GENERE OPRYS – SEZIONE ARANIFERAE Reic. fíl.
Le specie e le sottospecie che compongono questa sezione sono circa una ventina; ovviamente non tutte si ritrovano in Italia.
Le caratteristiche morfologiche che la contraddistinguono sono:
– labello sempre interno con o senza gibbosità alla base;
– sepali riflessi (ripiegati verso il basso) o patenti (che divergono dall'asse dei fiori di circa 90').
Vista la scarsa importanza di queste suddivisioni, ho ritenuto di inserire in questa sezione anche l'Ophrys tirrhena, l'O. archipelaghi e l'O. morisil che il botanico Landwer, autore di queste suddivisioni, non cita ma che, secondo le caratteristiche del loro labello, dovrebbero appartenerne di diritto.

Ophrys sphegodes Miller
Orchidea ragno
Dalle mie parti è la prima a fiorire, è quella che indica l'inizio della stagione delle orchidee; a seconda del periodo di "sboccio", ci indicherà se le fioriture saranno regolari, in ritardo o precoci. La pianta ha un fusto di 10/50 cm ed è molto precoce come fioritura. La spiga è lassa, discretamente robusta con pochi fiori (3/10). I sepali sono verdi, mai bianchi o rosati, raramente in tutto o in parte soffusi di rossastro. Il labello è molto variabile a volte con gibbosità poco pronunciate, a volte assenti; la macchia di colore grigio/azzurro è molto irregolare simile ad una "H" o più raramente ad una "X" o ad un "p".La specie è diffusa in tutta l'Europa e si ritrova fino ad una altitudine di 1000/ 1200 m s.l.m. Fiorisce da febbraio a giugno su terreno calcareo, argilloso, su terreno sassoso o cespugliato con erbe basse in pieno o medio sole.
L'orchidea ragno fino a qualche anno fa era considerata una "capogruppo", una orchidea che possedeva un vasto numero di sottospecie e varietà; il botanico Sundermann ad esempio nel suo libro "Orchideen" pubblicato nel 1980 indica per la Ophrys sphegodes 14 ssp. ed almeno 4 o 5 varietà; il botanico inglese Huxley 12 ssp. ed alcune varietà. Oggi molte delle ssp. indicate hanno assunto valore di specie autonoma e moltissime altre sono state considerate di scarsissimo valore tassonomico e quindi sono associate insieme alle specie tipica; ovviamente non tutti sono d'accordo.
L'opinione più diffusa attualmente indica come ssp.:
Ophrys sphegodes Miller spp. sicula Nelson;
La più importante ed universalmente considerata. Pianta grande e robusta; sepali e petali di colore rosa o giallastro; labello intero, allungato con gibbosità presenti ma non troppo pronunciate; disegno ad "H" tipico. Apicola piccola ma presente. Areale: Sicilia ed Italia lungo la costa tirrenica.
Ophrys sphegodes Miller ssp. provincialis Nelson.
Indicata da alcuni autori come specie autonoma, l'orchidea di Provenza è molto simile alla Ophrys garganica, ma con petali allungati; bordo del labello sempre giallognolo, disegno spesso di forma intera, quadrangolare. Areale: Francia meridionale e forse Liguria.

Ophrys sphegodes, forma tipica

Ophrys sphegodes ssp. sicula

Ophrys sphegodes Miller ssp. precox Conias.
La più recente del gruppo; sepali e petali bianco rosati, fioritura molto precoce, febbraio/aprile.
Areale: endemica della Sardegna. Ophrys sphegodes Miller ssp. epirotica Golz & R. Sepali ben sviluppati, spesso soffusi di violetto o di rossastro; petali molto sviluppati di colore giallo; labello ampio fortemente trilobato con bordo giallo evidente.
Areale: endemica della Grecia ed Albania.

