Verdepedia

A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

F1

Prima generazione derivante da un incrocio tra individui omozigoti; la F1 è naturalmente eterozigote

F2

Generazione prodotta per autofecondazione della F1 o lasciando gli F 1 incrociarsi tra di loro

Fabbisogno colturale

Quantità di un elemento nutritivo necessaria perchè la coltura possa conseguire l’obiettivo di produzione consentito da uno specifico sistema suolo-clima-pianta. Per convenzione è espressa in kg di elemento per unità di prodotto utile (può essere anche riferita separatamente al prodotto utile e ai residui).

Fabbisogno in freddo

Tempo di esposizione dei semi e delle gemme a basse temperature, richiesto per superare la quiescenza

Fabbisogno organico

La quantità di principio nutritivo effettivamente ritenuto dall’organismo.

Facoltà germinativa

Attitudine di un seme a germinare e produrre una nuova pianta se posto in adatte condizioni esterne di temperatura, umidità e illuminazione

Faggeta

Bosco a prevalenza di faggio, raramente misto ad altre latifoglie.

Fago

Che si nutre di (es. fitòfago: che si nutre di piante o di materia vegetale).

Fagocita

Cellula ameboide in grado di inglobare (ed eventualmente distruggere) materiale estraneo.

Fagoinibitore

Prodotto in grado di inibire l’alimentazione di un fitofago.

Fairway

Area del campo da golf posta tra il tee e il green, definita anche come pista dove si possono trovare ostacoli di vario tipo (laghetti, buche).

Falcato

Curvo come la lama di una falce.

Falda idrica

Accumulo di acqua che satura una porzione di suolo e/o sottosuolo. Acqua sotterranea che può sovrastare uno strato impermeabile (falda libera) o essere interclusa tra due strati impermeabili (falda imprigionata). E’ anche in uso l’espressione falda ipodermica riferita all’acqua che si accumula nel terreno alla profondità di qualche metro dalla superficie e che ha prevalentemente interesse agronomico, per le sue ripercussioni sul franco di coltivazione, sulla frangia capillare, sulla lisciviazione dei nutrienti, ecc.

Falsa auricola

Estroflessione del collare o della sommità della guaina fogliare; detta anche auricola ad orecchio caratteristica di alcuni generi: Phalaris, Cynodon, Arundo e Phragmites.

Falsetrail following

Tecnica che impiega i feromoni di sintesi non come attrattivi a scopo di cattura, ma per impedire l’incontro tra gli individui di sesso opposto. Si attua con la creazione di numerose tracce feromoniche artificiali (false tracce) predominanti sul richiamo naturale delle femmine.

Falso frutto

Frutto derivante non solo dall’ovario ma anche da parti accessorie del fiore, da antofilli o da brattee

Falso ramo

Rametto di alcune specie fruttifere che si origina da una gemma pronta, ossia cresciuta nell’annata da un normale germoglio

Famiglia

Categoria sistematica collettiva formata da generi imparentati tra loro. Per esempio: i generi Poa (erba fienarola), Festuca (festuca) e Agrostis (agrostide) appartengono alla famiglia delle Graminaceae. I nomi delle F. hanno la terminazione in ‘aceae’ (Es. Rosaceae), fatta eccezione per alcune voci consacrate dall’uso. Le F. si suddividono in sottofamiglie o tribù e comprendono i Generi; quelle con caratteri similari si riuniscono per formare un Ordine.

Fanerogama

Termine usato per indicare le piante a nozze appariscenti, ossia munite di fiori e con organi riproduttori visibili. Vengono incluse in questa categioria le Angiosperme e Gimnosperme. Ad esse appartengono circa la metà delle piante conosciute.

Fango di depurazione

Residuo proveniente dal processo di depurazione di liquami, composto da biomassa batterica e sostanza inerte. (Waste water)

Fango di risulta

Residuo proveniente dagli impianti di depurazione chimica e/o biologica dei reflui.

Farina d’ossa

Farina d’ossa degelatinate

Farina di carne

Concime organico azotato. Residui della lavorazione della carne, eventualmente trattati con acido solforico, disseccati e macinati. Titolo minimo: 4% N Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006)

Farina di estrazione

Prodotto residuo di estrazione dell’olio da semi di piante oleaginose dopo frantumazione e trattamento a caldo con solventi che successivamente vengono fatti evaporare.

Farina di pesce

Farmacopea agricola

Insieme di farmaci per l’agricoltura registrati dal Ministero della Sanità come nome, relative formule, loro composizione, caratteristiche, metodi di preparazione, ecc.

Fasci conduttori

Sistema di vasi conduttori che permette la circolazione della linfa grezza e della linfa elaborata all’interno del corpo dei vegetali superiori. Sono formati dal metafloema verso l’esterno (esarco) e mataxilema verso l’interno (endarco), con o senza un cambio fascicolare in mezzo.

Fasci vascolari

Sistema di vasi conduttori che permette la circolazione della linfa grezza e della linfa elaborata all’interno del corpo dei vegetali superiori. Sono formati dal metafloema verso l’esterno (esarco) e mataxilema verso l’interno (endarco), con o senza un cambio fascicolare in mezzo.

Fasciazione

Deformazione causata nelle piante da lesioni o infezioni. Consiste nella formazione di germogli appiattiti, talora ricurvi: può sembrare che più germogli di una pianta si siano saldati tra loro.

Fascicolato

E’ affastellato (fascicolato) l’apparato radicale in cui le radici laterali si accrescono fino a uguagliare o superare le dimensioni della radice principale.

Fascicolato

E’ affastellato (fascicolato) l’apparato radicale in cui le radici laterali si accrescono fino a uguagliare o superare le dimensioni della radice principale.

Fascio collaterale aperto

Fascio vascolare che presenta il cambio fascicolare fra metafloema e metaxilema (Dicotiledoni e Gimnosperme)

Fascio collaterale chiuso

Fascio vascolare che non presenta il cambio fascicolare fra i tessuti conduttori (Monocotiledoni)

Fase fenologica 7

Fase matura di sviluppo delle piante arboree

Fase latente

il tempo che intercorre tra l’infezione e la comparsa dei sintomi.

Fase vegetativa

Fase di forte sviluppo di una pianta matura

Fasmide

Sporgenza laterale, caudale nei nematodi.

Fattore abiotico

Fattore non vivente (ad es. acqua, rocce, terreno, pH, ecc.) in grado di provocare una alterazione sulla pianta.

Fattore abiotico

Fattore non vivente (ad es. acqua, rocce, terreno, pH, ecc.) in grado di provocare una alterazione sulla pianta.

Fattore antimetabolico estrinseco

Sostanza contaminante accidentalmente gli alimenti e che esplica un effetto negativo sull’utilizzazione degli alimenti o sulle funzioni fisiologiche.

Fattore antinutrizionale

Sostanza che, con differenti meccanismi, influenza la disponibilità dei principi nutritivi degli alimenti (riduzione della digeribilità, inibizione di azioni enzimatiche a livello intestinale, competizione a livello di assorbimento). Può essere intrinseco all’alimento (caratteristico della specie vegetale o della cultivar), oppure estrinseco, cioè derivante dalle tecniche colturali, dai trattamenti industriali, dalle tecniche di conservazione. Alcuni fattori antinutrizionali possono essere inattivati dai processi tecnologici.

Fattore biotico

Organismo vivente responsabile di una alterazione.

Fattore biotico

Organismo vivente responsabile di una alterazione.

Fattore limitante

Fattore che a causa della propria scarsità o avversità limita un processo o il numero degli individui che compongono la popolazione o il range di un organismo

Fauna

Insieme degli animali che popolano una data area, o una parte di essa, quando le condizioni naturali sono diverse per certe caratteristiche.

Fecondazione

Unione dei gameti maschili e femminili e formazione dello zigoto. E’ il processo mediante il quale i nuclei maschili (del granello pollinico) e quelli femminili (dell’ovulo) si fondono insieme per costituire un nuovo individuo che porta i caratteri di entrambi i genitori

Fecondità

Il livello riproduttivo potenziale di una popolazione.

Fecondo

Produttivo nell’emissione di germogli, vegetazione, fiori o frutti.

