Fattorie didattiche: un network che riunisce 2500 aziende

Visite in costante crescita per la rete delle Fattorie didattiche, che conta in Italia oltre 2.500 aziende agricole, un terzo delle quali svolge anche servizi agrituristici di alloggio e ristorazione. Lo rende noto Agriturist (Confagricoltura), evidenziando che la Regione più attiva è l’Emilia Romagna (330 offerte), seguita dal Piemonte (285) e dalla Campania (278).
Tramite il sito internet www.agriturist.it, con la ricerca avanzata, è possibile selezionare 346 aziende agrituristiche con attività di Fattoria didattica, su tutto il territorio nazionale, e consultare sui rispettivi siti internet i programmi delle visite. Agriturist osserva come la domanda delle scuole, prima concentrata soprattutto nel periodo primaverile, si stia ora distribuendo nell’intero arco dell’anno: tendenza confermata da uno studio condotto nella provincia di Forlì-Cesena (da tempo all’avanguardia nel settore), dove il 17% delle visite didattiche dell’anno interessa il periodo settembre-dicembre, e il 16% il periodo gennaio-marzo.
Nell’anno scolastico 2012-2013 – secondo una stima di Agriturist – gli studenti che le scuole coinvolgeranno in progetti didattici legati all’agricoltura saranno poco più di un milione, con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno.
Prevalgono le visite di mezza giornata (61%), su quelle di una intera giornata (35%) o di più giorni (4%). Principali frequentatrici delle “Fattorie didattiche” sono le scuole elementari (44%), seguite dalle materne (25%), dalle medie (15%) e dalle superiori (5%). I centri estivi accolgono un 2% di ragazzi. Imparare “in fattoria” piace anche agli adulti (9%), con visite di gruppi organizzati e partecipazioni individuali (anche di stranieri) a corsi di cucina, degustazioni guidate, osservazioni naturalistiche, avviamento all’equitazione.
Nella maggior parte dei casi, la visita in fattoria fa parte di un progetto formativo interdisciplinare, sviluppato in aula nell’arco di tutto l’anno scolastico, che affronta, in modo particolare, i temi dell’alimentazione e della natura. L’offerta didattica delle aziende agricole è sempre più diversificata e creativa, con laboratori che spaziano dalla stalla all’apicoltura, dal prato al bosco, dall’osservazione degli insetti all’orto biologico, dal pane al formaggio, dalle erbe aromatiche all’educazione del gusto e dell’olfatto, dall’argilla al vimini, dalle risorse rinnovabili alla gioielleria naturale.
Fra le iniziative più importanti e consolidate del settore, da segnalare Scatta il verde, vieni in campagna! che Agriturist propone, ormai da 21 anni, in provincia di Alessandria, arrivata quest’anno a coinvolgere 24 aziende agricole, con la partecipazione della Centrale del Latte di Alessandria e Asti (laboratorio Buono come il latte) e del Molino di Castellazzo Bormida (laboratorio Al Molino, dal chicco alla farina). Particolarmente dedicate ai temi della natura e della ecosostenibilità, sono le aziende agricole che partecipano al progetto Fattorie del Panda, certificate dal WWF in collaborazione con Federparchi, Agriturist e le altre associazioni agrituristiche nazionali. Attraverso le Fattorie didattiche – conclude Agriturist – il mondo agricolo consolida il proprio decisivo contributo alla formazione culturale delle nuove generazioni, soprattutto in materia di educazione alimentare e rispetto della natura.

Territori rurali a rischio: proposte per un governo integrato degli ambiti fragili

Si terrà Venerdì 9 novembre, nell’ambito di Eima e di MIA, il Salone dedicato alla Multifunzionalità in agricoltura, il convegno Territori rurali a rischio: proposte per un governo integrato degli ambiti fragili. L’evento avrà luogo presso la Sala Concerto, Centro Servizi (Blocco D), Fiera di Bologna alle ore 11.

