Verdepedia

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T.N.T.

Tessuto non tessuto. Tessuto sintetico poroso e leggero, costituito da fibre pressate in strato sottile.

T50

Tempo necessario perchè la concentrazione di un erbicida in comparto ambientale, in genere il terreno, si riduca del 50%. Viene normalmente espresso in giorni.

Tablet

Formulazione tipo compressa schiacciata.

Tacca

Macchia o chiazza riscontrabile sulla superficie del vegetale.

Tachinide

Famiglia di Ditteri viventi allo stato larvale generalmente a spese di altri insetti.

Tagetes

Piante annuali che rappresentano un mezzo di lotta biologico contro i nematodi. Infatti, i loro apparati radicali emettono delle sostanze che oltre ad attirare i nematodi, stimolano la schiusura delle uova e delle cisti (in momenti sfavorevoli ai fini del completamento del ciclo biologico) ed esplicano anche una vera azione nematocida. Sono denominate, unitamente a qualche altra specie, piante trappola.

Taglio

Intervento cesorio di potatura; in selvicoltura indica anche l’operazione con la quale si abbatte e si utilizza parzialmente o totalmente un soprassuolo boschivo

Taglio corto

Tipo di potatura che accorcia molto i rami e lascia sulla pianta solo la parte basale di alcuni tralci provvista di due o tre gemme soltanto (speroni)

Taglio del caporale

Operazione spesso eseguita per dare ai rami degli alberi da frutto una buona impalcatura e ottenere branche vigorose. A questo scopo si pratica un’energica potatura dei rami soprastanti e si eseguono delle intaccature, al di sopra delle gemme che devono dare i nuovi germogli, praticando due incisioni nella corteccia fino ad arrivare al legno e obbligando in tal modo la linfa ad affiuire verso la gemma, che vegeterà vigorosamente

Taglio di ritorno

Accorciamento delle branche o del tronco in corrispondenza dell’attaccatura di un ramo più basso, in modo che questo, più corto, lo sostituisca nella sua funzione apicale. Serve per contenere la vegetazione entro le misure desiderate

Taglio lungo

Tipo di potatura che consiste nell’eliminare la sola parte terminale del ramo lasciando intatta la massa fogliare

Taglio verticale

Operazione di aereazione del terreno nei tappeti erbosi effettuata mediante una macchina costituita da una serie di lame (fisse o incernierate), applicate all’albero rotante azionato tramite la presa di potenza del trattore (può essere anche di tipo folle sui suoi propri perni), che ruotando creano delle fessure sul terreno

Tagliola

Luogo dove temporaneamente vengono conservate barbatelle o astoni estirpati dal vivaio, interrandone la parte ipogea.

Talamo

Parte basale del fiore delle Angiosperme sul quale sono disposti i verticilli fiorali.

Talea

Parte di pianta (ramo, radice, germoglio, foglia) distaccata e utilizzata nella moltiplicazione per radicazione diretta

Talea assistita

Tecnica di moltiplicazione delle piante che consiste nel piegare verso il terreno un ramo in modo da interrarne la parte mediana (in corrispondenza della quale si formeranno radici avventizie) e lasciando invece fuoriuscire dal terreno la parte terminale. Una volta che l’apparato radicale avrà raggiunto una lunghezza di qualche centimetro, la piantina potrà essere staccata dalla pianta madre

Talea di radice

Sezione di radice prelevata da una pianta per la moltiplicazione.

Talea legnosa

Porzione prelevata dai rami legnosi delle piante, idonea a radicare e quindi a riprodurre la pianta per intero, formando un individuo uguale a quello di provenienza

Talea semilegnosa

Porzione prelevata dai rami non completamente lignificati delle piante, idonea a radicare e quindi a riprodurre la pianta per intero, formando un individuo uguale a quello di provenienza

Taleaggio

Tecnica di produzione delle talee, ovvero di porzioni di piante destinate alla moltiplicazione.

Tallo

Corpo vegetativo, caratteristico dei funghi uni o pluricellulari e di altre piante inferiori, non differenziato in radici, fusto e foglie.

Tamaricaceae

Famiglia di piante legnose, arboree o arbustive, tipiche dei climi caldi e aridi, diffuse anche nelle zone costiere per la loro resistenza ai venti salmastri. Foglie: persistenti o semipersistenti, squamate, aghiformi, coriacee e prive di stipole. Frutto: a capsula, dotata di peli per favorire la disseminazione.

Tanatosi

Fenomeno per cui alcuni animali, in particolare gli insetti, simulano la morte rimanendo immobili in presenza di un pericolo incombente.

Tannino

Sostanza presente in talune piante, di sapore amaro, astringente e solubile in acqua.

Tappeto erboso

Formazione fitta e spesso polispecifica di specie erbacee spontanee o coltivate.

Tappezzante

Termine riferito, di solito, al portamento di una pianta e, per estensione, alla pianta stessa. Indica la tendenza di una pianta ad allargarsi sul terreno con rami sarmentosi, stoloni o altre emissioni vegetative talora in grado di emettere radici avventizie.

Taratura

Operazione di messa a punto della erogazione e della dose d’impiego dell’apparecchiatura distributrice, finalizzata all’ottenimento di una applicazione ottimale

Tarso

Quinto segmento in una zampa di insetto a partire dall’inserzione sul torace. E’ composto di 1-5 articoli (tarsomeri) e può talora fondersi con la tibia.

Tarsonemide

Famiglia di acari fitofagi e non, caratterizzati da uno spiccato dimorfismo sessuale. Nelle femmine le zampe del quarto paio sono molto sottili e terminanti con due setole di cui una lunga e una corta.