Feedback negativo

Controllo omeostatico in cui un aumento in alcune sostanze o attività inibisce o cambia la direzione del processi che hanno portato all’aumento

Feedback positivo

Controllo che rafforza, in un sistema, il processo nella stessa direzione

Felloderma

Tessuto parenchimatico originato dal cambio subero-fellodermico.

Fellogeno

Tessuto meristematico presente nel fusto delle piante ad accrescimento secondario che produce sughero verso l’esterno e tessuto parenchimatico verso l’interno.

Feltro

Filamento derivante da azione patologica, spesso indicativo della presenza di miceti. Nei tappeti erbosi si indica lo strato di materiale organico formato dai residui del taglio dell’erba, da foglie morte, radici, ecc. che si accumula tra gli steli vivi e l’intreccio delle radici

Femmina equivalente

Quantità di feromone equivalente ad una femmina.

Femminella

Rametto anticipato della vite e di alcuni fruttiferi

Femore

Segmento della zampa articolato con il trocantere e la tibia.

Fenestrato

Organo provvisto di fori (es. le foglie di Philodendron pertusum, le antere di Laurus).

Fenologia

Scienza che studia il comportamento biologico e fisiologico delle piante in relazione ai fattori ambientali.

Fenotipico

Relativo alla manifestazione dei caratteri visibili di un individuo o di una popolazione, come risultato della interazione del proprio genotipo con l’ambiente.

Fenotipo

Complesso dei caratteri esteriori manifestati da un organismo come risultato della interazione del proprio genotipo con l’ambiente

Ferita

Lesione dell’organismo, accidentale o provocata, che può dare luogo a diverse conseguenze biologiche, poichè la parte lesa perde parte delle sue facoltà energetiche

Fermentazione

Demolizione dei carboidrati e di altri composti organici in condizioni anaerobiche

Feromone

Sostanza volatile secreta da un individuo all’esterno del corpo, in grado di provocare reazioni particolari in altri individui della stessa specie (es. il richiamo sessuale negli insetti). I F. sono definiti anche ‘messaggeri chimici esterni’ ed in base all’uso cui sono destinati vengono raggruppati nelle categorie dei feromoni di aggregazione, di dispersione, di aggressione, di riconoscimento e sessuali. I feromoni sessuali di richiamo (avvertibili fino ad alcuni chilometri) sono generalmente prodotti dalla femmina con lo scopo di attrarre i maschi presenti nella zona; questi, una volta giunti in prossimità della potenziale partner, la spingono all’accoppiamento liberando feromoni afrodisiaci (attivi solo a ridottissima distanza) da alcuni particolari organi denominati androconi o coremata. (Pheromon)

Ferretto

Strato di terreno impermeabile ricco di argilla e ferro. Ha spessore variabile e si trova sia superficialmente che in profondità.

Fertile

Si dice del fiore che dà origine al seme oppure di pagliette racchiudenti fiori fertili oppure di ramo munito di spighette o di fusto che forma l’infiorescenza.

Fertilità

Riferito al terreno questo esprime il suo potenziale a soddisfare le esigenze nutrizionali e idriche delle piante (Soil fertility). Riferito alle piante il termine ne indica l’attitudine potenziale a fruttificare

Fertilità biologica

Stato di salute del suolo dal punto di vista microbiologico.

Fertilità fisica

Identifica la buona condizione del terreno dal punto di vista dell’abitabilità verso gli organismi viventi (microflora, fauna, flora). E’ determinata dal tipo di suolo, dalla sua struttura, dalla presenza di porosità occupate dall’aria e dall’acqua, ecc.

Fertilizzante

Qualsiasi sostanza che per il suo contenuto in elementi nutritivi oppure per le sue peculiari caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche contribuisce al miglioramento della fertilità del terreno agrario o al nutrimento delle specie vegetali coltivate o comunque ad un loro migliore sviluppo. Può essere organico, derivato cioè da sostanze animali o vegetali decomposte, o inorganico, cioè di origine chimica.

Fertilizzante acido

Fertilizzante che, dopo la sua applicazione e reazione con il terreno, ne aumenta l’acidità residua e ne abbassa il pH.

Fertilizzante alcalino

Fertilizzante che, dopo l’applicazione e la reazione con il terreno, fa diminuire l’acidità residua e aumenta il pH del terreno.

Fertilizzante composto

Fertilizzante che contiene i tre componenti principali necessari per la crescita sana di una pianta: azoto, fosforo e potassio.

Fertilizzante costituzionalmente acido o basico

Residuo acido o basico che un fertilizzante lascia nel terreno durante la sua trasformazione chimica.

Fertilizzante fisiologicamente acido o basico

Fertilizzante chimico già all’origine costituito da alcuni elementi basici e acidi

Fertilizzante fosfatico

Fertilizzante ad alto titolo di fosforo.

Fertilizzante granulare

Fertilizzante formato da particelle di dimensione compresa tra 1 e 4 mm. La dimensione desiderata può essere ottenuta per agglomerazione di particelle più piccole, rompendo e vagliando particelle più grandi, controllandone la dimensione in processi di cristallizzazione o con il prilling.

Fertilizzante in sospensione

Fertilizzante liquido contenente elementi nutritivi disciolti e non disciolti. Quelli non disciolti sono tenuti in sospensione grazie ad un agente disperdente, di solito un’argilla. La sospensione deve essere abbastanza fluida da essere mescolata, pompata, agitata e applicata in modo omogeneo.

Fertilizzante iniettato

Fertilizzante distribuito nel terreno utilizzando o meno sistemi a pressione.

Fertilizzante inorganico

Fertilizzante in cui il carbonio non è un componente essenziale della sua struttura chimica di base. Per la normativa italiana sono considerati fertilizzanti inorganici anche quelli contenenti carbonio organico di origine biologica. In particolare sono ammessi i concimi contenenti azoto organico di sintesi, ovvero azoto contenuto nei composti organici ottenuti con processi industriali di sintesi.

Fertilizzante misto

Due o più sostanze fertilizzanti mescolate o granulate insieme a formare un’unica miscela. Il termine comprende miscele a secco di polveri, granulari, soluzioni, sospensioni e impasti.

Fertilizzante organico

Sottoprodotto della lavorazione di sostanze animali o vegetali che contiene sufficienti nutrienti vegetali per essere utilizzabile come fertilizzante.

Fertilizzazione organica

Fertilizzazione a mezzo di concimi organici. (Organic fertilization)

Fertirrigazione

Tecnica che consente di apportare contemporaneamente all’acqua di irrigazione, gli elementi fertilizzanti di cui le piante necessitano. Per quanto riguarda i liquami zootecnici, la distribuzione avviene per aspersione a bassa od alta pressione e mediante condotte fisse o mobili.

Fessurato

Pavimentazione realizzata in calcestruzzo (fessurato) e caratterizzata dalla presenza di fessure o di fori che permettono la caduta delle deiezioni al di sotto del pavimento stesso; per questo la pavimentazione fessurata/grigliata è definita autopulente.

Festucoidee

Sottofamiglia delle graminacee, contiene le specie a ciclo autunno-primaverile.

Fialide

Cellula terminale di conidioforo o conidioforo di lunghezza fissa con una o più aperture apicali, in cui si sviluppa una successione basipeta di conidii.

Fialospora

Conidio portato da una fialide senza aumento in lunghezza della fialide stessa.

Fibra

Cellula allungata, spesso appuntita alle estremità e variamente conformata alla superficie (striata, punteggiata etc). Attraverso le cellule fibrose le piante acquistano solidità e resistenza; per questo hanno membrane inspessite, cellulosiche o lignificate. Si riuniscono in fasci e assumono grande sviluppo in lunghezza.

Fibra corticale

Può avere la parete cellulare cellulosica (Lino), in parte lignificata (Canapa) o completamente lignificata (Juta). La lunghezza varia da 1-2 mm a 50-60 cm.

Fibra d’unione

Nella cariogenesi le F. di U. costituiscono il fuso e vanno da un polo a quello opposto.

Fibra extraxilare

Può avere la parete cellulare cellulosica (Lino), in parte lignificata (Canapa) o completamente lignificata (Juta). La lunghezza varia da 1-2 mm a 50-60 cm.

Fibra interzonale

Congiunge i cromosomi nella cariocinesi.

Fibra legnosa

Si trova anche nel tessuto connettivo o di riempimento. Si accresce poco durante la maturazione e a maturità è sempre lignificata. Si riunisce a fascio e fra le varie fibre si interpongono elementi legnosi che ne accrescono la resistenza.

