Devono essere robuste e sempreverdi, devono crescere in fretta e senza tante cure: questi requisiti sono richiesti alle cosiddette piante d'utilità che vengono impiegate per il rimboschimento o per creare barriere frangivento sulle coste, ritenute giustamente luoghi difficili, dove la selezione è più rigida che altrove a causa dei venti salmastri e di una lunga estate siccitosa. Tutte ragioni valide che non spiegano però perché queste piante non devono avere qualità ornamentali; forse per alcuni l'utile non va più d'accordo con il dilettevole o forse, più semplicemente, nella scelta delle specie adatte a proteggere i nostri litorali degradati ci si è lasciati prendere la mano da eccessivo zelo utilitaristico. Col risultato che è sotto gli occhi di tutti: eliminazione dei caratteri distintivi e peggioramento del paesaggio naturale. Una scelta più oculata avrebbe invece tenuto conto della bellezza della piante, fermo restando tutte le altre caratteristiche.

Queste considerazioni mi vengono in mente osservando la fioritura della più precoce fra le mimose: Acacia longifolia; i fiori giallo vivo sono profumatissimi, abbondanti e ammassati in spighe cilindriche lunghe 3 cm.

E' un grande arbusto, più raramente un piccolo albero, che può raggiungere 6 m di altezza ed espandersi altrettanto in larghezza.

Ama il terreno sabbioso, la vicinanza del mare e tollera il calcare al punto da essere usata come portinnesto per le altre varietà di mimose. Dove è stata impiegata per stabilizzare le dune ha dato ottimi risultati, a ragione anche della sua spiccata resistenza alla siccità.

Originaria dell'Australia e della Tasmania, ha foglie lanceolate sempreverdi e in giardino richiede una posizione in pieno sole e molto spazio se si vuole che assuma la forma arbustiva, come è consigliabile di fronte al mare: poche piante al massimo sviluppo sono una barriera frangivento fra le più resistenti ed efficaci. Purtroppo teme il freddo e può vivere all'aperto solo nei litorali del centro-sud e nelle isole.