Ophrys sphegodes Miller ssp. panormitana Nelson.
Sepali bianchi o rosati; labello fortemente trilobato. Apicola piccola, ma presente. Areale: endemica della Sicilia. Quest'ultima sottospecie è di incerta e controversa determinazione. I pareri sono molto divergenti e discordanti; oltre ad essere considerata come una ssp. della sphegodes, viene classificata come:
Ophrys panormitana Landwer, quindi come specie autonoma;
Ophrys spruneri Soò ssp. sicula Nelson, quindi facente parte di un'altra specie, nota anche col sinonimo di: Ophrys spruneri Soò ssp. panormitana Soò.
Questa grande incertezza è dovuta alla grande variabilità e diversità dei fiori; a volte non è materialmente possibile una sicura identificazione; la diversità di alcune popolazioni di individui divergenti dalla specie tipica ha scatenato e scatena tuttora la fantasia dei botanici che a seconda delle mode del momento tendono a creare sempre nuove specie o nuove sottospecie.

Ophrys sphegodes ssp. panormitana, una classificazione controversa

Ophrys incubacea bianca ex Tod.
Sinonimi: O. sphegodes Miller ssp. atrata E. Mayer; O. atrata Lindley. Il nome "incubacea", orchidea "degli incubi" o orchidea "incubo", data alle specie, farebbe riferimento alla colorazione scura del labello, un po' cupa ed alla colorazione poco appariscente di tutto quanto il fiore. A mio avviso si tratta di una denominazione "poco indovinata e poco calzante", un po' troppo forte; la denominazione "atrata" data dal botanico Lindley, che significa "scura", seppure non valido ed illegittimo, in senso tecnico/botanico, è più calzante.
La pianta è robusta di 20/50 cm con pochi fiori (5/10) relativamente grandi. I sepali sono ben sviluppati, allungati ed un po' ripiegati in avanti, di colore verde a volte soffusi di rosso/brunastro; il mediato è piegato un po' in avanti. I petali sono lanceolati di colore verdastro, spesso più scuri dei sepali, spesso coi bordi ondulati. Il labello è di forma triangolare con due grosse gibbosità appuntite che presentano la parte interna priva di peluria. La forma della gibbosità è un carattere primario per una sicura identificazione della specie, in quanto esistono alcune O. sphegodes molto simili alla O. incubacea. I disegni del labello sono formati da due lunghe linee quasi lucide, di colore grigio scuro o blu nerastro, spesso riunite alla base. La specie predilige i medesimi tipi di terreno e lo stesso tipo di luminosità della Ophrys sphegodes tipica.
Areale: quasi tutta l'Italia, ma molto rara o localizzata al nord, più comune al centro/sud, presente nella Sicilia e Sardegna, abbondante nelle Puglie. Fioritura: da marzo a maggio.

Ophrys incubacea: si notino le gibbosità prive di peluria nella zona interna

Ophrys garganica O. & E. Danesh.
Orchidea del Gargano
Sinonimo: O. sphegodes Miller ssp. garganica Nelson.
Il nome "garganica" di questa specie è un chiaro riferimento del fatto che la specie venne localizzata per la prima volta nel Gargano dove è relativamente comune.
La pianta è generalmente molto robusta di 20/40 cm con pochi fiori di grandi dimensioni e con colorazione scura. I sepali sono verdastri, grandi e ben sviluppati. I petali sono molto larghi e lunghi di colore che va dal rosso ciliegia al marrone brunastro o al verde oliva, spesso con bordo di colore più chiaro ed a volte, ma molto più raramente, col centro più chiaro dei bordi. Il labello è molto ampio, senza o con minime gibbosità; spesso è circondato da peluria molto fitta. La macchia è molto evidente di colore scuro, molto grande, vagamente a forma di "H".
In molte parti dei sud Italia l'orchidea del Gargano, sostituisce la O. sphegodes tipica di cui conserva le medesime predilezioni in fatto di terreno e di luminosità. Areale: sparsa nell'Italia centro/meridionale ed al nord lungo la costa tirrenica, più comune in Puglia e molto abbondante al Gargano. Fioritura: marzo/maggio.