Fibra liberiana

L’insieme delle F.L. costituisce le masse nel tessuto parenchimatico con funzione meccanica

Fibra radicale

Esile radice secondaria

Fibra ramosa

Fibra munita di diramazioni.

Fibra tessile

Le F.T. sono fibre extraxilari aventi particolari solidità e flessibilità. Possono derivare dai fasci librosi (canapa, lino), dal tessuto parenchimatico (Agave sisalana) o tegumentale di alcuni frutti (cotone, kapok)

Fibra xilare

Si trova anche nel tessuto connettivo o di riempimento. Si accresce poco durante la maturazione e a maturità è sempre lignificata. Si riunisce a fascio e fra le varie fibre si interpongono elementi legnosi che ne accrescono la resistenza.

Fibre sclerenchimatiche

Cellule del tessuto sclerenchimatico di forma molto allungata. Possiedono pareti inspessite e lignificate e hanno forma tozza e isodiametrica, con punteggiature e formazioni mineralizzate. Hanno funzione meccanica e di sostegno. Possono trovarsi come cellule isolate, riunite in gruppetti (polpa della pera) o in grossi ammassi per formare, ad es., i gusci duri dei frutti. A completamento dell’ispessimento delle pareti le cellule muoiono.

Fibrilla riuniente

Congiunge i cromosomi nella cariocinesi.

Fibroso

Contenente fibre, avente la consistenza di una fibra, assomigliante a delle fibre.

Fibrovascolare

Che ha o che è costituito da fibre e vasi conduttori.

Ficomicete

Classe di funghi caratterizzata da ife generalmente non settate, di calibro molto irregolare, polinueleate. Questi miceti differenziano elementi di riproduzione sia agamici che sessuati.

Fida

Lamina fogliare in cui è presente un’incisione profonda circa un quarto della larghezza.

Filamento

Organo dell’apparato sessuale maschile di sostegno per l’antera. Se manca, l’antera viene definita sessile

Filamentoso

A forma di filo; filiforme.

Filare

Piantagione, di solito monospecifica, secondo una linea retta

Filatura

Condizione di sviluppo delle piante caratterizzata da carenza di luce che si manifesta con internodi più lunghi e organi verdi decolorati. In arboricoltura è la tecnica intesa a favorire l’emissione di radici avventizie in germogli parzialmente coperti

Filiera

Organo boccale delle larve attraverso cui fluisce la seta modellata in filo.

Filiosseride

Afide afferente alla omonima famiglia (ordine dei Rincoti), formata da individui privi di sifoni e con femmine costantemente ovipare.

Fillo-

Foglia. Es. fillòfago: che si nutre di foglie.

Fillocladio

Ramo appiattito che finisce per assumere aspetto fogliforme (es: cactacee e asparago).

Fillodia

Trasformazione delle parti fiorali in foglie.

Fillodio

Picciolo fogliare appiattito, che assume forma e dimensione di foglia (es: Acacia).

Fillofago

Specie animale (insetti, ecc.) che attacca le foglie.

Fillomania

Trasformazione degli annessi fiorali in elementi fogliformi.

Filloptosi

Caduta anomala ed anticipata delle foglie

Fillosilicato

Silicato stratificato a struttura bidimensionale quale ad es. le argille.

Fillosseride

Afide afferente alla omonima famiglia (ordine dei Rincoti). Sono privi di sifoni e con femmine costantemente ovipare.

Fillotassi

Disposizione delle foglie sull’asse del fusto

Fillotassi distica

Disposizione delle foglie solitarie sul nodo, alterne e disposte ai due lati dello stipite o del ramo.

Fillotassi ortostichica

Disposizione delle foglie secondo linee diritte

Fillotassi spirostica

Disposizione delle foglie a spirale

Fillotassi verticillata

Disposizione delle foglie aggregate su un nodo quando sono in numero superiore a tre

Filogenesi

Origine di una stirpe, di un complesso di individui imparentati

Fiore

Parte della pianta contenente gli organi di riproduzione. Può essere solitario (es. alcune drupacee) oppure riunito in infiorescenze (es. pomacee, vite,ecc.). In molte specie fruttifere i fiori contengono sia organi sessuali maschili che femminili (fiori ermafroditi) ma in alcune specie i fiori possono essere unisessuali, cioè o solo maschili (staminiferi) o solo femminili (pistilliferi)

Fiore a simmetria pentamera

Fiore dotato di 5 elementi

Fiore a simmetria raggiata

Qualunque piano di simmetria che passa per il centro lo divide in due parti speculari (es. pesco).

Fiore attinomorfo

Qualunque piano di simmetria che passa per il centro lo divide in due parti speculari (es. pesco).

Fiore di zolfo

Sostanza chimica sotto forma di polvere finissima usata per ridurre il pH dei terreni alcalini. E’ anche un fungicida.

Fiore doppio

Si origina da una trasformazione morfologica di alcune parti del fiore, ad esempio per metamorfosi degli stami a petali, o anche per duplicazione dei petali stessi. E’ un fenomeno molto frequente nelle piante ornamentali.

Fiore ermafrodita

Fiore che presenta le strutture riproduttive maschili e femminili

Fiore fertile

Organo dotato delle strutture riproduttive in grado di fruttificare

Fiore regolare

Fiore actinomorfo, cioè con parti simmetriche rispetto all’asse fiorale

Fiore sessile

Fiore privo di peduncolo.

Fiore sterile

Fiore dotato o no delle strutture riproduttive comunque non in grado di fruttificare

Fiore terminale

Fiore posto nella porzione terminale di una infiorescenza o di un ramo o germoglio

Fiorire

Emettere i fiori. Corrisponde alla fase del ciclo vegetativo che s’identifica nel processo riproduttivo terminante nella fruttificazione e disseminazione

Fioritura

Fase del ciclo vegetativo che s’identifica nel processo riproduttivo, manifesto con l’emissione dei fiori e terminante nella fruttificazione e disseminazione. Dal punto di vista fisiologico, è la fase fenologica durante la quale le pagliette si divaricano sotto la pressione delle lodicole e lasciano sporgere gli apparati sessuali del fiore

Fioritura

Fase del ciclo vegetativo che s’identifica nel processo riproduttivo, manifesto con l’emissione dei fiori e terminante nella fruttificazione e disseminazione. Dal punto di vista fisiologico, è la fase fenologica durante la quale le pagliette si divaricano sotto la pressione delle lodicole e lasciano sporgere gli apparati sessuali del fiore

Fisiofarmaco

Prodotto in grado di prevenire o curare le fisiopatie.

Fisiologia

Studio delle funzioni degli organismi viventi.

Fisiologia vegetale

Scienza che studia la funzione e la regolazione degli organi e dell’organismo vegetale.

Fisiopatia

Alterazione delle piante dovuta a fattori abiotici, quali climatopatie, carenze ed intossicazioni alimentari, chemiopatie, frigopatie, fotopatie, idropatie, traumopatie.

Fissativo

Sostanza usata per uccidere i tessuti vivi con il minimo di distorsione, così da permettere la successiva colorazione e montaggio del campione.

Fissazione

Processo che avviene nel suolo per il quale alcuni elementi chimici essenziali per la crescita della pianta sono convertiti da una forma solubile e scambiabile in una meno solubile o non scambiabile

Fissazione biologica dell’azoto

Trasformazione dell’azoto elementare dell’aria in forma combinata da parte di microrganismi azoto-fissatori attivi nel terreno e nelle radici delle leguminose. (Nitrogen fixation)

Fissazione biologica dell’azoto

Trasformazione dell’azoto elementare dell’aria in forma combinata da parte di microrganismi azoto-fissatori attivi nel terreno e nelle radici delle leguminose. (Nitrogen fixation)

Fissazione del potassio

Processo di conversione del potassio scambiabile o solubile in acqua in quello che occupa la posizione K+ nelle miche. Si tratta di contro-ioni intrappolati negli spazi ditrigonali sul piano basale di atomi di ossigeno di alcuni fillosilicati a causa della contrazione dello spazio interlamellare. Per alcuni minerali in sospensione acquosa la fissazione può avvenire spontaneamente, mentre per altri si verifica per il riscaldamento che rimuove l’acqua interlamellare. Gli ioni K+ fissati sono scambiabili solo dopo l’espansione dello spazio interlamellare.

