Orticola 2014 riscopre le rose italiane per celebrare il vivaismo italiano

Elisabetta Pozzetti

orticola-2014-le-rose-italianeOrticola 2014 dedica un grande spazio alle rose italiane e ai loro ibridatori per riscoprire, valorizzare e divulgare questo patrimonio di cultura e di bellezza ancora troppo poco conosciuto.

Oscurate dalla fama delle rose inglesi, francesi e tedesche, ma amate da collezionisti esperti, le rose italiane meritano di essere riscoperte da un pubblico più vasto.

La grande stagione delle rose italiane inizia nell’Ottocento, con appassionati e competenti giardinieri quali Luigi Villoresi e Giovanni Casoretti, non solo esperti nella progettazione dei giardini e la cura delle piante, ma anche scienziati.

Villoresi ebbe un ruolo importante nell’applicazione di una tassonomia botanica avanzata e per i suoi metodi d’ibridazione. Direttore dei Giardini della Villa Reale di Monza dal 1812 al 1825, ottenne la RosaBella di Monza’ o ‘Medoetiensis Villoresi’; Casoretti fu innovatore per metodi di costruzione delle serre, per le tecniche di coltivazione (moltiplicazione,innesto radicale) e si dedicò all’impollinazione e alla semina, ottenendo oltre un centinaio di rose bengala e anche 12 varietà di rosa: ‘Hayez’, ‘Palagi’, ‘Conte Taverna’, ‘Pasta’, ‘Noisette inermis’, microphylla ‘Bordoni’, e le rose Tea ‘Traversi’, ‘Strambio’, ‘Gabrini’, ‘Pallavicini’, ‘Nankin’ e ‘Compton’.

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Rosa ‘Bella di Monza’

Dopo di loro, il numero di varietà ibridate in Italia crebbe rapidamente fino a raggiungere le centinaia, specialmente nei luoghi in cui il clima, le strutture e le conoscenze le favorissero e promuovessero. Se ne possono trovare esempi in Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte Veneto, Lombardia.

Molte di essere vennero commercializzate all’estero, dove divennero famose con altri nomi, e con quelli spesso tornarono in Italia dopo la metà del secolo, grazie alla nascita del vivaismo italiano.

Con l’inizio del ‘900 si affermarono i grandi ibridatori italiani e le loro rose, che furono finalmente commercializzate con nomi italiani ottenendo grande successo.

I principali furono:

Domenico Aicardi (1878-1964), il primo importante rosaista italiano a varcare i confini dell’Italia; creatore di 38 rose, così definiva il suo operato: “Lavorare, vivere tra le rose, è uno dei passatempi più piacevoli, ottenere delle nuove varietà non è solo il più grande dei godimenti , ma è anche una dolce ambizione.”

Tra le numerose ibridate ritroviamo le undici sorelle di Aicardi, così chiamate perché derivanti tutte dal medesimo incrocio ‘Julien Potin’ x ‘Sensation’ e sono: ‘Signora’, ‘Primavera’, ‘Saturnia’, ‘Savoia’, ‘Sabina’, ‘Taurina’, ‘Principessa delle rose’, ‘Sfinge’, ‘Crepuscolo’, ‘Nova Lux’ e ‘Vivastella’.

Proprio per le loro notevoli caratteristiche alcune di queste rose sono in commercio ancora oggi.

Quinto Mansuino (1889-1981), grande amico di Aicardi; ha il merito non solo di aver introdotto nuove varietà di rose, ma specialmente di aver creato una originale tipologia di rose che prenderanno il suo nome, Mansuiniane appunto, alla quale appartengono numerose varietà.

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Rosa ‘Purezza’ (Quinto Mansuino, 1961)

I Fratelli Giacomasso, tre fratelli e tre sorelle, che, grazie anche ai preziosi insegnamenti di Aicardi,sperimentavano, producevano, riproducevano, moltiplicavano, curavano, nomenclavano, etichettavano, impacchettavano, vendevano e spedivano le loro rose in Italia e in Europa.

Quest’anno intorno alla fontana centrale della mostra-mercato (che si tiene dal 9 all’11 maggio presso i Gardini Indro Montanelli in via Palestro) verrà realizzato Il Giardino delle Rose Italiane, con una scenografia, curata da Carlo Gabriele, che vuole riprodurre un giardino bianco immaginario, in cui le rose italiane celebrano il più autentico talento vivaistico nazionale, capace di creare specie e varietà resistenti e adatte ai nostri tanti e diversi climi: una tentazione a cui è difficile resistere!

Un’iniziativa importante per Orticola, infatti, per la prima volta, al centro del catalogo, che è distribuito ogni anno gratuitamente ai visitatori della mostra, si possono trovare “Gli appunti di Orticola”, l’inserto dedicato alla storia delle rose italiane da staccare e conservare!

A degna conclusione della celebrazione delle rose italiane, sabato 10 maggio (alle 15.00) si terrà, presso l’Aula Magna del Museo di Storia Naturale, il convegno Le rose italiane: ibridi e spontanee; una storia delle rose italiane, da quelle che crescono in modo spontaneo nel nostro paesaggio a quelle create da abili ibridatori italiani.

Per essere aggiornati sugli eventi in programma in occasione di Orticola 2014 www.orticola.org

 


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Fonte: Orticola

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