Piante di rosa trattate con pennellature di soluzioni antiparassitarie nel tentativo di contenere una intestazione di afidi e cicaline.

 

 

Nel verde urbano si dovranno sfruttare tutti i mezzi di difesa disponibili, impiegandoli in modo ragionato e legando il loro utilizzo a piani di intervento precisi tenendo conto delle conoscenze sui patogeni e sui loro antagonisti, senza tralasciare le altre tecniche e modalità di difesa conosciute. Si dovranno seguire i sistemi di lotta guidata con l'uso ragionato dei fitofarmaci e dar corpo al concetto più vasto di lotta integrata, preludio al sempre più auspicato traguardo della lotta biologica, più o meno allargata. E questo allo scopo di togliere spazio all'uso di antiparassitari che fino ad oggi ha prevalso. E' certo che ogni ambiente è dotato di sue particolari caratteristiche che lo diversificano dagli altri, per cui diventa difficile generalizzare certi prinmcipi, in gran parte basati proprio sull'entità di queste variabili.
Peraltro, esistono dei nessi logici che ci portano a confrontare le varie situazioni ed a stabilirne dei rapporti, con la individuazione di orientamenti od anche di parametri che permettano di sfruttare conoscenze e tecniche provate altrove.
li caso della difesa delle piante rappresenta un tipico esempio di possibile estensione delle tecniche già applicate in altri settori (agricolo, floricolo, forestale e vivaistico). Tralasciando per un istante gli impianti di coltivazione  in cui le tecniche di lotta guidata, integrata e biologica vengono applicate con risultati soddisfacenti, ci occupiamo ora del vasto settore delle piante coltivate nei parchi e giardini. Essi rappresentano una parte significativa del territorio,  in cui oggi si continua ad effettuare una difesa fitosanitaria spesso priva di conoscenze tecniche appropriate, quindi basata sul pressappochismo diffuso e sull'uso prevalente di sostanze chimiche.

Le conoscenze approfondite sul fitofagi e sui loro antagonisti, sono fondamentali nei programmi di lotta guidata. Nella diapositiva, alcuni afidi aggrediti dall'acaro predatore Allotrombium sp.

Pianta di abete, su cui sono visibili le galle prodotte dal «cherme» dell'abete. La loro esportazione e distruzione quando sono ancora verdi e piene di insetti, rappresenta un valido sistema di difesa fitosanitaria di natura meccanica.

Lotta guidata
Innanzitutto, i concetti di lotta guidata possono essere trasferiti ai parchi e giardini senza ombre di dubbio, e questo deve essere il primo obiettivo da raggiungere a brevissimo termine.
Altri aspetti da considerare sono la qualità di questi antiparassitari utilizzabili e la più idonea normativa per la loro applicazione.

Di pari passo, occorre per ogni diverso ambiente in cui si va ad operare, la costante valutazione di presenza e diffusione degli antagonisti principali dei parassiti che si vorrebbero contenere, per cercare in ogni modo di qualificarne il comportamento.
Anche questo è un aspetto fondamentale per poter raggiungere i principali obiettivi che il concetto di difesa guidata si propone, cercando soprattutto di non interferire sulla loro utile azione e sulla loro sopravvivenza, con l'uso di prodotti che annullano in un attimo la loro efficacia di sempre. Pertanto, in parchi e giardini deve essere privilegiato l'uso di prodotti come gli zolfi, gli olii bianchi, i rameici, il dicofol, il Bacillus thuringiensis, il pirimicarb, il tetradifon ecc. che sembrano dotati di minore pericolosità per l'ambiente in generale e quindi anche di un maggior rispetto per i citati antagonisti che comunque, in qualche forma, sono ancora presenti. Risulta importante anche l'alternativa nell'uso di questi prodotti, in quanto alla efficacia che viene riconosciuta ad ognuno di essi, si aggiunge la minor possibilità di insorgenza di resistenze.

Pianta di pioppo con fori prodotti da insetti xilofagi, al cui interno sono stati inseriti preparati a base di nematodi nel tentativo di parassitizzare ed uccidere le larve.