Fissazione dell’ammonio

Processo di intrappolamento di ioni ammonio negli spazi interlamellari dei fillosilicati, in siti analoghi a quelli del K+ nelle miche. Smectite, illite e vermiculite possono fissare l’ammonio, ma la vermiculite ne ha la capacità massima. La fissazione può avvenire spontaneamente in sospensioni acquose o risultare da riscaldamento che rimuove l’acqua interlamellare. Gli ioni ammonio negli spazi interlamellari collassati possono essere scambiati solo dopo l’espansione dello spazio tra gli strati.

Fissazione pedologica

Processo cui vanno incontro alcuni elementi nel terreno (in particolare, ammonio, fosforo e potassio) che consiste nel passaggio da forme scambiabili e quindi utili alla nutrizione vegetale a stati di indisponibilità, anche per lungo periodo. Questi nuovi legami rendono inutilizzabili gli elementi nutritivi, però nel contempo li sottraggono alla lisciviazione.

Fitasi

Enzima in grado di demolire la molecola dell’acido fitico liberando 6 molecole di fosfato e inositolo.

Fitato

Sale dell’acido fitico nel quale è legato con elementi quali ferro, calcio, zinco, rame.

Fitness

Contributo genetico dei discendenti di un individuo alle future generazioni

Fito-

Pianta o, in senso più ampio, materia vegetale.

Fitoalessina

Sostanza fungitossica, in genere di natura fenolica, che viene prodotta dalle piante normalmente dopo una infezione. Va tuttavia sottolineato che la sintesi e l’accumulo di fitoalessine e di altri composti fenolici non è indotta solo da patogeni, ma può essere stimolata anche da cause abiotiche, quali lesioni chimiche e meccaniche. Le piante manifestano una potenziale capacità di sintetizzare tali sostanze e le infezioni fungine; in pratica, ne stimolano un più attivo ritmo di sintesi ed il loro accumulo. La condizione necessaria perchè una pianta possa risultare resistente ad una infezione, è pertanto quella di produrre una quantità tale di fitoalessina da superare la soglia di tollerabilità del fungo. Per contro, la suscettibilità alla infezione viene attribuita sia alla incapacità da parte della pianta a produrre fitoalessine, sia alla tolleranza del fungo nei riguardi di quella particolare fitoalessina prodotta dalla pianta stessa.

Fitocella

Piccolo contenitore di cartone o di torba pressata con semi in germinazione o plantule, idoneo ad essere posto direttamente a dimora nel terreno.

Fitocenosi

Tratto di vegetazione uniforme per fisionomia e struttura

Fitocida

Mezzi e metodi di lotta contro le infestanti delle colture; si distinguono in geosterilizzanti, antigerminello ed erbicidi.

Fitocida

Mezzi e metodi di lotta contro le infestanti delle colture; si distinguono in geosterilizzanti, antigerminello ed erbicidi.

Fitodepurazione

Depurazione ottenuta attraverso l’impiego di piante.

Fitoecdisone

Sostanza simile all’ecdisone, che si riscontra nelle gimnosperme (podocarpacee), nelle pteridofite (polipodiacee), in Azidarachta indica e in alcuni gruppi di angiosperme, quali convolvulacee e amarantacee. Essendo attivi sulla metamorfosi (come gli ecdisoni) possono essere impiegati in funzione di regolatori dello sviluppo degli insetti.

Fitofago

Organismo animale che vive a spese dei vegetali. Il termine deriva da due parole greche: phyton (= pianta) e phagos (= mangiatore).

Fitofarmaco

Prodotto, in genere chimico, impiegato in agricoltura allo scopo di proteggere le piante dalle avversità biotiche e abiotiche. Ha diverse tipologie di azione: antiparassitaria (anticrittogamico, insetticida, acaricida, nematocida) diserbante, fitoregolatore, fisiofarmaco, mezzo di difesa biotecnologico e modificatore del comportamento.

Fitofarmaco

Prodotto, in genere chimico, impiegato in agricoltura allo scopo di proteggere le piante dalle avversità biotiche e abiotiche. Ha diverse tipologie di azione: antiparassitaria (anticrittogamico, insetticida, acaricida, nematocida) diserbante, fitoregolatore, fisiofarmaco, mezzo di difesa biotecnologico e modificatore del comportamento.

Fitoiatria

Disciplina che si occupa della difesa delle piante e dei mezzi da adottare allo scopo di migliorare la produzione vegetale.

Fitomizo

Insetto che succhia il contenuto cellulare dei vegetali con l’apparato boccale pungente-succhiatore.

Fitoparassita

Organismo che svolge parte o tutto il proprio ciclo biologico danneggiando le piante coltivate.

Fitopatia

Malattia di una pianta.

Fitopatogeno

Microrganismo che induce malattie negli organismi vegetali¬â€  (Phytophathogen).

Fitopatologia

Disciplina scientifica che studia le malattie delle piante in relazione alle cause che le determinano, al decorso delle medesime ed anche, in parte, ai provvedimenti idonei per combatterle.

Fitoplancton

Piccole forme di vita vegetale, galleggiante negli ecosistemi acquatici

Fitoregolatore

Composto organico sintetico, non nutritivo, che in piccole dosi promuove, inibisce o comunque modifica determinati processi fisiologici delle piante, agendo in luoghi diversi da quelli di applicazione. I processi connessi con la crescita e lo sviluppo degli organismi viventi sono governati da sostanze chimiche chiamate ormoni. Gli ormoni vegetali sono l’auxina, le gibberelline, le cinetine, l’etilene e l’acido abscissico

Fitoregolazione

Tecnica biologica con la quale, tramite l’impiego di fitoregolatori, si influisce sui processi fisiologici degli organismi vegetali, interferendo sull’attività degli ormoni naturali (fitormoni) presenti nelle piante.

Fitormone

Composto organico sintetico, non nutritivo, che in piccole dosi promuove, inibisce o comunque modifica determinati processi fisiologici delle piante, agendo in luoghi diversi da quelli di applicazione. I processi connessi con la crescita e lo sviluppo degli organismi viventi sono governati da sostanze chimiche chiamate ormoni. Gli ormoni vegetali sono l’auxina, le gibberelline, le cinetine, l’etilene e l’acido abscissico.

Fitoseide

Acaro appartenente alla omonima Famiglia, che comprende predatori molto importanti in agricoltura per l’azione di contenimento sulle popolazioni degli acari fitofagi, in particolare Tetranichidi.

Fitosociologia

Studio diretto ad indagare le cenosi, evidenziando i rapporti intercorrenti tra le specie conviventi (dominanza, abbondanza, densità, stratificazione, costruttività)

Fitoterapia

Indica sia la cura delle malattie delle piante e sia la cura delle malattie dell’uomo con le piante o parti di esse.

Fitoterapico

Prodotto impiegato nella fitoterapia, utile quindi a combattere una determinata malattia.

Fitotossicità

Azione dannosa dei prodotti fitosanitari sulla pianta, che può manifestarsi sotto forma di necrosi, defogliazione, ustioni, alterazioni di funzioni, ecc. (Phytotoxicity)

Fitotossico

Composto in grado di provocare una alterazione a carico di una pianta.

Fitotossina

Sostanza in grado di provocare effetti dannosi nelle piante e prodotta da altri organismi vegetali.

Fitta

Profondità alla quale la vanga penetra nel terreno, pari circa alla lunghezza della lama (25 cm).

Fittonante

Pianta con radice a fittone, di forma conica, spesso carnosa, conficcata profondamente nel terreno, con funzione di accumulo di sostanze nutritive.

Fittone

Radice principale, originatasi dal seme, che resta spesso viva per tutta la vita della pianta. Si sviluppa in lunghezza e in spessore più delle radici laterali

FL

Formulazione. Dispersione acquosa, pasta colloidale, pasta liquida (FLOW, DS)

Flabellato

Aspetto delle antenne con l’estremità fornita di processi che si aprono a ventaglio.

Flagelli

Prolungamenti protoplasmatici filiformi presenti sulla superficie di alcune cellule (batteri, zoospore), in grado di conferire ad esse la capacità di muoversi in un mezzo liquido.