Tasso di umificazione (HR)

Rappresenta il rapporto tra gli acidi umici e fulvici ed il carbonio organico totale, è un parametro proporzionale allo stato di umificazione della sostanza organica.

Tassonomia

Scienza che presiede alla classificazione delle piante e degli animali suddividendoli in diverse categorie:specie, genere, famiglia, ordine, classe, phylum.

Taumatopeide

Famiglia dell’ordine dei Lepidotteri con larve fornite di peli urticanti e viventi gregarie entro nidi sericei e che si spostano formando processioni.

Tavoletta livellatrice

Assicella di legno piatta, con una maniglia, usata per comprimere e livellare la composta.

Taxaceae

Famiglia di piante arboree o arbustive, con chioma ramificata. Foglie: persistenti e aghiformi, appiattite, coriacee. Seme: avvolto in una struttura carnosa color rosso vivace, chiamato arillo. Tutte le parti della pianta, eccetto l’arillo, contengono una sostanza fortemente tossica.

Taxodiaceae

Famiglia di piante arboree, raramente arbustive, originarie dell’America centro settentrionale. Foglie: persistenti o caduche, aghiformi, appiattite, più o meno coriacee. Fiori: maschili in amento conico; femminili in strobili tondeggianti od ovoidali, legnosi.

Taxon

Termina che indica un raggruppamento sistematico utilizzato nella classificazione degli organismi viventi.

TB

Tablet. Compresse (pastiglie) che si dissolvono nell’acqua.

TE50

Tempo occorrente perchè venga prodotta una determinata risposta nel 50% degli organismi test.

Teca

Astuccio sclerificato e traslucido aderente al corpo delle crisalidi entro il quale si formano le appendici del futuro adulto. A seconda che racchiudano ali, zampe, antenne o lobi mascellari, sono indicate coi nomi di pteroteche, podoteche, cheratoteche o maxilloteche.

Tee

Area di ogni buca del campo da golf, dalla quale viene effettuato il primo tiro.

Tegole

I due grossi scleriti mobili, disposti ai lati del mesotorace e ricoprenti la base delle ali. Più comunemente però, con questo termine si indicano i due vistosi ciuffi di squame che rivestono detti scleriti.

Tegumento

Rivestimento esterno degli insetti o degli acari costituito da vari strati.

Tegumento seminale

Strato duro e protettivo che avvolge il seme.

Telaio intercettatore

Dispositivo complementare dello «scuotitore» nella raccolta meccanica della frutta e delle olive; opportunamente posto sotto la chioma degli alberi serve ad impedire che i frutti, il cui distacco è indotto dalle vibrazioni impresse dallo scuotitore, cadano a terra.

Teleutoconidio

Spora quiescente a parete ispessita prodotta da alcuni funghi, in particolare ruggini e carboni, che germina producendo un basidio.

Teleutosoro

Corpo fruttifero (soro) nel quale vengono prodotte le teleutospore.

Teleutospora

Tipo di spora tipica dei funghi basidiomiceti uredinali (ruggini e carboni) capace di superare condizioni ambientali sfavorevoli.

Telio

Soro che produce teliospore.

Teliospora

Spora quiescente a parete ispessita prodotta da alcuni funghi, in particolare ruggini e carboni, che germina producendo un basidio.

Telitoca

Tipo di partenogenesi (senza fecondazione) in cui nascono solo femmine, tipica di molti insetti.

Tempo di accesso

E’ il tempo che si deve rispettare dopo il trattamento prima di poter accedere di nuovo nell’area trattata.

Tempo di acquisizione

Tempo necessario a un vettore per acquisire il virus nutrendosi su una pianta infetta.

Tempo di carenza

Intervallo di tempo, espresso in giorni, che deve intercorrere fra l’ultimo trattamento con un principio attivo e il raccolto. Per le derrate alimentari immagazzinate: fra l’ultimo trattamento e la immissione al consumo.

Tempo di dimezzamento 50

Tempo necessario perchè la concentrazione di un erbicida in comparto ambientale, in genere il terreno, si riduca del 50%. Viene normalmente espresso in giorni.

Tempo di rientro

Tempo che deve intercorrere dal momento della effettuazione di un intervento fitoiatrico, al momento in cui l’operatore può rientrare con sicurezza nell’area trattata senza tuta o equipaggiamento protettivo, allo scopo di effettuare un’ attività lavorativa (potatura, diradamento, ecc.).

Tempo di ritenzione

Tempo di permanenza del materiale, sottoposto a trattamento, all’interno di un determinato contenitore.

Tempo efficace mediano

Tempo occorrente perchè venga prodotta una determinata risposta nel 50% degli organismi test.

Tempo letale mediano

Tempo occorrente perchè avvenga la mortalità del 50% degli insetti test.

Tenacità dei fitofarmaci

Capacità degli agrofarmaci di resistere all’azione rimovente degli agenti atmosferici e quindi di permanere il più a lungo possibile, dopo l’applicazione, sui vegetali trattati.

Tensioattivo

Prodotti che sciolto in acqua impartisce a questa alcune proprietà, come quella di facilitare e accentuare la bagnabilità, la emulsionabilità, la dispersione, ecc.

Tensiometro

Apparecchio usato per determinare indirettamente la disponibilità idrica di un terreno

Tensione di vapore

Quantità di vapore di quel liquido che si trova in equilibrio termodinamico con il liquido stesso. La t. di vapore varia a seconda della struttura chimica del liquido in esame e della temperatura. Unità di misura per la pressione adottate per i fitofarmaci sono il pascal (Pa) (il Pa corrisponde alla forza di 1 newton applicato perpendicolarmente su una superficie di 1 mq), e il torricelli (Torr) (1 Torr 1 mmHg). La corrispondenza fra unità Pa e unità Torr è: 1 mmHg 133,32 Pa.

