dell’Esploratorio Paesaggi Prossimi è motivata dal legame con il MADE.
L’Esploratorio si propone infatti come un progetto aperto, nomade e mai finito: i ventidue progetti presentati al MADE 2012 costituiscono solo il nucleo iniziale di un catalogo multi≠GREEN.
Dopo decenni di anestetico verde attrezzato le città si rinnovano riscoprendo i valori dell’eterogeneità e della multifunzionalità degli spazi aperti e il loro ruolo strategico. Gli scenari europei indicano che per affrontare le sfide di una qualità urbana diffusa occorre creare non più verde generico, ma bei paesaggi quotidiani.
Parchi metropolitani, siti rigenerati e giardini di quartiere divengono espressione di identità molteplici e di una rinnovata attenzione alle dinamiche ecologiche.
In questa sezione: Atlantik Park (Santander, Battle i Roig arquitectes), Opfiker Park (Zurigo, Büro Kiefer landschaftsarchitektur), Shinkel Eilanden (Amsterdam, Buro Sant en Co landschaparchitectuur), Les Jardins des Grands Moulins (Parigi, Ah-Ah paysagistes), Centroparco (Milano, AG&P Architettura dei giardini e del paesaggio).
in between/GREEN Rileggere il ruolo degli spazi intermedi a tutte le scale, rendere percepibili le temporalità stagionali, creare sistemi integrati di spazi aperti: buone pratiche, riferimenti e idee per lavorare sugli interstizi interni agli isolati, i vuoti di margine tra i quartieri e tra gli edifici e, ad esempio, trasformare una superficie asfaltata in un giardino da abitare, una corte interna in un’oasi di biodiversità urbana, le strade di un quartiere in una rete di corridoi biologici.
In questa sezione: Giardini del Municipio (Schwalbach, Dutt&Kist Landschaftsarchitekten), Haute Deule River Banc (Lille, Atelier de Paysages Bruel-Delmar), Charlotte Garden (Copenaghen, SLA Landscape Architecture/Urban Design), Bürgerbogen (Lipsia, Häfner/Jimenez Büro für Landschaftsarchitektur).
smart:GREEN Progetti, azioni di cittadinanza attiva e strategie di riconfigurazione di vuoti e spazi aperti che utilizzano abilmente i tempi dell’attesa dei processi di trasformazione urbana per conferire, anche in forma temporanea, nuovi significati, ruoli diversi e inaspettate forme di uso a microspazi, luoghi comuni, margini e aree abbandonate. La presenza vegetale si rivela in una gamma insospettabile di idee di giardino, di estetiche della natura, di pratiche condivise per coltivare luoghi comuni e spazi viventi.
In questa sezione: Prinzessinengärten (Berlino, progetto-azione di Marco Clausen e Robert Shaw), ParkDesign (Bruxelles, biennale sulla gestione degli spazi pubblici), Jardin DeMain (Montpellier, Atelier Coloco), Culpeper community garden (Londra, progetto-azione della comunità locale).

infill»GREEN Per migliorare la qualità della vita nelle città è fondamentale riuscire ad aumentarne il capitale vegetale. Tecniche, progetti e suggerimenti per offrire alle piante maggiori opportunità di diffondersi nella realtà domestica e urbana e creare reti verdi: dai giardini verticali alle azioni di depaving, dal prato sul tetto alle tessere botaniche integrate nelle pavimentazioni, la popolazione vegetale viene invitata ad infiltrarsi negli edifici, a radicare ai loro piedi, a espandersi dentro e fuori le nostre case, gli ambienti di lavoro, i luoghi di incontro.
In questa sezione: Giardino verticale sede TechnoGym (Milano, Beretta Kastner architetti) Jardin du Palais du Rhin (Strasburgo, Digitale Paysage), Par(k)ing (Courtrai, Wagon Landscaping ), Que Dalle (Dunkerque, Wagon Landscaping), Mediacity (Salford, Manchester, Gibson and Gillespies).

extreme*GREEN Dalle sperimentazioni dell’arte urbana e del landscape design, dalla ricerca applicata, dalle pratiche di cittadinanza attiva, nuovi modelli progettuali, capacità di invenzione, provocazioni e immaginari poetici per nutrire la cultura del progetto dei paesaggi urbani prossimi.
In questa sezione: MFO Park (Zurigo, Raderschall Landschaftarkitekten), Jardin vertical envasado (Madrid, Luz Interruptus), Wind Wasser Garten (Lipsia, Rehwaldt Landschaftsarchitekten), Darsena Pioniera (Milano, progetto azione di associazione di cittadini).

