Abutilon megapotamicum

Arbusto di origine brasiliana dall'inconfondibile fioritura rossa con i bordi gialli. Anche in inverno!

Piero Caneti

Sappiamo che il Brasile, territorio immenso esteso fra il Tropico del Capricorno e l’Equatore, gode di precipitazioni abbondanti e di temperature invernali molto miti. Le piante ornamentali di cui è ricco appaiono perciò difficilmente proponibili nei giardini mediterranei, a meno che non si abiti nella Riviera ligure, al Sud o nelle isole e si abbia la possibilità di irrigare il giardino senza restrizioni. Così sembrerebbe a rigor di logica, ma le condizioni climatiche di un Paese sono sempre definite per grandi linee e quindi non ha senso applicare un metodo con rigidità. Ci sono i microclimi, una sorta di fenomeni anomali rispetto alla situazione dominante e c’è la capacità di adattamento della pianta che è tutta da scoprire.

Insomma nella ricerca di nuove piante ornamentali da coltivare nei nostri giardini, è difficile stabilire dei limiti. Se lo avessimo fatto molte piante di grande bellezza provenienti dal Brasile sarebbero rimaste nei nostri sogni e invece per fortuna non è così.

Può capitare, è vero, di essere pessimisti sui risultati guardando la pianticella prima di metterla a dimora, come accade con Abutilon megapotamicum, così delicata ed elegante all’aspetto da farci subito pensare agli arbusti delle foreste pluviali. Ma la soddisfazione è ancora più forte allorché notiamo da subito la sua spiccata capacità di acclimatarsi.

Preferisce però le posizioni a mezz’ombra, perché le sue foglie larghe, molto appuntite e leggere, si afflosciano sotto i raggi insistenti del sole mediterraneo pur essendo sempreverdi.

Forma con estremo vigore e rapidità lunghi rami sarmentosi che gli conferiscono un portamento lasso, quasi prostrato, al punto che la sua collocazione in giardino presenta delle difficoltà. Il modo migliore per coltivarlo, tenendo conto anche della sua sensibilità aI gelo, è a spalliera come se fosse un rampicante.

Addossato a un muro caldo esposto a sud o sud-est, vicino ad un agrume, ad esempio, che possa ombreggiarlo nelle ore più calde, sviluppa rami di 4-5 metri che dovranno essere fissati alle pareti con appositi legacci. La vegetazione si fa in breve tempo fitta e lussureggiante e, fin dal primo anno, all’ascella delle foglie lungo i rametti laterali, appaiono graziosissimi fiori penduli a forma di lanterna di color rosso sangue con i bordi gialli dai quali fuoriesce un fascio di stami violacei. Non sono abbondanti e alcuni rimangono nascosti dietro l’esuberante fogliame, ma hanno il grande pregio di sbocciare in continuazione, anche in inverno.

Così protetto supera senza alcun danno alle foglie punte sporadiche di gelo fino a -8, -10 °C, ma la sua caratteristica che più stupisce in quanto contrasta con l’aspetto di pianta bisognosa d’acqua, è l’ottima resistenza alla siccità. Dopo il primo anno dall’impianto è già in grado di accettare annaffiature con una periodicità di 15-20 giorni una dall’altra. Non bisogna preoccuparsi della quotidiana perdita di turgore delle foglie nelle giornate di agosto durante il momento più caldo, perché verso sera ritornano nel loro stato normale. Lo farebbero comunque, anche se la pianta fosse inzuppata d’acqua, come accade alle ipomee.

Vuole un terreno permeabile, arricchito con letame e risponde bene alle potature in caso di necessità; si propaga per talea di fusto non lignificato sotto vetro, riparata in inverno.


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