Il giardino mediterraneo va soprattutto accettato. Accettato quando non può nascondere i suoi momenti di crisi che si manifestano in una sorta di patina polverosa e impalpabile che avvolge alcune piante nella stagione più difficile: l'estate. Molti invece non sopportano questa espressione spontanea della vegetazione che è una vera e propria denuncia della siccità come fenomeno naturale; vorrebbero forse vivere dove prosperano le felci arboree ed è per questo che riversano sul loro giardino intense piogge artificiali nella speranza di renderlo lussureggiante.
In verità la patina polverosa permane e in molti casi gli effetti di una umidità eccessiva su piante che hanno modificato i loro organi proprio per resistere alla secchezza, sono devastanti e a volte letali come può constatare chiunque abbia avuto la malaugurata idea di tappezzare la base degli ulivi con Ajuga reptans ad esempio.
Ci sono piante che addirittura dopo il loro momento di maggiore bellezza entrano in una fase di riposo vegetativo durante la quale le annaffiature, pur provocando una forte ripresa della crescita, aprono la strada alla morte improvvisa che si verifica entro breve tempo.

Fremontodendron californicum è una di queste ed è forse per tale motivo che non riesce ad avere il successo che merita in coltivazione, nonostante venga offerta sul mercato sempre in maggio e giugno quando è completamente fiorita.

Tuttavia non è una pianta longeva di natura a causa della crescita rapidissima che la caratterizza e quindi occorre non affezionarsi troppo all'esemplare che si coltiva, perché dovrà essere prima o poi sostituito. È impossibile resistere al fascino dei suoi grandi fiori isolati a forma di coppa che raggiungono 5-6 cm di diametro e sono di un giallo-oro così splendente da offuscare il rado fogliame sempreverde, seppure non privo di interesse.

Le foglie sono spesse, a tre lobi arrotondati, di colore verde opaco sopra, grigiastre e tomentose sotto. Anche i giovani rami sono ricoperti di un feltro brunastro che si stacca in parte al contatto ed è debolmente urticante come quello che avvolge gli appariscenti involucri cartacei che proteggono i semi.

Originaria del Sud California e dell'Arizona, questa bella pianta ha dimostrato un notevole adattamento nelle zone a clima mediterraneo anche meno favorite, superando indenne abbassamenti sporadici di temperatura fino a – 10 °C. Dove comunque simili gelate sono normali è conveniente coltivarla a spalliera, contro un muro esposto a sud o a ovest, dove potrà raggiungere anche 5-6 m di altezza.

Fremontodendron californicum è infatti un grande arbusto o piccolo albero che tende a formare un tronco principale e ad assumere un portamento eretto; per questa ragione, se opportunamente sostenuto da un tutore per alcuni anni, può anche essere impiegato nelle alberate cittadine una volta impalcato alla necessaria altezza. In giardino invece è meglio riservargli una posizione isolata, in pieno sole, ma non focale per la sua tendenza, come si è detto, ad uscire di scena in estate con quell'aria dimessa e casual che si ritrova.

Non abbisogna di potature e non va mai trapiantato a radice nuda; si propaga per seme e per talea, ma con una certa difficoltà che giustifica in parte il suo elevato prezzo di vendita.
È stato ottenuto un ibrido molto bello fra Fremontodendron californicum e Fremontodendron mexicanum, il 'California Glory' con fiori che raggiungono il diametro di 10 cm, ma al contrario di quanto accade normalmente è introvabile rispetto alla specie.