Tensione superficiale

Forza fisica che tende a far si che le gocce di un liquido si contraggano nell’area più piccola possibile, assumendo quindi la forma sferica. Infatti, per un determinato volume l’area più piccola è rappresentata dalla superficie di una sfera.

Tentredinide

Famiglia di imenotteri con adulti glicifagi e con larve fitofaghe.

Tenuipalpide

Famiglia di acari fitofagi, chiamati anche falsi ragnetti rossi, molto vicina da un punto di vista sistematico ai tetranichidi.

Tepalo

Struttura del fiore di alcune Angiosperme formata dall’unione di un sepalo e di un petalo (Tulipa). L’insieme dei tepali forma il perigonio.

Terapia

Insieme di mezzi atti a combattere una malattia.

Teratogeno

Prodotto capace di produrre alterazioni morfologiche e funzionali negli organismi.

Teratologia

Studio delle malformazioni, delle mostruosità o delle gravi deviazioni degli organismi, rispetto al tipo normale.

Terebra

Struttura dell’addome per la deposizione delle uova all’interno dei tessuti vegetali.

Terebrante

Insetto provvisto di terebra.

Tergite

Estesa placca dorsale presente sull’addome di molti eriofioidei non galligeni.

Termen

Margine esterno dell’ala, tra apice e tornus.

Terminale

Detto della gemma, del getto o del fiore più alto, solitamente centrale, di un fusto

Termofilo

Organismo che predilige temperature elevate.

Termofita

Pianta che predilige le alte temperature.

Termoigrografo

Strumento idoneo per il rilevamento della temperatura ambientale e del grado di umidità relativa dell’atmosfera.

Termolabile

Prodotto soggetto ad alterazioni per effetto del calore.

Termoterapia

Tecnica che consente il risanamento di piante dalle malattie infettive di origine virale. Tale tecnica consiste nel mantenere le piante in un ambiente con temperature di 37-38°C per un prolungato periodo di tempo. Alla fine di questo periodo si preleva un apice vegetativo dalle medesime e lo si fa radicare, con il risultato di ottenere una nuova pianta che dovrebbe essere virus esente.

Termoumettografo

Strumento idoneo per la misurazione dei tempi di bagnatura delle foglie e della temperatura ambientale. Serve per determinare l’intensità di una infezione di ticchiolatura.

Ternario

Dicesi di un concime contenente i tre principali elementi della fertilità: azoto (N), fosforo (P) e potassio (K).

Terofita

Forma di vita appartenente a piante che sopravvivono alle condizioni sfavorevoli sotto forma di seme; specie annuali ed effimere.

Terpene

Idrocarburo ciclico o aciclico presente negli oli essenziali e nelle resine naturali.

Terpenoide

Gruppo chimico costituito da alcoli, aldeidi e chetoni aventi struttura analoga a quella dei terpeni.

Terra fine

Le particelle più fini del terreno aventi diametro inferiore a 2 mm, comprendenti sabbia grossa (diametro da 2 a 0,2 mm), sabbia fine (diametro tra 0,2 e 0,02 mm), limo (diametro da 0,02 a 0,002 mm) e argilla (diametro inferiore a 0,002 mm).

Terrazzamento

Sistemazione a terrazze dei terreni declivi con consolidamento delle pareti a mezzo di muri, generalmente a secco

Terreno

Sistema costituito da materiali solidi originati dall’azione di agenti climatici e biologici, anche di, natura antropica, sugli strati più superficiali, della crosta terrestre, così da renderla utilizzabile come substrato per le colture agrarie. (Ground)

Terreno acido

Terreno con pH inferiore a 6,5, contenente in prevalenza ioni acidi di idrogeno (H+) rispetto agli ioni basici (OH).

Terreno agrario

Parte superficiale della crosta terrestre coltivata e interessata dalle piante, formata da diverse terre e da un ricco assortimento di composti organici

Terreno alcalino

Terreno in cui prevalgono gli ioni alcalini OH sugli acidi H+. Il pH è maggiore di 7,5.

Terreno calcareo

Terreno con pH superiore a 7,5, in cui l’alcalinità è determinata dalla presenza di calcare che emette ioni basici (OH). Trattato con acidi evidenzia una effervescenza.

Terreno compatto

Definizione di un terreno quando è poco permeabile all’acqua e ricco di argilla

Terreno di medio impasto

Terreno caratterizzato da una presenza di sabbia sempre inferiore al 50% e di argilla compresa fra il 10% e il 20%. E’ un terreno mediamente deformabile e permeabile e presenta media resistenza alle lavorazioni. Rientrano in questa tipologia i terreni limosi-sabbiosi, limosi, limoso-argillosi

Terreno di profondità

Terreno sottostante il terreno agrario, di colore più chiaro, privo di sostanze organiche e spesso povero di elementi nutritivi.

Terreno di superficie

Parte superficiale della crosta terrestre coltivata e interessata dalle piante, formata da diverse terre e da un ricco assortimento di composti organici

Terreno fertile

Terreno contenente un’elevata quantità di elementi nutritivi

Terreno magro

Terreno contenente pochi elementi nutritivi e poca sostanza organica

Terreno neutro

Terreno con pH attorno a 7, in cui le concentrazioni degli ioni acidi di idrogeno (H+) e di quelli basici (OH) sono simili.

Terreno pesante

Terreno con un elevato contenuto di limo e argilla e non ben strutturato. Richiede elevato sforzi di trazione e pertanto è difficilmente lavorabile, soprattutto quando è umido. Contrario di terreno leggero.

