Il particolare aspetto delle foglie rende molto decorative le piante di Aphelandra

 

Da due vocaboli del greco antico: «Aphelos» = semplice e «Andros» = stame (per altri Autori invece è: «Aphelos» = semplice e «Aner» uomo), con allusione alle antere uniloculari.

Famiglia.: Acanthaceae.
Specie: da 70 a 80 a seconda degli Autori, tutte originarie delle regioni caldo-umide dell'America centro-meridionale. Solo una decina si possono trovare in coltivazione, mentre la floricoltura industriale ne sfrutta largamente soltanto due e alcune loro cultivar. La nostra descrizione si riferisce alle specie più conosciute.

Si tratta di piccoli arbusti sempreverdi a foglie opposte intere più o meno dentellate, vistose. Fiori di colore rosso, arancione, giallo, riuniti in spighe terminali e provvisti di brattee colorate, spesso confuse col fiore.
A. aurantiaca Lindley – Origine: Messico 1850 circa.
A. atrovirens Brown – Origine: Bahia, 1884.
A. dubbia Linden et Rod. – Origine: orticola, 1894.
A. fascinator Linde et And. – Origine: Nuova Granada, 1874.
A. leopoldi Hort. – Origine: Brasile, 1854.
A. macedoiana Linden et Rod. – Origine: Brasile, 1886.
A. margaritae Hort. – Origine: Brasile, 1883.
A. nitens Hokker – Origine: Nuova Granada 1867.
A. punctata Hort. – Origine: Sud America, 1881.
A. roezlii ed. Org. – Sembra sia una varietà della A. aurantiaca.
A. squarrosa Nees – Origine: Brasile, primi del secolo ventesimo.

Di queste Aphelandra solo due specie hanno una grande importanza per le aziende floricole:

A. aurantiaca. Pianta a stelo eretto, semplice o poco ramificato in seguito a spuntatura dell'asse centrale. Allo stato spontaneo raggiunge il metro di altezza, ma in coltura difficilmente supera i 30-35 cm. Foglie opposte, ovali, ondulate sui bordi, di un verde carico brillante. Fiori grandi rosso-arancione, formanti una magnifica spiga tetragona terminale, densa, nella quale si alternano le brattee verdi dentate. Esistono diverse varietà e cultivar, delle quali una con fiori più scarlatti e con foglie macchiate di grigio argenteo. E' questa forse la specie più vecchia di tutto il genere.

A. squarrosa. Arbusto a stelo eretto che spontaneamente si ramifica dopo la fioritura, e può raggiungere anche un metro e mezzo ma non più di 30-40 cm se coltivata. Le foglie sono verdi con nervature grigiastre. Ha inflorescenze terminali con fiori e brattee di un bel giallo limone. Una volta sfiorita le brattee diventano verdi. Poco coltivata la specie tipica, si trovano oggi in commercio le varietà 'Louisia' e 'Dania', quest'ultima a portamento più compatto, con foglie molto marmorizzate color grigio cenere.

Moltiplicazione
La moltiplicazione di Aphelandra si può fare per seme e per talea.
Seme: le specie tipiche maturano facilmente i semi nelle nostre serre e qualche volta al piede di quelle coltivate nei giardini d'inverno dei collezionisti, si disseminano da sole. A. aurantiaca radica le talee con difficoltà e molti preferiscono moltiplicarla per seme.
Talea. La talea si fa di punta o di foglia con tallone, e in qualsiasi stagione, ma si preferisce operare a fine inverno-primavera per avere le piante pronte per la vendita in autunno, quando fioriscono. Le foglie della talea vanno tagliate a metà, si pongono poi le talee di punta a radicare singolarmente in vasetto di 5 cm e quelle di tallone sul bancale in un composto formato da torba e sabbia in parti uguali. In ambiente umido, confinato e a temperatura intorno ai 20°C, la radicazione avviene facilmente in 15-20 giorni. Durante la radicazione sono facili i marciumi del colletto dovuto ad una serie di funghi.

Coltivazione
Aphelandra sono piante di sottobosco e vogliono un terriccio organico molto ricco, poroso ed acido. Dopo la radicazione si mettono le talee in vasetti con diametro di 8 cm e, quando le radici si sono ben sviluppate, si rinvasano in quello definitivo di 14. Si spuntano le piante eccessivamente alte, però dopo maggio. Durante la coltivazione devono essere costantemente controllate perché preda di afidi e cocciniglie.

Temperatura – Luce – Umidità
In certe zone della Riviera e del Meridione Aphelandra possono vivere anche all'aperto ma, per una coltivazione economica in serra, la temperatura non deve essere inferiore ai 16°C anche se al di sopra dei 24-25°C le piante cominciano a soffrire.
La luminosità deve essere abbastanza intensa ma meno di quella necessaria a Croton.
Si tratta di piante che richiedono molta acqua e continue spruzzatore alle foglie; tuttavia i ristagni di acqua sono dannosi, ciò implica un perfetto drenaggio dei vasi. Quando la pianta ha la gemma fiorale ingrossata si diminuiscono le temperature assieme alle spruzzatore alle foglie.