A ben guardare tutto il meraviglioso processo che culmina nella formazione dei fiore e conduce al frutto, è permeato di sofferenza e non sono poche le piante che lo dimostrano, giungendo spossate e tristi ad un traguardo che è lo stesso ogni anno, per tutta la loro vita.

Cytisus villosus è una di queste: se lo lasciate libero di condurre a compimento il suo ciclo biologico, già in estate i suoi rami si caricano di baccelli nerastri, perde parte delle foglie e assume un aspetto arruffato e scheletrico tale da far rimpiangere il suo splendore primaverile. Perché è proprio in primavera, in contemporanea con le coronille, che questo arbustino eretto dagli esili e radi rami che possono raggiungere i due metri d’altezza, si ammanta di fiori giallo vivo d’insolita luminosità, simili a quelli dei pisello.

Ma il suo vero fascino è rappresentato dalle foglie sempreverdi piccole, rotondeggianti, ricoperte sopra e sotto da una bianca peluria che risplende al sole, appena sono mosse da un alito di vento.

E’ una tipica pianta mediterranea che preferisce i margini dei boschi radi e rifugge dalla totale insolazione.

Si riproduce per seme e in giardino gli confà una posizione a mezz’ombra, non isolata ed una potatura drastica, dopo fioritura, per impedirgli di lignificare i rami alla base e di produrre frutti.

Non può certo competere con tutti gli altri Cytisus, specie ed ibridi, ma la sua capacità di prosperare nei terreni pesanti e sassosi lo rende meritevole di tutta la nostra considerazione.