Ophrys garganica

Ophrys sipontensis O. & E. Danesh
Orchidea di Siponto
Sinonimo: O. sphegodes Miller ssp. sinpontensis Gumprect. La denominazione "sipontensis" fa riferimento alla località di Siponto, vicina a Manfredonia (FG) nel sud dei Gargano in cui è più abbondante e dove è stata ritrovata la prima volta.
La pianta è robusta di 20/50 cm con spiga lassa e con pochi fiori (3/7) di grandi dimensioni. I sepali sono ovali, molto ben sviluppati, di colore bianco, rosei o rosa carico. I petali sono molto grandi ed ampi, spesso col bordo ondulato, di colore rosa carico o rosso brunastro. Il labello è intero con gibbosità assenti o assai scarse, con colore che va dal rosso/porpora al bruno, con densa pelosità ai bordi. La macchia è molto variabile, lucida con forma riconducibile ad una "H" o ad una "U" rovesciata. La specie predilige il terreno calcareo, sassoso, con erbe basse in pieno sole.
Areale: attualmente è stata ritrovata solo al Gargano e località limitrofe. Fioritura: marzo/maggio.

Ophrys sipontensis

Ophrys araneola Reichenb.
Sinonimi: Ophrys sphegodes Miller ssp. litigiosa Becherer; Ophrys sphegodes Millers ssp. tomasinii Soò; Ophrys litigiosa Camus; Ophrys tomasinii Vis.
Dal gran numero di sinonimi si deduce che la nomenclatura di questa specie è molto controversa.
La pianta è esile di 20/50 cm con pochi fiori (3/8) piccoli. I sepali sono giallo/verdastri, raramente bianchi o rosati. I petali sono spesso molto lunghi, con bordo ondulato di colore giallo/verdognolo. Il labello è piccolo, rotondeggiante, di circa 8/ 10 mm, senza gibbosità o appena pronunciate e con margine giallognolo più o meno evidente, ma sempre attorno al labello.
L'Ophrys araneola è spesso frammista alla Ophrys sphegodes tipica ed esistendo individui che presentano forme di transizione tra le due specie, viene considerata da alcuni botanici come una ssp. o addirittura una semplice varietà della O. sphegodes.
La specie predilige lo stesso tipo di terreno e vive nei medesimi tipi di ambienti della O. sphegodes.
Areale: sud Europa; in Italia è presente sporadicamente nel nord e centro. Fioritura: marzo/aprile.

Ophrys araneola; evidente il bordo giallo che circonda il piccolo labello

Ophrys Bertolonii Moretti
Orchidea di Bertolonii
L'orchidea di Bertoloni o uccellino a specchio, è una pianta di piccole dimensioni, ma di portamento "robusto" e con pochi fiori (3/ 10) di dimensioni ragguardevoli; è una delle orchidee più ammirate ed apprezzate per la sua smagliante bellezza. I sepali sono di colore rosa o rosso porpora, a volte bianchi con venatura nel mezzo; sono ben sviluppati ed aperti. I petali sono appuntiti, più sottili dei sepali, pure di colore rosa o lilla, a volte molto intenso. Il labello è scuro, vellutato, ampio e con forma ricurva a mo' di sella, che ne fa il carattere distintivo principale. I bordi del labello sono ricurvi e con una macchia lucida di forma molto variabile, al centro. L'appendice è sviluppata e ben visibile.
Fioritura: da aprile a giugno. L'orchidea è tipica dei nord del Bacino del Mediterraneo; in Italia è presente ovunque, anche se localmente molto rara.
Dal punto di vista della nomenclatura questa specie non ha subito traversie: viene universalmente chiamata O. bertolonii, al contrario delle sue sottospecie o ex-sottospecie che hanno subito e tuttora subiscono continue riclassificazioni. Attualmente esistono tre indirizzi, tre scuole che considerano diversamente queste sottospecie e precisamente:
a) non esistono ssp. ma solo altre specie autonome;
b) sono tutte ssp. della O. bertolonii;
c) sono tutte ssp. ma della O. pseudobertolonii o bertoloniformis, che alcuni considerano lei stessa una ssp. della bertolonii.
In definitiva un gran caos, una grandissima incertezza; ogni nuova pubblicazione modifica e ricombina le "carte". Di una cosa però sembra esserci certezza: la O. bertolonii non possiede più sottospecie, che vengono inserite in un altro raggruppamento. Da parte mia, non sapendo che pesci pigliare, indicherò i vari sinonimi e lascerò ai posteri…
Le orchidee "incriminate" sono:
– ssp. bertoloniformis E. & O. Danesh;
– ssp. benacensis Delforge;
– ssp. catalaunica E. & O. Danesh.
La prima è ormai considerata come specie autonoma dalla quasi totalità dei botanici, ma la denominazione non è ancora univoca:
Ophrys Bertoloniformis O. & E. Danesh,
Ophrys pseudobertolonii Murr,
Ophrys saratoi Camus.
La ssp. benacensis e la ssp. catalaunica sono attualmente considerate come ssp. della O. bertoloniformis o suoi sinonimi.

