Dahlia ‘Lavender Perfection’

In questi ultimi tempi le dalie hanno subito una profonda evoluzione che ha assai stupito il pubblico a ogni presentazione di novità in questo campo. Il paziente lavoro di ibridatori, oltre ad essere volto a creare nuove forme e nuovi tipi, tende al loro perfezionamento: maggiore floribundità, robustezza, stelo lungo, rigido e sottile, forma perfetta, lunga durata del fiore reciso, ricchezza di colori.

Classificazione
Le dalie si possono classificare in 4 grandi gruppi:

  • cactus e semicactus con fiori dai petali appuntiti e arrotolati;
  • decorative con grossi fiori compatti, petali piatti e punte leggermente arrotondate;
  • pompon con piccoli fiori con petali a nido d’ape;
  • mignon, a collaretto, fior d’anemone, di peonia, nane e seminane.

Utilizzazioni
La dalia, avendo un lungo periodo di fioritura, altezze varie e svariati colori, ha molteplici utilizzazioni. Si può avere anche un giardino tutto di dalie, che danno meno lavoro di qualunque altro fiore: non c’è semina, non c’è rimpiolatura, non c’è trapianto.
Le dalie decorative, cactus, semicactus e pompon, che hanno un’altezza variante da cm 80 a 150, si possono utilizzare per lunghe e ondulate bordure in doppia fila sfalsata; tutte le altre dalie, nane e seminane, ancora per bordure, bordi misti, grandi e colorate aiuole, sistemate attorno a quelle più alte, oppure per creare, con le varietà nanissime (topmix), veri tappeti fioriti. Possono essere utilizzate anche per adornare balconi e terrazze, coltivate in larghe ciotole e lunghe cassette.

Dahlia ‘Frigoulet’, dal sito della Fondazione Minoprio

Coltivazione
La dalia ama almeno 5 ore di sole al giorno, meglio ancora se può goderne di più. Una posizione soleggiata è quindi l’ideale, e, se nelle ore pomeridiane può avere qualche ora di leggera ombreggiatura, i colori saranno più intensi e accorreranno minori annaffiature.
La dalla si adatta bene in tutti i terreni, ma prospera rigogliosamente in quelli freschi, profondamente lavorati, ricchi di sostanza organica (sfatticcio di letame ben maturo da incorporare al terreno durante l’operazione di vangatura).
L’epoca migliore per la messa a dimora delle radici va da marzo per le regioni calde, sin verso la metà di aprile per le regioni del nord. La distanza varia: da cm 70 per le varietà alte, scende a 50 cm per le semi-nane e a cm 25-30 per le nane (le varietà per aiuole).

Dahlia mignon  ‘G.F. Hemerik’, foto dal sito della Fondazione Minoprio

Sul terreno già preparato e ben concimato in precedenza (il letame non deve essere messo a contatto delle radici), si apre una buchetta che deve essere profonda in maniera tale da accogliere la radice ben distesa, che sarà poi ricoperta da uno strato di terriccio di cm 5-8. Prima di coprire definitivamente, interrare un tutore di legno, meglio se di bambù, al quale sarà poi legata la pianta durante la crescita. Per evitare che i vari tutori possano essere antiestetici, è bene siano tutti della stessa altezza (circa 150 cm), ben diritti e legati l’un l’altro da un filo zincato che sarà poi coperto dall’esuberante vegetazione fogliare e potrà altresì servire a legarvi i vari steli. Terminata l’operazione tutori, innaffiare e fare in modo che ogni radice abbia una conchetta che servirà a trattenere l’acqua delle innaffiature.

