Carciofo: in erboristeria e in cucina

Non solo è buono, ma fa bene anche ai capelli. Descrizione della pianta e ricette per la cucina e l'erboristeria

Giovanna Benassi

Il carciofo (Cynara scolymus) non cresce spontaneo: si pensa derivi da cardi selvatici che crescono abbondantemente nelle regioni mediterranee.
L’uomo, fin dai tempi remoti, provvide a selezionare le piante più grosse e più commestibili.

Impiego terapeutico
La parte più ricca di principi attivi è la foglia; da essa si estraggono i prodotti che sono comunemente usati in erboristeria.
Essa, quando è fresca, contiene cinarina, acido caffeico, acido glicerico, acido glicolico, glucoside A e B, sali di potassio e di magnesio, Vitamina A-B1-B2-C

Ipocolesterolemizzante
È la cinarina il principio attivo in grado di ridurre il colesterolo nel sangue (azione a volte preceduta da una breve fase ipercolesterolemica) agendo sulle cellule epatiche.
Assumendo derivati dal carciofo, si nota – inoltre – che il siero ha una maggiore capacità di mantenere in soluzione il colesterolo e di scioglierlo impedendo così che precipiti nei vari organi. È opportuno, comunque, seguire una dieta ipocalorica, limitando fortemente i lipidi e i glucidi.

Coleretico
La cinarina e l’acido caffeico aumentano la quantità di bile prodotta e facilitano l’espulsione di una notevole quantità di acidi biliari e di colesterolo.

Diuretico
I sali di potassio e di magnesio, i fiavonoidi contenuti nelle foglie basali, provocano un incremento delle urine che si manifesta dopo alcuni giorni dall’assunzione.

Per la bellezza
L’acqua di cottura dei carciofi si può usare per risciacquare i capelli dopo lo shampoo perché e ricca di sali minerali e li rende più robusti e lucidi. L’infuso di foglie, depurando l’organismo, rende la pelle più pura e luminosa.

In cucina
Si utilizzano i capolini in tantissimi modi, sia come contorno che condimento; ottimi per il risotto, le frittate.
Le foglie sono la parte della pianta più ricca di principi attivi, ma raramente sono usate in cucina perché sono molto amare; comunque, se si desidera consumarle, è indispensabile lavarle bene e ripetutamente per liberarle almeno in parte degli insetticidi, anticrittogamici, acaricidi che vengono utilizzati durante la coltivazione.

Piergiorgio Chiereghin in «Farmacia Verde» Ed. Calderini per abbassare i tassi di colesterolo ematico consiglia questa tisana e afferma che: «pur nella apparente banalità della sua formulazione, da tempo mi permette di constatare quanto affermo».
carciofo fgl. 30
orthosiphon fgl. 30
cicoria rad. 20
biancospino fiori 10
vischio fgl. 10
fagiolo baccelli 10
betulla fgl. 10
Un cucchiaio raso della miscela in infuso bollente per 10 minuti e per una tazza d’acqua. Bere dopo i pasti.
Nella mitologia greca si racconta di una bella fanciulla di nome Cynara trasformata da Giove innamorato respinto – in carciofo.
Secondo Columella, molto prosaicamente Cynara deriva da «cenere», sostanza utilizzata dagli orticoltori per conciliare il terreno.
Il carciofo è consigliato dal Mattioli, dal Durante, dal Boldo, dal Pisanelli: tutti ritenevano che avesse proprietà diuretiche, lassative, deodoranti e afrodisiache.

 


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