Ophrys bertolonii

Ophrys pseudobertolonii Murr
Sinonimi: Ophrys bertoloniformis E. & O. Danesh; Ophrys saratoi Camus.
E un'orchidea di chiarissima origine ibrida; gli ancestori sono da ricercarsi tra la Ophrys bertolonii da una parte e la O. sphegodes, garganica, incubacea ed holoserica dall'altra, variamente mescolate.
La pianta è minuta, 10/25 cm con pochi fiori (2/5) più piccoli di quelli della O. bertolonii; i sepali, con base allargata, sono di colore verdastro a volte con intonazioni rossastre; il mediano è più stretto degli altri. I petali sono larghi, ben sviluppati di colore verdastro o anche brunastro; il labello è bruno peloso, intero, mai piegato a forma di sella come nella Ophrys bertolonii (carattere distintivo primario), con una macchia centrale grande, a volte divisa in due ravvicinate; l'appendice è molto piccola e spesso anche assente.
La specie riassume caratteristiche e forme che assomigliano a diverse specie vicine con una forte predominanza della O. bertolonii. L'ibridazione ed il rimescolamento dei caratteri, a mio avviso, ha prodotto una orchidea meno bella, meno spettacolare della bertolonii, in definitiva ha peggiorato l'aspetto, anche se debbo dire che a me le orchidee piacciono tutte indistintamente.
Fioritura: da marzo ad aprile.
Areale: Italia centro-meridionale.
In diverse zone la specie ha soppiantato per intero la più nota e più volte citata O. bertolonii. Alla specie sono state associate altre due sottospecie che precedentemente erano considerate vicine alla O. bertolonii: la ssp. benacensis e la ssp. catalaunica. Mentre la prima è reperibile in Italia, la seconda è endemica della Spagna, quindi non verrà trattata.

Ophrys pseudobertolonii

Ophrys pseudobertolonii Murr ssp. benacensis Bauman & K.
Sinonimi: Ophrys saratoi Camus ssp. benacensis Del Prete.
La denominazione "benacensis" deriva dall'antico nome latino dei Lago di Garda: Benaco. "Benacus" vuol fare riferimento al fatto che questa orchidea fu ritrovata per la prima volta attorno al lago. Il suo areale è ristretto, va dal Lago di Como fino alla pianura veneta.
Anche questa orchidea è di origine ibridogena, ma a differenza della capostipite O. pseudobertolonii, risente molto delle influenze della Ophrys holoserica. E' facilmente distinguibile sia dalla O. bertolonii, sia della pseudobertololonii per alcune caratteristiche:
– i sepali sono grandi, quasi sempre di colore rosso carico, molto raramente verdastri;
– petali lineari, allungati di colore rosso acceso;
– labello piatto, diritto, non piegato a sella, con bordo non arrotolato e con una macchia di disegno variabile di grandi dimensioni al centro.
Questa orchidea, a mio avviso, al contrario della pseudobertolonii, ha assunto, specie nelle colorazioni rosse più brillanti, un aspetto smagliante anche superiore a quello della Ophrys bertolonii.

