Etimologicamente il nome deriva da «Kipris» che vuol dire Venere (uno dei suoi innumerevoli nomi) e «pedilum» che significa scarpa, quindi letteralmente scarpa di Venere. La nomenclatura del genere venne data da Linneo nel 1753 e da allora, strano ma vero, non ha subito modifiche, anche se la dizione è errata; il nome giusto dovrebbe essere Cypripedilum non Cypripedium; tale nome non è mai stato corretto e tale è usato tuttora. Al genere appartengono i fiori più grandi, più esotici, più vistosi e colorati di tutte le orchidee spontanee europee.

Particolare del labello di Cypripedium calceolus

 

Il nome di scarpetta, in verità molto azzeccato, gli viene dato in quanto il labello ed i sepali laterali del fiore, si sono saldati insieme a formare un sacchettino aperto in alto molto somigliante ad una scarpetta appunto.
Delle tre specie europee: Cypripedium macranthos, Cypripedium guttatum, Cypripedium calceolus le prime due sono orientali, Polonia e Russia, la terza, molto rara, è tipica delle montagne dell'Europa occidentale, Pirenei, Balcani, Alpi Scandinave ecc. In Italia si rinviene con una certa «abbondanza» (si fa per dire) sulle Alpi e molto raramente nell'Appennino centro / settentrionale.
Tutte le specie del genere. effettuano un forte richiamo dell'insetto bottinatore, col profumo del fiore e coi colori vivaci del labello; una volta che l'insetto è entrato nella scarpetta, si trova impossibilitato ad uscire per la stessa via da cui è entrato in quanto il labello presenta un bordo ripiegato in dentro; l'unica via possibile rimane un pertugio che porterà l'insetto a stretto contatto con gli organi sessuali del fiore. Peli, strettoie faranno sì che all'insetto si appiccichino sul corpo le masserelle di polline (non pollinodi) che una volta a contatto con un'altra scarpetta provvederanno alla «fecondazione incrociata». Si tratta in definitiva di una «quasi trappola».
I fiori hanno 2 stami e 3 stigmi di cui 2 fertili, per cui il genere Cypripedium è considerato una sottofamiglia di orchidee particolare, le Cypripedioidee, e da alcuni botanici come una nuova famiglia intermedia tra quella delle liliacee e quella delle orchideacee.

Pianta del labello di Cypripedium calceolus

 

Un raro esemplare di Cypripedium con due fiori

Cypripedium calceolus (Scarpetta di Venere)
E' la più bella e più vistosa delle orchidee italiane, da sempre soggetto preferito dei fotografi naturalisti; purtroppo a causa di una inconsulta, pesante e dannosa raccolta è scomparsa da intere regioni, in altre è divenuta rarissima, quasi sorvegliata a vista.
La stupenda scarpetta fiorisce nelle zone cespugliose o nei boschi su terreno calcareo nei mesi di giugno-luglio, fino ad una altitudine di 2000 metri.
La pianta è molto appariscente con fusto di 20-60 cm con foglie grandi, ovali tutte all'incirca della stessa grandezza che presentano una evidentissima nervatura.
Generalmente un solo fiore per pianta, molto raramente due o tre di notevole vistosità, leggermente profumato e vivacemente colorato di giallo vivo nel labello e rosso brunastro nei sepali.
La raccomandazione di non strappare o raccogliere le orchidee in questo caso diventa quasi una supplica: non strappate questi nobili e rarissimi esemplari della flora italiana, facciamo in modo che anche i nostri discendenti possano deliziarsi di tanta bellezza.