Le varie specie con i fiori o gialli o blu o porpurei hanno ispirato deliziose leggende presso vari popoli europei. Secondo Plinio il suo nome generico deriva da Genthios, re dell’Illiria nel II secolo a. C., che ne avrebbe fatto conoscere le virtù benefiche, ma ciò è molto improbabile perché fu un sovrano prepotente, dissoluto e crudele.

Impiego terapeutico
Si utilizzano il rizoma e le radici della genziana maggiore di almeno due anni. I componenti principali sono: zucchero, sostanze amare glicosidiche, psuedo-alcaioide genzianina, colorante giallo.

Aperitivo-digestivo
E’ l’amaro per eccellenza perché non è assolutamente tossico, non ha proprietà astringenti, non è irritante per lo stomaco, agisce stimolando le papille gustative e non eccita direttamente la mucosa gastrica. La genziana è utilizzata come aperitivo, come digestivo, per i disturbi dell’apparato gastrico: flatulenza, atonia intestinale, dispepsia. Inoltre è un tonico generale che aumenta il numero dei globuli bianchi, quindi accresce le difese dell’organismo.

Febbrifugo-Antimalarico
Questa azione è dovuta ad uno dei vari componenti: la genziopicrina che e usata specialmente da coloro che non tollerano la chinina.
Nell’Ottocento era il rimedio principe contro le febbri di qualsiasi natura e la malaria.

Gentiana maggiore

Per la bellezza
Per attenuare le efelidi e per normalizzare la pelle grassa, applicare per qualche minuto sul viso pulito compresse imbevute di un decotto di genziana.

In cucina
Vino alla genziana
E’ il più usato perché è facilmente somministrabile, il decotto è molto amaro.
Far macerare per 10 giorni 40 grammi di radice ben sminuzzata in un litro di vino bianco.
Filtrare e somministrare in piccole quantità prima dei pasti nella inappetenza; dopo i pasti come digestivo. Questa pianta è molto ricercata dall’industria liquoristica.