Un giardino inaspettato a Bergamo inaugura un ciclo di manifestazioni dedicate al paesaggio

Maestri del Paesaggio Piazza Vecchia Bergamo

Lavori in corso per la trasformazione in giardino di Piazza Vecchia a Bergamo

Dal 30 agosto al 16 settembre Piazza Vecchia, nel cuore del borgo medioevale di Città Alta a Bergamo, diventerà un grande giardino aperto a tutti, 24 ore su 24, luogo di sosta e di contemplazione, di relax e apprendimento, dove stare pigramente seduti ammirando le evoluzioni che il giardino subisce nel corso degli anni, frutto non solo di mode, ma soprattutto di modi di concepire il paesaggio e l’ambiente che ci circonda.
Il giardino è lo spunto per iniziare un discorso sulla progettazione degli spazi verdi intrapreso da Arketipos lo scorso anno e che coinvolge in workshop, conferenze, percorsi guidati alcuni professionisti di fama internazionale che per 3 giorni si metteranno a disposizione del pubblico per spiegare i segreti della loro professione.
Maestri del Paesaggio inizia giovedì 30 agosto con seminari dedicati al pubblico e la serata inaugurale all’Orto Botanico, ma la manifestazione entrerà nel vivo nella giornata di venerdì, con seminari e workshop dedicati al mondo dei professionisti e agli appassionati sui temi del verde.
Arketipos Lucia Nusiner Maurizio VeginiCuore della manifestazione sarà il Meeting di sabato e domenica al teatro sociale al quale interverranno paesaggisti di chiara fama (si citano a titolo di esempio John Brookes, Arend Jan van der Horst, Cleve West, Charlotte Rowe, Andy Sturgeon e Christian Dobrick) che annoverano nel loro curriculum la vittoria a concorsi internazionali e che racconteranno la loro esperienza professionale attraverso la spiegazione di progetti e la proiezione di fotografie, che possano essere fonte di ispirazione e cases study per tutti coloro che svolgono il mestiere di paesaggista o che stanno studiando per prepararsi a svolgerlo.
Il giardino di Piazza Vecchia, oltre a essere una vetrina per la manifestazione, sarà esso stesso un esempio di connubio tra natura e architettura del verde, con uno sguardo al passato e il pensiero rivolto al futuro.

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Piazza Vecchia: lavori ultimati

Il visitatore sarà accolto da pergolati di pali di castagno, coperti da viti e rampicanti, con al centro quattro settori coltivati con metodi biologici e che simbolicamente richiamano la coltivazione degli orti, intesi come simbolo del prendersi cura della terra e indirettamente del nostro paesaggio; la novità risiede nelle specie vegetali coltivate, rappresentate da graminacee ornamentali e erbacee perenni adatte per il clima dell’Italia settentrionale, caratterizzate da un basso fabbisogno idrico e da minime esigenze di manutenzione, in perfetta sintonia con le emergenze climatiche e la sobrietà richiesta dal contesto internazionale globale.
Tra fiori e profumi, lo spirito si riconcilia con la città in uno spazio rilassante che rivela quanto alla capacità progettuale a volte visionaria dei progettista si debba affiancare una conoscenza botanica di alto livello.
Non mancheranno le sorprese e ospiti poco usuali per Piazza Vecchia, come le galline ornamentali che nel weekend dal 31 agosto al 2 settembre faranno la loro comparsa in vari punti del giardino. Anche i più piccoli avranno di che divertirsi nella zona dedicata, con arredi in miniatura, giochi e sculture di animali in legno.

Per il dettaglio degli eventi è possibile consultare il sito www.arketipos.org

Atmosfere tranquille e rassicuranti al Chelsea Flower Show 2012

Il giardino di Cleve West, vincitore del Chelsea Flower Garden Show 2012

Il giardino di Cleve West, vincitore del Chelsea Flower Garden Show 2012

Il Chelsea Flower Show, storica manifestazione legata al mondo del giardino che si tiene ogni anno a Londra, promossa dalla Royal Horticultural Society, e che richiama ogni anno pollici verdi da ogni parte del mondo, ha decretato i suoi vincitori; per quanto riguarda i giardini in gara si può affermare tranquillamente che, salvo rare eccezioni, in tempi di crisi, i progettisti abbiano puntato su temi rassicuranti lasciando poco spazio alla trasgressione o alla alla stravaganza (il che, per alcuni versi, è anche positivo).