Terreno povero

Terreno contenente una bassa quantità di elementi nutritivi

Terreno ricco

Terreno contenente un’elevata quantità di elementi nutritivi

Terreno sabbioso

Terreno naturale o artificiale contenente un’elevata percentuale di sabbia

Terreno sciolto

Terreno che contiene più del 50% di sabbia ed è caratterizzato da una ridotta presenza di argilla. Si presenta poco deformabile, incoerente e dotato di notevole permeabilità. Offre modesta resistenza alla lavorazione ma elevata resistenza alla deformazione. Rientrano in questa tipologia i terreni sabbiosi e sabbiosi-limosi

Terreno sub-acido

Terreno con pH tra 5 e 6,5

Terreno tenace

Terreno caratterizzato da una presenza di argilla sempre superiore al 20% e di sabbia in misura pari o minore al 30%. Presenta elevate caratteristiche cementanti, offre alte resistenze alle lavorazione e, se umido, si presenta fortemente deformabile. Rientrano in questa tipologia i terreni argilloso-sabbiosi, argilloso-limosi, argillosi

Terreno torboso

Terreno contenente torba

Terriccio di foglie

Terriccio formato da foglie ben decomposte che possono essere usate come pacciame o aggiunte al terreno per migliorarne la struttura.

Terriccio universale

Terriccio artificiale, ottenuto mescolando sabbia, torba, argilla e fertilizzanti in percentuali equilibrate, adatto alla maggior parte delle specie coltivate

Tessitura

Tessuto

Insieme di cellule che svolgono la medesima funzione all’interno di un organismo.

Tessuto a palizzata

Tessuto parenchimatico clorofilliano della foglia formato da cellule allungate e stipate le une accanto alle altre in modo da costituire uno strato molto consistente del mesofillo.

Tessuto cambiale

Tessuto in grado di originare nuovi tessuti secondari nella pianta. Nelle zone temperate è attivo dall’inizio della primavera fin verso l’autunno inoltrato. E’ presente delle Dicotiledoni e nelle Gimnosperme

Tessuto lacunoso

Tessuto fogliare ricco di spazi intercellulari.

Tessuto meristematico

Tessuto delle piante costituito da cellule capaci di moltiplicarsi per divisione. Si distinguono meristemi primari, che si trovano agli apici vegetativi di fusto, rami e radici che permettono l’accrescimento in lunghezza e meristemi secondari che consentono l’accrescimento in spessore (es. cambio)

Tessuto non tessuto

Tessuto sintetico poroso e leggero, costituito da fibre pressate in strato sottile.

Tessuto parenchimatico

Tessuto delle piante, fisiologicamente attivo, composto di cellule a pareti sottili che sovente immagazzinano riserve alimentari e generalmente conservano attitudine alla funzione meristematica. Si distinguono vari tipi di parenchima: clorofilliano, di riserva, acquifero ed aerifero.

Tessuto vascolare

Tessuto delle piante costituito da cellule allungate disposte in serie con membrana divisoria persistente (vasi chiusi o tracheidi) o scomparsa (vasi aperti o trachee).

Test di blocco dell’acetilene

Tecnica per evidenziare o stimare la denitrificazione mediante la determinazione dell’ossido di azoto rilasciato dal terreno trattato con acetilene. L’acetilene inibisce la riduzione dell’ossido ad azoto molecolare da parte di batteri denitrificanti.

Test di riduzione dell’acetilene

Tecnica per evidenziare o stimare l’attività nitrogenasica misurando il tasso di riduzione dell’acetilene a etilene.

Testimone

In una prova aziendale ad es. di concimazione è una piccola zona dell’appezzamento concimata in modo differente rispetto a quello applicato sul resto dell’appezzamento. L’osservazione visiva permette di ottenere informazioni sull’effetto della variazione introdotta nello schema di concimazione, aiutando l’agricoltore nella taratura delle dosi più appropriate alle condizioni pedoclimatiche aziendali. Costituisce il termine di paragone per quantificare l’effetto produttivo delle dosi di concime distribuito in altre parcelle. Essa identifica il contributo che il terreno fornisce naturalmente alla nutrizione della coltura.

Tetrachenio

Frutto costituito da quattro acheni che si sviluppano tutti dallo stesso fiore (es. labiate).

Tetranichide

Famiglia di acari molto dannosi alle piante chiamati comunemente «ragnetti» per la loro capacità di produrre fili sericei e, in alcune specie, di intessere fitte ragnatele.

Tetraploide

Individuo caratterizzato da quattro corredi cromosomici, ottenuto anche artificialmente per il carattere di mostruosità (es. gigantismo) che comporta

Theaceae

Famiglia di piante legnose, sempreverdi, originarie delle regioni tropicali e subtropicali. Foglie: semplici e alterne. Fiori: isolati o in infiorescenze a grappolo. Frutto: capsula.

Tibia

E’ il quarto segmento delle zampe degli insetti partendo dall’inserzione sul torace.

Tiflocibide

Sottofamiglia di insetti dell’ordine dei Rincoti.

Tillo

Estroflessione parenchimatica che si genera attorno ai vasi legnosi, provocandone a volte l’occlusione.

Tingide

Famiglia dell’ordine dei Rincoti comprendente individui con ali (emielitre) espanse, membranose, interamente reticolate, e con espansioni più o meno vistose del protorace.

Tisanottero

Insetto dell’omonimo ordine che comprende specie di piccole dimensioni con apparato boccale succhiatore-perforante a forma di cono.