Partendo dall’analisi del contesto attuale e prendendo spunto dal Programma nazionale di prevenzione del rischio idrogeologico dell’ANBI (Associazione Nazionale delle Bonifiche), si propone un confronto tra i principali attori del governo territoriale.
L’obiettivo è costruire una proposta quadro specifica di gestione per le aree collinari e montane del Paese, nell’ambito del nuovo Piano nazionale di Sviluppo Rurale 2014-2020.
Nel luglio scorso, Ignazio Visco, governatore della Banca d’Italia, ha avanzato la sua proposta per rilanciare la crescita economica nazionale: “un piano di manutenzione straordinaria, di cura del territorio, una terapia contro il dissesto idrogeologico. I soldi – ha sottolineato – si trovano. Si diano gli incentivi giusti, soprattutto a chi ha cura della messa in sicurezza dell’ambiente”.
Il mondo agricolo dedica da sempre le proprie cure alla manutenzione puntuale delle aree rurali, soprattutto nelle zone collinari e montane fragili, offrendo alla collettività innumerevoli servizi ambientali non ancora del tutto compresi e valutati: dal presidio territoriale alla cura del reticolo idraulico minore, dal contenimento dell’abbandono al mantenimento dei paesaggi agrari.
È possibile oggi una sintesi istituzionale e progettuale che coniughi l’esigenza ad una risposta operativa? A questa domanda vorremmo costruire insieme una risposta…

Programma
Saluti
Ore 11,00

Tavola rotonda introdotta e moderata da Alessandra Furlani, direttore rivista Territori
Massimo Gargano Presidente Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni;
Enrico Borghi presidente Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani e vicepresidente ANCI;
Giuseppe Blasi capo dipartimento delle Politiche Europee e Internazionali e dello Sviluppo Rurale, Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali;
Maria Luisa Bargossi dirigente servizio Sviluppo Rurale, Regione Emilia-Romagna;
Gianluca Cristoni Presidente nazionale associazione Promoverde.
Ore 12,30
Giovanni Tamburini presidente Consorzio della Bonifica Renana

Ore 13,00 conclusioni
Paolo De Castro presidente Commissione per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale, Parlamento Europeo

Segue lunch

Organizzazione: MIA – Multifunzionalità in Agricoltura, Territori, Promoverde.
Con il patrocinio di: Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, FederUnacoma
Media partner: Territori, Verde & Paesaggio (www.verdeepaesaggio.it),
Progetto scientifico: Alessandra Furlani
Compilando il modulo di iscrizione al convegno si riceve anche il biglietto di ingresso gratuito per l’accesso in Fiera

http://www.eima.it/it/convegni_registrazione.php?id

Info: www.mia-agricoltura.it, www.facebook.com/MiaAgricoltura
comunicazione@mia-agricoltura.it

Conservare una delle eccellenze italiane: il paesaggio

Epocale, rapido e irripetibile è il cambiamento che ha caratterizzato il mondo globalizzato nell’ultimo decennio, ha incoraggiato la digitalizzazione di massa e inciso nei processi produttivi, in quelli di conoscenza fino a quelli di socializzazione.
Il periodo storico che stiamo attraversando ci sottopone a sfide impegnative, non ultima l’emergenza ambientale, abbiamo un’occasione irripetibile e concreta per iniziare un processo di mutazione, ridefinendo bisogni, abitudini, attività in base a nuove condizioni.
Le questioni da affrontare sono evidenti, spaziano da necessità personali alimentari, di sussistenza economica ed energetica del singolo a problematiche via via di più ampio respiro quali quelle legate al paesaggio piuttosto che alla gestione dei rifiuti o alla scarsa sostenibilità degli attuali modelli di consumo, alle emergenze sociali.
Una delle soluzioni risiede nella capacità di collegare attori antichi con esigenze sociali, produttive e culturali nuove che possono dare valore aggiunto al mondo agricolo, che deve dare una risposta alle nuove esigenze di sostenibilità ambientale della gestione delle risorse del pianeta.
Il futuro del nostro Paese non può prescindere dalla valorizzazione del territorio in tutte le sue componenti; l’attuale sottrazione di superfici alle coltivazioni, dovuta alla cementificazione (oltre 100 ettari al giorno secondo i dati I.S.T.A.T.), da un lato abbatte la produzione agricola dall’altro aumenta esponenzialmente il rischio idrogeologico, che ogni anno costa, in danni, miliardi di Euro oltre che vite umane, come evidenziato recentemente dal Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco.

