Questa felce nota anche con il sinonimo di Struthiopteris germanica appartiene alla famiglia delle Polypodiaceae ed è, tra quelle rustiche al nord, una tra le più ornamentali, a mio avviso, perché le fronde formano, dalla primavera all'autunno, un cono, con la base rivolta verso l'alto, dell'altezza di 80-100 cm di un bel verde chiaro.
Il genere ricorda il fisico Carlo Matteucci (1800-1868) ed è costituito da quattro specie, tutte rustiche, originarie della Cina, Giappone, Nord America ed Europa centro-orientale. La specie in questione è quella Europea ed è così chiamata poiché la conformazione delle pinnule contratte delle fronde fertili ricordano le penne dello struzzo.
Mi è capitato due o tre volte di incontrarla allo stato selvatico. Ultimamente in una zona assai umida del Parco della Serra, la morena del Monte Bianco che con i suoi detriti divide il Biellese dal Canavesano di cui Ivrea ne è il capoluogo.

In giardino
In giardino va adoperata come se fosse allo stato naturale. Un bel gruppo di otto-dodici esemplari piantati a 40 centimetri uno dall'altro in un sito ombroso costituito da terra fibrosa e terriccio di foglie. Fate in modo che tra le piante non vi sia confusione ma bensì terra scura sulla quale possano risaltare le fronde color verde chiaro, le quali vanno viste soprattutto dall'alto. In tal modo saranno più evidenti le forme di cono. Mettetele ai lati di un sentiero, per esempio. Ricordate che le fronde non sono sempreverdi, di conseguenza è da evitare una posizione di troppo rilievo in giardino. 
Non va soggetta a malattie particolari, ma mostrerà una crescita stentata se costretta in un terriccio non adatto e se le irrigazioni non saranno regolari e frequenti soprattutto durante i periodi caldi dei primi tre anni dall'impianto.
Quando d'autunno la parte aerea della pianta secca lasciate che la natura faccia da sé, non toccate nulla. Se però siete amanti dell'ordine recidete le fronde e ponetele sul cespo per proteggerlo dalle imminenti gelate.
La moltiplicazione può essere effettuata vegetativamente dividendo i rizomi sotterranei in primavera o in autunno, oppure facendo germinare le spore su di un substrato torboso in cassone freddo ed ombreggiato.