Ci sono piante capaci di adattarsi così bene ai diversi climi della nostra penisola che per loro Alpi o Sicilia non fanno differenza: sono belle ovunque e quindi possono rendere felice ogni italiano che le coltiva nel suo giardino. Potrebbero essere prese come simbolo dell'unità del Paese visto che alcune fanno parte della flora autoctona.
Il genere Hemerocallis, ad esempio, comprende due specie molto comuni in Italia – Hemerocallis flava e fulva – che nonostante siano state introdotte in epoca remota dalla Cina o dal Giappone dove sono originarie, possono ritenersi spontaneizzate ormai da oltre duemila anni.

Il nome di questa erbacea perenne con grosse radici tuberiformi, deriva dal greco e significa bellezza di un giorno perché i suoi fiori, molto appariscenti e simili a quelli di un giglio, fioriscono e appassiscono nell'arco di una giornata. Negli oltre 15.000 ibridi che finora si coltivano in tutto il mondo, tale caratteristica è stata allungata fino a tre giorni, ma in ogni caso dato che i fiori sbocciano in continuazione il fenomeno non è poi così evidente.

L'ibridazione ha notevolmente ampliato la gamma dei colori, per cui oggi è possibile scegliere fra il biancastro e tutte le sfumature del giallo e del rosso fino al lilla e al viola. Gli americani che sono dei veri esperti in questo campo, continuano le ricerche, ma Hemerocallis blu rimane un obiettivo dal quale siamo ancora molto lontani.

È il lungo periodo di fioritura che rende intramontabile il successo di questa pianta: esso va da maggio all'autunno se si scelgono le varietà precoci, medie e tardive, con alcuni vuoti nell'estate mediterranea difficilmente colmabili.
Si potrebbero impiegare le varietà di cosiddetta lunga fioritura e annaffiare copiosamente in agosto, ma il forte calore impedirà il raggiungimento di un buon risultato.
Per questi motivi anche nel nostro clima converrà astenersi da ogni apporto idrico, perché Hemerocallis fanno tesoro delle piogge primaverili e autunnali e aborriscono invece i ristagni che farebbero marcire le loro radici carnose.

Le foglie sono nastriformi, lunghe e spesso ricurve verso il basso; a metà della stagione molte seccano e andrebbero rimosse se si vuole che la pianta abbia sempre un bell'aspetto. A seconda delle varietà possono essere sempreverdi, semisempreverdi o caduche e pur essendo di crescita piuttosto lenta formano ceppaie larghe anche 60 centimetri che andrebbero divise dopo 7-8 anni. Quest'ultimo è il metodo di moltiplicazione più indicato per gli ibridi: si opera preferibilmente in settembre, ma senza attendere il momento di rinnovare la pianta, si separano con un coltello tagliente i polloni esterni quando sono ben maturi, badando di asportare una buona porzione di radici.

Hemerocallis si adattano a qualsiasi terreno di fertilità media e ben drenato, mentre le specie vengono bene anche in substrati aridi e poveri; la posizione preferita sarà in pieno sole o a mezz'ombra man mano che si coltiva verso il sud.

Dove metterli in giardino? Ovunque. Sia nelle bordure miste che isolati, badando solo a scegliere bene le varietà per prolungare la fioritura.