I frutti sono usati da secoli e Catone il Vecchio raccomandava un vino a base di bacche di ginepro come diuretico. Per avere dei galbuli ricchi di principi attivi, bisogna raccogliere in autunno quelli di due anni che sono di un bel colore blu-nero e si prelevano dalle piante che vegetano dai 200 ai 700 metri sul livello del mare.
Contengono: olio essenziale, una sostanza amara la «juniperina», resine, acidi organici, zucchero.

Impiego terapeutico
Diuretico
Le bacche o i preparati che contengono olio essenziale di ginepro stimolano fortemente le funzioni renali, quindi non si possono usare in presenza di malattie dei reni o in gravidanza. Soltanto chi ha l’apparato renato perfetto può utilizzare i frutti, comunque e sempre opportuno interpellare il proprio medico curante. E stato dimostrato che l’olio essenziale è in grado di raddoppiare la diuresi nell’uomo.

Balsamico
I frutti, caratterizzati da un intenso profumo aromatico, si usano per la cura delle bronchiti e delle malattie da raffreddamento perché calmano la tosse e favoriscono l’espettorazione.

Depurativo
Per depurare il sangue e per curare le affezioni della vescica e del fegato, il famoso abate KNEIPP consigliava di ingerire il primo giorno 4 galbuli, il secondo 5 e così via fino ad arrivare al quindicesimo giorno con 18 frutti. Poi si retrocede diminuendo di un galbulo al giorno.

Uso veterinario
Le bacche si usano in infuso per curare le affezioni intestinali e del fegato di tutti gli animali domestici. Varia naturalmente la quantità: da grammi 1-5 per i cani a g 30-60 per i bovini.
I frutti schiacciati si possono impastare col miele per facilitarne l’assunzione.

In cucina
Il ginepro si impiega come aromatizzante e digestivo nelle marinate, negli arrosti, con la selvaggina negli stufati. Serve anche per affumicare il prosciutto. Si preparano infusi alcolici come il gin che si ottiene facendo fermentare la polpa delle bacche mescolate ad altrettanta acqua e distillando il prodotto.
Se si ha la possibilità di bruciare le bacche nel camino, si profumano e si disinfettano gli ambienti.

Per la bellezza
L’infuso di bacche di ginepro si usa:
– come ultimo risciacquo dei capelli con forfora;
– aggiunto all’acqua calda della vasca contro artrite, lombaggine.

INFUSO DlURETICO E DISlNTOSSICANTE
Mettere un cucchiaio colmo di frutti di ginepro essiccati o freschi (ma schiacciati) in un quarto di litro di acqua bollente. Lasciare in infusione, per 10 minuti, filtrare e bere 1-2 tazze al giorno lontano dai pasti. Può essere usato anche come digestivo prendendone meta dose dopo i pasti.Il MATTIOLI (1500-1577) è celebre per i commenti su Discordie e per aver effettuato accurati studi su- tantissime piante. A proposito del ginepro lo raccomanda per bagni contro la gotta. La ricetta che riporta e quella usata in Boemia: «mettere 12 libbre di legno dì ginepro in acqua e far bollire finché il liquido si riduce di un terzo, filtrare, mettere il decotto in una vasca ed immergervi il malato controllando che le parti doloranti del corpo siano a contatto del liquido».
Dice il Mattioli: «Ho visto dei gottosi deformi per la malattia, inchiodati a letto, uscire dal bagno ristabiliti e riprendere le loro abituali occupazioni».