Flocculazione

Fenomeno inverso a quello della peptizzazione, per cui le particelle solide, disperse in una sospensione, tendono a riunirsi formando degli agglomerati. Può essere indotto in un terreno peptizzato effettuando correzioni con gesso o zolfo.

Floema

Tessuto conduttore formato da cellule sovrapposte che formano i "tubi cribrosi", devoluto al trasporto della linfa elaborata dalle foglie verso gli altri organi della pianta (fusto, radice). Può essere primario o secondario

Floema primario

E’ il floema presente nelle piante di un anno.

Floema secondario

E’ il floema presente nelle piante che hanno più di un anno.

Flora

L’insieme delle specie vegetali che occupano spontaneamente una data area.

Flora alofita

Flora che possiede particolari adattamenti morfologici (presenza di colloidi idromorfi ed alta concentrazione dei soluti del succo cellulare) che le permettono di sopravvivere in ambienti salini o salmastri.

Flora autoctona

Complesso vegetazionale spontaneo di un certo luogo.

Flora potenziale

Riserva di semi e di gemme di moltiplicazione vegetativa contenute nel terreno.

Flora reale

Insieme delle piante infestanti che emergono dal terreno e vanno ad infestare il tappeto erboso.

Florigeno

Fitoregolatore che stimola e determina i processi florogenetici.

Flosculo

Piccolo fiore costituente il capolino delle Composite

Flusso

Flusso (di energia) da una sorgente ad un serbatoio o ricevitore

Flusso di troppo pieno

Rappresenta il flusso di ritorno di un sistema di regolazione della portata, al fine di garantire un’uscita standardizzata da tale sistema.

Foberismo

Atteggiamento assunto da certi individui (es. mantide religiosa) che modificano la loro forma o posizione sulla pianta allo scopo di incutere paura ad un potenziale aggressore.

Fogger

Apparecchiatura per la distribuzione dei fitofarmaci come aerosol.

Fogging

Sistema di trattamento con mezzi aeragricoli, che utilizza i gas di scarico dell’aereo per nebulizzare il liquido antiparassitario da distribuire sulle colture.

Foglia

Organo della pianta, sede dei processi di respirazione, di fotosintesi e d’evapotraspirazione, fondamentali per la vita del vegetale. E’ formata da una lamina, un picciolo (non sempre), le stipole (non sempre presenti) e la guaina

Foglia alterna

Dicesi di una foglia quando da un nodo se ne origina una sola disposta in maniera opposta a quella successiva. In funzione del numero di foglie che si originano da un nodo, le foglie si definiscono sparse o alterne quando sono singole

Foglia alterna composta

Dicesi di una foglia quando da un nodo se ne origina una sola disposta in maniera opposta a quella successiva (alterna) formata da un nervatura principale dalla quale si dipartono numerose foglioline (composta)

Foglia bandiera

Nelle graminacee la foglia inserita al nodo più alto, sotto l’infiorescenza terminale, la foglia più alta.

Foglia bifacciale

Tipica delle Dicotiledoni, presenta una pagina superiore diversa da quella inferiore.

Foglia bipennato-composta

E’ una foglia composta in cui il picciolo è ramificato due volte, cioè le foglioline sono costituite da foglioline composte.

Foglia caduca

Si dicono «a foglia caduca» le piante spoglianti.

Foglia carpellare

Foglia trasformata che costituisce il pistillo, elemento fondamentale dell’organo femminile dei fiori formato dall’ovario contenente gli ovuli, da un prolungamento (stilo) e da uno stigma per la recezione del polline.

Foglia cigliata

Foglia provvista di ciglia, esili appendici poste al margine

Foglia composta

E’ la foglia in cui il picciolo è ramificato e la foglia è formata da foglioline, dette anche segmenti; può essere paripennata o imparipennata.

Foglia cotiledonare

E’ la prima foglia emessa dai semi. E’ una sola nelle Monocotiledoni, mentre nelle Dicotiledoni sono due le prime foglie germogliate

Foglia criptonervia

Foglia con nervature non visibili.

Foglia glabra

Foglia priva di peli

Foglia guainante

E’ la foglia presente nelle monocotiledoni e in alcune dicotiledoni la cui base forma un astuccio attorno al fusto.

Foglia imparipennata

E’ la foglia composta che termina con una fogliolina singola

Foglia intera

Foglia non suddivisa in foglioline.

Foglia isofacciale

Tipica delle Monocotiledoni, presenta la pagina superiore uguale a quella inferiore

Foglia lanceolata

Foglia molto più lunga che larga a forma di ferro di lancia.

Foglia opposta

In funzione del numero di foglie che si originano da un nodo, le foglie si definiscono opposte se sono in coppia.

Foglia palmata

Foglia con parti disposte a ventaglio e in modo da corrispondere alla disposizione delle dita rispetto alla palma della mano.

Foglia palminervia

Foglia con tre o più nervature principali partenti dal picciolo e disposte come le dita di una mano.

Foglia parallelinervia

Foglia con nervature parallele (Graminacee).

Foglia paripennata

E’ la foglia composta che termina con una coppia di foglioline.

Foglia pennata

E’ la foglia in cui il picciolo è ramificato e la foglia è formata da foglioline, dette anche segmenti; può essere paripennata o imparipennata. (Generi Rosa, Fraxinus, Robinia).

Foglia persistente

Foglie che si mantengono durante il periodo invernale

Foglia semplice

E’ così definita la foglia il cui picciolo non è ramificato.

Foglia sparsa

Dicesi di una foglia quando da un nodo se ne origina una sola disposta in maniera opposta a quella successiva. In funzione del numero di foglie che si originano da un nodo, le foglie si definiscono sparse o alterne quando sono singole.

Foglia trifogliata

E’ la foglia composta costituita da tre foglioline.

Foglia trinervia

Foglia con tre nervature parallele.

Foglia tripennato-composta

E’ una foglia composta in cui il picciolo è ramificato più di due volte, e quindi le foglioline sono costituite da foglioline composte.

Foglia uninervia

Foglia con la sola nervatura principale evidente, mentre le secondarie non sono visibili.

Foglia vera

Foglia tipica della pianta matura, diversa dai cotiledoni, più semplici.

Foglia verticillata

In funzione del numero di foglie che si originano da un nodo, le foglie si definiscono verticillate se sono tre o più.

Fogliame

Insieme delle foglie

Fogliare

Relativo alle foglie.

Fogliola

Piccola foglia (fogliolina) articolata sul rachide comune delle foglie composte.

Folie

Termine utilizzato dall’architetto Tchumi per indicare le strutture architettoniche del Parc de la Villette di Parigi. Ispirato alle casematte del giardino barocco italiano, per estensione tipologica si è sostituito in seguito con le rovine artificiali del giardino ottocentesco inglese

Follicolo

Frutto secco deiscente la cui apertura avviene lungo i margini delle foglie carpellari. In entomologia indica la struttura protettiva costruita con seta, escrementi ed esuvie, che ricopre il corpo dei Diaspini

Fondatrice

Femmina di afide nata dall’uovo fecondato e destinata ad avviare il ciclo.

Fondatrice partenogenetica

Femmina di afide nata dall’uovo fecondato e destinata ad avviare il ciclo della partenogenesi, cioè della riproduzione senza fecondazione

Fondatrigenie

Femmine di afidi discendenti dalla fondatrice e viventi con questa sulla medesima parte vegetativa o sulla medesima pianta.

Fondo

Termine di uso corrente sinonimo di campo o di appezzamento.

Fontana

Costruzione di carattere ornamentale destinata a regolare l’efflusso dell’acqua proveniente da una sorgente o dall’acquedotto

Fonte primaria

Materiale di propagazione, prodotto e conservato dal costitutore, avente origine dalla pianta primaria di una varietà, da cui deriveranno le piante che verranno commercializzate di vivaisti

Fonti energetiche

Energie che possono essere impiegate per l’avviamento del motore

Foraggiamento

(Strategia) maniera con la quale un animale cerca il suo cibo e dedica tempo e sforzi per ottenerlo

Foraterra

Attrezzo che viene conficcato nel terreno per praticarvi un buco in cui piantare un semenzale, una talea o una piantina.

