Quante volte ci è capitato di invidiare chi ha la fortuna di abitare in luoghi tranquilli, in prossimità del mare, di fronte a superbi panorami! Ce ne sono ancora in Italia: rustici isolati, diroccati, abbandonati da decenni che dopo un'abile e intelligente ristrutturazione si trasformano in magnifiche ville, perfettamente inserite nel paesaggio circostante. I guai per i proprietari vengono dopo, quando cominciano a mettere mano al giardino. Già avevano avuto un'idea del tipo di terreno durante i lavori effettuati dallo escavatore: quelle sottili lamelle di roccia frantumata di cui è costituito il sottosuolo, dovranno accogliere le radici delle piante! Amara scoperta, ma molto comune, perché le pendici collinari litoranee della nostra penisola sono quasi tutte così e i nostri antenati piantandoci l'olivo ne avevano ben identificato la vocazione.

Mai come in questi casi la scelta delle piante deve essere precisa e attenta se si vogliono evitare i più disastrosi fallimenti. Alcuni arbusti continueranno a stupire chi si chiede dove prendano la forza per apparire così in buona salute e crescere e fiorire in quell'inferno che è un terreno calestroso, arido, battuto da tutti i venti. Uno di questi è Medicago arborea, sempreverde, pianta dalla preziosa e lunga fioritura che inizia nel pieno dell'autunno e continua, senza interruzioni, fino all'estate. I fiori sono simili a quelli del pisello, raggruppati in cima ai rami e di un giallo unico, intenso e caldo. Le foglie, piccole e ovali, hanno una peluria grigiastra nella pagina inferiore, la stessa che ricopre i rami giovani; quelli adulti invece sono legnosi, bianchi e ben disposti a formare una densa massa di vegetazione che raggiunge con rapidità i due metri di altezza.
Dopo mesi di splendore la Medicago arborea vive un periodo di crisi in coincidenza della produzione estiva di numerosissimi baccelli a forma di spirale, contenenti i semi, che ne mutano completamente l'aspetto fino a farle perdere anche le foglie, se deve far fronte da sola alla siccità. Una veste comunque insolita e curiosa, per nulla spiacevole, destinata a rinnovarsi subito, alle prime piogge autunnali.