In aprile la primavera, salvo imprevisti, è ormai del tutto arrivata: l’aria è tiepida, le giornate si allungano, il grigiore dell’inverno è definitivamente lontano. Alle prime timide fioriture dei mesi ancora freddi sono seguite le nuvole di fiori bianco-rosate dei Prunus ornamentali e dei fruttiferi, mentre altre piante ancora si apprestano a incantarci. E’ questo il periodo dei lillà, delle magnolie e delle fioriture bianche di Philadelphus, Deutzia, Exochorda, e molte altre.

Cornus kousa Syringa vulgaris

Le brattee dei Cornus
Sono anche i mesi in cui fioriscono i cornioli, arbusti noti soprattutto per la corteccia rossa o gialla e le foglie infuocate in autunno: verso maggio-giugno compaiono i fiorellini insignificanti ma racchiusi da grandi brattee colorate, molto decorative. Sono bianche in Cornus kousa chinensis, originario della Cina, e in C. nuttalii, nordamericano, che producono in estate frutti rossi simili a fragole; sono invece rosa scuro in C. florida ‘Rubra’, così amato in America da essere stato scelto come emblema della Virginia. Tra le tante varietà esistenti, sono molto apprezzate soprattutto quelle dal fogliame screziato di bianco o di giallo. I cornioli sono molto facili da coltivare, ma non sopportano il calcare, e preferiscono terreni fertili e freschi, al sole od ombra leggera. Il corniolo che cresce spontaneo nei nostri boschi, Cornus mas, e le sue varietà fioriscono invece molto precocemente, in febbraio, con piccoli fiori gialli tra brattee verdognole.

I lillà., romantici fiori dell’800
La serenella, Syringa vulgaris, e le varietà derivate sono rustici arbusti dal portamento disordinato, a foglia decidua e fiori profumati in grandi pannocchie. Di gran moda nel secolo scorso, emanano un fascino speciale sia nei giardini che nelle case, come rami recisi. I fiori possono essere appunto color lillà, dolcissima sfumatura tra l’azzurro e il viola pallido, oppure bianco puro, rosa soffuso o rosa carminio, lilla sfumato di blu e viola porpora. Purtroppo la fioritura non dura più di due settimane, e la pianta perde gran parte della sua attrattiva una volta sfiorita, ma si può ricorrere alle varietà precoci e tardive per ottenere lillà in fiore da fine aprile a giugno. Esistono anche altre specie nel genere Syringa, tra cui S. palibiana, dai fiori rosa-violetti, particolarmente adatta a piccoli giardini, perché cresce lentamente. Tutti i lillà per fiorire abbondantemente hanno bisogno di sole e terreni ricchi, che tendono ad esaurire in poco tempo. La potatura è necessaria per impedire che si spoglino alla base e fioriscano poco e male: va eseguita dopo la fioritura, o durante, se si desiderano i bei rami profumati in casa.

Le piccole magnolie
Considerare arbusti le magnolie può sembrare fuori luogo, se si pensa alle imponenti M. grandiflora e M. macrophylla, ma ne esistono alcune che per forma e dimensioni sono di fatto tali. Perlopiù a foglia caduca, queste piccole e fragranti magnolie fioriscono tra aprile e maggio, in genere sui rami nudi. Temono il calcare, ma in cambio sopportano bene anche i terreni pesanti, purché ben drenati, la polvere e l’inquinamento. Sono perciò adatte ad essere coltivate nelle città, alle quali donano stralci di poesia durante la fioritura. Tra le più incantevoli è Magnolia stellata, a crescita lenta, foglie lanceolate e fiori bianchissimi a forma di stella, che possono comparire già a fine marzo-aprile, se in posizione riparata. Un po’ più tardiva è invece M. liliflora, anch’essa di origini orientali, con fiori a coppa bianco rosati, dal profumo che ricorda quello dei lamponi; a volte fiorisce anche all’inizio dell’autunno. Ha fiori molto simili, di un rosa porcellana, M. x soulangeana, una delle più coltivate, della quale si conoscono ormai molte varietà.

Magnolia soulangiana ‘Nigra’ Magnolia stellata

Le bianche fioriture di maggio-giugno
Sono parecchi gli arbusti a fiore bianco, o appena rosato, che fioriscono sul finire della primavera, quasi tutti molto profumati. Molto aggraziati e facili da coltivare sono i filadelfi, adatti a tutti i terreni, anche poveri, e all’ombra, dove però fioriscono meno abbondantemente. In pratica chiedono solo di essere sfoltiti dopo la fioritura. Della famiglia delle Saxifragacee, hanno foglie ovate, dalle nervature evidenti, e fiori a coppa, con stami gialli appariscenti; tra le 4 o 5 specie note, Philadelphus coronarius, o fior dell’angelo cresce spontaneo in Europa, ed è davvero un bell’arbusto fitto, dai fiori bianco crema il cui profumo intenso ricorda le zagare.