Forbice

Attrezzo impiegato per la potatura delle piante di piccole dimensioni il cui movimento di apertura e chiusura è comandato da un dispositivo (pneumatico o idraulico) mosso da un motore. Può essere applicata all’estremità di un’asse nel caso di potature di rami alti

Forca caudale

Appendice tegumentale dell’insetto posta all’estremità dell’addome.

Forcella

Biforcazione ad angolo acuto di rami o di branche di pari età e di sviluppo pressochè uguale

Forchetta

Biforcazione ad angolo acuto di rami o di branche di pari età e di sviluppo pressochè uguale

Forconatura

Arieggiamento profondo del terreno, volto a diminuirne la compattezza, impiegato nella manutenzione dei tappeti erbosi

Foresta

Formazione arborea che risponde alla caratteristica del clima

Forking

Arieggiamento profondo del terreno, volto a diminuirne la compattezza, impiegato nella manutenzione dei tappeti erbosi

Forma a globo

Forma di allevamento in volume tendenzialmente sferica.

Forma a Lepage

Forma di allevamento a controspalliera bassa. Il fusto è assente e sostituito da serie sovrapposte di branche curvate ad arco

Forma a palmetta

Forma di allevamento a controspalliera alta con branche oblique inserite sul tronco

Forma a palmetta a branche oblique

Forma di allevamento a controspalliera: dal tronco principale e verticale si dipartono più coppie di branche oblique, la freccia domina la chioma.

Forma a palmetta a branche orizzontali

Forma di allevamento a controspalliera: dal tronco principale e verticale si dipartono più coppie di branche orizzontali opposte.

Forma a palmetta a candelabro

Forma di allevamento a controspalliera: il tronco, verticale, a circa 50 cm si divarica in due branche orizzontali opposte sulle quali sono inserite altre branche verticali equidistanti.

Forma a palmetta a V

Forma di allevamento a controspalliera: il tronco verticale si divarica, poco sopra il livello del suolo, in due branche primarie oblique

Forma a palmetta ad U

Forma di allevamento a controspalliera: il tronco, verticale, a circa 50 cm si divarica in due branche opposte che decorrono dapprima orizzontali e poi verticali) in modo da assumere, nel complesso, la forma di una U. Una variante di questo tipo di palmetta e quella a doppio U nella quale ciascuna branca, primaria sì divarica ulteriormente formando una nuova U.

Forma a palmetta ad Y

Forma di allevamento a controspalliera: simile alla palmetta a V (il tronco verticale si divarica, poco sopra il livello del suolo, in due branche primarie oblique) ma con impalcatura più alta.

Forma a palmetta irregolare

Forma di allevamento a controspalliera, con branche inserite irregolarmente sul tronco. Particolarmente adatta per il pero innestato su cotogno e per il melo innestato su soggetti nanificanti.

Forma a palmetta libera

Forma di allevamento a controspalliera, con branche inserite irregolarmente sul tronco. Particolarmente adatta per il pero innestato su cotogno e per il melo innestato su soggetti nanificanti.

Forma a palmetta regolare

Forma di allevamento a controspalliera, con branche inserite regolarmente a coppie lungo il tronco.

Forma a palmetta Verrier

Forma di allevamento degli alberi da frutto, costituita da più palchi sovrapposti formati ciascuno da una coppia di branche ad U.

Forma a pergolato

Forma di allevamento tipica della vite: la vegetazione è distribuita in un piano orizzontale o inclinato rispetto al terreno.

Forma a piramide

Forma di allevamento tipica dei fruttifieri. Consiste in un asse centrale attorno al quale, ad intervalli più o meno regolari, sono inseriti dei palchi di branche la cui lunghezza decresce man mano che si passa dalle impalcature basse a quelle più alte.

Forma a piramide a palchi

Forma di allevamento dei fruttiferi, con palchi di 3-5 branche ciascuno, distanziati 60-100 cm.

Forma a piramide alata

Particolare tipo di piramide le cui branche primarie e secondarie sono disposte su due piani verticali ed ortogonali fra loro a guisa di ali. Richiede speciali strutture dì sostegno.

Forma a piramide americana

Sistema di allevamento in cui le branche sono inserite a distanza di 50-60 cm. lungo un tronco interrotto ad una certa altezza. Come nel vaso comune, le branche sono dirette in alto ed in fuori.

Forma a piramide spiralata

Forma di allevamento dei fruttiferi con branche disposte lungo il tronco a distanze uguali ed inserite secondo una spirale.

Forma a siepe belga

Albero disposto a "V" con branche che si incrociano con quelle dell’albero vicino

Forma a tendone

Forma di allevamento a pergola con vegetazione disposta in un piano orizzontale.

Forma a vaso

Forma di allevamento in volume, riferibile a un tronco di cono.

Forma a vaso pieno

Forma di allevamento in volume tendenzialmente sferica.

Forma a vaso ritardato

Sistema di allevamento in cui le branche sono inserite a distanza di 50-60 cm. lungo un tronco interrotto ad una certa altezza. Come nel vaso comune, le branche sono dirette in alto ed in fuori.

Forma a vaso trentino

Particolare tipo allevamento a vaso provvisto di due palchi di branche inseriti rispettivamente a 110-120 cm ed a 220-270 cm da terra.

Forma a ventaglio

Sistema di allevamento talora usato per le drupacee: le branche, inserite su di un corto tronco, sono distribuite, sullo stesso piano, a guisa di ventaglio.

Forma a ypsilon

Forma di allevamento appiattita il cui scheletro è formato da un tronco dal quale si dipartono due branche primarie inclinate e contrapposte.

Forma agamica

In micologia si intende quello stadio dell’organismo caratterizzato da riproduzione asessuata. Rappresenta la forma di penetrazione di un fungo che avviene per propagazione vegetativa (per lo più a mezzo di conidi), in assenza di fecondazione e pertanto senza alcuna variazione genetica.

Forma appiattita

Struttura scheletrica della pianta caratterizzata da chioma distribuita tendenzialmente su di un piano verticale, corrispondente al filare (es. palmetta)

Forma biologica di Raunkiaer

Categoria della classificazione proposta da Raunkiaer che evidenzia la strategia adottata dalle piante superiori per adattarsi e superare la stagione fredda: terofita, geofita, emicriptofita, camefita, fanerofita, idrofita.

Forma Bouchè Thomas

Branche e rami sono inclinati a 30° rispetto al terreno e mandati in direzione opposta a quella in cui sono inseriti

Forma candelabro

Forma che richiama quella del candelabro

Forma cordone

Asse centrale rivestito da corte branche.

Forma di allevamento

Struttura scheletrica della pianta attenuta mediante potatura di allevamento

Forma fisiologica

Gruppo sottospecifico che si differenzia per il comportamento o altre caratteristiche ma non per la morfologia.

Forma gamica

Si intende quello stadio dell’organismo caratterizzato da riproduzione sessuata.

Forma giovanile

Termine usato per definire particolari caratteri morfo-fisiologici che contraddistinguono le piante derivate dal seme in un primo stadio del loro sviluppo. Lo stesso termine è anche valido per definire analoghe caratteristiche di formazioni vegetative generalmente di origine avventizia o derivate da opportune tecniche di ringiovanimento.

Forma imperfetta

In micologia si intende quello stadio dell’organismo caratterizzato da riproduzione asessuata. Rappresenta la forma di penetrazione di un fungo che avviene per propagazione vegetativa (per lo più a mezzo di conidi), in assenza di fecondazione e pertanto senza alcuna variazione genetica.

Forma in volume

Struttura scheletrica della pianta caratterizzata da chioma sviluppata pressochè uniformemente nelle tre dimensioni (es. vaso)

Forma Lapage

Allevamento basato sull’incurvamento di tutto il ramo; nel punto di massima curvatura si ripiega in direzione opposta un nuovo rametto.

Forma larvale

Stadio immaturo ma attivo di alcuni insetti. La larva delle farfalle, dei lepidotteri e delle tentredini si chiama comunemente bruco.

Forma libera

Struttura scheletrica della pianta che non richiede applicazione di sostegni permanenti

Forma Marchand

Pianta interrata con il tronco a 45° e rami mandati in direzione opposta sempre con la stessa inclinazione.

Forma mobile

Termine riferito agli insetti. Gli individui atteri forniti di organi di locomozione (zampe) in grado di spostarsi sulle diverse parti della pianta. Negli acari con questa denominazione si indica generalmente l’insieme degli stadi di larva, ninfa e adulto.