Pianta di cedro deodara infestata dalla crittogama Armillaria mellea che provoca il marciume radicale. In questo caso è necessaria la distruzione della pianta, compreso gli apparati radicali e l'apertura della buca per almeno 1-2 anni, con somministrazione di disinfettanti al terreno.

Prodotti naturali
Anche l'uso di prodotti naturali che sembrerebbero di secondaria importanza, per l'effetto a volte molto blando riscontrato, può essere qui inserito, al fine di un contenimento dei parassiti senza produrre perturbazioni negli equilibri ambientali. Tra questi si possono ricordare le piantagioni di piante repellenti od attrattive, l'uso di preparati a base di ortica (macerato od estratto) contro afidi, cocciniglie ed acari, o di felci (macerato ed estratto) contro afidi e cocciniglie, oppure di timo (infuso) contro l'effetto delle principali nuttue.
Si dovrà anche considerare che non è indispensabile eliminare ogni traccia dei parassiti con esse conviventi. Sarà necessario guidarne l'azione in modo critico e consapevole, fino al punto di contenerne la dannosità entro limiti economici, fisiologici ed estetici accettabili.
A questo punto si introduce e diventa opportuno ricordarlo, il concetto di «soglia», che deriva esattamente da quanto anzidetto e che va tenuto in debita considerazione, per dare maggior spazio al concetto di lotta integrata che può inserirsi al riguardo, in quanto ripropone interventi di difesa apparentemente meno efficaci dell'intervento chimico, ma migliorativi della cronica situazione di degrado ambientale e buona efficacia nel contenimento dei parassiti.
I principali interventi di difesa a cui queste nuove teorie sul contenimento integrato dei parassiti sono legate, vanno ricercati in prevalenza negli interventi di natura fisico-meccanica, agronomica, genetica e biologica per i quali si cercherà di entrare in qualche modo nei dettagli applicativi.

Germogli di ibisco infestati da afidi. La loro esportazione o la loro aggressione con getti di acqua, sono valide tecniche di difesa basata su interventi di natura fisico-meccaníca.

La distruzione di piante, sia infestanti che coltivate o di germogli infestato da insetti non parassitizzati, rappresenta un valido mezzo di difesa fitosanitaria.