Allorché la pianta avrà raggiunto due o tre ripiani di foglie, procedere a una cimatura, operazione indispensabile nelle varietà nane e semi-nane per favorire l’accestimento. Spargere quindi, attorno a ogni pianta, una manciatina di un concime complesso granulare ricco di fosforo e potassio, da interrare leggermente. Con queste operazioni le nostre dalie prospereranno rigogliosamente e cominceranno a deliziarci coi loro bei fiori (da tagliare appena sfioriti) dalle forme più bizzarre e dagli sgargianti colori. Per chi intende raccogliere dalie per adornare la casa e necessita di fiori a lungo stelo, può procedere alla sbocciolatura, che consiste nella soppressione del bottoni laterali.
La dalia è avida di acqua e abbisogna quindi di innaffiature anche giornaliere da fare alla sera e in relazione allo stato del terreno. Di tanto in tanto zappettare per mantenere areato il terreno e ripulirlo dalle malerbe.

Dahlia pompon ‘Franz Kafka’

Moltiplicazione

Le dalle si possono moltiplicare, con estrema facilità, mediante divisione delle grosse ceppaie. È un’operazione un po’ delicata, da eseguire con coltello ben affilato, in modo che a ogni grossa radice rimanga attaccata una porzione di stelo portante una gemma. Si possono moltiplicare anche a mezzo di talee che si ottengono dalle ceppaie messe a prevegetare in locale caldo o diradando gli steli che nascono dalle radici già interrate. Si possono ottenere nuove piante anche con la semina, ma è operazione che viene praticata dagli specialisti solo per avere nuove varietà, forme e colori. È tuttavia consigliabile per le dalie Mignon., le Rigoletto, le dalie d’Unwim, ecc.

Conservazione
Dopo la prima brinata o comunque entro la prima quindicina di novembre, tagliare gli steli a 20 cm da terra, divellere le piante dal terreno usando una vanga a tridente (per non danneggiare le radici tuberiformi) e lasciarle asciugare in luogo riparato per alcuni giorni. Quando la terra rimasta attaccata sarà asciugata, si staccherà da sola e le ceppaie, così ripulite e asciutte, potranno essere riposte in cassette di legno foderate di carta. Coprire tutte le ceppaie con torba inumidita e portare le cassette in locali dove la temperatura non ascende a zero gradi e non supera i 100 (sottoscala, solaio, autorimessa, granaio, ecc.). Le nostre radici, così sistemate potranno riposare per essere pronte., in primavera a cominciare un nuovo ciclo di vita.

Dahlia ‘Hans Radi’, dal sito della Fondazione Minoprio

Malattie
In genere non ho mai notato particolari malattie, salvo qualche forma di nanismo (virosi) e in questo caso la pianta è da distruggere immediatamente. A volte le dalie si ricoprono di afidi neri che provvedo a eliminare con insetticidi vari (Pirimor, Rogor, ecc.).

Varietà
Ogni anno è immesso in commercio un numero considerevole di nuove dalie con colori più puri, forme perfette, grande rifiorenza. È bene acquistarle per fare poi una personale selezione secondo i nostri, gusti e necessita. Accanto alle nuove dalie rimangono tuttavia quelle della collezione classica che sono ormai decane e da coltivare a con tutta tranquillità. Nell’ambito della gamma varietale, la scelta può ricadere su:
‘Carnevale’, cactus rossa con punte giallo oro
‘Preference’, cactus a fiore medio rosa salmone, lunghi e rigidi steli, ottima rifiorenza
‘Promise’, giallo vivo con petali frastagliati
‘Wagschal’s Goldkrone’, giallo bronzo a forma di crisantemo
‘Orfeo’, cactus rosso porpora
‘Racquencourt’ decorativa seminana, colore arancio, foglie quasi nere
‘Roulette’, a fior d’anemone, rosa e giallo
‘Arlequin’, nuova e moderna decorativa rosso striato giallo (o giallo striato rosso)
‘Border’, Park e Orange Princesse, rosa, giallo e arancio, cactus seminane per aiuola
Pink e Yellow Giraffe, moderne varietà a petali striati.

Dahlia ‘Pink Giraffe’, dal sito della Fondazione Minoprio