Forma obbligata

Struttura scheletrica della pianta che richiede sostegni permanenti

Forma Oeschberg

Allevamento delle piante a forma di vaso munito di prolungamento centrale; i rami inseriti sulle branche in posizione dorsale vengono eliminati e vengono tenuti quelli inseriti lateralmente o sul lato inferiore.

Forma perfetta

Si intende quello stadio dell’organismo caratterizzato da riproduzione sessuata.

Forma quiescente

Stadio di sviluppo di un organismo che per la sua ridotta attività è in grado di superare condizioni ambientali avverse.

Forma sessuata

Individuo di sesso maschile o femminile.

Forma sessupara

Femmina partenogenetica dalla quale ha origine la generazione anfigonica, ovvero quella nella quale la riproduzione è sessuata.

Forma Spindel

Pianta allevata su un tronco in cui sono inserite una serie di branchette laterali disposte senza ordine preciso.

Forma vaso

Pianta allevata a tre branche inserite a 120° portanti successive branche.

Forma volume

Forma di allevamento delle piante secondo la quale la chioma è fatta sviluppare in tutte le direzioni.

Formazione

Una delle grandi suddivisioni della vegetazione terrestre (foresta decidua, tundra, etc.). Caratterizzata dall’aspetto delle specie dominanti nel climax.

Formazione della torba

Le torbe si possono formare solo in presenza di una forte carenza di ossigeno, cioè in condizioni che rallentano fortemente i processi di decomposizione dei resti vegetali ed animali da parte dei microrganismi.

Formazioni fruttifere

Ramificazioni degli alberi da frutto recanti gemme a fiore o miste

Formazioni legnose

Ramificazioni degli alberi non erbacee e non recanti gemme fruttifere

Formica

Insetto appartenente alla famiglia degli Imenotteri, caratterizzato da polimorfismo e da vita sociale molto organizzata.

Formulato

Complesso di ingredienti (principio attivo, solvente o disperdente, sostanze coadiuvanti ecc.) che costituisce un agrofarmaco pronto all’uso.

Formulato commerciale

Agrofarmaco contenente il principio attivo, gli inerti e i coadiuvanti, pronto per l’utilizzazione. (Commercial compound)

Formulazione

Consiste in una miscela del principio attivo con gli opportuni coadiuvanti (adesivanti, bagnanti, emulsionanti, sospesivanti, eccipienti). L’efficacia di un fitofarmaco dipende, oltre che dal principio attivo, dalla formulazione che determina la bagnabilità, l’emulsionabilità, la sospensività, ecc. Si hanno diversi tipi di formulazioni: formulazioni per trattamenti a secco (granulari e polveri secche); formulazioni per trattamenti liquidi (polveri bagnabili, polveri solubili, concentrati emulsionabili, emulsioni olio/acqua e acqua/olio, sospensioni concentrate o flowable, liquidi solubili nell’acqua, sospensioni di microcapsule, granuli dispersibili, granuli solubili); formulazioni per trattamenti gassosi; formulazioni per trattamenti con mezzi aerei.

Formurea

Concime semplice azotato (CE). Prodotto ottenuto per reazione dell’urea con l’aldeide formica e contenente essenzialmente molecole di urea formaldeide. Composto polimerico. Titolo minimo: 36% N Definizione tratta dalla normativa vigente (Regolamento CE 2003/2003)

Foro d’ingresso

Apertura attraverso la quale un organismo penetra nel corpo dell’ospite.

Foro di sfarfallamento

Apertura del bozzolo o del pupario dalla quale l’adulto fuoriesce a fine ninfosi.

Foro di uscita

Apertura attraverso la quale un organismo fuoriesce dall’ospite a fine sviluppo.

Forteto

Termine forestale usato per indicare lo stadio di vegetazione delle fustaie successivo al novelleto, fino al momento in cui le chiome dei semenzali (alti fino a circa 3 m) non vengono a reciproco contatto. Al forteto segue la perticaia.

Forzatura

Accelerazione artificiale di un processo fisiologico attuata per fini colturali. E’ una pratica agronomica che consiste nel cercare di ottenere anticipi vegetativi e produttivi mediante innalzamento della temperatura dell’ambiente di coltivazione mediante pacciamatura del terreno con materiali plastici e copertura con tunnel in plastica o manufatti in vetro, a volte dotati di impianto di riscaldamento.

Fosfati Thomas

Fosfato allumino–calcico

Fosfato naturale parzialmente solubile

Fosfato naturale tenero

Fosfato precipitato bicalcico diidrato

Fosfato termico

Fosforite macinata

Fosforo

Il fosforo (P) domina l’intero metabolismo della pianta con funzione prevalentemente plastica. Le piante assorbono questo elemento per via radicale nella sua forma ossidata come anione. Il ruolo principale del fosforo negli organismi vegetali è quello di entrare come costituente negli acidi nucleici, nei fosfolipidi e in particolare nell’ADT e nelle altre molecole che utilizzano il fosforo per l’accumulazione e il trasferimento dell’energia chimica. Come ATP partecipa principalmente alla sintesi degli aminoacidi e alla sintesi proteica, al metabolismo dei carboidrati e a tutti quei processi di costruzione delle piante quali radicazione, lignificazione, crescita dei giovani tessuti. Il fosforo è contenuto nel suolo in quantità modeste ed è presente nelle molecole organiche originatesi dalla decomposizione dei resti vegetali. Nei processi di umificazione e di mineralizzazione si possono rendere disponibili quantità importanti di fosforo assimilabile. Il suo assorbimento è legato al pH del terreno. Con livelli elevati di pH infatti il fosforo forma con il calcio composti come fosfato bicalcico e soprattutto fosfato tricalcico che, essendo insolubili, non permettono alla pianta un’assimilazione adeguata.

Fosforo

Il fosforo (P) domina l’intero metabolismo della pianta con funzione prevalentemente plastica. Le piante assorbono questo elemento per via radicale nella sua forma ossidata come anione. Il ruolo principale del fosforo negli organismi vegetali è quello di entrare come costituente negli acidi nucleici, nei fosfolipidi e in particolare nell’ADT e nelle altre molecole che utilizzano il fosforo per l’accumulazione e il trasferimento dell’energia chimica. Come ATP partecipa principalmente alla sintesi degli aminoacidi e alla sintesi proteica, al metabolismo dei carboidrati e a tutti quei processi di costruzione delle piante quali radicazione, lignificazione, crescita dei giovani tessuti. Il fosforo è contenuto nel suolo in quantità modeste ed è presente nelle molecole organiche originatesi dalla decomposizione dei resti vegetali. Nei processi di umificazione e di mineralizzazione si possono rendere disponibili quantità importanti di fosforo assimilabile. Il suo assorbimento è legato al pH del terreno. Con livelli elevati di pH infatti il fosforo forma con il calcio composti come fosfato bicalcico e soprattutto fosfato tricalcico che, essendo insolubili, non permettono alla pianta un’assimilazione adeguata.

Fosse di stoccaggio

Recipienti interrati destinati a raccogliere e a conservare per un certo tempo i liquami; possono essere previsti all’interno dei ricoveri, sotto al pavimento fessurato, oppure all’esterno.

Fossile

(Combustibile) i resti di piante e animali vissuti nell’antichità che sono stati trasformati in carbone, olio o gas naturale

Fosso di guardia

Fosso di sicurezza destinato a raccogliere gli eventuali deflussi di liquame accidentalmente tracimati dagli argini della laguna.

Fotolabile

Prodotto che subisce una degradazione se esposto alla luce.

Fotopatia

Alterazione dovuta a squilibri di illuminazione.

Fotoperiodo

Durata dell’illuminazione; viene detto fotoperiodismo l’insieme delle reazioni manifestate da animali e piante per esposizioni a periodi variabili di luce.

Fotosintesi clorofilliana

Fotosintetico

Derivante dalla fotosintesi, il processo di organicazione del carbonio che avviene negli organi verdi delle piante.

Fototropismo

Movimento della pianta provocato da una fonte luminosa. Si parla di fototropismo positivo o negativo secondo che l’organismo sia attratto o rifugga dalla luce.