Interventi fisico-meccanici
Gli interventi di natura fisico-meccanica sono di fondamentale importanza soprattutto nel giardino.
In essi vengono compresi tutti gli interventi di ordine preventivo, quali la disinfezione del terreno nei vari modi conosciuti che possono essere il calore, il vapore o nel caso di piante adulte morte, l'apertura della buca e permanenza del terreno arieggiato ai rigori purificatori dell'inverno. L'aggiunta di calce, di solfato ferroso, rappresentano una ulteriore forma di disinfezione, a maggiore garanzia dell'esito finale dell'operazione.
La eliminazione delle erbe infestanti mediante interventi manuali o meccanici di diserbo, rappresentano un'altra operazione di questo gruppo, intesa ad eliminare ricoveri per i parassiti ed a migliorare lo stato di salute delle piante, distruggendo un fattore di competitività.
La eliminazione delle piante intere già compromesse o morte, oppure di loro parti (germogli, rami, branche, fogliame ecc.) infette od infestate da parassiti sia vegetali che animali, rappresenta una delle pratiche di ordine meccanico, tra le più sicure per il bloccaggio di infezioni o quantomeno per il loro rallentamento e per la distruzione di un numero notevole di parassiti già insediati (funghi producenti cancri del legno o dei rametti, fogliame infetto da tante crittogame, radici ammalate perché invase dal marciume o morte per asfissia radicale ecc.) o di intestazioni da parte di insetti ed acari su organi particolari e appetiti da vari organismi (piante intere aggredite e quasi distrutte da insetti xilofagi di elevate dimensioni o dagli scolitidi distruttori del legno).
Per quanto riguarda gli insetti xilofagi, restano ancora importanti i sistemi normali di uccisione delle larve con l'uso di fili metallici.
In aggiuntala questi ultimi, tra i parassiti animali eliminabili coi taglio di parti aggredite, e successiva loro distruzione, troviamo tutti gli insetti capaci di formare nidi di una certa dimensione e ben visibili (diversi lepidotteri defogliatori) attaccati ai rami, oppure di costruire grossi ovisacchi od ovature evidenti o grosse galle ripiene di insetti (diversi lepidotteri tra cui ad esempio i limantridi con la limantria dispar, tutte le processionarie, l'orgia antiqua ed altri defogliatori, le piu grosse cocciniglie tipo Pulvinaria, l'Eriosoma lanuginosum dell'olmo con le sue enormi galle, altre galle degli aceri, moltissime presenti sulle querce, altre negli abeti, prodotte dal cherme ecc.). Inoltre, la eliminazione coi taglio di rametti, di germogli o di fogliame particolarmente invasi da ammassi di uova soprattutto di afidi, ragnetti ecc. o da forme adulte più o meno sviluppate, di afidi, di ragnetti e cocciniglie, queste ultime spesso evidenziate da fitte incrostazioni sui rami.
Al riguardo di quanto appena esposto, si possono dimostrare di elevata utilità, le spazzolature, le raschiature od anche le ripuliture mediante passaggi manuali con cotone o straccetti imbevuti anche con sostanze disinfettanti, per sbarazzarsi soprattutto di insetti difficoltosi da eliminare, come per esempio cocciniglie od afidi ammassati su rami e fusti nelle piante legnose o semilegnose o le cocciniglie nelle piante grasse, nelle palmacee, nell'aralia, nei ficus e tante altre piante del giardino e della casa.
Anche l'uso diretto di getti d'acqua, approfittando dei momenti utili per le irrigazioni, può portare notevoli benefici alle piante invase da ragnetti e da afidi in quanto l'azione meccanica dei getti opportunamente orientati, crea un notevole disturbo ai piccoli organismi presenti nella vegetazione. Al riguardo, occorre far notare che l'acqua così somministrata esercita un'azione di ripulitura sulla vegetazione sempre molto sporca, per accumuli di residui polverosi a volte anche tossici che si addensano sugli organi, bloccati a volte dalle dense melate prodotte da psille, cocciniglie, aleurodi, afidi ecc.
Questi lavaggi, se eseguiti in modo corretto (evitando danni per sbalzi termici od asfissia per eccessi idrici) sono spesso risultati di una notevole utilità, riuscendo a ripristinare le funzioni vitali di molte piante (un esempio particolare è costituito dai vari cedri a volte completamente incrostati nei rami, per attacchi di afidi – cinara cedri o cedrobium leportei – la cui intensa melata ha finito per inglobare tante impurità e residui organici, da creare una crosta a forma di barriera,, sicuro impedimento, per ogni tipo di scambio pianta/ambiente).

La ripulitura meccanica, con bastoncini e cotone Imbevuto in acqua od in soluzione di olio bianco, si è rivelata la tecnica più sicura di lotta contro le cocciniglie cotonose delle piante grasse e di altre ornamentali.

Interventi agronomici
Gli interventi di natura agronomica, sono pure molti e di possibile applicazione nei parchi, ma forse ancora più nei piccoli giardini.
Fra questi vanno considerate le lavorazioni superficiali frequenti da eseguire al terreno che permettono l'interramento di letame, di concimi e di residui organici vari compreso le foglie, la distruzione di ogni forma di parassiti animali svernanti nel terreno od in esso rifugiatisi in modo più o meno estemporaneo, l'arieggiamento del suolo con notevoli vantaggi per quanto riguarda l'insediamento e la diffusione di molte malattie crittogamiche soprattutto riguardanti gli apparati radicali, l'allontanamento o la distruzione di vertebrati dannosi al giardino quali topi, talpe, arvicole. Inoltre, con le lavorazioni al suolo, si formano affossature, si creano dreni di vario tipo, in grado di far defluire le acque in eccesso, evitando certamente in concomitanza al costipamento dei terreni, il grave problema delle asfissie radicali e dei marciumi molto frequenti.
Esse contribuiscono inoltre, al più razionale immagazzinamento delle acque piovane e nel caso di irrigazione ad una più idonea utilizzazione delle acque somministrate.
Tutto questo, a vantaggio delle condizioni di vita dei vegetali e quindi ad una loro maggiore robustezza e ad una maggiore resistenza alle aggressioni da parte dei parassiti.
Nell'eseguire le lavorazioni, specialmente se effettuate con mezzi meccanici, occorre prestare la massima attenzione per non provocare danni da urti o da taglio, molto frequenti nella zona del colletto o poco sopra, nelle piante giovani con tenera corteccia, in cui a volte si creano malanni difficilmente recuperabili.