Titolo dei concimi

Percentuale di peso dell’elemento o degli elementi fertilizzanti contenuti nel prodotto, dichiarata dal produttore, dal venditore o da chi commercializza la merce riferita al peso del prodotto così come viene commercializzato. Per i concimi fluidi è ammessa in aggiunta alla dichiarazione del titolo in peso-peso anche la dichiarazione del titolo in peso-volume a 20°C.

Tixotropia

Fenomeno per cui una sospensione rimane densa e compatta (previa aggiunta di stabilizzanti) nello stato di riposo, mentre diventa fluida in seguito ad agitazione.

TL50

Tempo occorrente perchè avvenga la mortalità del 50% degli insetti test.

TMDI

Theoretical maximum daily intake. √à la stima della quantità massima giornaliera del residuo che viene ingerito. Si basa sui valori della dieta media giornaliera e sui residui massimi fissati per coltura.

Tollerante

Detto di pianta che riesce a vivere nonostante l’attacco di parassiti o di fungo che non è più sensibile all’applicazione di un certo fungicida.

Tolleranza

Capacità di resistere, grazie a meccanismi di tipo morfo-fisiologico e biochimico, a condizioni estremamente limitanti dell’ambiente o all’attacco di parassiti.

Tomento

Insieme di peli che ricopre la superficie di alcuni organi vegetali.

Tomentoso

Organo ricoperto di peli cotonosi.

Tonofibrille

Sottilissime fibre muscolari.

Tonoplasto

Membrana biologica semipermeabile e molto resistente che avvolge il vacuolo nelle cellule vegetali.

Top dressing

Operazione eseguita nei terreni a tappeto erboso quando è necessario colmare un avallamento. Si tratta di ricaricare le depressioni con un miscuglio di terra e sabbia.

Topiaria

Studio e realizzazione di ‘sculture’ vegetali rnediante interventi cesori. I generi che meglio si prestano, questo tipo di arte sono Buxus e Ligustrum. Tali piante sono diventate un elemento caratterizzante del giardino all’italiana.

Topofisi

Fenomeno morfo-fisiologico (di natura differente dalle mutazioni gemmarie) per il quale alberi propagati con materiale prelevato in parti diverse di una stessa pianta presentano caratteristiche permanenti diverse. Questo termine viene in pratica usato per indicare lo stesso fenomeno anche a carattere transitorio; in quest’ultimo caso si suggerisce il termine di topofisi transitoria.

Topping

Intervento di potatura meccanica applicato alla sommità degli alberi

Torace

Regione del corpo dell’insetto formata da tre segmenti (protorace, mesotorace, metatorace) portanti ciascuno un paio di zampe, mentre gli ultimi due possono portare due paia di ali.

Torba

Materiale fibroso, proveniente da zone umide, formato da residui vegetali di piante palustri parzialmente indecomposte. E’ un importante costituente delle composte da giardino

Torba acida

Ammendante. Residui vegetali fossilizzati contenenti originariamente una certa quantità di materiale terroso. Titolo minimo: 40% C organico s.s.Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006)

Torba legnosa

E’ la lignite propriamente detta; presenta un contenuto medio di ceneri del 15-20% ed un potere calorico di circa 4960 calorie sul secco.

Torba neutra

Ammendante. Residui vegetali fossilizzati contenenti originariamente una certa quantità di materiale terroso. Titolo minimo: 20% C organico s.s.Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006)

Torba umificata

Ammendante. Prodotto appartenente alle categorie delle torbe acide, delle torbe neutre e degli ammendanti torbosi composti aventi un contenuto in sostanza organica estraibile non inferiore al 20% della sostanza organica totale. Titolo minimo: 20% C organico s.s. Definizione tratta dalla normativa vigente (D. Lgs. 217/2006)

Torbiera

Deposito di torba originatosi in particolari condizioni ambientali (terreno allagato e conseguente carenza di ossigeno) dall’accumulo di detriti vegetali solo parzialmente decomposti.

Torbiera alta

Si può formare nei climi caratterizzati da un’elevata piovosità, su terreni che rimangono perennemente intrisi d’acqua in presenza di muschi del genere Sphagnum che sono in grado di trattenere acqua nei loro tessuti, contribuendo al mantenimento dell’ambiente in condizioni riducenti. Il materiale torboso che si forma in queste condizioni è detto ‘torba alta’, presenta reazione acida, è povera in nutrienti e caratterizzata da un rapporto C/N uguale o superiore a 40.

Torbiera bassa

Si può formare in presenza di una falda acquifera sotterranea in suoli costantemente impregnati di acqua per motivi di costituzione geologica. Il materiale torboso che si forma in queste condizioni è detto ‘torba nera o scura’, con un rapporto C/N difficilmente superiore a 30 e con una reazione neutra o debolmente acida.

Tornus

Angolo posteriore esterno dell’ala anteriore.

Torsione

Operazione che consiste nel sottoporre un ramo a flessione ed a parziale rotazione intorno al suo asse.

Tortricida

Prodotto antiparassitario attivo contro i tortricidi

Tortricide

Microlepidottero dell’omonima famiglia.

Tossicità acuta

Intossicazione che si avverte entro breve tempo dal momento in cui il principio attivo è stato ingerito, inalato, od assorbito attraverso la pelle.

Tossicità cronica

Intossicazione che si avverte dopo un certo tempo, dovuta al graduale accumulo di sostanze tossiche in alcuni organi.

Tossicità degli agrofarmaci

Grado di pericolosità di un agrofarmaco; lo si determina considerando la dose letale 50 o la concentrazione letale 50 del principio attivo corrispondente. La tossicità può essere: acuta, se i disturbi e i sintomi si manifestano entro breve tempo dall’ingestione o dall’assorbimento del prodotto tossico; cronica, qualora l’intossicazione provochi disturbi dopo un certo tempo anche a seguito dell’accumulo nell’organismo. (Toxicity)

Tossicità dermale

Dovuta all’assorbimento di una sostanza tossica attraverso la pelle. Si valuta conoscendo la DL50 dermale della sostanza in esame.