Frammentazione

Riduzione di un habitat grande in piccoli e dispersi frammenti

Franco

Semenzale usato come portinnesto di cultivar della medesima specie

Franco di piede

Albero non innestato

Frangivento

Barriera costituita per proteggere le colture dall’azione nociva dei venti dominanti

Frazione colloidale

E’ la quota della sostanza secca costituita da materiale particellato avente un diametro compreso tra 1 millimicron e 1 micron.

Frazione disciolta

E’ la quota della sostanza secca costituita da molecole o ioni presenti come soluzione vera.

Freatofita

Pianta che abitualmente ottiene l’acqua necessaria da zone ad elevata profondità del suolo

Freccia

Ramo di prolungamento di un fusto attorno al quale si organizza la crescita della struttura dell’albero

Frenulo

Nei lepidotteri, spina singola (nel maschio) o gruppo di spine (nella femmina) presente alla base delle ali posteriori, sul bordo costale, che va ad agganciarsi al corrispondente retinacolo delle ali anteriori. Manca in gran parte delle farfalle diurne.

Friabile

Terreno fine che si sgretola facilmente, senza zolle dure o bagnate.

Frigopatia

Alterazione dovuta alle condizioni ambientali di conservazione in frigorifero.

Fronda

Insieme di rami e foglie costituenti la chioma di un albero. Nelle felci, foglia portante le fruttificazioni sulla faccia inferiore e sul margine

Fronda fertile

Espansione filliforme delle felci provviste di spore

Fronte

Negli insetti adulti è l’area cefalica antero superiore compresa tra gli occhi; nelle larve è la parte subtriangolare, delimitata lateralmente dalle aree adfrontalli e anteriormente dal clipeo.

Frutice

Pianta legnosa o semi-legnosa che presenta numerosi fusti provvisti di ramificazioni a partire dalla porzione immediatamente al di sopra del colletto, formando un aggregato di rami più o meno compatto

Frutice

Pianta legnosa o semi-legnosa che presenta numerosi fusti provvisti di ramificazioni a partire dalla porzione immediatamente al di sopra del colletto, formando un aggregato di rami più o meno compatto

Fruticosa

Pianta legnosa e ramificata fin dalla base

Fruttificazione

Struttura tipica di molti funghi, contenente gli organi della riproduzione (es. apoteci, ascocarpi, basidiocarpi, periteci, picnidii).

Frutto

Organo, derivante dalla modificazione dell’ovario a seguito della fecondazione, che contiene il seme e che fornisce protezione, nutrimento e mezzo di diffusione allo stesso. I frutti possono essere veri o falsi, semplici o aggregati, infruttescenze o ancora carnosi o secchi

Frutto carnoso

Frutto formato da un mesocarpo di natura carnosa. I F. C. sono: pomo, drupa, sorosio, bacca, siconio, esperidio, peponide

Frutto composto

Complesso di frutti derivati dai fiori di un’infiorescenza (es. gelso e fico).

Frutto falso

Frutto derivante non solo dall’ovario ma anche da parti accessorie del fiore, da antofilli o da brattee.

Frutto secco

Frutto con mesocarpo e/o endocarpo secco, non carnoso. Può essere deiscente (achenio, baccello, follicolo, legume, siliqua) o indeiscente (capsula, cariosside, nucula, samara)

Frutto vero

Frutto derivante da un solo ovario (f. vero semplice) o da più ovari di un solo fiore (f. vero aggregato)

Frutto-seme

Binomio mediante il quale si indicano quei particolari tipi di frutti secchi indeiscenti nei quali non si distingue il seme, anche dopo la rottura meccanica del frutto stesso.

Frutto-seme

Binomio mediante il quale si indicano quei particolari tipi di frutti secchi indeiscenti nei quali non si distingue il seme, anche dopo la rottura meccanica del frutto stesso.

FS

Formulazione liquida per trattamenti ai semi.

FU

Prodotto Fumogeno, smoke generator, fumogeno. Formulazione, generalmente solida, che per combustione libera la sostanza attiva sotto forma di fumata.

Fulcro

Appendice di attacco, cirriforme o rizoforme, che permette al fusto di arrampicarsi (Cissus, Hedera, Parthenocissus).

Fuligginoso

Nerastro, oscuro, nero o di colore fumoso.

Fumaggine

Termine usato per indicare delle strutture di natura crittogamica, di aspetto fuligginoso, che ricoprono la superficie di organi epigei. Consiste in un annerimento che si osserva sulla vegetazione imbrattata dalla melata prodotta da fitofagi come afidi, psille e cocciniglie e causato dalla proliferazione di funghi saprofiti sul substrato zuccherino.

Fumigante

Prodotto che distribuito in ambienti o nel terreno dà luogo alla formazione di vapori nocivi per i parassiti presenti in loco.

Fumigatrice

Macchina impiegata per distribuire prodotti ad alta tensione di vapore che, una volta penetrati nel terreno, evaporano generando dei gas che si distribuiranno uniformemente nel terreno stesso

Fumigazione

Tipo di intervento con preparati che liberano gas tossici per i parassiti delle piante. (Fumigation)

Fungicida

Sostanza usata per combattere le malattie causate dai funghi e da alcuni batteri.

Fungicida sistemico

Sostanza usata per combattere le malattie causate dai funghi e da alcuni batteri, in grado di essere assorbita da una pianta e di distribuirsi nei vari tessuti della medesima

Fungillo

Fungo microscopico.

Fungistatico

Prodotto che agisce sui funghi rallentando il loro sviluppo senza devitalizzarli.

Fungo

Nome di organismo eterotrofo, di conformazione assai varia appartenenti alle Crittogame Tallofite, caratterizzate dalla mancanza di clorofilla e formate da un corpo vegetativo, il micelio, e da un corpo riproduttivo. Si suddividono in Mixomicoti ed Eucomicoti. I Mixomicoti comprendono le classi Mixomiceti, Acrasiomiceti e Proteomixomiceti; gli Eumicoti comprendono le classi Archimiceti, Ficomiceti, Ascomiceti, Basidiomiceti e Deuteromiceti.

Fungo imperfetto

Fungo appartenente all’omonima Classe, che comprende specie a moltiplicazione agamica di cui non sempre è nota la forma di riproduzione sessuata.

Funicolo

Peduncolo di collegamento tra il seme e il tessuto placentare del frutto.

Funzionale

(Risposta) cambiamento del tasso di utilizzazzione di una specie preda da parte di un predatore in relazione al cambiamento della densità della preda.

Funzione clorofilliana

Funzione di cima

Funzione di controllo che la cima delle piante esercita sulle ramificazioni laterali e che, se cumulata con quella delle altre cime, può determinare il comportamento complessivo della chioma

Fuoriuscita

Il momento in cui gli adulti (neosfarfallati o meno) iniziano o riprendono la loro attività nell’ambiente. Nelle specie in cui l’impupamento si ha nel suolo si parla pure di risalita degli adulti. Nei lepidotteri coincide con l’inizio dei voli.

Fusetto

Forma di allevamento costituita da un tronco alto recante branche vigorose e poco inclinate sulle quali sono irregolarmente inserite le branchette fruttifere. Richiede un’attenta gestione della vigoria delle piante, attraverso potature verdi, inerbimento, ecc., al fine di evitare eccessi vegetativi e mantenere i frutti il più possibile esposti al sole

Fusiforme

A forma di fuso; appuntito alle estremità.

Fuso

Forma di allevamento simile alla piramide dalla quale differisce per la lunghezza delle branche (approssimativamente pari ad 1/5 della distanza che intercorre fra la loro inserzione e l’apice del tronco)

Fusoide

Vagamente fusiforme.

Fustaia

Forma di governo del bosco in cui la rinnovazione avviene per disseminazione naturale, oppure per piantagione di semenzali o normalmente nati ed allevati in vivaio o, ancora, per semina artificiale

Fusto

Tratto dell’albero compreso tra il colletto e l’inserzione delle branche, che sostiene le foglie, i fiori e i frutti. A volte il fusto si trasforma in organi sotterranei (rizoma, bulbo, tubero)

Fusto d’accestimento

Ramo sviluppatosi nell’anno e non ancora lignificato. Ramo secondario emesso alla base del fusto. Può essere fertile (se porta l’infiorescenza) o sterile; intraguainale o extraguainale a seconda che si sviluppi all’interno della guaina della foglia basale o se l’attraversa lacerandola.