Ophrys pseudobertolonii ssp. benacensis

Ophrys tarentina Goelz F.Y Reinford
La denominazione "tarentina" dato alla specie, fa riferimento alla provincia di Taranto, dove la specie ha l'areale. Si tratta di una orchidea di origine ibridogena, i cui ancestori (parenti), sono da ricercarsi tra l'Ophrys incubacea, l'O. garganica e la O. sphegodes, ma con grande influenza della incubacea.
La pianta è esile, di 20/30 cm, con pochi fiori (3/8). I sepali sono sottili, un po' ripiegati in avanti, verdognoli o biancastri. I petali sono allungati di colore giallo arancio od ocra o verde intenso, con margine ondulato. Il labello è ovale, intero, senza gibbosità o appena marcate di colore bruno scuro e con margine fortemente peloso. Lo specchio è formato da due linee parallele verticali a volte unite alla base, a volte ridotte a semplici macchioline a forma di occhio o di goccia.
La specie è molto rara e con areale ridotto alla Puglia centrale.
Fioritura: aprile/maggio.

Ophrys tarentina

Ophrys promontorii O. & E. Danesh
Orchidea dei Promontorio
Il nome "promontorii", dato alla specie fa riferimento al Promontorio del Gargano dove la specie è stata ritrovata la prima volta e dove è abbondante. L'orchidea dei Promontorio è di origine ibridogena; gli ancestori (parenti), si debbono ricercare tra le Ophrys bertolonii, bertoloniformis, incubacea e garganica, variamente mescolate tra loro, con una influenza maggiore della O. incubacea.
La specie è di piccole dimensioni, è alta, si fa per dire, 10/20 cm, raramente di più con pochi fiori (3/5) di piccole dimensioni. I sepali sono verdognoli; il centrale è più stretto dei laterali. In alcune popolazioni i sepali sono laterali sono molto ampi e dilatati. I petali sono pelosi col bordo ondulato, di colore bruno-rossastro o raramente verdastri. Il labello è intero, molto peloso di forma allungata di colore bruno scuro o porpora-nerastro. Lo specchio è lucido, di forma molto variabile, ma sempre di piccole dimensioni; a volte ridotto a macchiolina centrale, a volte diviso in due piccole parti a forma di occhiali a goccia. La classificazione della specie è abbastanza agevole con le orchidee che si mantengono nella tipicità, molto ma molto problematico con le altre. Dove la specie è più abbondante è facile trovare individui divergenti con forme derivanti ed insolite. L'areale è poco esteso, si tratta di una specie esclusivamente italiana, dove è presente nel centro/sud.
Fioritura: aprile.