L’Esploratorio è un progetto ideato da Anna Lambertini (La.St. Landscape/ Ricerca LUS), che ne ha curato i contenuti con la collaborazione di Tessa Matteini (La.St. Landscape). Contributi culturali e scientifici sono stati forniti da Anna Lisa Metta e Maria Livia Olivetti (Ricerca LUS/Living Urban Scape Università di Roma 3, Programma FIRB finanziato dal MIUR www.livingurbanscape.org).

Esploratorio Paesaggi Prossimi by Anna Lambertini – parte I

Esploratorio Paesaggi Prossimi è il nome dato al percorso espositivo dedicato all’Architettura del Paesaggio contemporanea ideato per AAA+A Costruire Paesaggi e presentato al MADE expo 2012. Giocando sull’ambivalenza del concetto di prossimità, interpretabile sia come vicinanza fisica e geografica sia come imminenza in senso temporale, l’Esploratorio attraversa scale spaziali, muovendosi dalla dimensione architettonica a quella metropolitana, per attirare l’attenzione sul progetto degli spazi aperti del quotidiano e sulla capacità collettiva di cura dei paesaggi ordinari come strumenti indispensabili per garantire la qualità della vita nelle città del XXI secolo.
L’Esploratorio si rivolge a tecnici, progettisti, amministratori, cittadini e propone una struttura espositiva articolata, per fornire più livelli di approfondimento e modalità differenziate di lettura del tema generale scelto per AAA+A 2012, Costruire paesaggi.
L’Esploratorio si compone di tre parti: una rassegna in video proiezione di nuovi paesaggi urbani in Europa, presentata presso lo stand AAA+A (in un’ambientazione scenografica e d’effetto); una mappa di Milano con segnalati quaranta Paesaggi Prossimi da scoprire in città; un catalogo-atlante di schede informative sulle opere ed i progetti in mostra, scaricabile (in formato pdf) dal sito di Nemeton network (http://www.nemetonnetwork.net/).

Il video-esploratorio, curato da Anna Lambertini e Tessa Matteini, invita ad oltrepassare vicini confini geografici e a muoversi idealmente lungo un itinerario europeo in ventidue tappe, per conoscere non solo parchi, cortili e giardini di città, ma anche parchi-parcheggio, orti condivisi, giardini temporanei e altre specie di spazi aperti.
La mappa-esploratorio Milano, elaborata da Tessa Matteini e Marco Pacini, è stata immaginata per offrire ai visitatori del Made la possibilità di combinare l’itinerario virtuale allestito nello stand AAA+A con un itinerario reale di scoperta di quaranta luoghi a Milano e dintorni.
Il catalogo-esploratorio pubblicato on line sul sito http://www.nemetonmagazine.net, mette a disposizione di chiunque fosse interessato brevi schede descrittive dei progetti presentati in videoproiezione e di altri scelti dalla mappa milanese.
La segnalazione di alcuni riferimenti sitografici riportata su ogni scheda del catalogo-esploratorio, permetterà di spostarsi attraverso il web per raccogliere altre notizie, attivando così ulteriori livelli di informazione. Alla creazione del catalogo hanno partecipato Anna Lambertini, Tessa Matteini, Anna Lisa Metta, Maria Livia Olivetti.
La finalità dell’Esploratorio è duplice: condividere idee e sguardi sulle molteplici potenzialità degli spazi aperti che abitiamo tutti i giorni ed esplorare temi e scenari per il futuro prossimo della progettazione del paesaggio urbano in Italia.
Fine parte I

I workshop di giovedì venerdì allo spazio AAA+A a MADE expo

Giovedì 18
Ore 10
Nuovi scenari alberati
Giovanni Poletti
Organizzato da AAA+A in collaborazione con DocGreen

Spesso la difficile convivenza tra le attività dell’uomo nelle città e il diverso ciclo biologico degli esseri più longevi del pianeta richiede decisioni tecniche specialistiche, nell’intento di salvaguardarne l’integrità a beneficio comune.
L’applicazione di un sapere specifico risulta, quindi, indispensabile per risolvere le reciproche esigenze nell’intento di attuare le soluzioni migliori.

Ore 11,00
Drenatech: innovative paving solution
Paolo Marchesi
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Drenatech

Diventa sempre più forte il connubio tra innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Con questo spirito Lechner propone in anteprima nazionale al Made la gamma Drenatech®, pavimentazione per esterni 100% permeabile e drenante, di cui Lechner è produttore e distributore a livello internazionale.
L’incontro consentirà di conoscere nel dettaglio le caratteristiche tecniche e le innumerevoli applicazioni che Drenatech® offre al progettista che pone l’innovazione e la sostenibilità al centro delle proprie scelte professionali.

