Un terreno è costituito da tre gruppi di elementi: solidi, liquidi, gassosi. L'esame della parte solida e in particolare la determinazione dei costituenti minerali definisce la tessitura o grana. I componenti della tessitura sono suddivisi in raggruppamenti a seconda del loro diametro ideale ossia della loro dimensione:

  • scheletro con diametro superiore a 2 mm;

  • sabbia con diametro da 2 a 0,05 mm;

  • limo con diametro da 0,05 a 0,002 mm;

  • argilla con diametro inferiore a 0,002 mm.

E' importante lo studio della tessitura di un terreno poiché ai questi gruppi dimensionali sono correlate caratteristiche chimiche, fisiche e meccaniche ben precise tanto che, a seconda della loro presenza percentuale, può venire modificata la fertilità agronomica di un terreno.

Costituenti di un terreno

Scheletro
Lo scheletro è costituito da elementi minerali di notevoli dimensioni e di diversa composizione mineralogica. Trattasi infatti di rocce autoctone ancora integre che solo con il passare degli anni, molto più spesso dei secoli, a seguito di disgregazione diventeranno parte integrante di quello che si definisce terreno agricolo. Tale scheletro, pur avendo nulla o scarsissima influenza sulla reazione del terreno o sul livello di fertilità minerale, può influire sulla fertilità agronomica del terreno. L'eccesso di scheletro infatti rende eccessivamente drenati i terreni per cui si riduce la capacità idrica di stoccaggio. Tali terreni devono pertanto essere assoggettati a turni irrigui frequenti ed a volumi ridotti di acqua. Piogge ed irrigazioni tendono a trascinare terra fine negli strati profondi e quindi si riduce lo strato fertile superficiale in cui devono vivere le radici delle piante.

Inoltre è nota la difficoltà che lo scheletro determina alle operazioni meccaniche. Talora lo scheletro è costituito da rocce calcaree. In questo caso, con il tempo, il calcare si deposita, compattandosi, nel sottosuolo formando una stratificazione impermeabile che può rendere il terreno non più coltivabile, quali i tipici crostoni calcarei del Mezzogiorno.

Sabbia
Sabbie grossolane con diametro superiore a 2 mm sono considerate «scheletro», mentre quelle con diametro inferiore a 2 mm fanno parte della frazione «terra fine» sulla quale viene eseguito il test di fertilità fisico-chimica del terreno. I granuli sabbiosi, proprio per la loro relativa grandezza, presentano una superficie di gran lunga meno estesa delle particelle di limo e di argilla. Di norma le sabbie hanno una scarsa partecipazione diretta ai fenomeni chimici e fisici che si verificano nel terreno. Proprio in virtù della loro relativa grandezza dimensionale, le sabbie quando sono in quantità elevata, determinano mutamenti della fertilità agronomica del terreno agrario. Infatti, favorendo la formazione di ampi spazi nel suolo (macropori), aumentano la circolazione dell'aria e, quindi, l'ossidazione dell'ambiente. Ciò determina, se tale situazione coincide con buona temperatura e discreta dotazione idrica, una rapida mineralizzazione della sostanza organica, tanto che i terreni sabbiosi sono sempre poveri di tale importante componente. La rapidità con la quale i terreni sabbiosi «bruciano» la sostanza organica rende opportuna l'utilizzazione di ammendanti organici a relativamente elevato rapporto C/N (maggiore di 30).
Come avviene nel caso di terreno ricco di scheletro, la sabbia in eccesso favorisce il dilavamento degli elementi nutritivi mobili (azoto) ma anche di quelli poco mobili (potassio, fosforo, magnesio) mentre, per il fenomeno della forte ossigenazione, molto spesso i microelementi (soprattutto ferro, manganese, rame e zinco) vengono ossidati a valenza elevata e quindi resi non più disponibili per le piante. In terreni sabbiosi è d'obbligo effettuare concimazioni frazionate spesso integrate da concimazioni fogliari.
La capacità globale di trattenuta di acqua dei terreni sabbiosi è scarsa, perché l'acqua è soggetta all'azione gravitazionale, e quindi è molto bassa la sua capacità idrica di campo.
L'eccesso di sabbia comporta sempre un'incoerenza del terreno – si usano i frangiventi ancora in molte zone per evitare il fenomeno delle dune sotto l'azione del vento – che può essere mitigata con l'aggiunta di sostanza organica.
A fronte di questa negatività i terreni sabbiosi sono leggeri alle lavorazioni meccaniche e sono di rapido riscaldamento tanto da essere i migliori per le coltivazioni precoci anche se ciò, salvo attenzioni particolari, spesso va a scapito della quantità prodotta. Quando la composizione percentuale in sabbia è armonica con gli altri due componenti della terra fine (limo e argilla), la sabbia riduce le negatività degli altri due e viceversa.

Limo
Le particelle di limo, di grandezza inferiore a quella della sabbia fine e superiore a quella dell'argilla, assumono un comportamento chimico-fisico e meccanico intermedio tra quello delle sabbie e delle argille.
Un contenuto normale di limo (15-30%) rende soffice il terreno alla penetrazione delle radici, ma quando tale contenuto si innalza troppo, soprattutto se ciò coincide con un elevato tenore di argilla, si verificano notevoli inconvenienti in quanto, per trascinamento meccanico determinato dalle piogge o dalle irrigazioni, il limo tende a chiudere, intasandoli, i meati formati dalle particelle glomerulari dell'argilla. In tale situazione si viene a ridurre l'ossigenazione del terreno e la sua permeabilità all'acqua: come conseguenza si ha un terreno asfittico e sortumoso come si verifica nei terreni risicoli caratterizzati da alto contenuto in limo.

Comportamento di un'argilla nel suolo

Argilla
L'argilla è senza dubbio il più importante elemento minerale del terreno. Per la sua elevata superficie micellare essa assume la configurazione di un colloide non solubile in acqua, ma che in questa si sospende ed in essa si dissocia come un elettrolita immettendo in soluzione ioni acidi d'idrogeno (H+). Avvenuta tale dissociazione l'argilla colloidale si trova ricoperta, nel suo reticolo interno e sulla sua estesa superficie esterna, da cariche elettriche negative. Se nella soluzione circolante del terreno si trovano cationi liberi, per esempio potassio e calcio, caricati positivamente, essi vanno a prendere il posto dello ione idrogeno che si era liberato: si forma quindi una argilla calcio-potassica. Questi elementi nutritivi, legati elettricamente, vengono trattenuti dalla argilla per cui non è possibile il loro lisciviamento ad opera delle piogge e delle irrigazioni. Essi costituiscono la fertilità potenziale del terreno che verrà ceduta nel tempo quando un altro catione presente in eccesso nella soluzione nutritiva, per fenomeno di doppio scambio, andrà a prendere il loro posto nell'argilla.

Come può avvenire la cessione di elementi fertilizzanti legati ad un'argilla