Cleve West vince per la seconda volta consecutiva il premio Best in Show con un giardino formale e sospeso nel tempo, tradizionale ma contemporaneo al tempo stesso: un largo uso di tassi topiati, secondo tradizione, che si erigono come sentinelle in contrasto con le masse di erbacee perenni e di annuali. Il progettista ha scelto fioriture tipicamente primaverili che esibiscono una palette delicata di colori che spaziano dal bianco al giallo lime con lievi sconfinamenti nella gamma del rosso e dell’azzurro, per rendere un’idea di leggerezza, soavità e freschezza in opposizione alla concretezza dei tassi. Le piante usate vogliono anche trasmettere la sensazione di un giardino naturale ma sofisticato.

Ha lasciato i giornalisti di stucco, invece, Diarmuid Garvin, innovativo e non convenzionale come suo costume, con la sua piramide a 7 piani, il Westland Magical Garden, che per l’apertura alla stampa era presidiata da centinaia di veterani in uniforme rossa ad ogni piano; un tocco di follia senza la quale il Chelsea non è il Chelsea. A ragion veduta ha vinto il premio dell’originalità.

Continuando a passeggiare lungo i viali troviamo un giardino ispirato al movimento Arts and Crafts, disegnato da Andy Sturgeon (vincitore dell’edizione 2010): fortemente asimmetrico, prevede una serie di stanze e vialetti in stile cottage garden che si snodano lungo delle terrazze fino a sfociare in uno specchio d’acqua sulla quale un’installazione artistica ad anelli in ferro sembra galleggiare.

 

Il tema del contrasto di forme e tessiture, formalità e spontaneità sembra avvolgere anche la proposta di Arne Maynard, forse più tradizionale e classica rispetto ad altre: una siepe di faggi rossi potati alla francese circonda due lati del giardino, carpini topiati a piramide sono disseminati lungo un percorso solo apparentemente asimmetrico; del resto lo scopo è festeggiare i 200 anni della maison Laurent Perrier, e trasmettere un concetto di solida eleganza.

Anche in questo caso i colori sono soft, bianco, rosa (bellissimo quelle della rosa ‘La reine Victoria’), bordeaux, sarà per la primavera fredda? Oppure perché in tempo di crisi è meglio puntare sul sicuro?
A parole sembra che la scelta dei colori, che  in gran parte dei giardini più blasonati è molto simile, sia un omaggio al giubileo della Regina Elisabetta.

L’atmosfera spontanea della campagna inglese nel mese di maggio ha fatto vincere a Sarah Price una medaglia d’oro, grazie all’uso di orchidee e altre erbacee che crescono spontaneamente nei campi, nel giardino regna un’atmosfera leggiadra e naturale, a volte le piante sono messe a dimora casualmente in mezzo a vialetti di sabbia sottile, quasi un richiamo alla natura che si riappropria degli spazi costruiti dall’uomo.

Un’idea accattivante e in linea con le tendenze è rappresentata dal giardino Rooftop Workplace for Tomorrow, il primo giardino pensile presentato al Chelsea, nato da un’idea di Patricia Fox che ipotizza come gli spazi lavorativi possano estendersi all’esterno, sulle terrazze degli uffici, con tutti i benefici in termini di benessere che possono derivare dal lavorare in un ambiente naturale. Un giardino contemporaneo, dove il colore verde domina e uniforma gli spazi e le piante sono distribuite ovunque, persino sulle pareti esterne dell’ufficio vero, dove il verde verticale si fa notare per la sua leggerezza; persino i vasi che ospitano gli alberi sono trasformati in tavoli da lavoro!