Giardino Giusti a Verona

Nel cuore della città di Verona, resa famosa nel mondo dallo sfortunato amore di Giulietta e Romeo, annesso al palazzo dei Conti Giusti si ammira uno dei giardini più belli del Veneto, di epoca rinascimentale, che ancora conserva l'impostazione originale del giardino all'italiana con i pregevolissimi ricami delle aiuole e con i viali simmetrici, abbelliti da statue e fontane.

Vittorio Marzi

A differenza della maggior parte dei giardini dell’epoca, nei quali il movimento architettonico delle terrazze e delle scalinate si distende dalla sommità verso il basso, nel giardino Giusti il movimento è al contrario, parte dal basso dell’erto colle di S. Pietro, dove sorge il grande palazzo, che si affaccia sull’omonima Via Giusti nel centro di Verona.

Ingresso a villa Giusti Il giardino all’italiana a villa Giusti

L’antica e nobile famiglia Giusti, di origine toscana, venne profuga in Verona verso il 1300 per contrasti politici e già all’inizio del 1400 era ormai affermata nella città di Verona nell’arte della tessitura con il nome di Giusti del Giardino. Ciò probabilmente per la rinomanza del giardino, così bello nel suo disegno rinascimentale ricordando i giardini toscani per la sequenza delle terrazze, per la maestosità dei cipressi che fiancheggiano il viale che conduce alla sua parte più alta e per la ricchezza delle piante in esso raccolte.

Charles de Brosses, visitando Verona in occasione del suo viaggio in Italia nel 1739, così descriveva il giardino: «Quanto alle case private, quelle dei Pompei e dei Maffei mi sono sembrate le più belle all’esterno; ma stimo superiori i giardini del palazzo Giusti, che la natura ha voluto servire dandogli belle e fatte alcune rocce, grazie alle quali ci sono interminabili grotte e terrazze, sormontate da piccole rotonde, aperte da tutti i lati sulla città e sulla campagna tagliata dal corso dell’Adige. A sinistra la vista si perde all’infinito, mentre a destra si arresta ai monti del Tirolo. Oltre a ciò, un gran numero di cipressi incredibilmente alti e aguzzi, piantati in tutto il giardino, formano un insieme curioso e danno a tutto il luogo l’aspetto di uno di quei posti, dove i maghi tengono il Sabba. C’è un labirinto dove io, che resto sempre indietro rispetto agli altri a baloccarmi, andai incautamente a cacciarmi. Ci restai per un’ora sotto il sole, a sbraitare senza potermi raccapezzare, finché quelli della casa vennero a tirarmi fuori».

La costruzione del palazzo Giusti, perfettamente inserita nella splendida cornice del giardino e nella fitta vegetazione boschiva collinare, risale al 1580 con la collaborazione di insigni artisti che contribuirono ad esaltare la bellezza armoniosa del palazzo dal cui porticato si accede al celebre giardino. Numerosi sono gli affreschi di Paolo Farinati, pittore, architetto e incisore veronese; ampia è la raccolta di opere d’arte.

L’ampiezza del palazzo sembra progettata in funzione del giardino posteriore, la cui realizzazione fu iniziata contemporaneamente.
Iniziando la passeggiata nel suo interno, è da ammirare lo stupendo giardino all’italiana che si estende nella parte più bassa, costituito da simmetriche aiuole con siepi di bosso perfettamente potate secondo una abilissima arte topiaria, a cui fanno cornice i maestosi cipressi e la fittissima vegetazione del bosco.

Statue nella geometria del giardino Veduta del giardino e dei cipressi

Nel geometrico verde del parterre spiccano i vivaci colori delle fioriture stagionali di Salvia splendens, di Canna indica, di begonie.
Lungo i viali ricoperti di ghiaia numerose sono le statue che raffigurano http://www.verdeepaesaggio.it/immagini di donna, le colonne, i bassorilievi e i pregevoli oggetti di scavo e le fontane con gli allegri zampilli d’acqua. Completano il giardino all’italiana i caratteristici grandi vasi con una ampia collezione di piante d’agrumi, la peschiera con la splendida statua di Alessandro Vittoria, il labirinto, citato da De Brosses, disegnato nel 1786 dall’architetto Luigi Trezza.
Maestoso è il lungo doppio filare di cipressi che attraversa il giardino dal cancello principale e conduce ad una scalinata verso la collina. Salendo su per mezzo di una graduale sequenza di terrazze pensili si arriva sul sommo a un chiostrino dalla forma elegante, sulle cui pareti sono raccolte antiche ed interessanti iscrizioni. Quassù, affacciandosi dal caratteristico belvedere, il giardino appare nella sua rigorosa compostezza rinascimentale, in cui risaltano le bianche figure delle statue distribuite lungo il percorso, spesso illuminate dal sole che attraversando la fitta vegetazione accentua le diverse tonalità del verde e fa risplendere le vivaci aiuole fiorite.
In questa cornice spiccano le linee architettoniche di palazzo Giusti e insieme si ammira un suggestivo panorama di Verona con i tetti rossi delle case, le torri merlate, i campanili delle chiese, che contribuiscono a rendere ancora più piacevole la romantica atmosfera che si vive in questa città, guardandola dall’alto del giardino Giusti.

 


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