Ophrys promontorii con lo specchio dalla forma un po' insolita

Ophrys arachnitiformis Gren & Philippe
Sinonimi: O. splendida Goelz & Reinhard; O. exaltata Ten. ssp. Arachnitiformis Del Prete; O. arachnites Reichard
Nel procedere alla classificazione delle Ophrys, i botanici si resero conto che c'erano alcune specie di orchidee diverse tra loro, ma tutte vagamente somiglianti alla O. sphegodes, che non era possibile classificare singolarmente in modo certo e definitivo; a seconda degli areali, tutti disgiunti tra loro, ma ben definiti, le varie specie assumevano differenze strutturali e morfologiche anche rilevanti e non costanti.
Fu creato il nome "arachnitiformis" modificando un po' il nome di "arachnites" coniato da Reichard nel 1772 per classificare molte altre Ophrys e con questo vennero individuate tutte quelle specie con l'intento di procedere ad eventuali ulteriori assestamenti quando si fossero chiarite un po' le cose.
La denominazione arachnitiformis è quindi servita come denominazione di "rifugio", quasi di "parcheggio"; quando ci si imbatteva in un'orchidea nuova con caratteristiche un po' diverse, ma in qualche modo riconducibili alla O. sphegodes, ecco saltare fuori la classificazione "arachnitiformis".
Oggi con questo nome si vuole indicare soprattutto la specie che è presente nel bacino del mediterraneo del nord/ovest, nonostante venga ancora usata per ritrovamenti anche del Gargano e della Sardegna.
La pianta è di piccole dimensioni, 15/30 cm con portamento robusto e con pochi fiori (3/10) di dimensioni variabili, in spiga lassa. I sepali sono ovali o oblunghi/ovali, coi bordi a volte ripiegati, di colore bianco, verde/biancastro o rosa più o meno carico. I petali sono un po' più corti dei sepali, oblunghi, ben sviluppati e coi bordi spesso ondulati; il colore è giallo o rosa più o meno carico, ma sempre più scuro dei petali. Il labello è intero, coi bordi ripiegati, a volte un po' curvo in avanti, altre volte allargato. Il margine dei labello spesso è più chiaro, a volte dello stesso colore giallognolo della O. araneola. Il disegno di colore grigio/azzurrognolo, è generalmente simile a quello della O. sphegodes, ma spesso si presenta di forma indefinibile quasi quadrangolare. Le gibbosità sono poco sviluppate, ma possono essere anche assenti. L'apicola è poco pronunciata.
Areale: la specie tipica si incontra nel Sud della Francia, nel Nord/est della Spagna, nella Liguria.
Fioritura: marzo/aprile.

Ophrys arachnitiformis  forma tipica

Ophrys archipelaghi Goelz & R.
Sinonimi: O. exaltata Ten. ssp. archipelaghi Del Prete; O. arachnitiformis (non Gren & Philippe).
La denominazione "archipelaghi" fa riferimento all'arcipelago di Korcula in Jugoslavia dove l'orchidea è stata ritrovata per la prima volta. Il sinonimo O. arachnitiformis (non Gren & Philippe), significa che la specie è stata anticamente considerata una Ophrys arachnitiformis, ma non uguale a quella descritta da Gren & Philippe, una specie simile, ma un po' diversa al tempo stesso. E' una nuova arrivata, essendo stata classificata solo nel 1986; è una specie poco nota di cui si sente parlare molto raramente; di tutte le pubblicazioni recenti sulle orchidee solo Del Prete ne fa menzione.
La pianta è di alta statura, 25/50 cm con pochi fiori (3/8) di dimensioni medie. I sepali sono ovato/lanceolati di colore bianco/verdastro o verde; a volte anche sfumati di rosa nella parte inferiore. I petali sono lanceolati, più piccoli dei sepali, a volte coi bordi ondulati, di colore giallo/verdognolo più o meno carico. Il labello è intero, peloso al margine, di colore bruno più o meno intenso, di forma simile a quello della O. sphegodes. Lo specchio è molto variabile, con disegno complesso riconducibile ad una "H", spesso coi bordi orlati di bianco o di giallognolo. L'apicola è ridotta, appuntita e rivolta in avanti.
Areale: la specie è molto rara, è tipica della Jugoslavia centrale; in Italia si trova, in poche stazioni al Gargano. Fioritura: aprile.

