Convolvulus sabatius

Perchè diciamo che una pianta è preziosa in giardino? Perchè vediamo in lei alcune qualità, non solo ornamentali, che la rendono indispensabile. Non possiamo più fare a meno della sua presenza per risolvere svariati problemi, piccoli o grandi che siano. E così è per questo arbusto ricadente.

Piero Caneti

Convolvulus sabatius

Convolvulus sabatius (sin. C. mauritanicus)

Del Convolvulus sabatius, chiamato comunemente C. mauritanicus, si parla troppo poco. È vero lo vediamo sui bancali dei vivaisti ogni anno in primavera, eppure bisognerebbe mostrare che cosa è capace di fare da adulto quando è piantato in piena terra; ma purtroppo l’idea di costruire minigiardini nei luoghi di vendita delle piante non è ancora molto diffusa. Peccato, perché il C. sabatius potrebbe apparire quasi dovunque: certo, tenendo conto dei suoi limiti naturali di pianta erbacea perenne.

Il portamento prostrato in effetti gli consente notevoli possibilità. I rami sono esili, ma fitti e ricoperti di graziose foglioline rotonde sempreverdi, di colore verde-cenerino, caratterizzate da una corta pelosità sericea.
Incapaci di sostenersi da soli si adagiano sul terreno ricoprendo rapidamente un’area di oltre m 1,5 di diametro, ma se opportunamente guidati e fissati ad una parete possono raddoppiare questa lunghezza e quindi non è azzardato pensare a una loro funzione rampicante o ricadente.
La fioritura farà impazzire coloro, e sono tanti, che stravedono per il colore azzurro-violaceo.
La forma è tipica dei convolvoli, ma il fatto più entusiasmante è rappresentato dal periodo in cui appaiono i fiori, da maggio a novembre, in continuazione. Si chiudono la sera e ogni volta che il cielo si annuvola, quindi conviene coltivare la pianta in pieno sole senza alcun timore perché è originaria dell’Algeria e del Marocco, perciò abituata al forte calore estivo.
In Italia si è ormai naturalizzata in Liguria e in Sicilia in quanto, pur resistendo a temperature minime sporadiche di poco inferiori a -5°C che comunque danneggiano le foglie, è amante del clima mite litoraneo.
Viene bene anche su terreni pesanti e aridi dove si sviluppa solo un po’ meno e accetta di buon grado la mancanza di ogni apporto idrico dopo il primo anno dall’impianto.
La riproduzione non presenta alcuna difficoltà: talee estive di rametti privi di fiori danno un ottimo rendimento e così pure le propaggini effettuate in primavera o in autunno; la semina è meglio farla a dimora in primavera.
C. sabatius è veramente stupendo se coltivato in vasi appesi o grandi ciotole su colonne dove i rami possono ricadere a volontà, ma non va disdegnato nemmeno il loro adagiarsi sul pavimento dove, in assenza di piogge, creano una piacevolissima intrusione fiorita.
Molto interessante l’utilizzazione di questa pianta nei tetti verdi in clima mediterraneo per l’effetto combinato tappezzante-debordante di solito molto apprezzato in sistemazioni di questo tipo. Va invece valutato caso per caso il suo impiego nei giardini rocciosi, considerata l’esuberanza della sua vegetazione che rischia di coprire tutto, rocce comprese.
Si potrebbe tenere sotto controllo con le forbici, perché dimostra di reagire bene alle potature, ma se si può evitare questa schiavitù è senz’altro meglio.


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Fonte: © Giardino Fiorito - Tutti i diritto riservati

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