Tossicità orale

Conseguente all’ingestione di una sostanza tossica. Si valuta conoscendo la DL50 orale della sostanza in esame.

Tossicità per inalazione

Dovuta alla introduzione di una sostanza tossica nell’organismo attraverso le vie respiratorie.

Tossicologia

Scienza che studia la natura delle sostanze velenose ed i loro effetti sull’uomo e sugli animali.

Tossina

Prodotto derivato dal metabolismo di organismi viventi che turba la normalità delle funzioni della pianta ospite.

TP

Tracking powder; polvere per traccia; rodenticida o insetticida in polvere che agisce per contatto.

Traccia di sci

Nella lamina fogliare osservata in controluce: due o più strisce più larghe delle nervature, chiare o scure, che decorrono ai lati della nervatura centrale e parallele a questa.

Trachea

Vaso conduttore allungato, aperto, costituito da file di cellule tra loro comunicanti.

Tracheide

Elemento del tessuto xilematico, di forma allungata, con pareti ispessite e avente funzione di sostegno e di conduzione.

Tracheobatteriosi

Malattia batterica che interessa i tessuti vascolari il cui lume viene occluso da batteri e/o da tille e gomme prodotte, per reazione, dalla pianta stessa.

Tracheofusariosi

Malattia causata da funghi del genere Fusarium, che si sviluppano all’interno dei vasi legnosi.

Tracheomicosi

Malattie fungina che interessa i tessuti vascolari il cui lume viene occluso da batteri e/o tille e gomme prodotte, per reazione, dalla pianta stessa.

Tralcio

Ramo di vite

Tramarratura

Termine forestale per indicare il trattamento a ceduo eseguito tagliando i polloni sotto il livello del terreno («tra due terre»).

Trans-ovum

Termine generale per indicare la trasmissione di un microrganismo da una generazione a quella successiva per mezzo delle uova (spesso per contaminazione superficiale).

Transaminazione

Reazione chimica che permette di sintetizzare, a partire da prodotti del metabolismo glucidico, aminoacidi come l’alanina, l’acido glutammico e l’acido aspartico.

Transconiugante

Ceppo batterico originato da altri ceppi che si sono scambiati materiale genetico mediante il passaggio di plasmidi da un organismo all’altro (coniugazione)

Transgenico

Individuo o ceppo di organismi viventi il cui patrimonio genetico è stato modificato per conferire particolari caratteri.

Translaminare

Capacità di un agrofarmaco di penetrare nei tessuti vegetali e traslocare dalla superficie fogliare trattata a quella opposta. Nell’uso comune significa spesso ‘citotropico’. In base alla possibilità o meno di penetrare e traslocare nei tessuti vegetali, gli agrofarmaci possono essere suddivisi nei seguenti gruppi:a) di copertura: presentano una penetrazione nulla nei vegetali ed esplicano la loro azione solo sulle superfici interessate dall’intervento;b) citotropici: sono caratterizzati da una penetrazione più o meno superficiale negli organi verdi della pianta (foglie, ecc.), senza tuttavia essere traslocati tramite il sistema linfatico;c) citotropici-translaminari: si distinguono per una penetrazione profonda, per cui nelle foglie essi sono in grado di raggiungere la lamina opposta a quella direttamente interessata dal trattamento;d) sistemici: hanno la proprietà di essere assorbiti dai tessuti vegetali e di trasferirsi nelle diverse parti della pianta tramite la circolazione linfatica ascendente, discendente, o ascendente e discendente.

Transovarica

Modalità di trasmissione trans-ovum in cui il passaggio del microrganismo avviene per incorporazione nell’uovo a livello dell’ovario.

Trapianto

Pratica colturale consistente nel prelevare le piantine dal vivaio o dal semenzaio e metterle a dimora in pieno campo

Trappola a colla

Trappola con il fondo ricoperto di vischio o pasta adesiva, utilizzata per operazioni di monitoraggio.

Trappola a imbuto

Trappola conformata ad imbuto sul cui fondo si raccolgono gli insetti catturati; normalmente utilizzata per operazioni di cattura massiva dei lepidotteri.

Trappola alimentare

Strumento capace di catturare fitofagi mediante esche alimentari. (Baited trap)

Trappola cromotropica

Strumento atto ad attirare gli insetti mediante l’impiego di superfici di determinate forme e colori. (Color sticky trap)

Trappola sessuale

Strumento per la cattura dei maschi di fitofagi mediante attrattivi sessuali. (Pheromone trap)

Traptest

Trappole di richiamo dei fitofagi per il monitoraggio nella lotta guidata o per la distruzione degli insetti in quella biologica

Trasduzione

Forma di trasferimento di materiale genetico nei batteri mediato dai fagi.

Trasemina

Semina di una specie effettuata in mezzo ad un’altra coltura

Traslocazione

Trasporto di materiali all’interno della pianta; assorbimento di minerali dal suolo nelle radici e loro movimento attraverso la pianta

Trasmissione artificiale

Diffusione o introduzione di inoculo in soggetto recettivo (specialmente attraverso ferita) con operazione manuale.

Trasmissione manuale

Diffusione o introduzione di inoculo in soggetto recettivo con operazione manuale.

Trasmissione orizzontale

Trasmissione di una patologia a individui della stessa generazione (generalmente mediante saliva o escrementi).