Ophrys archipelaghi

Ophrys tyrrhena Golez & Reinhard
Orchidea tirrenica
Sinonimi: O. holserica Greuter ssp. exaltata Landwer; O. fuciflora Moench ssp. exaltata Nelson; O. Exaltata Tenore ssp. tyrrhena Del Prete; O. Exaltata Tenore; O. arachnitiformis (non Gren & Philippe). Dato il grande numero di sinonimi, è evidente che su questa specie o presunta tale, ci sono, manco a dirlo, pareri molto discordi, dovuti alla estrema variabilità, instabilità dei caratteri ed anche alla rarefazione e spezzettatura degli areali. L'origine ibridogena della specie tra l'O. sphegodes e l'O. holoserica o loro sottospecie, fa sì che le caratteristiche morfologiche debbano essere spesso rapportate a loro. Secondo diversi autori l'O. tyrrhena dovrebbe fare parte dell'eterogeneo gruppo "exaltata" che è sorto secondo le medesime ragioni e modalità con cui è sorto il gruppo "arachnitiformis". Il nome "tyrrhena" è un chiaro riferimento all'areale della specie: la costa Tirrenica appunto, dove è reperibile e dove è relativamente più abbondante.
La pianta è robusta, alta 20/40 cm con pochi fiori (3/8), di dimensioni medio/grandi. I sepali sono ben sviluppati, ovali-lanceolati, un po' ripiegati in basso. Il loro colore è rosa più o meno carico o bianco o bianco/verdastro con venatura centrale verde evidente. I petali sono lanceolati o ovali/lanceolati o lineari, lunghi all'incirca la metà dei sepali, a volte col bordo ondulato; il loro colore è verde oliva o giallognolo o violetto/porpora intenso. Il labello è bruno scuro, vellutato, intero o raramente trilobato, a volte molto simile a quello della O. sphegodes, quindi ripiegato, a volte a quello della O. holoserica, quindi coi bordi allargati. Le gibbosità sono solitamente piccole, ma possono essere anche assenti. Il disegno è di forma variabile, spesso simile a quello della O. sphegodes, a volte a quello della O. holoserica, ma anche di forma più complessa di una "X" ramificata o ridotta a goccioline unite da un tratto trasversale. L'apicola è generalmente appuntita, ridotta, ma raramente è tripartita, in questo caso però è più piccola e ridotta di quella della O. holoserica.
Areale: regione litoranea tirrena, dalla Toscana alla Campania; si incontra anche all'interno, nell'Umbria e nel Salernitano; segnalata a Capri e nella Corsica. La specie viene segnalata anche per la Sardegna ed al Gargano, ma a mio avviso si dovrebbe trattare di O. arachnitiformis non Gren & Philippe che non hanno ancora una collocazione definitiva. Fioritura: marzo/aprile.

Ophrys tyrrhena con il labello tipo O. sphegodes

Ophrys morisii Ciferri & Giacomini
Sinonimi: O. aranifera Hodson ssp. morisii Martelli; O. exaltata Ten. spp. morisii Del Prete; O. arachnitiformis (non Gren & Philippe).
La specie era considerata come facente parte del gruppo "arachnitiformis", ora viene valutata da diversi autori come una "buona specie", che in gergo botanico significa che può essere classificata come specie autonoma, seppure con qualche dubbio.
Esistono però altrettanti autori che la considerano al massimo come ssp. locale di un qualche gruppo eterogenee chiamato "exaltata" o ancora come "arachnitiformis"; la lotta per la nomenclatura prosegue "senza esclusione di colpi".

Ophrys morisii, disegno atipico

Ophrys morisii disegno a forma di "H"

La pianta è di aspetto robusto, alta 15/40 cm con pochi fiori (2/7) di dimensioni medie. I sepali sono sviluppati, di forma quasi triangolare; sono di colore biancastro, a volte soffuso di rosa, o sono rosa pallido fino a rosa carico. I petali sono lanceolati o ovato/lanceolati, sono più piccoli dei sepali, a volte coi bordi ondulati. Il loro colore è giallo, rosa più o meno carico, rosso o rosso bruno. Il labello è ovale, quasi sempre dilatato, a volte ripiegato in sotto, di colore bruno scuro orlato da fitta peluria.
Le gibbosità sono piccole. Il disegno è estremamente variabile, a volte di forma riconducibile ad una "H", ma più spesso di "fantasia", con motivi insoliti a macchioline, cerchietti e linee. L'apicola è discretamente sviluppata ed è rivolta in basso. Ovviamente la descrizione morfologica deve essere intesa per la specie tipo; data la variabilità di questa specie è quasi impossibile trovare due fiori con i disegni uguali o con caratteristiche uguali.
Areale: endemica della Sardegna.
Fioritura: aprile/maggio.