Serve un grande piano di manutenzione per il territorio, bisogna sollecitare la progettazione e la costruzione di un nuovo habitat, ponendo l’impresa agricola al centro dello sviluppo e fissando intorno a essa i meccanismi della costruzione del paesaggio.
Queste valutazioni impongono una riflessione sul significato attuale del mondo agricolo e della sua percezione non solo a livello economico ma anche sociale: la gestione del paesaggio, il mantenimento dell’equilibrio ambientale e idrogeologico, la conservazione del suolo sono così diventati ruoli attribuibili legalmente e formalmente anche all’impresa agricola, che più di altre può operare per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente.

La nuova agricoltura non si limita alla semplice produzione di materie prime a scopo alimentare, ma punta a integrare in un più ampio quadro d’insieme una serie di funzioni e servizi aggiuntivi a beneficio dell’intera società: questo è, in sintesi, il senso dell’idea di agricoltura multifunzionale, che da qualche anno si sta affermando come uno dei principali orizzonti di riferimento per l’evoluzione futura del mondo agricolo.
Il settore dell’agricoltura, infatti, assicura in Italia la gestione di circa 17 milioni di ettari di terreni e il presidio degli aspetti ambientali, paesaggistici e culturali: oltre il 60% del nostro territorio è occupato dalle coltivazioni agricole. Sono gli agricoltori che si prendono cura del territorio con il loro lavoro quotidiano, prevenendo anche disastri ambientali spesso riconducibili a situazioni di degrado, a interventi poco rispettosi dell’ambiente e in misura sempre maggiore a fenomeni di abbandono e di incuria. Si stima che negli ultimi quarant’anni tali fenomeni abbiano determinato una riduzione del 30% della sua capacità di ritenzione e di regimazione delle acque, accrescendo significativamente da un lato le situazioni di rischio idrogeologico e dall’altro le aree a rischio desertificazione, con la scomparsa pressoché totale del suolo (inteso come terreno coltivabile), come hanno tristemente ricordato le recenti alluvioni in Veneto, Liguria, Sicilia, Calabria, Campania e Toscana.
I dati diffusi dal Ministero dell’Ambiente indicano che circa il 10% del territorio nazionale sia a rischio idrogeologico, di cui il 4,1% vulnerabile da alluvioni, e che circa 6.663 comuni presentino aree ad elevata criticità idrogeologica.

In questo modo, l’azienda agricola multifunzionale assume il ruolo di gestore del territorio, con ricadute sull’ampliamento delle sue opportunità lavorative e di business; si realizza così una vera e propria ridistribuzione delle responsabilità di gestione del territorio che vede coinvolto il mondo agricolo.
Le imprese agricole che operano nel settore dell’agriturismo, in quello dei servizi ambientali, di tutela del territorio, del paesaggio e di servizio alle persone e alle comunità, quando coinvolte nella gestione del territorio vedono valorizzate le capacità imprenditoriali e possono trovare grandi opportunità in questi ambiti, riprogettando il proprio ruolo nel futuro, valutando opzioni diverse da quelle fino a ora praticate e utilizzate
Siamo di fronte a una nuova cultura, a una nuova visione, a un up-grade tutto naturale che sollecitano imprenditori, aziende, amministrazioni pubbliche, progettisti verso nuove forme di riorganizzazione del territorio e fanno considerare la natura, l’agricoltura e i processi di produzione alimentare quali elementi connessi ai centri urbani, indispensabili per il mantenimento di una sussistenza equilibrata.