Trasmissione verticale

Trasmissione di una patologia a individui della generazione successiva.

Traspirazione

Perdita di vapore d’acqua da parte della pianta principalmente attraverso gli stomi delle foglie.

Trattamento aereo con nebbie

Sistema di trattamento con mezzi aeragricoli, che utilizza i gas di scarico dell’aereo per nebulizzare il liquido antiparassitario da distribuire sulle colture.

Trattamento antiparassitario

Applicazione di uno o più agenti di natura fisica, chimica, biologica, avente lo scopo di proteggere o migliorare la produzione agricola. (Treatment)

Trattamento curativo

Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono:a) Nei riguardi delle crittogame:- azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani;- azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi.- azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione.b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento;- azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento;- azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso.c) Nei riguardi delle piante infestanti:- azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici;- azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto;- azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula.

Trattamento eradicante

Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono quelle indicate di seguito.a) Nei riguardi delle crittogame:- azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani;- azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi.- azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione.b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento;- azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento;- azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso.c) Nei riguardi delle piante infestanti:- azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici;- azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto;- azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula.

Trattamento fitosanitario

Applicazione di uno o più agenti di natura fisica, chimica, biologica, avente lo scopo di proteggere o migliorare la produzione agricola. (Treatment)

Trattamento localizzato

Trattamento di una piccola zona o di una pianta particolare, di solito con un diserbante, un fungicida o altro agrofarmaco.

Trattamento post-emergenza

L’agrofarmaco viene applicato dopo che le giovani piantine sono spuntate dal terreno.

Trattamento post-trapianto

L’applicazione degli agrofarmaci viene effettuata dopo l’avvenuto trapianto.

Trattamento pre-emergenza

Consiste nell’applicazione degli agrofarmaci prima che le piantine siano fuoriuscite dal terreno e cioè nell’intervallo di tempo compreso fra la semina e la emergenza della coltura.

Trattamento pre-semina

Trattamento dei semi con una sostanza in polvere che li difende da parassiti e malattie.

Trattamento pre-trapianto

L’agrofarmaco è applicato prima del trapianto della coltura.

Trattamento preventivo

Le modalità d’azione degli agrofarmaci nei riguardi delle crittogame, dei fitofagi e delle piante infestanti, sono quelle indicate di seguito.a) Nei riguardi delle crittogame:- azione preventiva: viene svolta dall’anticrittogamico presente sulla vegetazione o all’interno della stessa, impedendo l’inoculo e cioè l’insediamento dell’infezione nei tessuti sani;- azione curativa: è quella che consente la lotta alla malattia durante il periodo di incubazione e cioè fra l’inoculo e la comparsa dei sintomi.- azione eradicante: è quella che blocca lo sviluppo di macchie già manifeste di una infezione, impedendo che da queste si formino e si diffondano nuovi germi di propagazione.b) Nei riguardi dei fitofagi:- azione per contatto: viene svolta per contatto fra la superficie trattata ed il corpo dei fitofagi, o direttamente sugli stessi al momento del trattamento;- azione per ingestione: è quella che causa la morte dei fitofagi solo previa assunzione da parte degli stessi di una quantità sufficiente di sostanza attiva impiegata nel trattamento;- azione per asfissia: è quella che provoca la morte dei fitofagi a seguito dell’assunzione da parte degli stessi, con la respirazione, di una sufficiente quantità di antiparassitario allo stato gassoso.c) Nei riguardi delle piante infestanti:- azione sistemica: si ha un’azione all’interno delle piante infestanti, dopo che l’erbicida è penetrato in esse attraverso le foglie o le radici;- azione per contatto: si ha un’azione diretta sui tessuti con cui vengono in contatto;- azione antigerminello; si ha un’azione erbicida nel periodo che intercorre tra la fase di germinazione e la fase di plantula.

Traumopatia

Alterazione meccanica da ferite.

Tree climbing

Tecnica che prevede l’arrampicata sulla pianta e che consente di ispezionare e di lavorare l’albero meglio e più da vicino.

Treillage

Termine francese che indica un graticcio, spesso usato per costruire strutture da giardino come capanni, pergole o spalliere. A volte costruito in efficaci trompe l’oeil, che, grazie alla disposizione delle listarelle che compongono i pannelli, creano una falsa prospettiva, dando l’illusione di maggiore profondità

Tribù

Raggruppamento di individui con caratteristiche similari interposto, nella Tassonomia, tra Famiglia e Genere.

Tricogrammatide

Piccolo imenottero calcidoideo parassita di uova di altri insetti.

Trifido

Organo diviso in tre parti; una foglia T. presenta tre lobi le cui incisioni arrivano a metà del lembo

Trigonio

Organo che evidenzia tre facce (es. semi di molte poligonacee).

Trilobata

Foglia provvista di 3 lobi.

Trinervia

Foglia con tre nervature parallele.

Triordinata

Particolare disposizione assunta dagli uncini ambulacrali della larva nel caso in cui, pur essendo disposti in una singola serie, presentano elementi di tre diverse lunghezze.

Tripetide

Famiglia di insetti dell’ordine dei Ditteri.

Tripide

Insetto della omonima famiglia (ordine dei tisanotteri).

Triplape

Tripode

Sostegno a tre piedi, in legno o metallo, per rampicanti

Triticale

Cereale ibrido derivante da un incrocio tra un frumento (triticum) e la segale (Secale).

Tritoninfa

Stadio di sviluppo degli acari.

Trivella

Parte terminale sclerificata dell’addome idonea a perforare i tessuti di un organo vegetale.