Philadelphus coronarius

E’ giunto invece dall’America P. microphillus, con foglie piccole e appuntite, prezioso per piccoli spazi perché non supera il metro e mezzo di altezza e diametro della chioma, mentre il suo ibrido P. x lemoinei raggiunge le dimensioni dell’altro genitore, P. coronarius, e cresce quindi fino ai 2,5 metri. Una delle cultivar più coltivate è P. pubescens ‘Virginal’, a fiori bianchi doppi.
Appartengono alla stessa famiglia le amabili Deutzia, quasi tutte asiatiche, dal fiori simili a quelli dei filadelfi, ma poco profumati e in fitti mazzetti. Sono talmente resistenti al freddo che rischiano, se l’inverno è capriccioso, di svegliarsi anzitempo e fiorire nelle giornate miti, per poi essere colpite da geli improvvisi. Per questa caratteristica si prestano ad essere forzate in serra. Vi sono deutzie nane, alte al massimo 1 metro e mezzo, ed altre che arrivano ai 2-3 m tra le prime, Deutzia gracilis, detta in Giappone Fior della neve, può essere utilizzata per formare siepi fiorite. Ha un portamento molto aggraziato e fiori bianchi a campanella; ha dato origine agli ibridi D. x lemoinei, bianca, e D. x rosea, dai fiori rosa pallido o scuro a seconda delle cuitivar. Tra le specie di dimensioni maggiori, D. scabra forma un arbusto cespuglio, dai rami eretti e pannocchie di fiori bianchi soffusi di rosa.

Deutzia gracilis Deutzia scabra
Exochorda racemosa

Fiorisce in genere nella prima quindicina di maggio la rustica Exochorda racemosa, dai lunghi rami ricadenti ammantati di fiori bianco puro, di 3-4 cm di diametro, riuniti in corti racemi. E’ arrivata in Europa verso la metà dei secolo scorso, dalla Cina settentrionale, ed è forse uno dei più bei cespugli a fioritura primaverile, dalla chioma tondeggiante e piena e piccole foglie ovali. Della grande famiglia delle Rosacee, predilige il sole e teme i terreni calcarei, dove si ammala di clorosi.
Un’altro arbusto che fiorisce in questo periodo è Halesia tetraptera (sin. carolina), originaria del Nord America: è chiamato anche arbusto delle campane d’argento, per la forma e le sfumature dei fiori. Ha foglie ovali, dentate, grigio verdi sulla pagina inferiore, e portamento abbastanza lasso.
Cresce bene al sole, in luoghi non troppo asciutti, e terreni ben drenati. Rustica, ma sensibile alle gelate e quindi adatta ai climi temperati e costanti, Choisya ternata, detto anche Arancio del Messico, in onore delle sue origini e della famiglia botanica alla quale appartiene, le Rutaceae. Arbusto sempreverde, ha fogliame trifogliato, lucido e aromatico, e piccoli fiori bianchi, simili a quelli dell’arancio, riuniti in corimbi, che compaiono tra aprile e maggio. E’ davvero una bella pianta, profumata e compatta, ma teme le gelate improvvise, per cui per coltivarla nell’Italia settentrionale è necessario collocarla in posizioni riparate, come vicino a un muro rivolto a sud.

Halesia tetraptera Choysia ternata

Gli arbusti dai fiori rosa
Anche Escallonia macrantha ha foglie verde lucido e fiori rosa cremisi, in mazzetti terminali, che compaiono da giugno a settembre. Molto resistente alla salsedine, può essere utilizzata per siepi fiorite. Tra i numerosi ibridi, ‘Donard Seedling’, ha fiori rosa simili a quelli del melo, su lunghi rami arcuati.
Molto rustica e senza problemi, a parte che per pronunciarne il nome, è invece Kolkwitzia amabilis, un bell’arbusto sui 2 metri, dai fiori a forma di piccoli imbuti, rosa chiaro con la gola gialla, tra maggio e giugno. Giunta dalla Cina ai primi del ‘900, è stata subito molto amata dai giardinieri inglesi, che da allora la utilizzano sia come esemplare isolato che per formare siepi informali, da potare solo ogni tanto; negli ultimi anni si è diffusa anche in Italia l’usanza di venderne i lunghi rami flessibili, alla stregua dei rami di pesco e forsythia.

Kolkwitzia amabilis Weigela ‘Eya Rathke’

Simili per i fiori, anche se più grandi e di un rosa più acceso, sono Weigela florida, dai fiori rosa scuro e foglie ellittiche e appuntite; le varietà orticole superano abbondantemente il centinaio, e si distinguono principalmente per il colore dei fiori, rosa, bianchi, cremisi o rosso carminio, oppure per le foglie variegate o marginate di bianco, giallo, rosa. Molto particolare, ma poco coltivata, è una specie un po’ delicata, W. middendorfiana, l’unica a fiore giallo.

Kerria japonica e particolare dei fiori

E infíne un tocco di giallo
Dopo tanti arbusti e alberelli dai fiori bianchi e rosa, eccone uno dai vivaci fiori giallo arancio: è Kerria japonica, un’altra Rosacea di origine orientale. Rustica, compatta e pollonifera, forma un bel cespuglio molto attraente anche in inverno per i rami arcuati verde tenero, e in autunno grazie alle foglie dorate. Teme le gelate e va quindi protetta, se ve ne è il pericolo, contro un muro. Desidera una certa luminosità, ma dove i raggi dei sole sono intensi è consigliabile piantarla in ombra leggera, perché i fiori sbiadirebbero. Fiorisce in genere tra aprile e maggio, ma se il clima è mite anche a fine inverno e a volte in autunno. La cuitivar più diffusa nei giardini è ‘Pleniflora’, dai fiori doppi, fitti di petali giallo oro, come testoline arruffate, più rustica ed alta della specie tipica.