Interventi genetici
Sui mezzi di natura genetica, si è molto parlato negli ultimi anni e si sono eseguiti anche molti studi. Purtroppo la lungaggine nel reperire risultati, le notevoli difficoltà di studio e le limitate soddisfazioni raggiunte da coloro che si applicavano a questa materia, hanno creato quasi una situazione di stallo nel settore, per lunghi periodi.
Da qualche tempo, molte luci si sono accese e la genetica, disponendo oggi di tecniche che permettono di ottenere risultati impensabili fino a qualche tempo fa, tende ad assumere sempre più importanza nel settore della fitoiatria.
Le varie forme di resistenza ai parassiti od a condizioni climatiche avverse, da parte di vegetali appartenenti a specie affini od a diverse cultivar della stessa specie, inducono sempre più ad un deciso orientamento per questa via che nel futuro dovrà fornire interessanti soluzioni. t già riconosciuta una variabile resistenza al freddo da parte di cultivar diverse di ligustro, di lauro, di cedri, di aceri ecc. come pure è riconosciuto il differente grado di resistenza a vari patogeni quali acari, afidi, cocciniglie, psille, crittogame producenti malattie vascolari, cancri dei rami, seccumi fogliari ecc. da parte di specie o cultivar diverse di abeti, pini, aceri, cipressi, olmi, lauro, evonimo, rosa ecc.
Queste tecniche sono ancora molto giovani, incerte ed abbisognano di notevole applicazione da parte di studiosi qualificati, ma certamente finiranno per dare risultati di notevole rilievo.

Interventi biologici
I mezzi di natura biologica (inserendo in essi anche quelli di natura microbiologica) rappresentano la vera novità in campo fitosanitario, già da ora in grado di essere applicata, almeno per alcuni aspetti ed in diverse occasioni. Si è già detto della necessità di rispettare al massimo gli organismi utili presenti in natura. Ora bisogna aggiungere che è già possibile di pari passo con il loro rispetto effettuarne un incremento, almeno per alcune specie.
Il lancio nell'ambiente, di specie coltivate nei vari laboratori attrezzati allo scopo, non sempre ha dato i risultati sperati, ma in diverse occasioni ha permesso di notare effetti molto favorevoli che lasciano bene sperare sul futuro di questa tecnica già molto studiata e provata, ma che per varie ragioni non è ancora riuscita a decollare come probabilmente dovrebbe.
Di questi organismi antagonisti per i patogeni, ne conosciamo già molti ed alcuni da diverso tempo, la cui utilizzazione pratica ha già fornito qualche risultato interessante.
Tra i principali attualmente in grado di contenere lo sviluppo dei vari patogeni, possiamo ricordare diversi coleotteri coccinellidi e coleotteri carabidi (Calosoma sicophanta), come predatori di acari, di afidi e di larve defogliatrici.
Inoltre alcuni neurotteri crisopidi (Crisopa sp.), diversi imenotteri, ditteri ed alcuni acari (specialmente i tiflodromi), tutti parassiti o predatori di fitofagi (cocciniglie, acari, afidi, psile, aleurodi ecc.).
Questo argomento, merita una più dettagliata descrizione che potrà essere svolta in una prossima occasione. E' bene comunque ricordare che anche nel gruppo dei nematodi troviamo forme antagoniste appartenenti ai generi steinernema, heterorhabditis e neoapiectana, con particolare azione contro larve di xilofagi (Zeuzera pirina) o contro i vari oziorrinchi.
Questi organismi, in soluzioni preparate, possono essere inserite nei fori delle gallerie di xilofagi, mediante l'ausilio di bastoncini cotonati imbevuti nella soluzione.
Anche nel regno vegetale esistono crittogame antagoniste allo sviluppo di vari parassiti sia animali che vegetali.
Per queste, la fase di studio appare ancora da completare, pertanto le loro applicazioni sono ancora molto limitate. Tra le crittogame degne di maggiore considerazione sotto questo aspetto, troviamo i generi Beauveria, Metarrhizium e Trichoderma.

