Senza entrare in troppi dettagli sulla «qualità» delle argille che possono essere rinvenute nel terreno (1) è obbligo per chi deve interpretare le risultanze di una analisi del terreno considerare l'influenza che la loro presenza gioca su alcuni fattori di produzione.
Per quanto riguarda la fertilità chimica, è noto il fenomeno dell'adsorbimento dei cationi (ed anche dell'anione fosforico) da parte del nucleo acidogeno dell'argilla. Tale fenomeno evita il lisciviamento degli elementi nutritivi cosicché, potenzialmente, tutti questi elementi presenti nel terreno o in esso indotti attraverso le concimazioni, restano disponibili per la nutrizione delle piante seppure in tempi successivi.

Argilla, concimi e concimazione
La conseguenza pratica di tali caratteristiche è che le concimazioni possono essere effettuate con minori frazionamento di quelli richiesti dai terreni di medio impasto e leggeri in cui predomina sull'argilla la frazione sabbiosa e limosa priva di potere di adsorbimento.
Mano a mano tuttavia che il tenore di argilla si innalza, il potere tampone diventa sempre più forte (terreni tenaci) arrivando spesso a ridurre o ad annullare la presenza di elementi nutritivi liberi nella soluzione circolante che è, se non unica, sicuramente la prevalente zona in cui avviene la nutrizione delle piante. Ciò può comportare una indisponibilità immediata di elementi fertilizzanti e se la pianta ha esigenze nutritive elevate nella sua prima fase vegetativa, può soffrire di carenze anche se la fertilità chimica del terreno è elevata.
Rimedio a tale situazione negativa iniziale è quella di preferire i concimi granulari rispetto a quelli polverulenti. Questi ultimi infatti data la grande superficie posseduta sono più facilmente adsorbiti e tamponati dalle argille: di contro invece quelli granulari, con minore superficie di contatto, tendono a saturare l'argilla a loro vicina e, essendo generalmente poco mobili (2), possono liberare ioni nutritivi nella soluzione circolante del terreno che potranno così essere captati dalle piante.
Anche la chelazione dei cationi nutritivi evita, per la stabilità della molecola organica che ingloba il catione, l'adsorbimento rendendo tutti disponibili gli elementi nutritivi: questa tecnica è usata per i chelati di ferro e nei concimi organominerali ricchi di sostanze umiche (acidi umici, fulvici ed umine).
In situazioni di elevato tenore di argilla è opportuno scegliere concimi a scarsa solubilità in acqua (per esempio perfosfato minerale in luogo di fosfato monoammonico) quando le concimazioni di base sono effettuate in anticipo sull'epoca di semina o di trapianto o di ripresa vegetativa delle piante poliennali. Volendo usare prodotti ad elevata solubilità in acqua le concimazioni di base vanno ritardate a poco prima delle fasi colturali o biologiche in precedenza descritte.
Anche se le varie argille si comportano diversamente una dall'altra, in generale la capacità di adsorbimento di questi colloidi viene esercitata con forza diversa a seconda del tipo di catione presente nel terreno: in ordine decrescente per i macroelementi

 

 

Per i microelementi la scala della forza di adsorbimento è dipendente dal pH. Di questa preferenzialità va tenuto conto quando il livello di fertilità di uno di questi elementi è carente oppure appena sufficiente.

Argilla, umidità del terreno e disponibilità di elementi nutritivi
Il contenuto in argilla può influenzare inoltre la disponibilità di elementi nutritivi attraverso un fenomeno meccanico. I colloidi argillosi, in situazione di ottimale disponibilità idrica tendono a rigonfiarsi. In tale situazione il loro reticolo cristallino dilata le maglie. Tutti gli ioni nutritivi che hanno un raggio (raggio ionico) inferiore a quello dei reticoli cristallino vengono non solo adsorbiti sulla superficie esterna del colloide, ma anche dalla superficie interna.

Raggio ionico
(Ä)(2)

Elementi

0,1 – 0,3

B3 +, C4 + , N 5 + , S 6 +

0,3 – 0,5

Be2 +, Si4 +, Ge4 +, P 4 + , V5 + , Mo6 +, W6 +

0,5 – 0,7

Al3 +, Ga3 +, P4 +, V3 +, T4 +, Nb5 +, Ta5 +

0,7 – 0,9

Li+, Mg2 + , Mn2 +, Ni2 +, Co2 +, Fe2 +, Zn2 + , Sc3 +, In3 +, Zr4 +, Hf4 + , Sn4 +

0,9 – 1,1

Na+, Ca2 +, Cd2 +, Y3, Ce4 +, Tn4 + , V4 +

1,1 – 1,4

K+, Sr2 +, La3 +

1,4 – 1,7

Rb+, Cs+, Ba2 +

 

 

Mano a mano che il tenore di umidità del terreno cala, e cioè per i fenomeni di evaporazione del terreno e di traspirazione delle piante, i colloidi si comprimono e chiudono nel loro interno gli ioni nutritivi rendendoli non più disponibili per le piante. Tale fenomeno è assai frequente nelle zone di coltivazione in seccagna e, come è ovvio, determina carenza nutritiva nel periodo estivo mentre la carenza nutritiva illustrata in precedenza può interessare tutto l'arco dell'anno.
In situazioni del genere sono opportuni interventi diversi. 

Occorre coltivare piante di basse esigenze idriche che hanno bassa traspirazione (3) oppure ridurre l'evaporazione del terreno sia facendo in modo che la coltura copra rapidamente la superficie del terreno, sia intervenendo con lavorazioni meccaniche che determinano la rottura dei capillari nei primi dieci centimetri di terreno, o intervenendo, se opportuno e possibile, con pacciamature o con inerbimento controllato.

Devono essere applicate concimazioni fogliari di macro e microelementi, a seconda del caso, diventando spesso l'unica o la principale fonte di nutrizione per la pianta.

Dove sono possibili, arature profonde o arature a doppio strato pre-stagione piovosa sono senza dubbio molto importanti.

Infine, le irrigazioni di soccorso possono mobilizzare gli elementi nutritivi bloccati nell'interno dei colloidi.

(1) Possono essere di diversa tipi: montmorillonite, caolinite, illite, ecc. con prevalenza della prima nei nostri terreni.
(2) Gli elementi nutritivi si distinguono, a seconda dello spostamento che possono fare nel terreno, in elementi mobili e immobili: tra i primi ricordiamo il cloro (Cl), lo ione solforico (SO42-), lo ione nitrico (NO3 ); tra i secondi il calcio (Ca,) il magnesio (Mg), il potassio (K), gli ioni fosforici (HP042- e H2PO4)
(3) L'utilizzazione di prodotti ricoprenti con pellicola la superficie fogliare non ha dato risultati positivi.
 

 

Raggruppamento di alcuni elementi a seconda del loro raggio ionico

 

Ca > Mg > K > Na