Ore 12,00
Progetto & Natura
Maurizio Corrado, Edoardo Bit
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Wolters Kluwer Italia

Progetto & Natura è la nuova collana editoriale diretta da Maurizio Corrado dedicata al rapporto tra architettura, design ed elemento vegetale.
Il libro come strumento operativo della professione.
Durante l’incontro verrà anche presentato un libro dedicato al verde verticale, con l’illustrazione delle più recenti realizzazioni di questa tecnologia.

Ore 13.00
Il senso della materia: le facciate del futuro
Massimiliano Madarini
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Oikos
diretta streaming sul Blog d’O
Ore 14,00
Il valore economico degli alberi
Mirco Tugnoli
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Wolters Kluwer Italia.
I metodi di valutazione economica delle alberature sono diffusi all’estero ma non altrettanto in Italia. Nell’incontro verranno illustrate alcune di queste metodologie.

Ore 15,00
Il progetto dei nuovi territori
Alberto Prina
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera

L’Expo 2015 sarà una grande occasione per ripensare al territorio e alla sua funzionalità in termini di ambiente e sostenibilità, rapporti sociali. I progetti pubblici di scala urbana devono necessariamente coinvolgere i cittadini e riconsiderare lo spazio pubblico quale strumento di condivisione sociale e culturale.

Ore 16,00
Abitare la Natura
Guido Laganà
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Studio Laganà

Il rapporto tra architettura e natura è analizzato in una serie di progetti che coinvolgono l’area piemontese e ligure. Tecnologia non invasive consentono di elaborare modelli architettonici efficienti e integrati all’ambiente che li ospita.

Ore 17,00
Aperitivo in Libreria: Food contest a cura della rivista Degusta

Venerdì 19

Ore 10,00
La qualità del progetto sostenibile
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Green Building Council Italia

La certificazione delle procedure di sostenibilità ambientale è una necessità soprattutto per le amministrazioni pubbliche. Green Building Council Italia è uno degli enti più riconosciuti in questo settore.

Ore 11,00
AAA+Alba: Enogastronomia, cultura, turismo
Paola Farinetti, Mauro Carbone
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Assessorato alla Cultura Comune di Alba e ATL Langhe e Roero

Le Langhe sono terre del Piemonte fluttuanti tra le province di Asti e Cuneo, confinanti con quelle del Roero e del Monferrato, interessate in questi anni da una forte incremento delle attività agricole. Vino, tartufo, nocciole e la promozione dell’enogastronomia locale in tutto il mondo, hanno consentito alla regione uno sviluppo di un’economia integrata alla cultura, alla salvaguardia degli ambienti agresti, alle tradizioni, all’arte, determinando l’arrivo di un flusso turistico internazionale senza precedenti.

Ore 12,00
Planetario. Musica per conferenze spaziali
Deproducers, Fabio Peri, Vittorio Cosma
Organizzato Organizzato da AAA+A

Quattro tra i maggiori produttori musicali italiani, insieme al direttore del Planetario di Milano, propongono lo studio dei fenomeni celesti per ritornare a scoprire le origini della nostra conoscenza attraverso un viaggio di andata e ritorno, e alla velocità della luce, verso confini della nostra galassia.

Ore 13,00
Saperi e sapori per salvare il pianeta
Gianluigi Veronesi
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Degusta

Ore 14,00
Gusci architettonici e sostenibilità energetica
Massimo Facchinetti
Organizzato da AAA+A in collaborazione con in collaborazione con Porcelanosa

I gusci architettonici rappresentano una delle grandi opportunità dell’architettura contemporanea per realizzare edifici sostenibili e ristrutturazioni di stabili che, altrimenti, non avrebbero opportunità di adattare alle richieste della società la loro performance energetica.

Ore 15,00
Esperienze di verde verticale
Luca Rogora
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Green Bricks

La qualità della tecnologia del verde verticale dipende per la maggior parte dalle competenze tecniche dell’azienda realizzatrice. Green Bricks ha dalla sua un’annosa esperienza nella produzione e realizzazione del verde tecnico, risultando uno dei più efficaci operatori del settore.

Ore 16,00
Le specie vegetali del nuovo millennio per l’ambiente mediterraneo
Elisabetta Margheriti
Organizzato da AAA+A in collaborazione con Torsanlorenzo Gruppo Florovivaistico

Una produzione florovivaistica di qualità non trascura la ricerca di piante che meglio si adattano alla alla creazione di un legame fra gli spazi urbani e il verde, fra il costruito e la natura, nella visione più ampia dell’ ecocompatibilità per gli spazi privati e pubblici, urbani e non.

Ore 17,00
Aperitivo in Libreria: Food contest a cura della rivista Degusta

Vi aspettiamo al Pad. 4

Per chi volesse partecipare ma fosse sprovvisto di biglietto può registrarsi on line inserendo il codice 5912365400