Famiglia: Primulaceae.

Specie: Il genere è composto da circa 15 specie originarie dell’Europa, dell’Asia occidentale e del Nord Africa. La coltivazione per vaso fiorito interessa una sola specie e, qualche volta, i suoi ibridi. Cyclamen persicum Miller – origine: Siria, Palestina, Turchia e Isole, del Peloponneso; 1656. È una pianta erbacea perenne che rinnova la parte aerea ogni anno dopo un periodo di riposo vegetativo. Il bulbo è costituito da un grosso tubero rotondeggiante e piatto e produce ad ogni stagione delle foglie lungamente picciolate e dei peduncoli terminanti ciascuno in un fiore ermafrodita rivolto in basso.
In coltivazione non esiste più la specie tipica, ma cultivars ed ibridi che i giardinieri hanno suddiviso in razze. A tale suddivisione pratica noi ci attendiamo. Le principali sono:

  • razza a fiore doppio: la doppiatura dei fiori si ha sotto due forme: a) fiori mostruosi che hanno dieci petali tutti eguali tra loro; b) fiori nei quali gli stami si sono trasformati in petali, ma più piccoli di quelli normali e sono ondulati e increspati;
  • razza Cristata: i petali alla base portano delle piccole escrescenza simili a quelle dei fiori di certe Begonia tuberosa;
  • razza Gigante: i fiori sono enormi, molto più grandi di tutte le altre razze di colori variabili sorretti da robusti peduncoli. Di questa razza, che è la più coltivata, esistono molte selezioni di ditte olandesi e svizzere e anche una ditta italiana ha una propria selezione;
  • razza Papilio: i fiori sono bizzarri, i petali sono allungati aperti a ventaglio con margini frangiati e ondulati;
  • razza Rococò: i fiori hanno una forma strana i petali della corolla sono disposti orizzontalmente rispetto al picciolo.

Ci sarebbe ancora da accennare ai ciclamini-miniatura, comparsi sul mercato alcuni anni orsono, ottenuti dai floricoltori olandesi.
Sono piante tutte in miniatura (bulbo, foglie e fiori), dai fiori leggermente profumati. Sono selezioni di ibridi interspecifici che però non hanno avuto molta fortuna.

Moltiplicazione
Il ciclamino si moltiplica per seme. Noi siamo quasi sempre importatori dei semi, piantine da ripicchettare e piante già pronte per fiorire. È un controsenso, perché noi dovremmo essere esportatori.
La moltiplicazione comporta le varie fasi della produzione del seme, e quindi prima di tutto la scelta delle piante madri.

Piante madri
La produzione del seme in azienda, per chi coltiva migliaia di esemplari ogni anno dà la garanzia di ciò che si può ottenere: del resto qualsiasi floricoltore può produrlo da sé. Basta osservare alcune regole di seguito riportate: scegliere le piante portaseme tra quelle che fioriscono per prime (ottobre-novembre); scegliere piante sane, robuste e inoltre, dopo aver controllato la bellezza del fiore nell’insieme (forma, colore, regolarità, grandezza) badare che esse abbiano la tendenza naturale a far fiorire contemporaneamente il maggior numero possibile di fiori; le foglie devono essere regolari ed in numero elevato.

Se si lascia fare alla natura, pochi fiori, forse 3-4 per pianta, verrebbero fecondati e magari in epoca poco propizia. Bisogna quindi ricorrere alla fecondazione artificiale.
Le piante scelte come portaseme vanno innanzitutto separate dalle altre e collocate, in gruppi distinti per varietà, in un ambiente molto luminoso, asciutto ed arieggiato. Ogni 2-3 giorni, verso le 10 del mattino, si passa sui fiori con un pennellino per fare l’impollinazione. Per non far degenerare una bella varietà è meglio eseguire la fecondazione incrociata, cioè col polline del fiore di una pianta si feconda lo stigma di quello di un’altra.
I semi sono maturi quando il peduncolo è seccato. Le capsule si raccolgono man mano che maturano e si conservano così fino alla utilizzazione del seme.

Il seme
Le capsule maturano dopo 4-5 mesi dalla fecondazione e ogni capsula produce in media 10-15 semi buoni. I semi sono rotondeggianti, scabrosi, color marrone e hanno una durata germinativa di 3-4 ed anche 5 anni. Se si seminano senza trattamento alcuno la germinazione è assai lenta e la levata molto irregolare.

La semina – La semina si fa da giugno a settembre. Prima di seminare si sottopongono i semi ad un trattamento speciale per accelerarne la germinazione. I trattamenti possono essere diversi, cioè:

  1. stratificarli per 15-20 giorni in sabbia mantenuta costantemente umida;
  2. lasciarli immersi in acqua a +30C fino a quando si sono gonfiati in maniera uniforme;
  3. lasciarli immersi nel latte non pastorizzato e intero, per 48 ore.

Quest’ultimo trattamento si è dimostrato il migliore. Si semina in terrine, distanziando i semi di 1 cm tra loro e 2 cm tra fila e fila. I semi vanno coperti con uno straterello di terriccio alto due volte la grossezza del seme; e sopra questo si mette circa 1 cm di sabbia silicea setacciata ma grossolana. La sabbia verrà eliminata, aiutandosi con un palettino, non appena si vedono spuntare le prime foglioline.
Le terrine vanno tenute in serra a 16-18 °C e molto ombreggiata. La germinazione avverrà in 25-30 giorni circa. E’ necessario mantenere il terriccio sempre fresco, ma un eccesso di umidità farà marcire i semi. Dopo aver asportato la sabbia, le piantine vanno esposte alla luce progressivamente. Dopo due mesi le piantine si ripicchettano, distanziando opportunamente. Da questo momento le piantine hanno bisogno di molta luce, molta aria nuova, molte spruzzatore alle foglie e una temperatura intorno ai 15 °C. A febbraio circa si invasano le piantine in un vasetto del 7. Si deve fare attenzione di lasciare in superficie l’occhio cioè il punto dal quale partono le foglie. A giugno le piantine vanno rinvasate nel vaso definitivo del 14-15 secondo lo sviluppo raggiunto.

Coltivazione
Il terriccio deve essere sempre e sicuramente sano per cui è necessario sterilizzarlo a vapore. Un buon composto per la semina viene fatto con due parti di terriccio di foglia di faggio e una parte di torba con aggiunta di sabbia.
Il composto per i trapianti e le invasature può essere preparato con 2 parti di foglia di faggio, 1 parte di torba e 1 parte di terriccio di letame ben sfatto e poi seccato. La miscela va lasciata fermentare per una ventina di giorni, dopo aver aggiunto del sangue di bue secco in ragione di 2 kg per metro cubo. Dopo lo si lascia raffreddare.
Nel fondo del vaso va collocato, come drenaggio, un po’ di terriccio più grossolano. Durante tutto il periodo le piante vanno concimate almeno ogni 15 giorni e difese contro i parassiti.

Temperatura – Luce – Umidità
Della temperatura abbiamo già detto. La luce deve essere molto intensa. Solo nel periodo estivo e di maggiore insolazione si deve dare alle piante un lieve ombreggiamento con una rete che protegga al 30%.
La schermatura va stesa nelle ore più luminose (dalle 10 alle 17); dopo le piante vanno scoperte.
Alle piante non va mai fatta mancare l’acqua e per tutto il periodo prima della fioritura si spruzzano ogni giorno le foglie, quando il tempo è bello.
Bisogna però fare attenzione, nei periodi umidi e quando le piante sono in serra, al ristagno dell’umidità che causa la muffa grigia; contro questa non c’è di meglio che arieggiare e tenere le foglie asciutte.