Trappole attrattive
Altri mezzi di difesa, da includere in questo gruppo, sono le tanto chiacchierate trappole attrattive. Su di esse si è detto di tutto e le critiche negative o le più entusiastiche considerazioni, si sono spesso alternate in questi anni. Si tratta in effetti di mezzi a volte molto sofisticati e comunque molto efficaci, in grado di monitorare la presenza degli insetti e la densità dei loro voli. In linea di massima le trappole alimentari e luminose hanno fatto il loro tempo.
Le trappole cromatiche rivestono ancora una certa importanza per la cattura di insetti per i quali non è ancora possibile o non sarà mai applicabile l'uso di trappole a feromoni. Esempi pratici molto utili di cattura con questo sistema, li conosciamo per vari ditteri od imenotteri (es: l'imenottero tentredinide del frassino, tomostethus nigritus) o per alcuni rincoti (es: l'aleurodide, Trialeurodes vaporariorum).
Comunque, tra le trappole oggi più in uso e quindi dotate di importanza maggiore e di notevole praticità, troviamo quelle a feromoni, già in commercio per molti tipi di insetti lepidotteri e quindi in grado di catturare gli adulti maschi delle varie specie per cui sono state preparate.
Lo scopo principale resta quello del monitoraggio, ma in qualche caso possono rappresentare un vero mezzo di lotta, incidente sulla rarefazione degli adulti, mediante catture massive.
Nei parchi e nei giardini abbiamo già esempi di questa moderna utilizzazione, in occasione di catture massive di adulti di cossus cossus (rodilegno rosso) che può infestare ogni specie di pianta arborea, ma in particolare gli ippocastani, gli aceri, i noci, i salici, i. pioppi, ecc., o anche della processionaria del pino, i cui adulti durante la stagione estiva vengono catturati in grande misura.

Insetticida biologico
Da ultimo, due parole anche sull'uso del cosiddetto insetticida biologico che consiste in un preparato a base di batteri, il Bacillus thuringiensis, in grado di agire per ingestione contro un numero notevole di larve di lepidotteri. Tra questi, vengono controllati beni la limantria dispar, l'ifantria americana, le processionarie del pino e della quercia, ma la sua azione è senz'altro notevole anche per diverse altre larve defogliatrici.
Nei parchi e nei giardini, possono diventare particolarmente auspicabili gli interventi localizzati su singole piante (se sono le sole ad avere bisogno di interventi) o su gruppi di esse, soprattutto mediante l'iniezione al tronco di antiparassitari o le pennellature di prodotti ad azione sistemica che riescono a rendersi efficaci senza dover imbrattare tutte le piante ed anche l'ambiente ad esse circostante. Questi interventi localizzati hanno già dato buoni risultati su alcune specie di piante ed altri se ne attendono nel prossimo futuro.
Il platano è stato per il momento una delle colture più studiate e su di esso si sono mostrati efficaci gli interventi per iniezione contro la tingide e contro il seccume provocato da gloeosporium platani.
Anche diverse altre applicazioni si stanno mostrando di notevole interesse. Infine, sono in corso di sperimentazione anche gli interventi basati sulle semplici pennellature al tronco con antiparassitari, alcuni dei quali hanno già fornito buoni risultati applicativi, per esempio contro gli afidi verdi infestanti il Prunus pissardi o gli afidi dell'ibisco o quelli delle rose.