Trofica

Che riguarda la nutrizione

Trofobiosi

Aspetto negativo legato alla lotta chimica. Consiste in un aumento della fecondità e della longevità dei fitofagi, in seguito a modificazioni chimiche indotte nei tessuti delle piante ospiti trattate.

Trombidide

Ampia famiglia di acari, di colore rosso intenso od aranciato, che vivono a spese di insetti comportandosi da parassiti allo stadio larvale e da predatori in quelli di ninfa e di adulto.

Troncata

Foglia non completa nella forma, mozza.

Tronco

Tratto dall’albero compreso tra il colletto e l’inserzione delle branche. Organo solitamente aereo, che sostiene le foglie, i fiori e i frutti. A volte il fusto si trasforma in organi sotterranei (rizoma, bulbo, tubero).

Troposfera

La suddivisione più bassa dell’atmosfera, nella quale hanno luogo per la maggioranza gli eventi climatici

TS50

Tempo mediano di sopravvivenza.

Tubercolarizzazione

Manifestazione visiva dell’attività dei batteri azoto-fissatori, simbionti delle leguminose, consistente nella formazione di tubercoli di varie dimensioni nell’apparato radicale.

Tubercolato

Munito di tubercoli.

Tubercolo

Prominenza di forma globosa abituale o casuale nelle piante (es: formazione callosa o indurita tipica del perigonio nel genere Rumex o gibbosità di molti semi. Intumescenza caratteristica delle radici delle Leguminose, prodotte dal Bacterium radicicola, capace di fissare l’azoto atmosferico nel terreno

Tubercolo pilifero

Piccola prominenza intorno al punto di inserimento dei peli.

Tuberculariacee

Famiglia appartenente all’ordine delle ifali con conidiofori fittamente ravvicinati in modo da determinare dei cuscinetti compatti (sporodochi).

Tuberiforme

Ipertrofia ipogea somigliante a un tubero. Es. radici della Dahalia

Tubero

Ramo o fusto sotterraneo, raccorciato e globoso, munito di riserve alimentari e molte gemme (Arum, Crocus, Solanum tuberosum). Differisce dalla radice tuberosa perchè questa non porta gemme.

Tuberosità

Aspetto assunto da un organo vegetale la cui superficie esterna presenta ingrossamenti e rugosità.

Tubetto pollinico

Microscopico tubo, emesso durante la germinazione dal granello pollinico, che attraversa i tessuti dell’ovario e conduce il nucleo maschile a contatto con le pareti dell’ovulo.

Tubo corollino

Nella corolla gamopetala è la porzione di petali saldati fra loro.

Tubo cribroso

Tubo formato da cellule a pareti sottili, perforate a crivelli, che entra nella costituzione dei fasci conduttori linfatici

Tubo germinativo

Ifa che deriva dalla estroflessione della parete cellulare di una spora e/o del citoplasma.

Tubo malpighiano

Lungo tubo a fondo cieco che si apre nella parte posteriore del canale alimentare della maggior parte degli insetti e funziona soprattutto come organo escretore.

Tubolo germinativo

Parte iniziale (premicelio) che si origina dalla spora in fase di germinazione.

Tubuloso

Tipo particolare di fiore delle composite che ha i petali saldati alla base in un tubo e recanti all’apice lacinie più o meno evidenti.

Tumore

Anomala proliferazione di cellule di un tessuto vegetale la cui crescita avviene in modo abnorme, provocando la formazione di masse nodose più o meno vistose sugli organi colpiti.

Tunica

Involucro esterno dei bulbi, formato da squame derivate da foglie regredite. Può rappresentare una zona esterna dei meristemi apicali o essere una membrana avvolgente di alcuni tipi di funghi detti Tunicati.

Tunicato

Coperto con una o piu’ squame che rivestono gli organi sottostanti, proteggendoli.

Turboatomizzatore

Analogamente alle irroratrici a pressione, la polverizzazione del liquido è meccanica, mentre il trasporto delle goccioline è operato da una corrente d’aria messa in movimento da uno o più ventilatori elicoidali. La corrente d’aria oltre ad assicurare il trasporto delle goccioline, contribuisce anche, per un 10-15%, a migliorare la omogeneità e finezza della polverizzazione; inoltre, oltre ad aumentare la gittata, agitando le foglie migliora la copertura e la penetrazione all’interno della vegetazione. Con tali atomizzatori si ottengono goccioline con diametri oscillanti tra 200-300 micron.

Turboatomizzatore

Analogamente alle irroratrici a pressione, la polverizzazione del liquido è meccanica, mentre il trasporto delle goccioline è operato da una corrente d’aria messa in movimento da uno o più ventilatori elicoidali. La corrente d’aria oltre ad assicurare il trasporto delle goccioline, contribuisce anche, per un 10-15%, a migliorare la omogeneità e finezza della polverizzazione; inoltre, oltre ad aumentare la gittata, agitando le foglie migliora la copertura e la penetrazione all’interno della vegetazione. Con tali atomizzatori si ottengono goccioline con diametri oscillanti tra 200-300 micron.

Turgido

Detto di pianta o tessuto che contiene la sua completa quantità d’acqua e perciò non si trova in stato di malessere, in stress idrico.

Turione

Grosso germoglio nelle prime fasi di sviluppo che si origina dal rizoma di alcune specie di cui è la porzione edule.

Turno

Nei boschi coetanei è il numero degli anni che intercorrono tra due tagli di maturità attuati sulla medesima superficie

Tutore

Sostegno applicato, in fase di messa a dimora, a una pianta giovane per favorirne l’ancoraggio e un portamento eretto. Si distinguono in tutori vivi, se costituiti da altri alberi in vegetazione, e in tutori inerti, se costituiti da sostegni in legno, cemento, ecc.